Il diastema è uno spazio tra due denti, più comunemente osservato tra gli incisivi superiori. Sebbene possa comparire anche in altre zone dell’arcata dentale, questa caratteristica è spesso considerata una peculiarità estetica e, in alcuni casi, addirittura un tratto distintivo di bellezza. Molte persone, però, vedono il diastema come un difetto e desiderano correggerlo per migliorare l’aspetto del loro sorriso.

Il diastema può avere diverse cause, alcune delle quali sono legate a fattori anatomici e altre a comportamenti o abitudini. Ecco le cause principali:
1. Dimensione dei Denti e dell’Osso Mascellare: Se i denti sono troppo piccoli rispetto alla dimensione dell’osso mascellare, è più probabile che si formino degli spazi tra di essi. Questo è un fattore genetico, quindi può essere ereditario.
2. Frenulo Labiale: Il frenulo è un piccolo lembo di tessuto che collega il labbro superiore alla gengiva. Quando il frenulo è troppo largo o si estende fino alla zona degli incisivi centrali, può creare una spaziatura tra i denti.
3. Abitudini Infantili: Abitudini come la suzione del pollice o l’uso prolungato del ciuccio nei bambini possono contribuire a spingere i denti anteriori fuori posizione, favorendo la formazione del diastema.
4. Malocclusioni o Problemi di Morso: In alcuni casi, il diastema può essere dovuto a problemi di malocclusione, ovvero quando l’allineamento dei denti o delle arcate non è corretto.

Problemi Associati al Diastema e come correggerlo

Oltre alle implicazioni estetiche, un diastema può causare problemi funzionali. L’accumulo di cibo tra i denti può aumentare il rischio di carie e malattie gengivali. Alcune persone possono anche sviluppare difficoltà nella pronuncia di certi suoni a causa della spaziatura dentale. Tuttavia, è importante sottolineare che in molti casi il diastema non comporta alcun problema di salute orale.

Esistono vari trattamenti per correggere il diastema, a seconda della causa, della posizione e delle preferenze del paziente.

1. Apparecchio Ortodontico: Gli apparecchi ortodontici, tradizionali o invisibili, come Invisalign, sono uno dei metodi più comuni per chiudere il diastema. Questi dispositivi applicano una leggera pressione sui denti per spostarli progressivamente fino a chiudere lo spazio. Gli apparecchi invisibili sono particolarmente apprezzati dagli adulti perché più discreti rispetto a quelli tradizionali.
2. Faccette Dentali: Le faccette in porcellana o composito sono sottili rivestimenti applicati sulla superficie dei denti per migliorarne l’aspetto. Vengono utilizzate per chiudere piccoli spazi come il diastema e sono una soluzione rapida e personalizzata.
3. Bonding Dentale: Il bonding consiste nell’applicazione di una resina composita sui denti per ridurre o eliminare il diastema. È una procedura semplice e relativamente economica rispetto ad altre opzioni, ma potrebbe richiedere ritocchi periodici per mantenere i risultati.
4. Intervento Chirurgico sul Frenulo: Quando il diastema è causato da un frenulo labiale troppo largo, un piccolo intervento chiamato frenectomia può essere risolutivo. Questa procedura consiste nel ridurre o rimuovere il frenulo in modo che i denti possano avvicinarsi. Questo trattamento è spesso abbinato a un apparecchio ortodontico per garantire la chiusura dello spazio.
5. Protesi e Corone: Nei casi in cui il diastema è causato dalla mancanza di uno o più denti, il dentista può proporre l’utilizzo di protesi o corone per colmare lo spazio in modo definitivo.

Il diastema dentale, dunque, può essere un tratto distintivo che aggiunge carattere al sorriso di una persona, ma per chi desidera correggerlo, ci sono molte opzioni disponibili. Consultare un dentista o un ortodontista è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto in base alle proprie esigenze. La correzione del diastema può non solo migliorare l’estetica del sorriso, ma anche contribuire a una salute orale ottimale.

 

Il sogno di chi ha portato l’apparecchio fisso per anni è quello di liberarsene una volta per tutte e non pensarci più. In realtà però per mantenere i risultati ottenuti una volta finita una terapia ortodontica, è necessario un altro piccolo sforzo da parte dei pazienti che dovranno portare per un certo periodo di tempo un altro tipo di apparecchio, quello di contenzione.

APPARECCHIO DI CONTENZIONE

La fase successiva alla fine della terapia ortodontica infatti è estremamente delicata perché se non si seguono alla lettera tutte le direttive dell’ortodontista rispetto alla fase di contenzione, il rischio che si verifichi una recidiva ortodontica è molto alto.

Insomma, meglio mettersi l’animo in pace e portare questo apparecchio di contenzione che vedere vanificati tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Tipi di apparecchio di contenzione

L’apparecchio di contenzione può essere di due tipi:

  • Rimovibile, si tratta di una mascherina trasparente o una placca in resina e filo metallico. Viene realizzato in laboratorio in base alla nuova posizione dei denti allineati dal trattamento ortodontico. L’efficacia dell’apparecchio di contenzione rimovibile nel prevenire una recidiva ortodontica è strettamente collegata alla collaborazione del paziente.
  • Fisso, si realizza con retainer passivo cioè un archetto metallico attaccato sulla parte interna dei denti. Viene applicato da canino a canino passando per gli incisivi, il settore anteriore è quello infatti più predisposto alla recidiva. Se da un lato ha il vantaggio di non richiedere la collaborazione del paziente, dall’altro la contenzione fissa può rendere le manovre di igiene orale più complicate soprattutto perché impedisce l’uso del filo interdentale.
Per quanto tempo portare la contenzione

La fase di contenzione non ha breve durata, in ogni caso il tempo per cui il paziente dovrà portare questo tipo di apparecchio viene stabilito dall’ortodontista. In base alla situazione di partenza e alla presenza di eventuali abitudini viziate che possono incidere sul mantenimento del risultato.

In linea generale, dura almeno 2 o 3 anni durante i quali il paziente dovrà recarsi a periodiche visite di controllo per valutare la situazione. Inoltre sarebbe opportuno continuare queste visite di controllo, ogni 6 o 12 mesi, anche alla fine della fase di contenzione così da poter riscontrare subito eventuali piccoli movimenti e correggerli semplicemente rimettendo l’apparecchio di contenzione.

Fonte: studiodentisticocozzolino.it