Bruxismo: abitudine di serrare e digrignare i denti in una serie di movimenti involontari ritmici e spasmodici della mandibola durante il sonno. Causata per lo più da situazioni psichiche particolari (tensioni emotive, frustrazioni, stati di ansia ecc.), può a sua volta essere causa di malocclusione dentale. [Treccani]

Il bruxismo è, di fatto, un’attività parafunzionale, perché non rientra nella funzione propria della bocca.

E’ un’abitudine e/o tendenza che spesso non si conosce di avere, ma che può portare danni all’organismo.

Le strutture coinvolte sono:

  • i denti;
  • il tessuto di supporto dei denti;
  • i muscoli della masticazione;
  • le articolazioni temporomandibolari.

 

Episodi di bruxismo, ovvero di digrigno dei denti, possono portare a varie complicanze, prima tra tutte l’usura dentale. I denti infatti strisciando gli uni contro gli altri si consumano, oltre ad essere vittime della sofferenza causata dal serramento dentale, sintomo tipico del bruxismo.

QUAL’E’ LA CAUSA?

Sebbene siano numerosissimi gli studi in materia, la causa non è ancora certa.

Si pensa che a causarlo possano essere:

  • situazioni di stress/ansia;
  • malattie neurologiche;
  • apnee notturne.

Il bruxismo tende quindi ad indebolire le gengive e l’osso dei mascellari e, per questo, a lungo andare può causare mobilità dentale.

Digrignare i denti inoltre causa dolore e affaticamento della muscolatura della mandibola, la masticatoria, che vive in costante sollecitazione e spesso si “sfoga” lungo i muscoli del collo e la cervicale, facendo insorgere fastidiosi mal di testa.

Di fatto, anche le articolazioni temporomandibolari risentono delle conseguenze del bruxismo.

Infiammazioni, dolore e dislocazioni del disco articolare sono infatti frequenti e in alcune circostanze portano ad una malocclusione dentale.

Per questo non appena si verificano i primi episodi di bruxismo è necessario consultare il proprio medico o dentista per decidere quale approccio risolutivo adottare.

Fonte: bruxismo.eu

I vantaggi dell’applicazione della psicologia all’odontoiatria sono numerosi, considerando che quest’ultima è una tra le discipline mediche più particolari. L’indiscutibile presenza della componente psicologica correlata alla percezione del dolore del paziente è infatti un fattore non sottovalutabile.

 

Ne consegue che l’ascolto attivo dei propri pazienti è l’unico percorso utile ad entrare in sintonia con questi, imparando così a percepire paure, disagi e aspettative.

L’odontoiatra e l’intero Team dello studio dovrà perciò acquisire abilità psicologiche che permettano di gestire correttamente l’intero iter di cura del paziente.

Quali problematiche spesso riscontrate all’interno degli studi odontoiatrici può migliorare e/o limitare la psicologia?

Le variabili psicologiche che influenzano i pazienti sono numerose e di diversa natura ma quelle che rappresentano dei veri e propri limiti alle cure sono:

  • La paura del dentista e i fenomeni ansiogeni collegati
  • Le problematiche legate a fenomeni di bruxismo
  • La necessità di ricorrere alle protesi dentarie

Una corretta comunicazione e un ascolto efficace, apprendibili attingendo alle fonti della psicologia, possono infatti limitare gli episodi sopra elencati.

Secondo un’inchiesta, l’80% della popolazione italiana ha paura del dentista

Considerando la situazione odierna, caratterizzata dall’emergenza sanitaria, in che modo la psicologia può essere d’aiuto all’odontoiatria?

Oggi più che mai la comunicazione rappresenta le fondamenta di ogni rapporto medico-paziente. La pandemia, con il suo bagaglio d’incertezze ed insicurezze, ha infatti reso la pazientela meno propensa ad esporsi alle cure, sia a causa delle inevitabili ristrettezze economiche, sia per il timore del contagio, tema caldo degli ultimi mesi.

Una corretta comunicazione della sicurezza dei propri ambienti medici/sanitari e dell’adozione di tutti i protocolli è quindi fattore indispensabile per il mantenimento del flusso di lavoro dello studio.

La psicologia viene anche qui in aiuto, fornendo gli strumenti necessari per effettuare un’informazione efficace in grado di mettere a proprio agio i pazienti, creando un ambiente sereno, così limitando i fenomeni ansiogeni e le disdette.

Obstructive Sleep Apnoea Sindrome”:

la patologia caratterizzata dall’ostruzione delle prime vie aeree. Può essere parziale o totale ed interessa le vie aeree situate nella gola.

Si tratta di una vera e propria interruzione momentanea della respirazione che rientra nell’area macro dei disturbi legati al sonno. Solitamente si manifesta con sintomi quali sonno notturno interrotto, forte russamento del paziente, mal di testa al risveglio, sonnolenza diurna, vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione. Di conseguenza non sono pochi gli effetti collaterali spiacevoli che ne derivano, quali tendenza all’ipertensione, alla depressione, all’obesità e ai disturbi legati all’apparato circolatorio.


Le cause della patologia possono essere numerose ma tra le più frequenti troviamo sovrappeso e obesità, invecchiamento e un eccessivo rilassamento dei muscoli di lingua e collo.

Ma qual’è l’esame cardine per verificare se si tratta di OSAS?

LA POLISONNOGRAFIA: Il test diagnostico del sonno

La polisonnografia è un esame che si esegue durante il sonno del paziente e che consente di misurare alcuni parametri, tra cui l’onda respiratoria, il tasso di ossigeno presente nel sangue, la frequenza cardiaca e la presenza eventuale di apnee notturne.

E’ il test di riferimento per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno, tra i quali appunto l’OSAS.


Si effettua posizionando una fascia toracica nel paziente per rilevare i movimenti di espansione del torace, una fascia addominale, un pulsossimetro, una cannula nasale, un sensore per il russamento, un sensore di posizione ed infine degli elettrodi posizionati sul capo.

La Polisonnografia è quindi un esame importante per indagare l’insieme dei parametri fisiologici che, associata ad una valutazione specialistica consente di diagnosticare eventuali patologie.

Considerato ciò, essendo quanto elencato riconducibile alla Medicina del Sonno Odontoiatrica (una nuova branca che si occupa di tutte le condizioni di interesse odontoiatrico correlate ai disturbi nel sonno) abbiamo pensato di proporre un webinar dedicato.