In questo blog andremo a ripercorrere la storia dell’odontoiatria attraverso le varie curiosità, testimonianze, aneddoti lasciati dai nostri antenati. Iniziamo la nostra ricerca dai primi ritrovamenti che testimoniano segni di cure dentistiche.

È chiaro che nell’Età della Pietra, carie e ascessi erano problemi piuttosto diffusi, e i nostri antenati dovevano fare i conti con un’alimentazione ricca di piante zuccherine. La testimonianza più antica sulla storia dell’igiene orale giunta fino a noi risale a 9000 anni fa: in un villaggio neolitico nell’attuale Pakistan furono rinvenuti diversi scheletri che contenevano alcuni molari che mostrano segni di cure dentistiche e veri e propri “fori da trapano”. Questi fori erano ottenuti dall’utilizzo di “trapani manuali” realizzati in selce, nient’altro che delle punte di dimensioni ridotte (veri e propri manufatti microlitici), ne sono stati trovati diversi resti. Allo stesso periodo risalgono anche le prime testimonianze di otturazioni dentali con composti a base di cera d’api. Alcuni recenti studi hanno rilevato che le cavità presenti nei denti ritrovati erano il frutto dell’asportazione delle parti cariate. I ricercatori hanno, infatti, attestato la presenza di strie all’interno degli incavi per poi verificarne l’origine attraverso una serie di analisi.

Leggende e dentifricio

Insieme alle prime cure, si iniziano a diffondere anche le prime leggende: probabilmente intorno al 5000 a.C. nasce nella civiltà sumera la leggenda del verme dei denti, per poi diffondersi in diverse varianti in tutte le principali civiltà del mondo (India, Egitto, Giappone e Cina).

Una tavoletta babilonese del 1800 a.C. riporta una versione di questa leggenda:

“Venuto al mondo dal fango e con un grande appetito, il verme prega gli dei di dargli la grazia di abitare tra i denti e la gengiva dell’uomo, luogo di grande abbondanza di cibo e bevande; esauditagli tale richiesta, il verme si insedia nella bocca umana dove man mano scava cunicoli e caverne, generando il tormento infernale del mal di denti.”

Tra il 5000 e il 1000 a.C., oltre alle leggende, compare anche l’antenato del dentifricio sotto diverse forme: in Mesopotamia ad esempio era composto da un miscuglio di corteccia, menta e allume, un sale minerale.

Antico Egitto, Grecia e Roma

Il dentista più antico conosciuto è Hesy-Re, medico e scriba egiziano del 2600 a.C. Sulla sua tomba si legge l’incisione: “il più grande di coloro che si interessarono ai denti e di tutti i medici”. Grazie allo sviluppo della scrittura e ritrovamenti di papiri, sappiamo che gli egizi erano a conoscenza di diverse malattie dentali come gengivite, pulpite, mal di denti e anche i rispettivi metodi di guarigione. In diversi papiri vengono raccontate e illustrate molte operazioni di fratture e lussazioni della mandibola e l’utilizzo del forcipe per le estrazioni.

Per quanto riguarda l’antica Grecia, nel 400 a.C. il medico greco Ippocrate esortava a lavarsi denti e gengive ogni giorno. Oltre a lui, anche Aristotele e in seguito Celsus, scrittore medico romano, scrissero di odontoiatria e dai loro scritti sappiamo che in Grecia e a Roma si praticavano diverse cure quasi “moderne”, come l’utilizzo di filo metallico per stabilizzare i denti mobili e le fratture della mascella.

Il Medioevo fu, invece, un periodo di decadenza per la salute dentale. Infatti, non si praticava alcuna igiene orale e il mal di denti era molto diffuso soprattutto tra i nobili, la cui alimentazione era ricca di cibi dolci. Per combattere il dolore si provavano riti magici o preghiere a Sant’Apollonia (santa patrona di dentisti, igienisti dentali e odontotecnici).

Lo spazzolino da denti

La nascita dello spazzolino da denti viene collocata intorno al 1500 in Cina, dove furono creati spazzolini con setole costruite da fibre naturali (che erano però troppo morbide e si deterioravano rapidamente).

L’invenzione dello spazzolino moderno è solitamente attribuita a William Addis nel 1780. Il manico di questo nuovo strumento era costituito da osso, con dei fori che permettevano di inserire le setole (di maiale), utilizzando poi un filamento metallico per tenerle in posizione.

Nel sedicesimo secolo si rincomincia a scrivere di odontoiatria anche in Europa, ma solo nel diciottesimo secolo nascono le cure e gli strumenti moderni e si diffonderà l’igiene orale solo tra le classi abbienti, per diventare un fenomeno di massa solamente nel secolo scorso.

Fonti:

https://mydentalfamily.it/9000-anni-di-igiene-orale-tra-leggende-e-cura-dei-denti/

https://www.focus.it/cultura/storia/lintervento-ai-denti-piu-antico-del-mondo

In questo blog vedremo qual è la relazione tra salute orale e salute generale, arrivando ad indicare gli organi maggiormente coinvolti.

La prima porta di accesso di batteri e agenti patogeni è la bocca, e questi possono poi facilmente diradarsi all’interno dell’organismo: questo si può tradurre, tendenzialmente, in malattie generali che possono essere condizionate da una cattiva salute orale. Vero è che alcune malattie del cavo orale possono essere anche influenzate da malattie sistemiche. Affermiamo quindi che esiste uno scambio tra le due entità, tra salute orale e salute generale del corpo. Alcuni studi hanno dimostrato che una scarsa salute orale, in particolare riferita alla perdita dei denti, provoca il peggioramento della salute sistemica delle persone, con una conseguente possibile predisposizione alla mortalità.

Iniziamo la nostra analisi della correlazione tra salute orale e salute generale dell’organismo parlando di ossa. Infatti, l’eventuale dolore alla schiena sofferto da alcuni soggetti può trovare una causa anche nella salute orale: questi dolori, infatti, possono essere legati ad una malocclusione dentale, ovvero il disallineamento tra l’arcata superiore e quella inferiore. Questo fattore può portare i denti a lavorare e utilizzare le forze in modo scorretto, sovraccaricando determinati muscoli e articolazioni che diventano la causa di mal di schiena e scompenso posturale.

Correlazione tra la bocca e il cuore

Come sono collegati? Dobbiamo sapere che gli agenti esterni che entrano nella cavità orale possono arrivare fino al cuore, innescando infiammazioni. Qui introduciamo la parodontite, ovvero la malattia dentale la cui componente batterica e infiammatoria può portare alla perdita denti. Questa, tramite la proliferazione di batteri all’interno di ‘tasche’, aumenta l’infiammazione generale rendendo meno fluido il sangue, portando ad una predisposizione alle malattie cardiovascolari e cardiache, come la sindrome coronarica acuta, ma anche ictus e aterosclerosi. Questa correlazione è stata dimostrata dalla scoperta di batteri parodontali negli ateromi coronarici che si formano nelle arterie, il che dimostra che con una salute orale migliore si potrebbe evitare la diffusione di questi batteri.

Polmoni e intestino: come sono legati alla salute orale?

Altrettanto molto importante è il legame tra cavo orale e strutture respiratorie, le quali rappresentano la prima stazione in cui si fermano i batteri che arrivano dalla bocca provocando possibili patologie respiratorie o l’abbassamento delle difese immunitarie (oltre alla frequente compromissione parodontale, che aumenta la quantità di microbi in circolo). Anche in questo contesto la malattia parodontale può avere un forte impatto, tanto da essere inserita nella lista delle patologie da evitare in ottica preventiva per la formazione del cancro al polmone.

Da alcuni studi è stato rilevato che una scarsa salute della bocca è associata ad una maggiore incidenza di broncopolmonite. Anche la salute dell’intestino è collegata in modo diretto a quella della bocca: i soggetti con malattie infiammatore intestinali, come la colite ulcerosa, hanno maggiore probabilità di sviluppare parodontiti e incidere sulla condizione del cavo orale. La diffusione dei microbi che arrivano dalla bocca all’intestino aggravano diverse malattie gastrointestinali, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, la malattia infiammatoria intestinale e il cancro del colon-retto.

E il mal di testa?

Una salute orale piuttosto precaria può portare anche a mal di testa, cefalee e cervicali. Questo perché il disallineamento dentale, carie, perdita di denti o denti del giudizio mal posizionati possono creare disturbi sull’equilibrio e sul tono muscolare tanto da affaticare alcuni muscoli specifici che portano alle cefalee cosiddette muscolo-tensive.

Conclusioni

Considerando il ruolo centrale dei tessuti che sostengono i denti, è importante sottolineare il ruolo delle cure odontoiatriche e del dentista. Anche se è vero che alcuni soggetti sono predisposti per natura alla malattia parodontale, non va mai sottovalutata la prevenzione. È bene seguire un’igiene orale adeguata, con lavaggi dei denti dopo ogni pasto pulendo non solo le superfici interne ed esterne del dente ma soprattutto quelle interdentali attraverso fili e scovolini. Lo spazzolamento deve essere accurato e raggiungere tutte le superfici dentali, anche quelle più posteriori. Senza mai dimenticarsi di recarsi dal proprio dentista almeno due volte l’anno, così da intercettare eventuali patologie parodontali che, come dimostrato, possono essere un rischio da un punto di vista cardiovascolare, polmonare e intestinale.

 Fonte: https://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/23450/salute-orale-vs-salute-generale-ecco-la-mappa-delle-correlazioni.html

In questo blog scopriremo gli effetti e benefici della gomma da masticare sulla salute. Vedremo come il chewing gum può diventare un grande alleato della nostra salute se scegliamo quello giusto senza zucchero e con lo xilitolo.

Gomma da masticare senza zucchero: alleato della nostra igiene orale

Il chewing gum senza zucchero ha importanti benefici per la salute dei nostri denti, soprattutto quando si presenta il rischio di carie. Secondo gli esperti, infatti, quando non ci è possibile lavare i denti con spazzolino e dentifricio il pH della placca può diminuire fino a valori pericolosi per la salute dello smalto e della dentina, aumentando il rischio di carie. In che modo la gomma da masticare riesce a risolvere questo problema? La masticazione del chewing gum senza zucchero stimola la produzione di saliva, che riporta pH della placca a valori normali, favorendo la corretta mineralizzazione dello smalto e diminuendo, in questo modo, il rischio di carie.

La saliva stimolata dalla masticazione ha anche altre proprietà molto importanti:

• Deterge le superfici dei denti

• Ha un effetto antibatterico naturale esercitato dagli enzimi ed anticorpi in essa contenuti

• Apporta minerali utili alla mineralizzazione dei denti

Combattere il rischio carie: il ruolo delle Gomme da masticare con xilitolo

I chewing gum senza zucchero sono ancora più efficaci contro il rischio carie se contengono un rilevante quantitativo di xilitolo. Lo xilitolo è un dolcificante derivato da fonti vegetali, sostituto dello zucchero con un gusto gradevole e fresco appartenente alla famiglia dei polioli. Diversi studi clinici hanno ormai stabilito la sua capacità di inibire la crescita dei batteri che, causando la demineralizzazione di smalto e dentina, favoriscono l’insorgenza della carie. Secondo alcuni studi, il consumo di chewing gum con xilitolo con regolarità e per periodi di tempo prolungati, è in grado di diminuire la concentrazione orale dei batteri cariogeni.

Benefici della gomma da masticare senza zucchero

Sono stati individuati tutti i benefici che il chewing gum ha sulla nostra salute, li riportiamo qui sotto:

1. MIGLIORA LA CONCENTRAZIONE. Alcuni studi dimostrano che la masticazione di chewing gum gioca un ruolo importante nel mantenere le performance cognitive e dunque gli stati di attenzion. Si ipotizza che questi effetti siano generati da un lieve incremento della frequenza del battito cardiaco e del flusso sanguigno al cervello, ma anche da un effetto di controllo dell’ansia.

2. RIDUCE LO STRESS. Masticare chewing gum ha un effetto calmante ad esempio prima di un intervento chirurgico: sempre secondo alcune ricerche, chi ha fatto uso del prodotto è risultato meno ansioso rispetto a chi non masticava chewing gum. Inoltre, volume ed acidità dei succhi gastrici sono indistinguibili tra chi ha masticato e chi no. Questo studio, e altri, evidenziano quindi che la masticazione di chewing gum non porta ad acidità di stomaco.

3. AUMENTA LA PERFORMANCE SPORTIVA. L’utilizzo del chewing gum durante un’attività sportiva leggera, come ad esempio una camminata o una corsa, porta a percorrere in media distanze leggermente più lunghe e a bruciare fino al 5% di energia in più.

4. RIDUCE I SINTOMI DELLA CYBERSICKNESS. La cybersickness è quella sensazione di nausea da movimento spesso provocata dall’utilizzo del visore per la realtà virtuale. Un recente studio ha dimostrato che il chewing gum è in grado di ridurre questo fastidio. Questo accade presumibilmente perché l’esperienza gradevole della masticazione di qualcosa di buono si opporrebbe alla sensazione sgradevole della nausea, in un certo senso arrivando a “distrarre” il cervello.

5. CONTROLLA IL DOLORE POST-APPARECCHIO ORTODONTICO. Per controllare la sensazione di fastidio o addirittura dolore causato dall’installazione dell’apparecchio ortodontico, le due strategie più comunemente usate sono l’uso di antidolorifici o di “bite” da mordere al bisogno. Recenti studi scientifici hanno predisposto una terza strategia, ovvero proprio la masticazione di chewing gum senza zucchero. Si è concluso che il chewing gum riduce meglio il dolore rispetto ad un trattamento placebo, in termini comparabili al bite e meglio degli antidolorifici

Fonte: https://www.menshealth.com/it/salute/benessere-psicofisico/a45387154/gomma-da-masticare-senza-zucchero-benefici-chewing-gum/

CHE COS’E’ LA CARIE?

La carie dentale è una malattia di origine batterica che colpisce i denti e ne provoca la progressiva distruzione. Colpisce inizialmente la superficie esterna del dente (lo smalto) e successivamente i tessuti più interni (dentina e polpa). È una tra le malattie più comuni, seconda solamente al raffreddore: riguarda circa l’80% della popolazione nei Paesi sviluppati.

Secondo le recenti statistiche dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le malattie gengivali e cariose nei bambini sono in rapida crescita, e non colpiscono solo i denti da latte, ma anche quelli permanenti, tra cui i molari.

La carie infatti può colpire soggetti di tutte le età.

La carie infantile precoce o ECC (dall’inglese Early Childhood Caries) è un processo carioso a sviluppo rapido dovuto alla frequente assunzione di zuccheri che colpisce i bambini piccoli, di età inferiore ai 2 anni. È nota anche come “sindrome della carie da biberon” o “baby bottle caries syndrome” in quanto la causa principale è il prolungato ed eccessivo consumo di zucchero, miele, bevande zuccherate e latte, soprattutto prima di andare a dormire, somministrate al bambino con il ciuccio o, appunto, con il biberon.

COME PREVENIRE LE CARIE NEI BIMBI?

Prevenire la carie nei bambini si può e lo si può fare già da quando al bambino spuntano i primi dentini. Le cose da fare subito sono:

  1. Effettuare una corretta igiene orale in relazione alla età;
  2. Consigliare corrette abitudini alimentari.

 

Ecco alcuni esempi:

  • Pulire la bocca del neonato con una garza umida dopo ogni pasto;
  • Fin dall’eruzione dei primi dentini, utilizzare uno spazzolino piccolo con setole morbide;
  • Al compimento dei 2 anni, lavare i denti tre volte al giorno, dopo i pasti principali, con uno spazzolino elettrico roto-oscillante;
  • Limitare l’assunzione di zuccheri semplici: succhi di frutta, bibite dolci, marmellate, ecc…
  • Evitare l’utilizzo di biberon con latte o camomilla prima di andare a dormire o l’utilizzo del ciuccio con il miele;
  • Visite di controllo dal dentista con frequenza programmata;
Insegnare l’importanza dell’igiene orale ai bambini fin da piccoli

Ai bambini va insegnato che curare l’igiene orale è essenziale per preservare la salute dei propri denti. Quando i bambini sono piccoli sono i genitori che si devono fare carico dell’igiene orale del piccolo. 
Man mano che il bambino cresce ed acquisisce manualità può iniziare a spazzolare da solo sempre con il controllo del genitore affinché la pulizia sia efficace.
È importante l’uso di un dentifricio contenente 1000ppm di fluoro in quanto il fluoro ha la capacità di rendere più resistenti i dentini.
Ricordiamo che il fluoro utilizzato per via topica attraverso il dentifricio od attraverso collettori, non viene assimilato dall’organismo e non fa male.

Fonte: www.ospedalebambinogesu.it / www.ildentistadeibambini.it

Quando si parla si ascesso dentale si intende un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente, principalmente causato dalla diffusione di batteri in seguito a delle carie o delle malattie gengivali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti.

COS’E’ L’ASCESSO DENTALE?

Come abbiamo detto, l’ascesso dentale è un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente. Le infezioni batteriche sono la causa di questo accumulo e arrivano a propagarsi nei tessuti come conseguenza di carie complicate, denti scheggiati o rotti.

Possiamo distinguere diversi tipi di ascessi in base alla loro sede di origine:

• Ascesso parodontale: causato da un’infezione della gengiva ma anche di tutto l’apparato di sostegno del dente come l’osso alveolare, cemento radicolare e legamenti. Questo tipo di ascesso può essere causato anche da un’infezione all’interno di una tasca parodontale (solco gengivale);

• Ascesso periapicale: questa infezione ha origine nella parte vitale del dente, cioè la polpa, come conseguenza di una carie complicata. Può essere causato anche da gravi traumi ai denti che causano necrosi della polpa dentale.

• Ascesso gengivale: esso si sviluppa nella gengiva ed è causato da processi infettivi che potrebbero seguire un ascesso periapicale.

Cause di ascesso dentale

 

Cosa causa l’ascesso dentale? La risposta è: i batteri che si diffondono alla gengiva che circonda il dente o alla polpa del dente in seguito a carie o malattie gengivali, i quali sviluppano l’infezione. Quali fattori di rischio per lo sviluppo di un ascesso dentale? Ecco elencati i principali:

• Scarsa igiene orale;

• Consumo elevato di cibi e bevande zuccherate;

• Problemi preesistenti ai denti;

• Interventi ai denti non riusciti bene (devitalizzazione, impianto, otturazione);

• Alcolismo;

• Sistema immunitario indebolito;

• Alcune patologie come diabete, cellulite batterica, reflusso gastroesofageo, ecc…;

• Fumo.

Sintomi e trattamenti dell’ascesso dentale

 

Generalmente l’ascesso dentale si presenta con:

• Dolore intenso ai denti o alle gengive, il quale è il sintomo principale e può manifestarsi improvvisamente tendendo a peggiorare;

• Gengive gonfie, infiammate e rosse;

• Gonfiore del viso;

• Ipersensibilità al freddo/caldo;

• Alitosi;

• Febbre;

• Tendenza alla caduta del dente;

• Gonfiore dei linfonodi del collo.

Il trattamento dell’ascesso dentale si basa sull’utilizzo di antibiotici, proprio per debellare i patogeni che lo hanno causato, e/o di antidolorifici per il dolore. L’intervento del dentista è importante per cercare di salvare il dente dall’estrazione attraverso la devitalizzazione (verificata in caso di ascesso periapicale). La rimozione di tartaro e placca dal dente malato può essere sufficiente, unitamente alla terapia antibiotica e antidolorifica, in caso di ascesso parodontale.

Può essere molto utile anche evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, masticare cibi morbidi utilizzando la parte opposta della bocca, e infine utilizzare uno spazzolino morbido.

È importante prevenire e curare l’ascesso dentale dai primi sintomi. Nel caso in cui l’ascesso colpisca soggetti particolarmente fragili, se non curato, può evolvere in osteomielite, trombosi del seno cavernoso, infezione del pavimento della bocca e sepsi. Evitare la carie è essenziale per prevenire un ascesso dentale mediante una corretta igiene orale.

Ad ogni modo, la prognosi di un ascesso dentale è eccellente quando l’infezione viene immediatamente trattata attraverso drenaggio e terapia antibiotica.

Fonte: https://www.nurse24.it/studenti/patologia/ascesso-dentale.html

CHE COS’ E’ LA PULPITE?

La pulpite è un’infiammazione della polpa dentale, la parte più interna dei denti che contiene i nervi e i vasi sanguigni. I primi sintomi di questa infiammazione possono essere dolore improvviso ai denti e sensibilità dentale.

A seconda della sua gravità la pulpite può essere reversibile o irreversibile. Vedremo più nel dettaglio gli aspetti legati a questo proposito, partendo dalla consapevolezza che i sintomi possono variare da una leggera sensibilità dentale a un dolore acuto e incessante, oltre al manifestarsi di febbre, ascesso dentale, granulomi e/o cisti.

LE CAUSE PRINCIPALI

La causa più comune della pulpite è la carie dentale ma nonostante questo esistono anche altri fattori che possono provocare questa condizione. La pulpite si verifica quando lo smalto e la dentina, gli strati protettivi dei denti, vengono compromessi, lasciando così la polpa dentaria esposta all’azione dei batteri.

Oltre alla presenza di carie, l’altra causa più comune della pulpite è legata a patologie parodontali trascurate, come ad esempio la parodontite, e sono entrambe riconducibili a una cattiva igiene orale.

Tra gli altri fattori che possono favorirne la comparsa troviamo:

• Erosione dentale dovuta a bruxismo

• Malocclusione dentale

• Fratture dei denti dovute a traumi

• Abrasione dentale dovuta all’utilizzo di prodotti troppo aggressivi per lo smalto

• Trattamenti dentali non eseguiti in maniera rigorosa

La pulpite dentale reversibile rappresenta una leggera infiammazione della polpa dentaria localizzata i cui sintomi principali sono dolore e sensibilità dentale avvertiti in risposta a uno stimolo. In questi casi il dolore cessa non appena lo stimolo viene interrotto.

La pulpite dentale irreversibile, invece, è lo stadio più grave dell’infezione e si caratterizza con un’infiammazione pulpare grave accompagnata da un processo degenerativo che evolve progressivamente in necrosi della polpa dentale. I suoi sintomi principali sono dolore acuto, continuo e pulsante, gonfiore e possibile presenza di pus. Il dolore permane anche dopo che lo stimolo è stato interrotto e in questo caso, l’organismo può andare incontro a complicazioni come ascessi dentali, granulomi e cisti.

I TRATTAMENTI PER CURARE LA PULPITE

Il trattamento della pulpite consiste nel minimizzare il dolore e nel rimuovere la causa responsabile del processo infiammatorio, ma questo dipende dalla sua gravità.

Considerato che la maggior parte delle pulpiti è conseguenza di carie, l’adozione di alcuni semplici accorgimenti alimentari, abbinata alla correzione di uno stile di vita scorretto, può prevenire efficacemente l’insorgere della pulpite.

Come agisce il dentista in caso di pulpite reversibile? La procedura consiste prima di tutto nell’eliminare la causa che ha scatenato il problema e poi ricostruendo la parte del dente danneggiata dalla carie.

Nel caso, invece, di pulpite irreversibile il dentista valuterà se procedere con un trattamento di devitalizzazione o di estrazione del dente.

Fonte: https://www.dentalunit.it/20200019/pulpite-cause,-sintomi-e-rimedi

Quando parliamo di carie dentali sappiamo che ci stiamo riferendo a una delle malattie dentali più comuni e diffuse al mondo, e soprattutto una delle principali ragioni che spingono a rivolgersi a un dentista.

Di fatto le carie sono una malattia infettiva causata da batteri che attaccano lo smalto e la dentina del dente e che possono portare a dolore, infezioni e alla perdita dei denti se non curate in modo adeguato.

In questo blog cercheremo di capire cos’è una carie, quali sono le cause e come riconoscerla.

Cos’è una carie dentale e come si crea?

La carie è una malattia dei tessuti duri del dente, causata dalla placca batterica dentale. Questa placca consiste in una pellicola bianco-giallastra presente nel cavo orale, ed è composta da batteri, residui di cibo e saliva. Quando si indurisce, la placca diventa tartaro, e può essere rimossa in modo più efficace sottoponendosi a sedute di pulizia dei denti.

Come si crea una carie? La placca, la pellicola descritta sopra, converte gli zuccheri presenti nei cibi che ingeriamo in acidi, che poi provocheranno una escavazione del dente progressiva, con la conseguente distruzione dello smalto e successivamente della dentina, se non rimossa. L’aumento della concentrazione di batteri che colpiscono il dente e lo corrodono lentamente è il risultato di una scarsa igiene orale.

Questa corrosione del dente, o cavità, è quella che chiamiamo comunemente carie. Più in particolare, le carie sono causate in grosso modo dalla dieta, soprattutto dal consumo di alimenti ricchi di zuccheri, dalla qualità dei batteri presenti nella placca e dalla mineralizzazione dello smalto e della dentina.

A queste cause vanno poi aggiunti ulteriori fattori di rischio come difetti della superficie del dente, carenza di fluoro nei denti, flusso salivare ridotto, genetica.

Quali sono i sintomi di una carie? Come si fa a capire se un dente ne è colpito? 

È importante sapere che le carie progrediscono lentamente, attaccando prima lo smalto, cioè lo strato più esterno del dente, in un lasso di tempo piuttosto lungo che può durare anche mesi. Durante questa fase solitamente non si avverte dolore, ma con il passare del tempo le carie penetrano nella dentina, cioè la parte più interna rispetto allo smalto, ed è qui che inizia a manifestarsi il dolore (o anche un’alterata sensibilità al freddo e al caldo) poiché è una parte più delicata e meno resistente.

L’ultima fase consiste nella diffusione della carie fino a raggiungere la polpa, cioè la zona più interna del dente, dove sono presenti i nervi e i vasi sanguigni. Quest’ultima è una fase molto più rapida rispetto a quelle iniziali, ed è qui che il dolore inizia a essere più intenso, fino a diventare insopportabile.

Prima di giungere a questa fase e scomoda situazione, però, ci sono sintomi e segnali che potrebbero farci capire che abbiamo una carie:

  • Inizialmente la carie si presenta come una macchia bianca dove i batteri dissolvono il calcio dello smalto;
  • Mal di denti o dolore spontaneo si verificano senza alcuna causa apparente;
  • Dolore da lieve ad acuto quando si mangia o si beve qualcosa di dolce, caldo o freddo;
  • Visibili fori o fossette nei denti;
  • Colorazione marrone, nera o bianca su qualsiasi superficie di un dente;
  • Dolore nella masticazione.

In presenza di uno o più dei presenti sintomi, si raccomanda di sottoporsi a una visita dentistica. Più in generale, però, si consiglia di eseguire un controllo periodico, in modo da individuare in modo precoce una possibile carie o altre patologie dentali e ridurre i danni.

Come si prevengono le carie?

La risposta a questa domanda è: attraverso una corretta igiene orale e un’alimentazione sana ed equilibrata.

Chiariamo che quando si parla di corretta igiene orale non si intende solo quella “fai da te” cioè il lavarsi i denti più volte al giorno, con uno spazzolino adatto, un buon dentifricio, il filo interdentale e altri supporti, ma anche e soprattutto quella eseguita da un igienista dentale.

Per questo motivo è opportuno sottoporsi periodicamente alla cosiddetta ablazione del tartaro, il quale non è altro che la solidificazione della placca batterica che provoca le carie.

Un’approfondita pulizia e la rimozione dello strato di tartaro che ricopre i denti e le gengive può prevenire in modo molto efficace la formazione delle carie ma anche molte altre patologie dentali.

Fonte: www.enfeasalute.it/carie-come-riconoscerla/

Respirare male e, di conseguenza, avere episodi di russamento mentre si dorme può aumentare il rischio di erosione dello smalto e l’insorgenza di lesioni cariose.

PERCHE’?

Di fatto, l’acidità in bocca aumenta il rischio di carie.

L’aria introdotta in bocca infatti “asciuga” il cavo orale e secca le mucose, facendo evaporare la saliva, principale protettrice dei nostri denti.

L’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa lo ha infatti confermato, spiegando come russare durante il sonno o respirare a bocca aperta favorisca un brusco calo del pH, in grado di rovinare lo smalto dentale e causare terreno fertile per la comparsa di carie.

Il russamento e le apnee notturne sono quindi un pericolo per la salute del cavo orale.

IL RUSSAMENTO: RISCHIO DI CARIE

Per i russatori si stima un aumento del 37% di possibilità di sviluppare carie, rispetto a coloro che non soffrono di questo disturbo.

Il pericolo si fa intenso anche per i più piccoli

L’AIC afferma che il rischio di sviluppare carie è ancora più intenso nei bambini per la loro tendenza a dormire con la bocca aperta.

COME LIMITARE O PREVENIRE?

Per limitare tale disturbo è necessario concentrarsi a limitare e/o risolvere i disturbi che compromettono la respirazione durante il sonno e provocano episodi di russamento.

Come per ogni approccio d’azione risolutiva, importante è andare a fondo e comprendere quale sia la disfunzione di base che crea e sviluppa la problematica (vd. allergie, asma, etc..)

IL RUSSAMENTO: RISCHIO DI CARIE

Le patologie del sonno però molto spesso non vengono riconosciute né diagnosticate. Si stima che oltre il 75% di questi disturbi non vengano identificati.

Per questo è importante prestare attenzione ad ogni variazione della qualità del sonno, oltre alla respirazione notturna. Questo tipo di prevenzione sarà infatti significativo per limitare i disturbi del sonno e ridurre i rischi connessi, nello specifico quelli cardiovascolari, oltre a quelli del nostro cavo orale.

Fonte: prevenzione-salute.it

ansa.it

L’educazione alla salute orale comincia fin dalla tenera età attraverso regole di igiene orale condivise, corretta alimentazione e visite di controllo.

Avvicinare i più piccoli alla poltrona del dentista non è sempre facile, ma fondamentale per monitorare il sano sviluppo del bambino e prevenire patologie del cavo orale.

Purtroppo a volte la cura dei bambini è sottovalutata e, troppo spesso, la branca dell’odontoiatria che si occupa della cura dei bambini viene vista come una specializzazione complicata e soprattutto poco redditizia. Ma anche il bambino merita cure dentali di eccellenza, esattamente come l’adulto.

Chi è il pedodontista?

Il dentista pediatrico, detto anche pedodontista, è un odontoiatra che ha una preparazione professionale specifica, clinica e psicologica, che gli permette di trattare bambini anche piccolissimi grazie ad un approccio che mira ad instaurare un  rapporto di fiducia e collaborazione.

L’ottenimento della fiducia del bambino e la sua serenità sono il primo obiettivo che il dentista pediatrico si deve porre in quanto fattori indispensabili per la corretta applicazione dei protocolli terapeutici e di prevenzione e per il futuro rapporto del bambino con l’odontoiatra, anche quando sarà adulto.

BAMBINI E DENTISTA

Tra i compiti specifici del pedodontista ci sono:

  • Educare e motivare la bambina o il bambino all’igiene orale
  • Curare le patologie del cavo orale come carie e malocclusioni.
  • Aiutare il giovane paziente ad abituarsi alla prassi odontoiatrica
  • dare suggerimenti riguardo la dieta alimentare
  • applicaretutti i presidi di prevenzione quali test salivari, lacche al fluoro e  sigillanti
  • è in grado di controllare, correggere e prevenire anomalie di sviluppo dei denti e delle ossa mascellari, quindi prevenire e correggere abitudini viziate o traumi dentali.
Prima o poi tocca a tutti

Pur troppo, prima o poi tocca a tutti di doversi sedere sulla poltrona del dentista. È un destino che accomuna tutto il genere umano. Questo dato di fatto ha obbligato la comunità scientifica a interrogarsi sul modo migliore per avvicinare i bambini alle cure odontoiatriche senza che queste siano causa di stress. Infatti, i traumi vissuti nell’infanzia possono protrarsi fino all’età adulta e, di fatto, possono diventare dei limiti importanti alla salute del cavo orale. Più precisamente, un giovane paziente che non riesce a superare la paura diventerà un adulto poco disposto e poco collaborativo durante le cure odontoiatriche. La pedodonzia studia i migliori approcci nei confronti dei più piccoli.

Ecco perché è utile fare delle sedute di avvicinamento: esse servono ad abituare gradualmente il bambino all’ambiente medico attraverso un approccio adeguato all’età.

Cosa si intende per l’avvicinamento?

Per avvicinamento si intendono tutte quelle strategie e procedure volte ad instaurare un rapporto sereno con il piccolo paziente, creando un ambiente familiare, dedicato a loro attraverso giochi e personaggi di fantasia, tecniche pedagogiche e psicologiche volte a rassicurare e introdurre il bambino allo studio dentistico e alle cure senza traumi.

BAMBINA DAL DENTISTA
Quando fare la prima visita dal dentista con i bambini?

Non bisogna aspettare che il bambino abbia male ai denti o abbia i denti storti! Dobbiamo prevenirlo.

L’accademia americana di odontoiatria pediatrica raccomanda di effettuare la prima visita dal dentista per il bambino entro il primo anno di età.

La domanda che più frequentemente si pongono le mamme sono “Come potrà visitare un bambino così piccolo? Come riuscirà a farlo stare fermo sulla poltrona?”

I motivi per cui è consigliata una visita precoce sono: intercettare eventuali problemi, venire a conoscenza delle strategie per prevenire carie, gengiviti e malocclusioni, instaurare un rapporto sereno e di fiducia tra dentista e bambino.

Come? È necessario un ambiente accogliente, con spazi dedicati ai più piccoli e personale specializzato (dal dentista all’assistente), tempistiche che rispettino le esigenze dei più piccoli e attenzioni speciali.

Consigli pratici DEI PROFESSIONISTI su come gestire la prima visita dal dentista del proprio bambino:
  • Effettuare la prima visita dal dentista quando il bambino è ancora molto piccolo (tra 1 e 3 anni)
  • Portare il bambino quando non presenta alcun dolore in modo tale che sia un incontro piacevole e non diventi una situazione traumatica per il piccolo.
  • Prima della visita del bambino, anche i genitori vanno istruiti ( per esempio una delle istruzioni consiste nel non usare mai parole come PAURA, MALE, DOLORE, PREOCCUPARSI! Oppure di non enfatizzare questo appuntamento, come se fosse qualcosa di normale ).
  • Stare con il bambino solo durante la prima visita conoscitiva; durante i futuri appuntamenti sarà lo staff dello studio ad accompagnarlo. In questo modo è più semplice creare un rapporto più stretto di fiducia tra dentista e bambino.
  • Il bambino non deve mai sentire dolore: senza anestesia il bimbo sente male, si spaventa e il dentista rischia di non riuscire a fare un buon lavoro.
  • Lasciare che il bambino giochi e esplori gli ambienti, senza avere il timore che possa essere inopportuno.
  • Proporre sotto forma di gioco i passaggi della visita: come cantare una canzone per contare i secondi durante l’utilizzo del trapano, chiamare con nomi di fantasia gli strumenti, ricompensare il bambino con piccoli regali al termine di ogni seduta proficua
  • Portare il bambino da un PEDODONTISTA, non un dentista qualunque: abbiamo visto che non è assolutamente facile gestire correttamente il piccolo paziente. Servono quindi una grande esperienza e una competenza specifica.

Una corretta igiene orale è fondamentale fin dalla primissima infanzia per prevenire patologie orali, come la carie, e mantenere i denti in salute. Scopriamo insieme come gestire l’igiene orale dei bambini e come scegliere lo spazzolino.

Lo spazzolamento dei denti deve divenire, fin dalla nascita, una routine giornaliera, di modo che il bambino si possa abituare alla pratica dolcemente. Sarà così più semplice accompagnarlo all’igiene orale autonoma, non appena manifesterà il desiderio di emulare i genitori anche nei momenti dedicati all’igiene del cavo orale.

Ma quale spazzolino scegliere per i più piccoli?
BAMBINI E SPAZZOLINO: GESTIRE LA PULIZIA ORALE DEI PIU’ PICCOLI

E’ consigliato acquistarne uno spazzolino a setole morbide, con testina piccola e manico con impugnatura ergonomica. Queste caratteristiche renderanno facile l’utilizzo assieme al genitore che sino ai tre anni guiderà la pulizia del bimbo, insegnandoli la procedura corretta.

Lo spazzolamento adeguato prevede un movimento che parte dalla gengiva e arriva sino al termine del dente, dall’altro verso il basso, per circa 5/6 volte per ogni coppia di denti. E’ inoltre consigliato seguire un ordine durante la procedura, iniziando dalle zone posteriori, interne ed esterne, per poi passare a quelle anteriori, dedicate alla masticazione. Da non dimenticare la lingua! Con la sua conformazione spugnosa assorbe placca e batteri e per questo necessità di una pulizia quotidiana.

Quando passare allo spazzolino elettrico?

L’elettrico può essere utilizzato a partire dai 3 anni di età, solo sotto la supervisione del genitore. Si consiglia di scegliere un dispositivo dotato di sensore colorato per controllare la pressione, per aiutare il bimbo a comprendere se sta eseguendo lo spazzolamento nel modo corretto, e di un timer per facilitarne la durata.

SALUTE ORALE NEL NEONATO

ll tema della prevenzione orale nel periodo neonatale è un argomento poco affrontato, spesso infatti si suppone, erroneamente, che l’igiene del cavo orale non debba essere eseguita in quanto non sono ancora presenti i dentini.

A CHE ETÀ INIZIARE

È buona norma pulire le mucose dei bambini già nei primi mesi di vita e diverse sono le pratiche messe in atto in base all’età del neonato e alla situazione della sua bocca.

Basterà una garzina sterile avvolta intorno al dito. Una volta bagnata con la soluzione fisiologica, o con dell’acqua tiepida, si dovrà passare delicatamente sulle gengive del neonato, pulendo anche le guance e la lingua.

BAMBINI E SPAZZOLINO: GESTIRE LA PULIZIA ORALE DEI PIU’ PICCOLI

Un altro modo divertente e coinvolgente per il bambino potrebbe essere quello di utilizzare un guanto di tessuto: il bimbo assocerà questo momento ad una piacevole routine di pulizia della bocca.

È importante ricordare che queste procedure dovrebbero essere ripetute dopo ogni poppata. Se non si riesce a farlo, si potrebbe iniziare a farlo la mattina, il pomeriggio e verso sera per iniziare una routine.

Dopo l’eruzione del primo dentino i genitori potranno usare lo spazzolino da dito. Uno spazzolino realizzato totalmente in silicone con:

  • setole morbide, per iniziare a spazzolare i primi dentini;
  • zone in rilievo, per massaggiare delicatamente le mucose.

Di fatto, quando compaiono i primi dentini è importante spazzolarli sia nelle zone vestibolari, che in quelle boccali. Si suggerisce l’utilizzo di dentifrici adatti ai mesi del bambino, ma la quantità necessaria deve essere minima corrispondente alla grandezza di una lenticchia.

Fino ai tre anni di età, è consigliabile che siano i genitori ad occuparsi dell’igiene orale dei loro bambini. I più grandi infatti sono più precisi e meno frettolosi. Successivamente le manovre potranno essere effettuate in autonomia con la supervisione ed il supporto dei genitori fino a che il bambino non acquisisce in maniera graduale le competenze necessarie.

Ogni sorriso ha bisogno di una corretta igiene orale per splendere e lavare i propri denti con lo spazzolino è parte importante di una buona routine quotidiana.

L’igiene orale è la miglior soluzione per la prevenzione di un elevato numero di patologie e problematiche legate al cavo orale. Quando i denti non sono ben puliti possono insorgere carie, gengive infiammate, dolore e infine, nei casi peggiori, la perdita del dente.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

QUALI SONO GLI STRUMENTI NECESSARI PER EFFETTUARE UNA CORRETTA IGIENE ORALE?

1. Lo spazzolino e il dentifricio

Lo spazzolino è lo strumento più importante per la prevenzione della carie e dei disturbi gengivali perché è in grado di rimuovere i residui di cibo e la placca batterica. Lavarsi i denti più volte al giorno (minimo due), soprattutto la sera prima di coricarsi, è molto importante per evitare che i residui di cibo, a contatto con i batteri, si trasformino in acidi che dissolvono lo smalto.

Nella sua scelta è il dentista ad essere deputato a consigliare se utilizzare setole morbide, medie o dure, a seconda della conformazione della gengiva del paziente. Solitamente però lo spazzolino deve avere delle caratteristiche comuni:

  • il manico dritto ed ergonomico,
  • le setole perfettamente dritte e di uguale lunghezza
  • punte arrotontate per un diametro di circa 0,20 mm.

 

Quando sostituirlo? Nel momento che le setole cominciano a piegarsi e deformarsi o, addirittura, scolorirsi, lo spazzolino è da sostituire.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

La scelta del dentifricio non è fondamentale come quella dello spazzolino, ma un buon dentifricio deve contenere al suo interno il fluoro, ingrediente che favorisce la rimineralizzazione dei denti e previene la carie.

2. Filo interdentale

Per rimuovere la placca batterica negli spazi interdentali, dove non si riesce ad arrivare con lo spazzolino, la migliore soluzione è il filo interdentale.

Il suo uso non dovrebbe essere un trattamento occasionale, ma un’abitudine quotidiana. Questo strumento permette infatti di rimuovere circa il 70% dei residui di cibo e placca che si depositano negli spazi interdentali, difficili da raggiungere con lo spazzolino.

Il filo inetrdentale dev’essere posizionato nello spazio tra due denti fino a toccare la gengiva, per poi tirarlo verso l’esterno strofinandolo lungo la superficie del dente. Questo strofinamento determina il distacco della placca batterica che viene poi definitivamente espulsa con uno sciacquo di bocca.

3. Lo scovolino

Un altro strumento che può risultare molto utile nell’igiene orale è lo scovolino: il migliore strumento per pulire gli spazi interdentali più larghi. Una sorta di spazzoletta che viene inserita nello spazio interdentale rimuovendo i residui del cibo e la placca.

Infine, per una corretta igiene orale, non bisogna dimenticarsi dell’utilizzo del colluttorio. Non è uno strumento che può sostituire né lo spazzolino, né il filo interdentale in quanto non rimuove la placca, ma è un prodotto ausiliario da utilizzare in seguito al lavaggio dei denti utile per completare l’igiene orale. Svolge un’importante azione protettiva, in quanto impedisce il riformarsi della placca e disinfetta la bocca rinfrescando l’alito.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

COME LAVARSI I DENTI IN MODO CORRETTO

Per effettuare una corretta igiene orale si dovrà:

  • eseguire un movimento verticale: dalla gengiva verso il dente;
  • spazzolare accuratamente l’interno della dentatura e la parte posteriore dei denti;
  • far passare le setole anche negli spazi interdentali;
  • spazzolare lingua e interno delle guance in modo delicato, così rimuovendo i batteri.