Si definisce “Odontofobia”, dal greco <<odùs, odòntos e fobos>>,ed è la classica Paura di provare dolore sulla “sedia” del Dentista.

Condizione da sempre diffusa, è stata per oltre un secolo oggetto di studi in tutto il mondo, poiché ne soffrono dal 10 al 20% dei bambini e dal 5 al 20% di adulti. Avere paura del dentista può avere conseguenze negative sulla salute della bocca e di conseguenza sulla qualità della vita poiché generalmente chi ne soffre, tende ad evitare le visite di controllo dal dentista e ad ostacolare le cure odontoiatriche, incorrendo in un peggioramento della salute orale nel tempo, che si riflette in un peggioramento della salute dell’intero organismo.

Nei soggetti adulti infatti, in cui l’incidenza della malattia parodontale è pari al 50%, la paura del dentista può essere davvero pericolosa poiché, come ricordano la Società Italiana di Parodontologia (SIDP) e la Federazione Europea di Parodontologia (EFP), non curare la malattia parodontale, che è una malattia cronica, significa non soltanto aumentare il rischio di perdere i denti ma anche aumentare il rischio di problemi sistemici più gravi tra cui episodi cardiovascolari o la comparsa del diabete. Negli anni la paura di provare dolore durante le terapie è stata identificata come il principale limite alle cure nel 71% dei pazienti con malattia parodontale, ed è proprio a causa dell’odontofobia che ancora oggi, molte persone tendono a sottovalutare i segnali di sanguinamento gengivale e ipersensibilità dentale legati alla parodontite, per non doversi sottoporre a sedute di terapia effettuate con strumenti rumorosi o in anestesia, elementi questi, che innalzerebbero ancor di più i loro livelli di ansia e preoccupazione.

Non frequentare lo studio odontoiatrico influenza anche negativamente la possibilità del paziente di prendersi cura del suo sorriso in autonomia, poiché sprovvisto delle indicazioni del professionista; pertanto, vengono meno alcuni dei presupposti fondamentali per il successo della terapia parodontale.

Come nasce la paura del dentista? 

Gli studi scientifici condotti negli ultimi 40 anni su questo tema, hanno evidenziato che oltre il 70% degli adulti odontofobici hanno iniziato ad esserlo durante l’infanzia per cause diverse; il temperamento genetico, ossia una tendenza innata all’ansia e alla preoccupazione, pregresse esperienze dolorose dal dentista, racconti negativi di persone vicine e soprattutto l’influenza di un genitore con la paura del dentista. Sembra infatti esserci una forte associazione tra la paura del dentista nel genitore (soprattutto la madre) e quella nel figlio fino agli 8 anni d’età, che tende poi a diminuire negli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni di età. La promozione della salute orale inizia quindi proprio dai più piccoli e, soprattutto nel caso di bambini ansiosi, deve avvalersi della collaborazione dei genitori. L’obiettivo è far si che il bambino acquisisca sin da subito consapevolezza dell’importanza di avere una bocca sana e della prevenzione di problematiche future a denti e gengive, che riconosca l’incontro con il dentista come un’esperienza positiva e di routine durante la crescita. In questo modo da adulto, avendo a cuore la salute del proprio sorriso, sarà probabilmente determinato a seguire le indicazioni del professionista riconoscendo in lui una figura amica, mantenendo uno stile di vita corretto e delle abitudini salutari per denti e gengive.

Come vincere la paura del dentista? 

Ruolo del professionista è aiutare il paziente a superare gradualmente la paura di affrontare le terapie odontoiatriche, personalizzando l’approccio e la comunicazione in funzione del livello e della tipologia di paura espressa dal paziente, con l’obiettivo di conquistare la sua fiducia. L’empatia è alla base del rapporto odontoiatra-paziente ed è fondamentale la comprensione dei motivi che scatenano l’avversione alle cure. Esistono secondo il mondo scientifico, diverse teorie psicologiche e comportamentali a disposizione del professionista per aiutare il paziente a vincere la paura del dentista; si fondano tutte su una efficace comunicazione, che stimoli il paziente a superare il trauma e a sottoporsi nuovamente alle terapie in assenza di dolore, cosi che diventi per lui un’esperienza positiva di cui riconosca i benefici e che lo renda propenso a prendersi cura della sua salute orale negli anni a venire.

Fonte: ansa.it

La dentizione nei neonati è una tappa della crescita di ogni bambino… e di ogni genitore!

Per gli stessi genitori, vedere quelle nuove puntine bianche spuntare dalle gengive è un momento emozionante, che segna la fine di un periodo difficile, caratterizzato da pianti e forte irritabilità del bambino.

Ecco cosa è importante sapere quando spuntano i primi dentini.

QUANDO SPUNTANO I PRIMI DENTINI?

E’ importante specificare che ogni bimbo è un caso a sé e non esiste un’età di dentizione sempre uguale.

Ad ogni modo, i denti decidui, o più comunemente denti da latte, sono 20.

Ogni semiarcata ne ha 5: un incisivo centrale e uno laterale, un canino, un primo molare e un secondo molare. I primi a spuntare, tra i 4 ed i 7 mesi, sono gli incisivi centrali, superiori, inferiori e laterali. Tra il primo e il secondo anno è il turno dei primi molari e dei canini. Entro i 3 anni dovrebbero essere spuntati anche i secondi molari.

Come già specificato, però, il calendario della dentizione è solo indicativo: potrebbe succedere che il primo dentino non abbia ancora fatto la sua comparsa dopo il primo compleanno, o che inizino a spuntare già a partire dal secondo mese di vita…

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DENTIZIONE NEI NEONATI?

Nei giorni immediatamente successivi all’eruzione dei primi dentini potrebbero presentarsi episodi sporadici di febbre o di diarrea. Al contrario di quanto comunemente si pensi, non vi sono evidenze scientifiche che l’aumento della temperatura dipenda dalla dentizione.

Sintomi tipici e caratteristici sono invece:

  • Salivazione abbondante;
  • Poco appetito;
  • Eccesso di salivazione;
  • Gengive gonfie ed infiammate;
  • Tendenza a mordere;
  • Feci liquide.
COME SONO LE GENGIVE QUANDO SPUNTANO I DENTINI?

Il fastidio alle gengive del neonato è un sintomo reale, a cui il piccolo cerca di porre rimedio mettendo in bocca le manine o gli oggetti che ha a disposizione. Lo sfregamento è infatti il rimedio più efficace, quello che fornisce il maggior sollievo. Il freddo del ghiaccio è anestetizzante, ma non tutti i bambini lo gradiscono.

Esistono dei massaggiagengive appositamente pensati per la fase di dentizione: alcuni di essi possono anche essere messi in frigorifero per un maggior sollievo. In alternativa esistono anche dei gel appositamente studiati per igienizzare e alleviare le gengive gonfie ed arrossate.

E SE LA DENTIZIONE FOSSE TARDIVA?

Questo è uno dei principali dubbi del genitore: cosa fare se non spuntano i denti? Come accelerare il processo di uscita?

A dir la verità, se il bambino ha meno di un anno di vita e non ha visto uscire il primo dentino, non ci si deve allarmare.

Dopo i 12 mesi – o se ci sono problemi di salute – è consigliabile eseguire la prima visita dal dentista specializzato in Odontoiatria Pediatrica per avere un quadro della situazione.

In qualche caso potrebbero esserci dei problemi relativi alla mancanza di spazio nell’arcata per far uscire i dentini o infezioni gengivali. In ogni caso sono solo opzioni che devono essere verificate dal dentista.

Non esiste alcuna tecnica specifica per risolvere la dentizione tardiva, l’importante sarà sempre proporre un’alimentazione sana e magari aiutare la fuoriuscita dando al bambino qualcosa da mordere (anche una crosta di pane).

FARMACI E METODI PER ALLEVIARE I FASTIDI DELLA DENTIZIONE NEI NEONATI

Oltre ad i massaggia gengive ed ai vari gel, che non sempre riescono a lenire i fastidi della fuoriuscita dei denti, molti genitori vorrebbero risolvere tentando di calmare il dolore con un farmaco analgesico, come la tachipirina. E’ bene sottolineare che prima di somministrare qualsiasi tipo di farmaco a un bambino è sempre necessario consultare il proprio pediatra, che consiglierà, oltre al farmaco più adatto anche la dose indicata al piccolo.

Fonte: www.studiodentisticocozzolino.it | www.chicco.it