Youtube è il terzo sito al mondo più visitato dopo Google e Facebook.

È una piattaforma di video sharing molto utilizzata per condividere contenuti multimediali e ogni giorno vengono aperti centinaia di nuovi canali, che diventano per molti, fonte di guadagno.

YOUTUBE PER L'AZIENDA

Youtube è una delle risorse più preziose per gli operatori di marketing, basti pensare al grande successo ottenuto da Instagram e al famoso Instagram Marketing.

Il famoso slogan di Youtube, “Broadcast Yourself” è la sintesi perfetta del successo del sito, oggi gli utenti sono miliardi ed è il motore di ricerca numero due dopo il classico Google Search.

Un altro punto a favore di Youtube è che la condivisione dei video sui server è molto semplice, gratuita e permette di guadagnare, sia grazie alla pubblicità che alla visibilità che il portale può garantire a brand e prodotti.

MA COME REALIZZARE UNA STRATEGIA DI MARKETING?

Per una strategia di marketing vincente bisogna puntare su contenuti di qualità e proporre qualcosa di nuovo e originale.

Di fatto ci sono alcune tipologie di video che riscuotono maggiore successo sulla piattaforma, tra cui:

  • Video tutorial;
  • Video che smuovono la sensibilità;
  • Video su passioni ed hobby;
  • Video di cose mai viste.

 

In questo caso un’azienda deve produrre dei video che suscitano qualcosa negli utenti ma che restano coerenti con il proprio marchio.

Attenzione a non creare dei video troppo lunghi.

Inoltre, bisogna curare il canale del brand, creare video e playlist per temi, inserire un logo aziendale personalizzato e un’immagine di background per riflettere i valori e l’identità del brand.

YOUTUBE PER L'AZIENDA

Non basta produrre un video e caricarlo sul canale Youtube per avere visualizzazioni.

Scegliere i tag con gli argomenti giusti permette al video di andare a posizionarsi tra i video correlati di quel determinato argomento, in questo modo chi effettua una ricerca attraverso quello specifico tag potrà visualizzare anche il vostro video tra i tanti presenti su Youtube.

Per ottenere un buon posizionamento del video, bisogna anche fare una buona valutazione nella scelta del titolo e della descrizione, mettere in pratica tutti gli accorgimenti SEO del caso per riuscire a raggiungere un buon numero di utenza in poco tempo.

Fonte: https://youtubevisualizzazioni.com/

TikTok è una piattaforma di social media, uno strumento utile per avvicinare nuovi utenti al tuo marchio e ai tuoi prodotti. Come funziona?

TIKTOK PER L'AZIENDA

TikTok nasce nel 2016 ed è a oggi uno dei più grandi social media al mondo.

A gennaio 2022, in Italia si sono registrati circa 9 milioni di utenti, e fra questi, 2,7 milioni sono attivi mensilmente. Inoltre è la piattaforma di social media con la media di tempo speso più alta in assoluto: 52 minuti al giorno.

La piattaforma offre diverse possibilità:

  • intrattenimento per gli utenti,
  • canale di marketing per le aziende.

 

Infatti, l’audience principale è la Generazione Z, circa il 66% degli utenti su TikTok ha meno di 29 anni e costituisce un gruppo target interessante per molti negozi online.

Il punto di forza di TikTok è che permette di sfruttare la creatività degli utenti per aumentare la visibilità dei brand e l’engagement.

Come anticipato si tratta di una piattaforma di social media, dedicata però alla creazione e alla condivisione di brevi video musicali.

L’app, precedentemente conosciuta come musical.ly, viene usata dagli utenti che desiderano esprimersi artisticamente. Ed è qui che risiede la chiave del successo di TikTok: la piattaforma offre la possibilità di creare contenuti autentici e divertenti.

Rispetto ad altre piattaforme di social network, TikTok si distingue perché è l’unica che si concentra esclusivamente sui contenuti video.

TIKTOK PER L'AZIENDA

TikTok offre anche formati pubblicitari. Ciò ti consente di raggiungere i tuoi potenziali clienti attraverso il targeting specifico per il tuo pubblico.

1. Pubblicità nativa

Il Native advertising, o pubblicità nativa, è una forma di annuncio pubblicitario specificatamente rivolta a generare interesse negli utenti.

Questi annunci video possono variare da 5 a 15 secondi, appaiono in modalità a schermo intero (9:16) e con un audio. Se il tuo obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza e le prestazioni, questo è il formato migliore.

È possibile inserire un pulsante di chiamata ad azione (CTA), che può portare gli utenti a una landing page, a una pagina di download, o inviarli a una pagina di sfida hashtag.

Inoltre, altri utenti possono condividere l’annuncio su altre piattaforme di social media e quindi è possibile attirare maggiormente l’attenzione sul proprio annuncio.

2. Annunci per le sfide

Le aziende possono avviare una tramite gli annunci a pagamento. Tramite gli annunci, un’azienda può scegliere un hashtag che verrà visualizzato dagli utenti all’interno della pagina “Scopri”.

In questo modo le aziende possono aumentare la loro visibilità e il coinvolgimento dei clienti.

3. Annunci di acquisizione del marchio

Gli annunci di acquisizione del marchio sono un formato molto esclusivo. L’annuncio appare direttamente quando gli utenti aprono l’applicazione. Può trattarsi di una foto o una GIF che rimane sullo schermo per tre o cinque secondi.

Questo formato di annuncio attira sicuramente molta attenzione, e rappresenta un formato ideale per chi vuole aumentare la notorietà e la portata del proprio marchio.

4. Filtri e lenti con marchio

Questo formato pubblicitario offre l’uso di oggetti 3D, filtri per il viso e altro ancora. Quando gli utenti creano video sulla piattaforma, possono scegliere tra diverse lenti che aiutano a rendere il loro contenuto più attraente.

TikTok offre agli inserzionisti la possibilità di creare le proprie lenti di marca con un team creativo.

5. Influencer

Gli influencer sono diventati un elemento importante di TikTok e hanno ottenuto una grande quantità di followers e notorietà. Ognuno ha il proprio stile personale e crea contenuti interattivi che incoraggiano un gran numero di utenti a interagire con i loro contenuti.

Fonte: https://business.trustedshops.it/blog/

LinkedIn è lo spazio pensato per i professionisti, affinché possano scambiarsi contatti, pubblicare annunci di lavoro e informare i propri collegamenti sulle news del proprio settore.

Il primo passo per iniziare ad utilizzare la piattaforma consiste nel creare una pagina per pubblicizzare la propria figura di professionista o la propria azienda.

La pagina LinkedIn è come una vetrina che permette di mostrare al pubblico sia le informazioni generali sulla propria attività, sia ciò che fai in veste di lavoratore. Le persone possono così scoprire molto di più sul tuo lavoro e sul tuo marchio.

Linkedin per l'azienda

Esistono due modi diversi per utilizzare LinkedIn: puoi essere uno spettatore, oppure un attore. Questo significa che puoi farne un uso passivo o un uso attivo in base ai risultati che desideri ottenere.

Quando parliamo di uso passivo ci riferiamo all’abitudine, spesso condivisa dagli utenti che non si pongono particolari obiettivi da raggiungere, di scorrere il feed leggendo i post pubblicati da altri professionisti, magari mettendo un like o condividendo un contenuto particolarmente apprezzato.

Questa attività ti mantiene ai margini del mondo professionale perché non esponi nessuna opinione, non commenti e non ti colleghi con altre persone.

Ma se tu ti stai chiedendo come si usa LinkedIn per l’azienda, d’ora in poi ci concentreremo su come fare social selling e come promuovere l’azienda sul social media.

Linkedin per l'azienda
Ecco le azioni principali da svolgere:
  • Pubblicare regolarmente: per aumentare la consapevolezza del marchio in un ambiente prettamente professionale (in termini di impatto e di visibilità);
  • Ottimizzare i propri post;
  • Sfrutta la forza del live (le live coinvolgono il pubblico 24 volte di più rispetto ad un video registrato e mandato in onda in differita);
  • Crea campagne pubblicitarie.

Qualunque obiettivo di marketing tu voglia raggiungere, inserire LinkedIn all’interno della tua strategia social media ti consente di espandere la tua rete professionale, trovare nuovi clienti e aumentare la tua autorevolezza nel settore.

Se gli altri social media ti permettono di rimanere in contatto con il cliente finale, LinkedIn ti consente di costruire la tua credibilità nel mondo professionale all’interno del quale operi.

LinkedIn sarà infatti il tuo più grande alleato nel mondo professionale.

Fonte: https://www.mirkocuneo.it/

La lead generation rappresenta la raccolta dei contatti di potenziali acquirenti. E’ uno strumento fondamentale poiché consente di ottenere dati e informazioni.

Questi lead di fatto forniscono i propri dati all’azienda perché interessati ai suoi prodotti o servizi. Si tratta quindi di contatti in target, che possono essere accompagnati attraverso il funnel fino a diventare prospect ed eventualmente clienti fidelizzati dell’azienda.

La lead generation può avvenire sia online che offline, ma il mondo digitale è particolarmente adatto a generare lead di qualità. Gli utenti infatti ora scelgono di interagire con un’impresa, in base alle informazioni che hanno già ottenuto in maniera autonoma.

Come si crea una campagna di L. generation? Come prima cosa si dovrà scegliere e definire:

  • gli obiettivi da raggiungere
  • gli strumenti adatti
  • i canali da usare
  • il lead magnet (incentivo scaricabile gratuitamente da un sito web tramite il rilascio di dati – solitamente nome, cognome, numero di telefono o mail).
lead generation
I migliori strumenti e canali

Limitandoci al mondo online, alcuni dei principali strumenti per generare contatti di qualità sono:

  • content marketing
  • social media marketing
  • SEO (Search engine optimization)
  • SEM (Search Engine Marketing)
  • email marketing

 

Tutti gli strumenti in elenco possono essere utilizzati per canali diversi ma i principali sono: il sito web dell’azienda, il suo blog ed i social media.

Fondamentale per il successo della vostra campagna è la scelta del lead magnet. Letteralmente “calamita per lead”, un lead magnet è un contenuto di qualità offerto agli utenti, che li convince a fornire i loro dati.

La parola chiave è: utilità. Che si tratti di contenuti informativi o di altro tipo, il magnet dev’essere qualcosa di cui gli utenti hanno bisogno, qualcosa di utile o interessante. Solo così può catturare la loro attenzione e convincerli dell’autorevolezza e affidabilità dell’azienda.

Alcuni esempi:

  • buoni sconto
  • prove gratuite
  • webinar e contest
  • tutorial
  • template e moduli
  • ebook gratuiti
  • white paper

 

Esistono molte altre opzioni. La scelta del lead magnet migliore dipenderà dai servizi dell’azienda e dalle necessità e preferenze del target. Enjoy!

Fonte: turatti.digital

L’Inbound Marketing è una filosofia aziendale di marketing, che consiste nel fornire informazioni all’utente di forma non intrusiva, facendo in modo che sia lui a trovare la tua azienda e i suoi contenuti. L’Inbound consiste in un insieme di strategie digitali e di mercato, con le quali attirare traffico di qualità su blog, pagine web aziendali o business online di aziende e liberi professionisti.

L’inbound marketing di fatto consente di:

  • aumentare il traffico web;
  • migliorare il posizionamento;
  • migliorare l’immagine del proprio brand;
  • fidelizzare gli utenti;
  • aumentare la credibilità;
  • aumentare l’interazione con gli utenti.
INBOUND MARKETING

Inbound marketing si basa su concetti diversi e/o opposti a quelli della pubblicità tradizionale. Ma scopriamo le sue peculiarità:

  • Si basa su azioni spontanee dell’utente, solitamente alla ricerca di informazioni e contenuti significativi.
  • Non c’è mai alcuna forzatura. La fidelizzazione avviene in modo naturale senza costrizioni.
  • Il canale pubblicitario non difende da terzi ma è l’azienda stesso che lo gestire e controlla (svincolamento da agenzie terze).
IL CUORE DELL’INBOUND MARKETING SONO I CONTENUTI
INBOUND MARKETING

I contenuti sono la chiave per il successo, oramai lo sappiamo, ma come posiamo differenziarli? Quali sono i contenuti utili alla strategia dell’inbound marketing?

Contenuti per attrarre

Servono a informare il pubblico target e a permettergli di approfondire la ricerca sul proprio bisogno:

  • Articoli del proprio blog aziendale
  • Campagne adv sui social media
  • Post sui social media
  • Video virali
  • Search Engine Optimization (SEO): Ottimizzare il proprio sito e i contenuti affinché risulti posizionato nei primi risultati di ricerca e visibile agli utenti in target.
  • Search Engine Marketing (SEM): Sponsorizzare degli annunci sui motori di ricerca affinché il proprio brand esca sopra i risultati dei competitor sulle parole chiave prescelte.
  • Tutorial
Contenuti per convertire

Contengono le soluzioni al bisogno delle Buyer Personas e puntano a convincerle a concedere il loro contatto in cambio del contenuto:

  • E-book
  • Webinar
  • Podcast
  • Infografiche
  • Manuali e guide
  • Studi e dati statistici
  • Sondaggi
Contenuti per chiudere

Una volta generato il primo contatto, è fondamentale continuare a informare il Lead sull’esistenza dell’azienda e su come questa sia in grado di soddisfare i suoi bisogni:

  • Direct Email Marketing con promozioni e sconti
  • Newsletter editoriale con articoli dal blog aziendale
  • Newsletter per ricorrenze di calendario
Contenuti per deliziare

Devono convincere il cliente a continuare ad acquistare e consigliare l’azienda ad amici e/o colleghi:

  • Email con richiesta di feedback sull’esperienza di acquisto
  • Email con sconto riservato a chi consiglia il brand
  • Email di follow-up post vendita con sondaggio di gradimento

Fonte: inretedigital.it, it.semrush.com

Tra le strategie più efficaci per fare brand awareness e lead generation troviamo il blog e il vlog che, sebbene sembrino simili per assonanza, sono in realtà due contenuti molto diversi tra loro, che a volte possono essere persino complementari.

BLOG VS VLOG
COS’È UN BLOG

Il blog è una piattaforma parte di un sito web, ricca di contenuti testuali spesso rafforzati da immagini e/o video.

Solitamente si tratta di un insieme di articoli che seguono un filo conduttore. Ad esempio, la sezione del nostro sito dedicata ai blog, segue un tema annuo che accomuna tutti i blog pubblicati durante l’anno solare – l’anno scorso tutti i blog parlavano di odontoiatria (in base al nostro target di riferimento) e quest’anno parleranno tutti di temi legati al mondo social, marketing e comunicazione.

Il blog è di fatto uno strumento che, sebbene non sia certo l’ultima novità nel settore del marketing digitale, rimane molto potente soprattutto in termini di content marketing aziendale per intercettare nuovi clienti e convertirli – in questo senso è molto importante per le aziende investire su un blog integrato nel proprio sito web.

BLOG VS VLOG
COS’È UN VLOG

A differenza del blog, il vlog si basa principalmente su contenuti video, che possono essere condivisi su piattaforme come YouTube, Vimeo, Instagram, Facebook e TikTok.

Si sà, i contenuti video sono quasi sempre efficaci poiché solitamente sono immediati e facili da fruire per gli utenti, oltre ad essere avvantaggiati dagli algoritmi sui social. Tuttavia, essendo caricati su un unico canale non proprietario rischiano di non raggiungere una fetta di pubblico ampia come quella del blog, e sono ovviamente soggetti alle regole del singolo canale (ad esempio in termini di durata).

Scegliere tra blog e vlog per potenziare la propria presenza online e comunicare con il pubblico è una scelta essenziale.

Se si desidera interagire con utenti che sono in cerca di informazioni e approfondimenti su un argomento preciso, un blog con articoli, immagini e contenuti curati è sicuramente uno strumento molto potente.

Se l’obiettivo invece è quello di connettersi emotivamente con il pubblico, trasmettendo emozioni e valori del brand, magari con una audience che passa molto tempo sui social media allora il vlog è una scelta preferibile.

Fonte: italiaonline.it

Il piano editoriale è un documento che serve a pianificare la pubblicazione di contenuti social e/o web.

Per creare un piano editoriale performante, in prima battuta si dovrà stabilire la propria strategia. Ma cosa fare per renderla efficace?

  • Conoscere il proprio brand: È fondamentale conoscere a fondo il proprio brand per individuare il proprio target di riferimento (buyer persona) e il messaggio più appropriato da comunicare.
  • Studiare il proprio target e i propri competitors;
  • Studiare o correggere il proprio tone of voice: Il tono che si utilizza quando ci si rivolge ai propri utenti tramite post/blog e contenuti vari è molto importante. Definisce chi si è e che tipo di rapporto piacerebbe ottenere con il tuo target.
  • Essere creativi: Non tutti i post devono essere promozionali o concentrati sulle proprie attività commerciali. Si rischia infatti di annoiare i propri utenti che potrebbero decidere di togliere il famoso “follow”. Per questo bisogna essere creativi e dedicare parte dei propri contenuti all’intrattenimento.
IL PIANO EDITORIALE

Il piano editoriale è per questo un documento importantissimo e per questo dovrà essere realizzato e studiato in base alla piattaforma di destinazione. Di seguito analizzeremo le più famose: Facebook e Instagram.

FACEBOOK

Di seguito le regole più importanti per la corretta realizzazione di un piano editoriale per la piattaforma Facebook:

  • Definizione del target: Come anticipato conoscere il proprio target permette di creare dei contenuti adatti ed interessanti.
  • Conoscere i competitor: Questo non solo per distinguersi e offrire un prodotto/servizio superiore ma soprattutto per osservare ed emulare le scelte strategiche vincenti.
  • Creare contenuti interessanti e di alto livello: Che siano blog, vlog, video promozionali o semplici testi di didascalie è importante essere originali ed in grado di intrattenere ed incuriosire il proprio target di destinazione.  Pertanto attraversi i propri contenuti si dovrà informare, divertire ed emozionare: solo così si creerà il desiderio nell’utente invitandolo poi a rispondere positivamente alla call to action.
INSTAGRAM

Se le regole di base rimangono le stesse appena elencate per la piattaforma Facebook, per Instagram dovremmo aggiungere alcune accortezze:

  • Dare importanza agli hashtag;
  • Pubblicare immagini e video di alta qualità e risoluzione;
  • Ricercare i giusti influencer.
IL PIANO EDITORIALE

È facile ora comprendere come lo sviluppo di un piano editoriale personalizzato rappresenti il primo passo verso il successo delle proprie piattaforme social.

Fonte: www.web-brand.it

” La persuasione, alla fine, consiste nell’indurre a prendere una decisione… “

” La persuasione non riguarda il potere, la coercizione o la forza. Parla di comprensione, esplorazione e, infine, scelta.

Kevin Eikenberry

Come da citazione, la persuasione è una scelta attraverso cui chiediamo agli osservatori di adottare il nostro punto di vista, che può essere un prodotto, un’idea, un cambiamento sociale o qualcosa che vogliamo che i destinatari facciano al nostro posto.

 

Persuadere quindi non significa forzare poiché noi non abbiamo alcun potere sul nostro pubblico. Ciò a cui mira la persuasione è di indurre i nostri destinatari ad agire nel loro interesse, traendone un vantaggio personale. In parole povere, significa essere in grado di influenzare.

LA PERSUASIONE ONLINE

È sempre più chiaro che nella comunicazione visiva e mobile di oggi tutti noi dobbiamo imparare a persuadere. La comunicazione visiva e la narrazione sono ora competenze aziendali e sociali indispensabili, perché servono a farsi strada attraverso il rumore per far sentire il nostro messaggio.

Per questo le immagini persuasive non sono più appannaggio esclusivo del designer professionista, ma piuttosto una capacità di comunicazione necessaria per tutti (soprattutto per chi crea e gestisce i contenuti che approdano nel web).

Un’immagine è quindi molto più di una semplice figura, è una vera e propria rappresentazione visiva di un messaggio e di un’emozione. Le immagini quindi devono essere efficaci, per toccare mente e cuore e persuadere i nostri destinatari.

L’obiettivo della persuasione è mettere in moto il pubblico.

Per farlo dobbiamo far si che veda il nostro messaggio, lo comprenda e desideri passare all’azione (call to action).

Persuadere rappresenta quindi l’obiettivo di chiunque offra/venda i suoi prodotti e servizio online. È la conversazione attiva che si vuole instaurare con i nostri destinatari, affinché si fidino di noi e passino all’azione.

La persuasione è positiva o negativa?

“Persuasione” è una parola neutra.

Il suo carattere dipende dall’onestà intellettuale del mittente, dalla scelta, dallo scopo e dal risultato.

Cap I: “Il Potere della persuasione”

storytelling (story-telling), s. m. inv. Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico. [Treccani]

Lo storytelling è una forma di comunicazione che ha origini antichissime, nasce infatti dall’arte della narrazione che da millenni il genere umano utilizza per tramandare conoscenze, memorie e storie di vario tipo.

Di fatto è una metodo comunicativo molto efficace perchè è basato su un’abitudine ben radicata.

Il principale obiettivo dello storytelling è quello di colpire l’emotività del proprio target, per farlo affezionare e fare in modo che gli rimanga ben impressa la nostra storia, il nostro brand.

Non si tratta semplicemente di trasmettere un messaggio, ma di raccontare una storia capace di catturare e persuadere.

LO STORYTELLING
STORYTELLING ONLINE

Quando parliamo di storytelling online, ci rivolgiamo a tutte le forme di narrazione che possiamo diffondere tramite il web, attraverso svariati canali: social media, siti web, blog, video, email commerciali, etc.

In questi casi, risulta molto importante fare in modo che tutti i messaggi siano immediati, coerenti e in sinergia tra loro, di modo da trasmettere la propria storia in modo coordinato e congruo.

Per questo è necessario utilizzare e seguire un metodo, composto da regole chiare che conducano a risultati certi. Ad esempio:

  • è indispensabile conoscere a fondo l’oggetto dello storytelling e il target a cui destiniamo la storia;
  • è importante prendere le 5W del giornalismo come riferimento (who, what, when, where, why);
  • è necessario prestare attenzione ai dettagli e agli elementi peculiari della trama per immergere il proprio target in un’esperienza sensoriale.
LO STORYTELLING

Lo storytelling è quindi una vera e propria arte che implica sforzo, ricerca, pianificazione e competenze. I contenuti infatti non devono mai essere lasciati al caso.

Comunicazione d’impresa

Insieme di attività a carattere prevalentemente persuasivo, opportunamente pianificate da un’organizzazione per il perseguimento di obiettivi commerciali, organizzativi o istituzionali, che sono rivolte in modo consapevole e strutturato – attraverso strumenti e modalità dirette e non – ai vari pubblici interni ed esterni dell’impresa. [Glossariomarketing.it]

Quando si discute di corporale communication, si deve per forza fare riferimento alle novantacinque tesi del Cluetrain Manifesto, che si possono sintetizzare: “i mercati sono conversazioni”.

Fatta tale premessa è chiaro che ogni azienda/impresa deve essere valutata nel suo insieme, pertanto non può essere considerata un sistema chiuso ed isolato, ma piuttosto come un sistema di relazioni con soggetti vari, spesso molto diversi da loro.

A CHI SI RIVOLGE LA COMUNICAZIONE D’IMPRESA?

L’elenco degli individui e delle entità a cui si rivolge la corporale communication è davvero vasto, ma possiamo elencarli in:

  • pubblico interno all’azienda (forza lavoro, dirigenti, manager, etc)
  • clienti e potenziali clienti;
  • mass media, istituzioni e opinione pubblica.
la comunicazione d'impresa

Possiamo quindi suddividere la comunicazioni d’impresa in tre macro aree, costantemente integrate e in sinergia tra loro:

  1. comunicazione interna;
  2. comunicazione estrena;
  3. pubbliche relazioni.

 

Di fatto, tale suddivisione è un vero e proprio paradosso, ma distingue tempi e modi di comunicare.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELLA COMUNICAZIONE D’IMPRESA?

Risulta chiaro come lo scopo di ogni azienda sia quello di migliorare le proprie relazioni (sia esse interne che esterne), diffondere e aumentare la notorietà della propria immagine/identità, del proprio brand e creare valore d’impresa.

Per questo la comunicazione aziendale si concentra in:

  • marketing communication;
  • comunicazione gestionale;
  • comunicazione economico-finanziaria;
  • comunicazione istituzionale.
la comunicazione d' impresa

Le strategie d’impresa dovranno quindi concentrarsi su di una comunicazione efficace che sia diretta a stabilire relazioni valide e durature con i clienti (consolidati e potenziali), far conoscere l’organizzazione e creare goodwill (inteso come valore intangibile dell’azienda) e sviluppare coinvolgimento e cooperazione nei collaboratori (sia interni che esterni).

Ecco un veloce riassunto degli eventi realizzati durante quest’ultimo anno.

Un caloroso ringraziamento ai relatori che hanno aderito alle nostre proposte, alle aziende sponsor che ci hanno supportato ma soprattutto a tutti i partecipanti che ci hanno scelto.

E’ stato un bellissimo 2022, colmo di soddisfazione e ricco di traguardi raggiunti, che ora salutiamo con l’augurio che il nuovo anno sia altrettanto positivo.

La devitalizzazione è un intervento chirurgico tramite il quale è possibile riparare denti compromessi da carie o traumi che hanno leso gravemente la polpa dentale.

Questa operazione ha un grandissimo vantaggio: permette di salvare il dente senza estrarlo.

L’intervento di devitalizzazione inizia con un radiografia e si struttura in due sedute. Di seguito gli step principali:

  • esecuzione dell’anestesia locale,
  • posizionamento della diga,
  • foratura del dente,
  • si rimuove la polpa dentale e il materiale infetto depositato all’interno del dente,
  • si disinfetta il canale radicolare,
  • si riempie il canale con guttaperca (una resina naturale che si trasforma in idrossido di calcio)
  • si sigilla il dente con un’otturazione.
DEVITALIZZAZIONE

Eseguita la prima seduta, si procede con la seconda con:

  • la rimozione dell’otturazione temporanea,
  • la ricostruzione del dente,
  • la copertura del dente con una capsula.
I VANTAGGI DELLA DEVITALIZZAZIONE

Questa procedura ha molti vantaggi, tra i principali:

  • permette di salvare il dente;
  • l’intervento è quasi indolore;
  • cura l’infezione;
  • fa passare il dolore.

Va però ricordato che un dente devitalizzato è più fragile di un dente “vivo” o meglio, dotato di polpa.

Fonte: centridentisticiprimo.it

La parodontite è l’infiammazione del parodonto, l’insieme di strutture che circondano e sostengono il dente, rappresentate dall’osso alveolare, dalle gengive, dal cemento radicolare e dal legamento parodontale.

L’origine è batterica e causa:

  • sanguinamento,
  • recessione gengivale,
  • riassorbimento osseo,
  • maggiore sensibilità,
  • mobilità dei denti,
  • caduta dei denti.
FUMO E PARODONTITE

La malattia parodontale è causata dai batteri della placca e ad alcuni fattori di rischio, primi fra tutti IL FUMO e la scarsa igiene orale.

I fumatori sono di fatto soggetti ad alto rischio parodontite e, solitamente, il rischio dipende dalla quantità di tabacco fumata quotidianamente. Fondamentale poi, la durata del vizio (più aumentano gli anni, maggiore sarà il rischio).

PERCHÈ IL FUMO È COLPEVOLE?

Il fumo irrita le mucose rendendole vulnerabili.

Fumare causa:

  • alitosi,
  • danni antiestetici (denti macchiati e colorazioni anomale),
  • formazione e il deposito di tartaro,
  • diminuzione delle probabilità di successo degli interventi di implantologia.

 

Tutto questo poiché ciò che è contenuto nelle sigarette:

  • altera la microflora gengivale,
  • riduce l’entità della risposta immunitaria a livello del cavo orale,
  • causa vasocostrizione periferica.

 

Ne consegue una moltiplicazione dei batteri sotto al solco gengivale, privo di gran parte dell’ossigeno, e così si genera una veloce proliferazione di germi aggressivi.

FUMO E PARODONTITE
INOLTRE…

A causa del fumo l’organismo produce un minor numero di anticorpi e la stessa quantità di batteri genera più danni nella bocca di un fumatore che in quella di un non-fumatore.

I vasi sanguigni poi si restringono e le gengive diventano deboli e facilmente bersaglio di germi. La guarigione inoltre è più lenta e soggetta a sanguinamento.

La prevenzione della parodontite prende il via tra le mura domestiche e fondamentale sarà:

  • una corretta e sana alimentazione,
  • un’accurata igiene orale,
  • periodiche visite dal proprio dentista di fiducia,
  • una costante attività fisica.

 

Non dimentichiamo però che smettere di fumare rappresenta la prevenzione più efficace, sotto tutti i punti di vista!

Fonte: dentalcoop.it

Il sogno di chi ha portato l’apparecchio fisso per anni è quello di liberarsene una volta per tutte e non pensarci più. In realtà però per mantenere i risultati ottenuti una volta finita una terapia ortodontica, è necessario un altro piccolo sforzo da parte dei pazienti che dovranno portare per un certo periodo di tempo un altro tipo di apparecchio, quello di contenzione.

APPARECCHIO DI CONTENZIONE

La fase successiva alla fine della terapia ortodontica infatti è estremamente delicata perché se non si seguono alla lettera tutte le direttive dell’ortodontista rispetto alla fase di contenzione, il rischio che si verifichi una recidiva ortodontica è molto alto.

Insomma, meglio mettersi l’animo in pace e portare questo apparecchio di contenzione che vedere vanificati tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Tipi di apparecchio di contenzione

L’apparecchio di contenzione può essere di due tipi:

  • Rimovibile, si tratta di una mascherina trasparente o una placca in resina e filo metallico. Viene realizzato in laboratorio in base alla nuova posizione dei denti allineati dal trattamento ortodontico. L’efficacia dell’apparecchio di contenzione rimovibile nel prevenire una recidiva ortodontica è strettamente collegata alla collaborazione del paziente.
  • Fisso, si realizza con retainer passivo cioè un archetto metallico attaccato sulla parte interna dei denti. Viene applicato da canino a canino passando per gli incisivi, il settore anteriore è quello infatti più predisposto alla recidiva. Se da un lato ha il vantaggio di non richiedere la collaborazione del paziente, dall’altro la contenzione fissa può rendere le manovre di igiene orale più complicate soprattutto perché impedisce l’uso del filo interdentale.
Per quanto tempo portare la contenzione

La fase di contenzione non ha breve durata, in ogni caso il tempo per cui il paziente dovrà portare questo tipo di apparecchio viene stabilito dall’ortodontista. In base alla situazione di partenza e alla presenza di eventuali abitudini viziate che possono incidere sul mantenimento del risultato.

In linea generale, dura almeno 2 o 3 anni durante i quali il paziente dovrà recarsi a periodiche visite di controllo per valutare la situazione. Inoltre sarebbe opportuno continuare queste visite di controllo, ogni 6 o 12 mesi, anche alla fine della fase di contenzione così da poter riscontrare subito eventuali piccoli movimenti e correggerli semplicemente rimettendo l’apparecchio di contenzione.

Fonte: studiodentisticocozzolino.it