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FATTURAZIONE ELETTRONICA – ADEGUAMENTO OBBLIGATORIO ANCHE PER GLI ODONTOIATRI

L’approvazione della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un’importante novità per gli studi medici, odontoiatrici e tutti i professionisti sanitari, cioè il passaggio alla fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate siano esse in entrata e in uscita, come prestazioni eseguite sui pazienti o acquisti di forniture.


L’obbligo di fatturazione elettronica sarà ufficialmente applicato a partire dal 2019. Tuttavia, gli studi medici e odontoiatrici dovranno dotarsi degli strumenti informatici necessari con discreto anticipo, in quanto l’effettiva applicazione della norma coincide con le scadenze di gran parte degli adempimenti fiscali come l’invio al Sistema TS per il 730 Precompilato.


La gestione fiscale e normativa sarà quindi un passaggio praticamente obbligato per tutti gli studi odontoiatrici nel giro di pochi mesi. Eppure, non tutti i mali vengono per nuocere: i vantaggi nell’uso di un software gestionale avanzato possono essere molti e mantenere lo studio a norma di legge non sarà un problema.


Tuttavia, non tutti gli strumenti digitali rispondono pienamente ai requisiti imposti dalla nuova normativa, per cui occorrerà non soltanto adeguarsi prima dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica e delle nuove disposizioni in fatto di privacy, ma scegliere il software gestionale a norma di legge più avanzato.


È implicito che uno studio odontoiatrico ancorato alla gestione cartacea dovrà necessariamente conformarsi, poiché  a partire dal 2019 diverrà un vero e proprio obbligo di legge. Digitalizzare la fatturazione sarà funzionale alla lotta all’evasione, ma procurerà anche molti vantaggi agli studi odontoiatrici.

Da un punto di vista fiscale i vantaggi saranno moltissimi, tra cui è utile citare il rimborso prioritario del credito IVA entro 3 mesi dalla presentazioni della dichiarazione IVA annuale, ma anche la riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale e l’esenzione dall’invio dello Spesometro. I vantaggi però saranno notevoli anche dal punto di vista della gestione dello studio.


Utilizzare un software digitale permette di compilare le fatture in pochi minuti e soprattutto beneficiare di una classificazione impeccabile: uno studio odontoiatrico raccoglie sia fatture in uscita che fatture in entrata, gestire in cartaceo significa riempire scaffali e raccoglitori di fogli volanti, con il rischio permanente di perderli o confonderli.


Un software gestionale in cloud a norma di legge permette non soltanto di disporre delle fatture in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo abilitato, di conservarle in un archivio sicuro e continuamente aggiornato, ma anche di poter effettuare l’invio di tutte le fatture al Sistema TS senza bisogno del commercialista. Un vantaggio notevole, oltre che un notevole risparmio.


Come applicare l’imposta di bollo sulla fattura elettronica?

La marca da bollo sulle fatture, a partire dal primo gennaio del 2019 sparisce, ma l’imposta di 2 euro se la fattura, ancorché “elettronica”, purché di importo superiore a €. 77,47, resta. Come si dovrà fare per assolverla nella fattura elettronica? Si farà in due fasi:

  1. Nel file xml di cui si è detto, cioè la fattura elettronica vera e propria, si dovrà inserire, quando lo si crea, oltre alla descrizione delle operazioni fatturate e gli altri dati, la dicitura “Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17 giugno 2014” (si tenga in mente questo decreto ministeriale, perché è la disposizione contenuta al comma 1 dell’art. 2 che, come si legge nel successivo paragrafo, risolve l’arcano);

  2. Entro 120 giorni dalla “chiusura dell’esercizio n”, quindi di norma dal 31 dicembre anno n, il dentista dovrà effettuare un versamento con F24 telematico per l’importo complessivo dell’imposta di bollo relativamente a tutte le fatture di importo maggiore a €. 77,47 emesse nell’anno n; si dovrà usare il codice tributo 2501, facendo riferimento all’anno n. In sintesi, se prima si andava dal tabaccaio ogni tanto, per comprare le marche, dal 2019 questo non si dovrà più fare, ed entro i primi 4 mesi del 2020 si farà invece un unico versamento, comodamente seduti davanti ad un computer, per l’importo di tutte le “marche” relative alle fatture emesse del 2019 e maggiori di 77,47 euro. Ovviamente, in caso di omesso o ritardato versamento, si potrà ricorrere al “ravvedimento operoso”.

 

fonte alfadocs.com e odontoiatria33

 


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