L’effetto psicologico che si crea nel momento in cui si riceve un oggetto in regalo non è un fattore da sottovalutare. Potrebbe sembrare una cosa da poco ma ricevere un piccolo omaggio può fare molto piacere e può cambiare completamente, se non interamente, l’umore di chi lo riceve. Inoltre, se si parla di oggetti particolarmente utili come ad esempio una tazza o una penna, la cosa viene apprezzata ancora di più. In questo modo il proprio cliente viene in qualche modo fidelizzato e sarà più propenso a tornare perché sa di ricevere un trattamento accurato sotto tanti punti di vista.

L’importanza della personalizzazione dei gadget per fidelizzare i clienti

La personalizzazione è un fattore importante per ottenere articoli o gadget che permettano di ottenere una notevole visibilità. È un fattore che fa parte del sistema di promozione del proprio business e un modo per far conoscere di più il brand. Questo include l’idea di regalare dei gadget che possono essere impiegati in tanti contesti diversi, dall’ambito domestico a quello lavorativo.

Grazie alla personalizzazione, diventa più facile apporre su ogni genere di gadget per studi e aziende il logo e altre informazioni utili come i propri contatti. Posizionarsi nella memoria aiuta ad essere ricordati proprio nel momento in cui qualcuno ha bisogno di ordinare e acquistare il tal servizio o prodotto offerto. Questi gadget diventano dei veri e propri oggetti di marketing che consentono di fidelizzare e trovare nuovi clienti. Anche i gadget personalizzati ecologici sono un’eccellente trovata per sottolineare l’interesse dello studio o azienda nei confronti dell’ambiente. Un elemento di questo tipo è gradito al pubblico, ed è interpretato come un indice di sensibilità e di attenzione. In quest’ambito possiamo trovare materiali come il legno, il cartone riciclato, il PET riciclato (usato anche per le penne) e i rivestimenti di bambù.

Gadget e articoli per il bambino

In odontopediatria è sempre più comune l’utilizzo di diversi tipi di giocattoli o accessori che aiutano i bambini a rilassarsi e divertirsi e, in tal modo, che la visita dal dentista sia una esperienza positiva da non temere. Qualcosa di molto semplice come l’utilizzo di giocattoli aiuta i pazienti pediatrici ad aver meno problemi a tornare più volte o addirittura può portarli a raccomandare l’esperienza agli amici.

Di che oggetti parliamo? Esistono svariati giocattoli e gadget dedicati al piccolo paziente e adeguati a diverse età come cassette, porta spazzolini, ciondoli, scatoline per conservare i denti da latte, topini da gioco, portapennelli con bambole, palline rimbalzanti, puzzle educativi per apprendere i nomi delle parti della bocca, e molti altri. Uno dei dettagli che piacciono meggiormente ai bambini nelle cliniche dentali sono i diplomi del buon paziente, intesi proprio come “premio” per essersi comportati bene dopo la visita dentistica.

Ci si può sbizzarrire con le idee, e qualunque sia il gadget offerto è sempre bene puntare all’originalità e all’unicità: le penne personalizzate vanno molto bene per il personale ma per i pazienti è meglio pensare a qualcosa che possano portare con sé, come ad esempio dei dispenser personalizzati con caramelle (senza zucchero) che una volta finite potranno riempire con altre. E ancora, per restare in tema di igiene dentale e non solo, si può pensare ad alcuni oggetti molto utili come salviette per la pulizia dei denti, spazzolino da viaggio pieghevole, set denti da viaggio e molto altro.

Ora dai un’occhiata al nostro shop, puoi trovare molte idee di gadget personalizzabili dedicate al grande e piccolo paziente!

Clicca sul logo qui sotto

Fonte: https://www.fullgadgets.com/blog/gadgets-aziende/dentisti

Le segretarie dello studio dentistico sono le prime persone con le quali entra in relazione un paziente appena entra nello studio. La segreteria svolge un ruolo fondamentale nel dare la giusta impressione generale, ma non solo. Vediamo nel dettaglio.

Questa figura, o lo staff di segreteria (in caso di studi dentistici più grandi o di cliniche) non si occupa solo di accogliere le persone e di rispondere al telefono, ma anche di gestire lo studio dentistico e tutta una serie di attività fondamentali che richiedono professionalità, esperienza, e i giusti strumenti. Vediamo quali sono gli aspetti che è possibile migliorare per gestire la segreteria di uno studio dentistico per far funzionare tutto alla perfezione.

Qual è la funzione della segreteria di uno studio dentistico?

La segreteria di uno studio medico, così come in quello dentistico, svolge principalmente funzioni di organizzazione, controllo, amministrazione e relazione. Tra le varie attività delle quali si occupa troviamo:

I consigli per migliorare la gestione dello studio dentistico

Abbiamo visto che le attività che la segretaria o lo staff devono gestire sono moltepllici e sono tutte molto importanti per garantire il coordinamento dei vari aspetti dello studio che, se ben organizzato, ottimizza i risultati sia economici che clinici.

Di seguito elenchiamo degli ottimi consigli da seguire su come organizzare uno studio dentistico al meglio:

1. Gestire in modo sistematico gli appuntamenti. Questo perché all’interno di uno studio odontoiatrico gli appuntamenti mancati possono generare diversi effetti negativi per lo studio, soprattutto dal punto di vista economico. D’altronde una poltrona vuota corrisponde a un mancato incasso, quindi mancato recupero dei costi fissi. Al contrario un’agenda troppo “fitta” genera caos e non permette di lavorare in condizioni ottimali.

2. Essere costante nella comunicazione. Capita che i pazienti si allontanino a causa di una mancanza di comunicazione da parte dello studio, che invece dovrebbe generare un contatto costante e personalizzato. Il rapporto con il paziente deve essere curato dopo aver inviato il preventivo, durante, ma anche una volta terminato il ciclo di cura.

3. Non far accumulare i pagamenti in sospeso. Come in tutte le professioni, può succedere di avere problemi con pagamenti in sospeso. La situazione diventa difficile se questi cominciano a crescere di numero e per lo studio potrebbe diventare complicato intervenire prontamente.

4. Migliorare la gestione del personale. Questa è fondamentale, perché permette di non dover affrontare confusione, sia a livello amministrativo che contabile. Basti pensare al piano ferie, alle buste paga, ecc.

5. Ottimizzare la gestione dei pazienti. È molto importante e utile archiviare in modo ordinato e preciso tutte le informazioni relative ad ogni paziente, così da poterle reperire velocemente ed evitare smarrimenti e/o errori.

Di quali strumenti avvalersi per ottimizzare il lavoro della segreteria?

Oltre a lavorare per migliorare la relazione dentista-paziente, è importante impegnarsi per ottimizzare la gestione di molti aspetti organizzativi. Per farlo è necessario puntare su doti umane e professionali, ma anche avvalersi di uno strumento fondamentale, ovvero un software gestionale. La tecnologia sofisticata dei gestionali li rende strumenti personalizzabili e automatici, ma allo stesso tempo in grado di assolvere a diverse funzioni, vediamo le più importanti:

Avvalersi dell’agenda digitale. Permette di migliorare nettamente la gestione dell’agenda nello studio dentistico, programmare gli appuntamenti con criterio e avere sempre tutto sotto controllo.

Utilizzare canali più diretti e fruibili dagli utenti come WhatsApp per inviare promemoria degli appuntamenti, scadenze di pagamento e altre comunicazioni di servizio.

Programmare e-mail personalizzate specifiche per un gruppo di pazienti e promuovere iniziative, novità, ecc.

Memorizzare dati anagrafici e cartella clinica dei pazienti. Disporre di una scheda digitale dei pazienti consente di avere sempre a portata di mano tutti i suoi dati anagrafici, clinici e contabili, che sono dati sensibili che è anche necessario conservare e proteggere a norma di legge.

Gestire la contabilità e la fatturazione. Monitorare i movimenti economici e finanziari è essenziale per gestire lo studio dentistico dal punto di vista contabile.

• Compilare preventivi inserendo le assicurazioni.

 

Tutte queste funzionalità permettono di ottimizzare i tempi e gestire la segreteria dello studio dentistico nel migliore dei modi, così come la relazione e la comunicazione con i pazienti, per tenere sotto controllo tutti gli aspetti medici e contabili.

DAI UN’OCCHIATA AL NOSTRO CORSO DEDICATO ALLA

GESTIONE MANAGERIALE DELLO STUDIO DENTISTICO!

Clicca qui sotto

Fonte: https://mlsw.com/come-gestire-la-segreteria-di-uno-studio-dentistico-in-modo-impeccabile/

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 47

È online il 47° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 3. COLLABORAZIONE A LUNGO TERMINE CON UN INFLUENCER”.

L’estate è il periodo dell’anno durante il quale possiamo seguire una dieta ricca di alimenti alleati della salute orale. E’ stato stimato che, grazie a una dieta corretta, in un mese è possibile ridurre di ben il 40% l’infiammazione gengivale. Numerosi cibi tipicamente estivi contengono vitamine, antiossidanti e grassi insaturi e sono dunque fondamentali nella prevenzione di una problematica dalla quale possono originare patologie gravi come parodontite e perdita dei denti. Vediamo nel dettaglio.

Il ruolo delle vitamine

I dentisti consigliano un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura. In estate è indubbiamente più facile reperire alimenti contenenti vitamine in quantità come per esempio se parliamo di Vitamina C, abbiamo peperoni, rucola, kiwi, ribes e ananas. La Vitamina C è un vero e proprio antiossidante e protegge le cellule favorendo il rinnovamento del tessuto connettivo il cui ruolo nel cavo orale è importante perché è proprio grazie a esso che dentina e polpa dentale si formano e si mantengono in buona salute. Anche le verdure a foglia verde contengono Vitamina C. Altri alimenti molto diffusi e apprezzati nel periodo estivo, buoni e contestualmente benefici per la salute orale, sono quelli contenenti la Vitamina D. Gli esperti consigliano, in particolare, di introdurre nel proprio piano alimentare tonno, salmone, sgombri, gamberi, ostriche e funghi. La Vitamina D favorisce la salute delle ossa, dei denti e ha proprietà antibatteriche e di modulazione della risposta immunitaria.

Anche la Vitamina A e Vitamina B sono fondamentali per il benessere della nostra bocca. In particolare, la Vitamina A contribuisce a mantenere sani i tessuti epiteliali che rivestono il cavo orale e la gengiva e aiuta la produzione di saliva utile per pulire i denti dai batteri e dai residui di cibo ed è anche coinvolta nella crescita delle ossa (e quindi dei denti). Questa si trova in diversi alimenti di origine animale, come latticini, fegato, pesce e tuorlo d’uovo. Precursori della vitamina A si trovano anche nei vegetali di colore arancione o verde scuro, come carote, zucca, spinaci o mango.

Passando al gruppo vitaminico B, numerosi studi hanno evidenziato come esso svolga diverse funzioni importanti per la salute orale. Queste vitamine aiutano l’organismo a tenere sotto controllo lo stress, che può influire negativamente sulla salute dei denti e delle gengive, migliorano la salute delle mucose orali riducendo l’infiammazione della lingua e combattendo le afte. La Vitamina B12 si trovano in alimenti di origine animale come la carne, il latte e il pollame (chi è vegetariano dovrebbe assumere appositi integratori), mentre le altre vitamine del gruppo B sono invece presenti anche in alimenti di origine vegetale come i fagioli, i legumi in generale e le verdure verdi, oltre che nel lievito di birra.

Il resveratrolo è una sostanza contenuta nell’uva, nel vino, nelle mele e nelle arachidi e ricopre un ruolo importante nella prevenzione della malattia parodontale. Nel dettaglio, può contrastare l’azione dei batteri e ridurre l’infiammazione, proteggendo così i denti e contribuendo a mantenere in piena salute tutta la bocca.

Quali alimenti vanno, invece, evitati?

In linea di massima sarebbe meglio ridurre al minimo i grassi che favoriscono l’infiammazione e, di conseguenza, l’insorgenza della parodontite. Anche gli zuccheri sono negativi, poichè favoriscono la formazione della placca batterica e accelerano l’erosione dello smalto.

Soprattutto d’estate è facile alimentarsi con gusto, proteggendo i propri denti. Con piccoli accorgimenti nella propria dieta quotidiana è possibile assicurarsi una buona salute orale per tanti e lunghi anni nel futuro.

Fonte: https://primamonza.it/attualita/la-dieta-della-estate-che-fa-bene-ai-denti

Il settore turistico ha subito un’importante ripresa dopo la pandemia e i trend dei viaggi si stanno già rivoluzionando e dimostrano come i viaggiatori ricerchino sempre di più esperienze personalizzate e stimolanti. I turisti sono sempre più alla ricerca di nuovi modi di viaggiare e vogliono trasformare la vacanza in un’esperienza unica.

Vediamo in questo blog quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si parla di vacanza benessere, o wellness travel.

Poiché, nella maggior parte dei casi, il lavoro è diventato “always-on”, sempre più persone non riescono più a regalarsi una settimana di stacco e di vacanza soprattutto i lavoratori indipendenti che non hanno un tempo retribuito per la vacanza.

IL BENESSERE “SABBATICO”

La realtà è che sempre più persone hanno un disperato bisogno di una profonda pausa di benessere, ma la maggior parte non può smettere di lavorare. Per venire incontro a queste nuove esigenze della nostra società lavorativa, sempre più fluida e con meno lavoro “dipendente”, nasce un nuovo concetto di viaggio: il “ benessere sabbatico”, dove le giornate di lavoro e quelle dedicate al benessere sono intenzionalmente miscelate, in destinazioni che attivamente ed in modo creativo riescono a rendere questo possibile.

Per questa tipologia di viaggio sarebbero necessarie almeno tre settimane di “vacanza” per avviare cambiamenti di stile di vita duraturi e per un vero e proprio reset mentale. Diversi hotel e resort soprattutto in Asia hanno inaugurato diversi programmi di benessere sabbatico, che vanno molto più profondo di una semplice “ricarica”, e dove le esperienze di guarigione quotidiane complete (tra cui mentoring individuale) sono progettate in modo flessibile intorno agli orari di lavoro ottimizzati.

In futuro si possono già prevedere che i centri benessere di target superiore, quelli che oggi propongono soggiorni di 1 o 2 settimane, estenderanno il periodo ad almeno 21 giorni, introducendo flessibilità ai programmi wellness che saranno intercalati da pause lavorative.

L’IMPORTANZA DEL SONNO

Dormire è una delle attività principali di cui il nostro corpo necessità per un equilibrio ottimale. Coach del sonno e app dedicate all’azione del dormire saranno sempre più richieste così come i soggiorni benessere in grado di offrire nuovi stili di vita comprensivi di un’attenzione dedicata al sonno e ai suoi effetti benefici sulla salute mentale e fisica.

Diversi alberghi, Resort e compagnie aeree stanno “investendo sul sonno”, fornendo al turista e al viaggiatore ogni immaginabile servizio e programma sul tema.

BENESSERE IN STILE GIAPPONESE

Il Giappone e la sua lunga tradizione nella cultura del benessere svela i segreti della popolazione più longeva al mondo e invita a seguire le sue filosofie e pratiche. Questo è possibile grazie alla cultura del benessere di matrice giapponese che unisce le antiche tradizioni di guarigione con l’avanguardia delle invenzioni tecnologiche e una politica sociale innovativa.

Negli ultimi anni, diversi approcci benessere giapponesi sono diventate tendenze globali: come il “ikigai”, la continua ricerca di trovare il vero scopo nella vita; il valore spirituale del minimalismo (fatta virale da Marie Kondo); i bagni di foresta (Shinrin-Yoku), il movimento meditativo attraverso la natura; e Wabi-sabi, la filosofia di abbracciare l’imperfezione e la transitorietà.

La Natura e i rituali spirituali come la medicina sono al centro di cultura giapponese, e le loro esperienze di benessere uniche si stanno rapidamente sviluppando sia negli ambienti domestici sia in ambito turistico. Il Giappone è di fronte a un trend di viaggio Wellness in aumento, grazie all’apertura di centinaia templi buddisti ai turisti, e anche la creazione di un B&B della prenotazione monastero (Terahaku),è il soggiorno nel monastero il più richiesto. Anche il cibo vegan dei templi giapponesi un tempo preparato dai monaci, introdurrà una nuova tendenza: un nuovo approccio al cibo che identifica l’atto di nutrirsi come momento di pura contemplazione.

LA MUSICA COME MEDICINA

La musica come alleato di benessere non è certo una novità. Le nuove frontiere, però, prevedono un’offerta di alta tecnologia in grado di fornire un panorama di suoni biometrici e vibrazioni in grado di migliorare il nostro stato di benessere e salute generale.

Si tratta di musica ad alto grado di personalizzazione per trattamenti mirati e playlist specifiche a seconda del risultato che si vuole raggiungere. Le onde sonore entrano in risonanza con le onde celebrali e diventano alleati in un “benessere” di trasformazione, in sezioni meditative e per aiutare il sonno. La musica come terapia intenzionale viene radicalmente reinventata dalle nuove tecnologie. “Wellness” sta diventando una nuova modalità di ascolto, al di là dell’artista o del genere.

Nei Resort i momenti dedicati all’ascolto e alle vibrazioni sonore aumentano con sessioni di Gong, campane tibetane, e altre full immersion in viaggi nel suono.

Fonti:

www.turismodelbenessere.com/i-10-trend-principali-nel-futuro-del-wellness

www.ilmessaggero.it/viaggi/mondo/viaggi_tendenze_2024_silent_travel_vacanze_fitness_turismo_novita

Nuove regole ECM: come gestire i crediti formativi nel triennio dal 2023 al 2025

La Commissione nazionale per la formazione continua ha recentemente annunciato importanti aggiornamenti riguardanti la gestione dei crediti ECM. Con la delibera 6/24, infatti, si apre un nuovo capitolo per i professionisti sanitari che ora avranno la possibilità di spostare i crediti formativi accumulati nel 2023 fino al 31 dicembre 2025.

LA MODIFICA

La delibera 6/24 del 24 aprile 2024 della Commissione ECM modifica l’art. 2 della delibera n. 2 dell’8 novembre 2023 come segue: “L’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio dal 2020 al 2022 è consentita fino al 31 dicembre 2023, per tutti i professionisti che hanno conseguito i crediti entro tale data. Lo spostamento dei crediti è consentito fino al 31 dicembre 2025”.

COSA CAMBIA PER I PROFESSIONISTI SANITARI

La delibera stabilisce che l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio dal 2020 al 2022 è consentita fino al 31 dicembre 2023. Questo significa che i professionisti che hanno ottenuto crediti entro tale data possono utilizzarli per soddisfare i requisiti del triennio precedente. Inoltre, il termine ultimo per lo spostamento dei crediti è stato esteso fino al 31 dicembre 2025, offrendo così più tempo ai sanitari per completare la procedura e trovarsi in regola con il proprio obbligo formativo. Questa operazione potrà essere effettuata tramite il sito CoGeAPS.

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE CONTINUA NEL SETTORE SANITARIO

La formazione continua è un dovere deontologico per ogni operatore sanitario, essenziale per garantire la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti. La decisione della Commissione riflette l’importanza di essere adeguatamente formati e aggiornati, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha sottolineato il rischio di mancata copertura assicurativa in caso di contenzioso per coloro che non sono in regola con il 70% dei crediti ECM.

IN ATTESA DI AGGIORNAMENTI SUL TRIENNIO PASSATO

Mentre i professionisti sanitari si preparano a mettere in pratica le nuove direttive, rimane l’interrogativo sui trienni 14/16 e 17/19. La Commissione nazionale per la Formazione Continua è attesa di una delibera specifica che chiarisca i criteri e le modalità per il recupero dei crediti. La comunità sanitaria attende con interesse ulteriori sviluppi.

FORMAZIONE ECM A DISTANZA (FAD)

Concludiamo con un accenno alla formazione a distanza. Quanti crediti ECM FAD si possono fare in un anno o nel corso del triennio? La Commissione ECM ha stabilito che per la formazione a distanza (FAD) non esistono limiti: è dunque possibile raggiungere il 100% dei propri crediti annuali e triennali attraverso dei corsi ECM FAD.

Fonte: https://nursetimes.org/nuove-regole-ecm-come-gestire-i-crediti-formativi-nel-triennio-2023-2025

Spesso ci domandiamo: “Conviene passare da studio professionale a SRL per odontoiatri?”
“..e nel caso di apertura di un nuovo studio, come è meglio muoversi?”

Il tema della SRL per odontoiatri è delicato, perché incrocia sia aspetti fiscali, che questioni di carattere strategico e talvolta etico.

Hai voglia, anche tu come noi, di far chiarezza e scoprire i vantaggi e gli svantaggi? Leggi questo nostro blog… e scopri in fondo alla pagina il corso dedicato a questo tema!!

A livello normativo la SRL per odontoiatri è a tutti gli effetti una Società a Responsabilità Limitata – SRL – ordinaria.

I dati nazionali ci dicono che ormai oltre il 16% degli studi dentistici è organizzato in questa forma societaria. Perché? Cos’ha una SRL per odontoiatri di diverso rispetto ad uno Studio professionale? 

 

In cosa consiste la SRL per odontoiatri:

La SRL per odontoiatri è una società di capitali, ovvero una forma di aggregazione in cui i professionisti si uniscono intorno a un elemento impersonale, il capitale sociale, per svolgere insieme la loro attività professionale. 

In questo caso, il capitale sociale è rappresentato dalle quote di partecipazione che ogni professionista apporta alla società, e che determinano la sua quota di proprietà e di responsabilità nei confronti della società stessa.

La SRL per odontoiatri è una forma di aggregazione piuttosto flessibile, che permette ai professionisti di mantenere una certa autonomia nella gestione della propria attività, pur beneficiando della condivisione di alcune risorse e della creazione di sinergie con gli altri soci.

 

Come si costituisce una SRL per odontoiatri

La costituzione di una SRL per odontoiatri avviene tramite atto notarile e richiede alcuni passi formali stabiliti dalla legge:

  • È necessario redigere lo statuto della società, che deve essere firmato da tutti i soci e depositato presso il Registro delle Imprese, dove verranno specificati gli obiettivi della società, il numero e le quote di partecipazione dei soci, le modalità di amministrazione e di gestione della società, e le eventuali clausole di esclusione o di recesso dei soci.
  • È necessario poi aprire una posizione presso il Registro delle Imprese, versando un contributo per l’iscrizione e la pubblicità della società.

Una volta completati questi passi, la SRL per odontoiatri è formalmente costituita e può iniziare a svolgere la propria attività.

Vantaggi di una SRL per odontoiatri per il dentista:

Eccone elencati alcuni:

  • Impersonalità: per sua natura questa forma societaria è impersonale, perché permette di separare la figura dei soci dall’esercizio vero e proprio dell’attività di studio;
  • Patrimonializzazione;
  • Riduzione dei costi: una SRL per odontoiatri permette di condividere alcune spese fisse, come l’affitto degli spazi, le consulenze, i dipendenti o l’acquisto di attrezzature, riducendo il peso finanziario per ogni singolo professionista;
  • Maggiore visibilità sul mercato;
  • Supporto e collaborazione tra professionisti;
  • Maggiore flessibilità sempre tra professionisti.
Svantaggi di una SRL per odontoiatri:

Eccone elencati alcuni:

  • Perdita di autonomia: una SRL per odontoiatri prevede una maggiore collaborazione e coordinamento tra i soci, e quindi una minor autonomia rispetto a un singolo studio professionale. Questo può risultare limitante per alcuni professionisti che preferiscono lavorare in modo indipendente.
  • Maggiori adempimenti burocratici;
  • Costi;
  • Regolamenti: per l’odontoiatria che vuole passare da Studio professionale a Srl per odontoiatri è fondamentale verificare il proprio regolamento regionale e verificare le norme in materia di autorizzazione sanitaria.

Vuoi saperne di più??

Anche noi! Per questo abbiamo pensato a questo corso:

Fonte: ciaodoc.it – odontoiatria33.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 46

E’ online il 46° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 2. MARKETING BASATO SULL’AI”.

Ogni libero professionista è tenuto ad effettuare, nell’arco di un determinato periodo, una serie di attività che gli consentiranno di essere aggiornato e di svolgere al meglio la sua professione.

La formazione professionale pur essendo ormai un obbligo, non solo morale ma anche giuridico, ha costi che possono incidere notevolmente sull’attività professionale.

Proprio per questo motivo, ogni professionista (Odontoiatra, Medico, Geometra, Ingegnere, Architetto, Agronomo, Perito…), può detrarre dalle imposte i costi che sostiene per l’aggiornamento professionale.

Deducibilità e detraibilità sono la stessa cosa?

No. Da un punto di vista fiscale, le spese di formazione sono definite deducibili, piuttosto che detraibili. Questo aspetto va sottolineato, essendo i due termini tutt’altro che sinonimi. Ecco spiegata la differenza:

Le deduzioni fiscali sono delle agevolazioni che concorrono direttamente a determinare il reddito imponibile ovvero quello che verrà utilizzato nel calcolo dei tributi. La somma derivante dai vari oneri deducibili infatti deve essere sottratta direttamente al reddito complessivo: ciò che ne deriverà sarà una certa somma (il reddito imponibile) da usare come base per il calcolo della somma da versare al fisco.

Le detrazioni fiscali intervengono solo in una fase successiva: quella del calcolo effettivo dell’importo del tributo. Le detrazioni fiscali infatti non incidono sulla quantificazione del reddito, ma esclusivamente sull’esborso che deve essere corrisposto per un dato tributo. L’importo complessivo delle detrazioni fiscali può essere determinato in relazione a percentuali stabilite o sulla base di date cifre. Le detrazioni inoltre possono essere applicate per alleggerire il peso del fisco su: lavori in casa, affitto o leasing, mutui, spese scolastiche.

La L. 81/2017 annovera quindi le spese per formazione e aggiornamento professionale tra gli oneri deducibili.

La differenza tra le due agevolazioni previste dal Tuir è importante non solo al livello teorico ma può avere anche importanti ripercussioni pratiche. Le deduzioni fiscali infatti, al contrario delle detrazioni, tendono ad avvantaggiare i redditi alti. Ciò è dovuto al fatto che le deduzioni impongono una riduzione sul reddito complessivo prima che sia operato il calcolo sulla base della relativa aliquota.

Nel caso dell’Irpef infatti la tassazione è orientata ad un criterio di progressività scandito sulla base di scaglioni determinati. Per le detrazioni fiscali, invece, il risparmio fiscale che viene reso al contribuente è uguale alla percentuale detraibile dell’importo soggetto a detrazione. La normativa di legge, cd. Jobs Act autonomi che contente le nuove “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, (L. 81/22.05.2017 pubblicata sulla G.U. N. 135/13.06.2017) ha introdotto una modifica alla percentuale di deducibilità delle spese di iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento, convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e di soggiorno, che passa dal 50% al 100% purchè dentro il limite annuo di 10.000 euro. Nessun limite, invece, nel caso di attività odontoiatriche in forma di SRL.

Sono integralmente deducibili, dunque, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.
Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

La deducibilità si attua solo sulla la formazione relativa alla propria attività lavorativa e in seguito alla certificazione delle spese sostenute. Pertanto sarà buona norma conservare le fatture ricevute per un corso di formazione online o frontale e gli eventuali scontrini (che dovranno riportare, ad esempio, intestazione e titolo di un libro). Naturalmente tali detrazioni riguardano tutti coloro che si trovano nel regime ordinario in quanto, coloro che si trovano nel regime forfettario o nel regime dei minimi non possono detrarre alcun costo.

E per i lavoratori dipendenti?

Per i professionisti dipendenti, purtroppo, lo scenario cambia. Se si è dipendenti di aziende pubbliche sanitarie, la legge prevede che con l’1% del monte stipendi bisognerebbe finanziare l’aggiornamento del personale; questo, in realtà, non solo non basta ma spesso il fondo è utilizzato per altre esigenze di bilancio.

In questo modo molti professionisti sono costretti a sobbarcarsi i costi di iscrizione, viaggio e soggiorno. Secondo Franco Vimercati (presidente della Federazione delle società medico-scientifiche Fism) la legge dovrebbe prevedere anche una deducibilità del costo della formazione del pubblico dipendente, in quanto, essendo l’aggiornamento obbligatorio, non dovrebbe gravare sulle risorse economiche personali dei dipendenti (praticamente costretti ad adempire di tasca propria).

Fonti:

www.informazionefiscale.it/Detrazioni-e-deduzioni-fiscali-qual-e-la-differenza

www.mpcongress.it/it/blog/formazione-ecm-deducibilit

www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/23385-spese-di-formazione-per-professionisti-deducibili-al-100-ma-con-tetto

Per alcune persone, durante la bella stagione, le giornate di sole e una passeggiata in un parco possono trasformarsi in un incubo. Per chi soffre delle allergie di stagione, infatti, il periodo che va da aprile a giugno è decisamente quello più critico.

Sappiamo che esistono alcuni rimedi naturali che, se non sostituiscono i farmaci nei casi più complessi, aiutano lo stesso a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. Che cos’è l’istamina? Si tratta di una proteina che si comporta da mediatore chimico dell’infiammazione, il nostro organismo la produce nel momento in cui si trova a contatto con un allergene scatenando i conosciuti sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo, infatti, prurito a varie zone del corpo come naso, gola, occhi e pelle; naso chiuso; starnuti; lacrimazione; in alcuni casi anche tosse e asma. Sono queste le reazioni corporee più diffuse alla penetrazione per via aerea di pollini e polveri nelle persone allergiche ad essi.

Di seguito illustriamo alcuni consigli e accorgimenti per non farci trovare impreparati quando alberi e piante cominciano a fiorire!

Prevenzione e alimentazione

Entrare nella mentalità di una buona prevenzione nei mesi che precedono la primavera è sicuramente di aiuto. Dall’articolo che abbiamo preso come fonte apprendiamo che i rimedi omeopatici più diffusi, soprattutto in presenza di allergia da polline, sono Allium cepa 5 CH, in caso di starnuti e naso che cola; Ipeca 5 CH, in caso di tosse profonda e secca; Euphrasia 5 CH nel caso in cui lacrimino gli occhi. È altrettanto importante anche agire consapevolmente a livello alimentare evitando o limitando nei periodi critici i cibi che liberano istamina.

Tra questi troviamo:

• Formaggi

• Salumi

• Pesce

• Pomodori

• Fragole

• Cioccolato

È invece molto consigliata l’assunzione di quei cibi che inibiscono il rilascio di istamina, tra cui troviamo:

• Mele

• Carote

• Uva

• Alimenti ricchi di omega 3

• Cereali senza glutine

Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti in diversi alimenti, alcuni dei quali però possono spesso risultare essi stessi causa di allergie come ad esempio il salmone e le noci. Altri, invece, possono essere considerati come fonti di omega 3 più sicure come ad esempio i semi di canapa e l’olio di semi di lino.

La Natura ci fornisce, a questo proposito, anche i cosiddetti adattogeni, ovvero sostanze che consentono in generale di aumentare la resistenza e la capacità di adattamento del nostro organismo agli agenti stressanti e alle condizioni sfavorevoli agendo così non sui sintomi ma sulle cause che possono dare origine a squilibri. Tra gli adattogeni più efficaci troviamo ginkgo, rodiola, guaranà, eleuterococco.

Antistaminici naturali per combattere le allergie primaverili

Mettere una barriera naturale alle allergie primaverili vuol dire anche fare spazio ad alcuni alimenti che sono considerati dei veri e propri antistaminici naturali. Di seguito elechiamo le principale caratteristiche di ognuno:

Ribes nero: è una pianta dalle mille proprietà benefiche, tra cui quella di contrastare il rilascio di istamina. Ha un’azione antinfiammatoria, è ricco di vitamina C e rafforza il sistema immunitario. Si può assumere diluendo in acqua alcune gocce di estratto o tramite infusione.

Tè verde: riduce l’impatto dell’istamina grazie al suo contenuto di quercitina e di catechina, che contrastano l’insorgere delle infiammazioni. Sono buone fonti di quercitina anche gli agrumi, le mele, il prezzemolo, le cipolle, i legumi, i pomodori, la lattuga e i broccoli.

Vitamina C: dalla frutta e dalla verdura arriva il contributo più importante in caso di allergie. In particolare è buona abitudini preferire gli alimenti ricchi di vitamina C come arance, limoni, pompelmo, carote, kiwi, ecc, che in primavera sono dei buoni antistaminici naturali e aiutano a rinforzare l’organismo debilitato da asma e tosse.

Zenzero, basilico e spezie: tra le piante utili in caso di allergia troviamo lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina. Si utilizzano foglie di basilico essiccate da lasciare in immersione in acqua bollente fino a quando non si saranno raffreddate. Il preparato può essere bevuto o anche utilizzato sulle eventuali eruzioni cutanee.

Ortica: contiene quercitina, perciò anche l’ortica è considerata un antistaminico naturale in grado di agire molto rapidamente. Si può assumere come decotto oppure in capsule.

Aceto di mele: è ritenuto particolarmente efficace contro le allergie stagionali, due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua da assumere per pochi giorni, tre volte nell’arco delle 24 ore.

Ecco come alcuni alimenti sono in tutto e per tutto considerati dei veri e propri antistaminici naturali, che risultano molto utili per chi soffre di allergie primaverili.

Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rimedi-naturali-contro-le-allergie-primaverili

Per glossite si intende l’infiammazione acuta o cronica della lingua. Le persone affette da questo problema notano un’alterazione del colore della lingua, che può rappresentare la glossopirosi (bruciore della lingua), desquamazione, ispessimento o atrofia, esistono varie forme di questa condizione. Generalmente la glossite si presenta nelle persone anziane che effettuano delle terapie farmacologiche a base di antibiotici che intaccano il microbiota umano creando delle alterazioni della flora batterica intestinale.

Durante il processo infiammatorio la superficie della lingua diventa arrossata e si hanno difficoltà nella masticazione, nella deglutizione e spesso anche nel parlare.  La glossite acuta si presenta quando i disturbi tipici si presentano improvvisamente e senza una causa apparente.

SINTOMI DELLA GLOSSITE

I principali sintomi che possono rivelare la presenza di glossite sono diversi e possono insorgere improvvisamente o gradualmente, vediamone alcuni:

• Bruciore e dolore alla lingua al contatto con cibi soprattutto speziati, molto caldi o freddi;

• Gonfiore della lingua con conseguente difficoltà nel masticare e nel parlare;

• Colore della lingua, molto rossa oppure pallida;

• Riduzione del benessere e del senso del gusto, dovuto a delle infiammazioni croniche che possono portare alla perdita delle papille

• Formicolio, prurito e  afte.

CAUSE DELLA GLOSSITE

Cause della glossite Le cause della glossite sono diverse e dipendono da molti fattori, fra cui l’alimentazione, l’assunzione di antibiotici o reazioni allergiche. Le possibili cause sono:

• abuso di fumo, alcool, cibi e alimenti speziati

• Infezionei causate dall’eccessiva presenza di batteri in bocca

• Carenza di ferro, acido folico, vitamina B12

• Piercing alla lingua

• Allergia a farmaci antibiotici

• Reazioni allergiche ad alimenti

• Reflusso gastroesofageo

• Ustioni e lesioni Si può dire, quindi, che la glossite più che una malattia è un sintomo comune a molte altre patologie.

È da considerare un avvertimento che il nostro organismo manda per avvisare che qualcosa non sta funzionando.

Le possibili cause scatenanti della glossite sono molte, ed è indispensabile che il medico o il dentista di fiducia esegua una diagnosi differenziale in cui si possano ricondurre tutti i valori non normali a questa malattia e non ad altre. Solo dopo aver scoperto l’agente scatenante della glossite, la lingua potrà ritornare alle sue condizioni fisiologiche originali. La diagnosi inizia con la raccolta dei sintomi e dei dolori che il paziente riferisce al medico o dentista. Successivamente verrà analizzata la lingua e l’aspetto: colore, consistenza, presenza di desquamazioni, macchie e pupille gustative. Il medico può anche decidere di prescrivere una serie di analisi del sangue per escludere altre patologie legate alla glossite.

RIMEDI PER LA GLOSSITE

Esistono vari rimedi per la glossite che comprendono sia l’impiego di semplici collutori per effettuare degli sciacqui, sia terapie farmacologiche mirate.

A prescindere dalla condizione, è sconsigliata l’assunzione di cibi e alimenti speziati, alcol e il fumo e si preferisce incrementare il consumo di frutta. Alcuni rimedi efficaci per la glossite sono, dunque, collutori specifici, integratori alimentari e gli antibiotici. L’obiettivo principale della terapia è quello di fermare l’infiammazione della lingua indipendentemente dalla causa. Solamente dopo un’attenta diagnosi differenziale effettuata dal medico si potrà prescrivere una terapia efficace.

Il trattamento tipico della glossite prevede degli sciacqui con dei collutori specifici ma il medico può prescrivere anche dei farmaci antinfiammatori e degli integratori alimentari quando la glossite è causata da carenze di vitamine.

COME PREVENIRE LA GLOSSITE

Alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare a prevenire la glossite sono elencati di seguito:

• mantenere una corretta alimentazione, evitando l’assunzione di cibi molto speziati, bevande acide o irritanti, che costituiscono un fattore di rischio per la comparsa della glossite

• usare molto spesso il collutorio, effettuando gargarismi e mantenendo una costante cura orale utilizzando spazzolino e filo interdentale

• non fumare e non bere alcolici

• prestare attenzione a un’eventuale alterazione della mucosa linguale e alla formazione di macchie bianche.

Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/glossite-sintomi-cause-e-rimedi.html

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 45

E’ online il 45° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 1. INTERACTIVE CONTENT MARKETING”.

Il sorriso gengivale, chiamato anche gummy smile, è un inestetismo del sorriso in cui le gengive vengono esposte in modo eccessivo. Il rapporto tra il labbro superiore, le dimensioni dei denti e le gengive non è corretto, esponendo così una quantità eccessiva di gengiva.

La parola “Gummy” deriva dall’inglese “gums”, che significa gengive. Quali sono le cause del sorriso gengivale? Nella maggior parte dei casi, in realtà, il gummy smile è un difetto congenito e non vi sono cause generalizzate.

Ci sono, però, alcuni fattori che possono favorire un sorriso gengivale:

• Denti piccoli

• Muscolo elevatore troppo sviluppato

• Frenulo labiale troppo corto o collegamento troppo stretto tra la gengiva e il labbro superiore

Correzione del sorriso gengivale e trattamenti

Innanzitutto esiste una differenza tra la correzione gengivale e la correzione del gummy smile, questo perché le correzioni gengivali possono essere necessarie sia per ragioni estetiche che per ragioni mediche e comprendono una gamma di trattamenti piuttosto ampia alle gengive.

Il trattamento del gummy smile, invece, include soltanto una di queste correzioni e mira ad abbellire e migliorare il rapporto delle gengive con il resto del sorriso. A seconda del motivo per cui si sviluppa un gummy smile, esistono diversi metodi di trattamento, di seguito ne illustriamo le principali caratteristiche.

Correzione del sorriso gengivale e con le faccette estetiche

Si tratta della tipologia di trattamento migliore se i denti sono troppo piccoli e quindi il rapporto tra gengive e denti non è corretto.

Le faccette dentali sono degli involucri in ceramica o composito ultrasottili e sono realizzati su misura in base alle preferenze ed esigenze del paziente e possono essere applicati per ingrandire il dente (in caso di denti troppo piccoli, un trattamento con faccette viene spesso accompagnato da un trattamento laser per ottenere un risultato ancora migliore.)

Correzione con il laser

Il trattamento laser delle gengive può essere il complemento ideale per abbellire il risultato dopo aver applicato le faccette dentali: il bordo delle gengive viene delineato con precisione e la gengiva in eccesso viene rimossa.

È bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti quando si tratta di questo intervento: durante la prima settimana dopo il trattamento gummy smile con il laser, le aree trattate possono essere ancora un po’ sensibili ed è importante evitare una pressione eccessiva e pulire i denti con delicatezza.

È consigliato, inoltre, di evitare il fumo, l’alcol e gli alimenti piccanti. Il risultato ottenuto da questo trattamento sarà definitivo e duraturo proprio perché le gengive vengono rimosse con il laser e il trattamento non deve essere ripetuto.

Correzione con il botox

In alcuni casi, il gummy smile può essere causato dall’iper sviluppo del muscolo responsabile del sostegno del labbro superiore. Quando si ride o si parla, quest’ultimo si contrae a tal punto che il labbro superiore viene tirato molto verso l’alto fino ad esporre un’ampia zona della gengiva.

Con l’utilizzo del botox questo muscolo può essere rilassato, impedendo al labbro superiore di sollevarsi eccessivamente. Come gli altri trattamenti con botox, anche in questo caso si tratta di un periodo limitato e per un risultato duraturo, il trattamento deve essere ripetuto ogni 6 mesi.

Fonte: fioriblu.it

Per bruxismo si intende l’atto involontario di digrignare o sfregare i denti in maniera abitudinaria e ripetuta, specialmente mentre si dorme. Questa caratteristica fa sì che la patologia sia stata inserita tra i disturbi del sonno, ma esiste anche una forma di bruxismo che si manifesta da svegli, fenomeno conosciuto come bruxismo diurno e molto più frequente. Il bruxismo nel sonno è molto comune soprattutto in giovane età. Sono, infatti, principalmente i bambini e gli adolescenti ad essere maggiormente soggetti a questo disturbo.

SINTOMI 

Spesso le persone che ne soffrono non se ne accorgono e per questo non è facile diagnosticare il bruxismo. Una persona mentre dorme non riesce a rendersi conto di digrignare i denti ma è una condizione che rischia di provocare danni irreversibili alla dentatura e alla mandibola. Spesso sono le persone che dormono accanto a chi presenta bruxismo a notare il problema, mentre in alcuni casi ci si rende conto del disturbo solo durante una visita odontoiatrica, poiché il dentista riesce a individuare l’abrasione dei denti. I principali sintomi del bruxismo possono essere quindi sintetizzati così:

• Intenso dolore a livello mandibolare

• Indolenzimento dei muscoli masticatori

• Aumento di sensibilità dei denti dovuto alla perdita dello strato di smalto

• Lesioni a uno o più denti

• Secchezza delle fauci

• Emicrania e in genere dolori diffusi al capo

Oltre alle domande sulle proprie abitudini e oltre ad esaminare la bocca del paziente alla ricerca di segni fisici di bruxismo (come denti usurati o una linea di frattura sulle superfici dentali) potrebbe essere necessario effettuare degli esami stumentali ed in particolare una radiografia per verificare eventuali danni ai denti o alla mandibola. Per diagnosticare con esattezza il bruxismo notturno può essere utile eseguire un esame specifico come la polisonnografia, che riesce a rilevare tutti i disturbi del sonno.

CAUSE

Nella maggioranza dei casi non esiste un’unica causa scatenante il bruxismo ma questo disturbo spesso è favorito dalla concomitanza di più fattori, come lo stress, il nervosismo e l’ansia. Disturbi come l’apnea ostruttiva del sonno sembrano avere una correlazione con il bruxismo poiché il digrignamento dei denti è spesso preceduto da un aumento dell’attività cerebrale e cardiovascolare.

Tra le altre cause del bruxismo troviamo le malocclusioni dentarie, alcune malattie neurodegenerative ma anche il consumo di alcol, il fumo da sigaretta, l’assunzione di caffeina e di sostanze stupefacenti.

EFFETTI E CONSEGUENZE

Le conseguenze più comuni e visibili sono indubbiamente i danni alla dentatura, questo perchè digrignare continuamente i denti provoca l’erosione dello smalto che diventa sempre più sottile, oltre al fatto che i denti possono incrinarsi o scheggiarsi. Il bruxismo provoca anche problemi a livello articolare, poiché il continuo digrignare dei denti sollecita anche le articolazioni mandibolari, causando anche mal di testa e dolori cervicali.

CURARE E PREVENIRE

La terapia per il bruxismo dipende solitamente dalle cause e dalla gravità del disturbo. Il trattamento mira a ridurre l’attività muscolare durante il sonno e a prevenire ulteriori danni ai denti e alle articolazioni. La terapia comprende l’utilizzo di dispositivi protettivi notturni, terapia cognitivo-comportamentale, trattamenti per risolvere i problemi dentari o mandibolari e terapia farmacologica.

Di solito, si vuole iniziare il trattamento per salvaguardare la salute dei denti e dell’apparato masticatorio facendo indossare un bite, che va ad impedire il contatto tra le due arcate dentarie nel momento in cui si digrignano i denti. Chiaramente andrà personalizzato per adattarsi alle esigenze di ogni paziente. Nei casi più gravi, però, può essere necessario un intervento chirurgico per correggere eventuali malocclusioni.

In alcuni casi, anche la terapia psicologica può essere utile per ridurre lo stress e l’ansia che possono contribuire al bruxismo. In queste situazioni può essere utile ricorrere a pratiche come meditazione, yoga, massaggi o esercizi per respirare meglio.

Concludiamo con alcuni consigli utili a prevenire il bruxismo, oltre ad affermare che effettuare controlli regolari dall’odontoiatra è sempre la soluzione prima e la più indicata.

• Gestione dell’ansia

• Attività fisica

• Ridurre il consumo di alcol e di bevande eccitanti

• Dormire in un ambiente confortevole

• Controlli periodici e regolari

Fonte: https://www.sonnocare.it/bruxismo-cause-sintomi-terapie-e-prevenzione/