MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 49
È online il 49esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come sviluppare una ROADMAP per l’innovazione digitale”.

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E’ online il 48° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 4. MEDIA MARKETING”.

È online il 47° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 3. COLLABORAZIONE A LUNGO TERMINE CON UN INFLUENCER”.

Spesso ci domandiamo: “Conviene passare da studio professionale a SRL per odontoiatri?”
“..e nel caso di apertura di un nuovo studio, come è meglio muoversi?”
Il tema della SRL per odontoiatri è delicato, perché incrocia sia aspetti fiscali, che questioni di carattere strategico e talvolta etico.
Hai voglia, anche tu come noi, di far chiarezza e scoprire i vantaggi e gli svantaggi? Leggi questo nostro blog… e scopri in fondo alla pagina il corso dedicato a questo tema!!

A livello normativo la SRL per odontoiatri è a tutti gli effetti una Società a Responsabilità Limitata – SRL – ordinaria.
I dati nazionali ci dicono che ormai oltre il 16% degli studi dentistici è organizzato in questa forma societaria. Perché? Cos’ha una SRL per odontoiatri di diverso rispetto ad uno Studio professionale?
La SRL per odontoiatri è una società di capitali, ovvero una forma di aggregazione in cui i professionisti si uniscono intorno a un elemento impersonale, il capitale sociale, per svolgere insieme la loro attività professionale.
In questo caso, il capitale sociale è rappresentato dalle quote di partecipazione che ogni professionista apporta alla società, e che determinano la sua quota di proprietà e di responsabilità nei confronti della società stessa.
La SRL per odontoiatri è una forma di aggregazione piuttosto flessibile, che permette ai professionisti di mantenere una certa autonomia nella gestione della propria attività, pur beneficiando della condivisione di alcune risorse e della creazione di sinergie con gli altri soci.
La costituzione di una SRL per odontoiatri avviene tramite atto notarile e richiede alcuni passi formali stabiliti dalla legge:
Una volta completati questi passi, la SRL per odontoiatri è formalmente costituita e può iniziare a svolgere la propria attività.
Eccone elencati alcuni:
Eccone elencati alcuni:
Fonte: ciaodoc.it – odontoiatria33.it
E’ online il 46° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 2. MARKETING BASATO SULL’AI”.

E’ online il 45° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 1. INTERACTIVE CONTENT MARKETING”.

E’ online il 44° numero gratuito della nostra rivista: “FACCETTE DENTALI ESTETICHE”.

E’ online il 43° numero gratuito della nostra rivista: “TELEMEDICINA”.

E’ online il numero 42° gratuito della nostra rivista: “ORTODONZIA DIGITALE”.

E’ online il 41esimo numero gratuito della nostra rivista: “DIAGNOSTICA GNATO – POSTURALE”.

E’ online il XL numero gratuito della nostra rivista: “REPORT EVENTI 2023”.

Il dentista è il punto di riferimento di tutti, adulti e bambini, quando si parla di cura della bocca. Infatti, è nei primi anni della nostra vita che impariamo l’importanza dell’igiene orale e tutte le abitudini a essa correlate.
Avere denti sani già da piccoli, porterà sicuramente ad una dentatura sana sia da un punto di vista estetico che da un punto di vista fisiologico da adulti.
E’ importantissimo perciò iniziare a curare i denti fin da piccini. Se i genitori si preoccupano dell’igiene orale dei loro figli fin dalla comparsa del primo dentino da latte è più probabile che il bambino o la bambina riesca a mantenere la dentatura sana anche da grande.


Non è mai troppo presto per occuparsi della salute dentale dei bambini. È buona prassi effettuare una prima visita dal dentista pediatrico attorno ai 18/24 mesi per iniziare a prendere confidenza con il mondo dei dentisti, senza traumi o eventi dolorosi.
Il primo consulto serve a controllare la crescita dei denti decidui e ad individuare eventuali problematiche dentarie, ma è utile soprattutto ai genitori che ricevono informazioni e consigli per svolgere correttamente le manovre di pulizia orale quotidiana.
Ricordiamo che è davvero importante prendersi cura anche dei dentini da latte: non vanno trascurati solo perché “poi tanto cadranno”…
Tra i 4 e i 6 anni, in piena fase di dentatura decidua sarà opportuno effettuare la prima visita ortodontica per valutare in modo precoce eventuali malocclusioni o anomalie nella crescita ossea.
Il primo appuntamento con il dentista è un’esperienza molto significativa che può influire, negativamente o positivamente, sull’approccio del bambino o bambina alle cure odontoiatriche durante il corso della sua vita.
Ad esempio, un errore che si potrebbe fare prima di una visita dal dentista è dire al bambino di “stare tranquillo e non avere paura”. Ciò potrebbe avere l’effetto contrario, cioè creare nel bambino l’aspettativa di andare incontro a una situazione spiacevole o di cui aver paura. In vista di una visita odontoiatrica si può quindi preparare il bambino giocando al dentista a casa, curando bambole o pupazzetti, cercando così di incuriosirlo e di divertirlo, rendendolo, oltre che partecipe, autore.
I bambini, poi, tendono a imitare i genitori. Ciò significa che da loro ci si aspetta una buona cura quotidiana dei denti. Abituare poi i più piccoli a lavare i denti assieme o a farsi accompagnare durante le normali visite periodiche odontoiatriche, permette loro di familiarizzare più facilmente col mondo odontoiatrico.
Certo, i bambini non sono il principale target, ma ecco qui sotto elencati alcuni piccoli ma efficaci accorgimenti che permetteranno al bimbo di non avere paura, di percepire la serenità dell’ambiente e dello studio:
Prestando attenzione a questi aspetti, si riuscirà a rendere più piacevole l’esperienza dei bambini dal dentista e sarà più facile insegnargli tutte le regole per una buona igiene orale.

Fonte: www.progettosorriso.info | www.studiobreschi.com | www.centromedicoairam.it
Secondo le recenti statistiche dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le malattie gengivali e cariose nei bambini sono in rapida crescita, e non colpiscono solo i denti da latte, ma anche quelli permanenti, tra cui i molari.
La carie infatti può colpire soggetti di tutte le età.
La carie infantile precoce o ECC (dall’inglese Early Childhood Caries) è un processo carioso a sviluppo rapido dovuto alla frequente assunzione di zuccheri che colpisce i bambini piccoli, di età inferiore ai 2 anni. È nota anche come “sindrome della carie da biberon” o “baby bottle caries syndrome” in quanto la causa principale è il prolungato ed eccessivo consumo di zucchero, miele, bevande zuccherate e latte, soprattutto prima di andare a dormire, somministrate al bambino con il ciuccio o, appunto, con il biberon.

Prevenire la carie nei bambini si può e lo si può fare già da quando al bambino spuntano i primi dentini. Le cose da fare subito sono:
Ecco alcuni esempi:
Ai bambini va insegnato che curare l’igiene orale è essenziale per preservare la salute dei propri denti. Quando i bambini sono piccoli sono i genitori che si devono fare carico dell’igiene orale del piccolo.
Man mano che il bambino cresce ed acquisisce manualità può iniziare a spazzolare da solo sempre con il controllo del genitore affinché la pulizia sia efficace.
È importante l’uso di un dentifricio contenente 1000ppm di fluoro in quanto il fluoro ha la capacità di rendere più resistenti i dentini.
Ricordiamo che il fluoro utilizzato per via topica attraverso il dentifricio od attraverso collettori, non viene assimilato dall’organismo e non fa male.

Fonte: www.ospedalebambinogesu.it / www.ildentistadeibambini.it
La dentizione nei neonati è una tappa della crescita di ogni bambino… e di ogni genitore!
Per gli stessi genitori, vedere quelle nuove puntine bianche spuntare dalle gengive è un momento emozionante, che segna la fine di un periodo difficile, caratterizzato da pianti e forte irritabilità del bambino.

Ecco cosa è importante sapere quando spuntano i primi dentini.
E’ importante specificare che ogni bimbo è un caso a sé e non esiste un’età di dentizione sempre uguale.
Ad ogni modo, i denti decidui, o più comunemente denti da latte, sono 20.
Ogni semiarcata ne ha 5: un incisivo centrale e uno laterale, un canino, un primo molare e un secondo molare. I primi a spuntare, tra i 4 ed i 7 mesi, sono gli incisivi centrali, superiori, inferiori e laterali. Tra il primo e il secondo anno è il turno dei primi molari e dei canini. Entro i 3 anni dovrebbero essere spuntati anche i secondi molari.
Come già specificato, però, il calendario della dentizione è solo indicativo: potrebbe succedere che il primo dentino non abbia ancora fatto la sua comparsa dopo il primo compleanno, o che inizino a spuntare già a partire dal secondo mese di vita…
Nei giorni immediatamente successivi all’eruzione dei primi dentini potrebbero presentarsi episodi sporadici di febbre o di diarrea. Al contrario di quanto comunemente si pensi, non vi sono evidenze scientifiche che l’aumento della temperatura dipenda dalla dentizione.
Sintomi tipici e caratteristici sono invece:

Il fastidio alle gengive del neonato è un sintomo reale, a cui il piccolo cerca di porre rimedio mettendo in bocca le manine o gli oggetti che ha a disposizione. Lo sfregamento è infatti il rimedio più efficace, quello che fornisce il maggior sollievo. Il freddo del ghiaccio è anestetizzante, ma non tutti i bambini lo gradiscono.
Esistono dei massaggiagengive appositamente pensati per la fase di dentizione: alcuni di essi possono anche essere messi in frigorifero per un maggior sollievo. In alternativa esistono anche dei gel appositamente studiati per igienizzare e alleviare le gengive gonfie ed arrossate.
Questo è uno dei principali dubbi del genitore: cosa fare se non spuntano i denti? Come accelerare il processo di uscita?
A dir la verità, se il bambino ha meno di un anno di vita e non ha visto uscire il primo dentino, non ci si deve allarmare.
Dopo i 12 mesi – o se ci sono problemi di salute – è consigliabile eseguire la prima visita dal dentista specializzato in Odontoiatria Pediatrica per avere un quadro della situazione.
In qualche caso potrebbero esserci dei problemi relativi alla mancanza di spazio nell’arcata per far uscire i dentini o infezioni gengivali. In ogni caso sono solo opzioni che devono essere verificate dal dentista.
Non esiste alcuna tecnica specifica per risolvere la dentizione tardiva, l’importante sarà sempre proporre un’alimentazione sana e magari aiutare la fuoriuscita dando al bambino qualcosa da mordere (anche una crosta di pane).

Oltre ad i massaggia gengive ed ai vari gel, che non sempre riescono a lenire i fastidi della fuoriuscita dei denti, molti genitori vorrebbero risolvere tentando di calmare il dolore con un farmaco analgesico, come la tachipirina. E’ bene sottolineare che prima di somministrare qualsiasi tipo di farmaco a un bambino è sempre necessario consultare il proprio pediatra, che consiglierà, oltre al farmaco più adatto anche la dose indicata al piccolo.
Fonte: www.studiodentisticocozzolino.it | www.chicco.it
L’apnea notturna è un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno e aumentare il livello di anidride carbonica nel sangue.
Esistono due tipi di apnea notturna:
Anzitutto, analizzeremo l’apnea ostruttiva del sonno, il tipo più frequente di apnea notturna.
Questa è causata da una ripetuta chiusura della gola o delle vie aeree superiori durante il sonno. Le vie aeree superiori includono il tratto che porta dalla bocca e dalle narici alla gola e fino alle corde vocali.
Chi soffre di apnee ostruttive del sonno russa in modo molto evidente fin dalle prime fasi di sonno (il russare diventa via via più forte fino a quando il soggetto non smette di respirare per qualche secondo, per poi riprendere a respirare ed iniziare un nuovo ciclo che si ripete).
E’ un disturbo che interessa più frequentemente gli uomini delle donne; nelle donne è più frequente dopo la menopausa.
Tra le varie cause, elenchiamo:

L’apnea centrale del sonno è più rara rispetto all’apnea ostruttiva.
È causata da un problema legato al controllo della respirazione in una regione del cervello chiamata tronco encefalico.
Il processo è molto semplice: quando il livello di anidride carbonica è elevato, il tronco encefalico segnala ai muscoli respiratori di contrarsi maggiormente per produrre un respiro più profondo. Nell’apnea centrale del sonno, il tronco encefalico non risponde in maniera adeguata alle variazioni dei livelli di anidride carbonica. Di conseguenza, i soggetti che soffrono di apnea centrale del sonno, durante il sonno, possono presentare pause nella respirazione o respirare meno profondamente e più lentamente della norma.
Questa tipologia di apnea del sonno può essere causata dai farmaci oppiacei, usati per alleviare il dolore, e da numerosi altri farmaci, o dalla permanenza ad altitudini elevate.

Ai pazienti che soffrono di apnee notturne viene consigliato di:
Per trattare il disturbo delle apnee notturne, si consiglia anche:
Fonte: www.humanitas.it , www.msdmanuals.com , www.sonnomed.it