Grazie alla continua evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, le sue applicazioni si stanno estendendo a moltissimi settori, compreso quello dei meeting e degli eventi. Vediamo nel dettaglio.

 

Qual è l’impatto che l’IA sta avendo su questo settore?

I sistemi di intelligenza artificiale (tra cui ad esempio i chatbot, gli assistenti virtuali e le tecnologie ad attivazione vocale) stanno rivoluzionando il modo in cui gli organizzatori di eventi raccolgono dati e coinvolgono il pubblico. 

Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e del machine learning, anche i team che lavorano su eventi di piccole e medie dimensioni possono accedere a potenti intuizioni sulla pianificazione degli eventi stessi e sulle ricerche di mercato, non solo le grandi multinazionali.

L’intero settore sta iniziando a capire quanto l’intelligenza artificiale possa essere preziosa per la pianificazione degli eventi che, da qui in avanti, diventerà sempre più popolare.

Cosa può fare l’AI per gli eventi virtuali?

Con l’aumento del numero di eventi virtuali e digitali organizzati ogni anno, i partecipanti si aspettano esperienze sempre più sorprendenti e interessanti. I professionisti degli eventi potranno quindi usare l’intelligenza artificiale per creare eventi più coinvolgenti e visivamente attraenti.

L’intelligenza artificiale contemporanea consente di creare ambienti virtuali immersivi in cui le persone possono incontrarsi a distanza e interagire tra loro virtualmente, rendendo l’esperienza molto più coinvolgente di quanto potrebbe essere altrimenti. Inoltre, le capacità di apprendimento ed evoluzione dell’IA consentiranno agli organizzatori di eventi di analizzare le interazioni e individuare le best practice sulla base di enormi quantità di dati per rendere le esperienze più personalizzate.

Capiamo quindi che l’intelligenza artificiale è una parte importante nel processo di miglioramento dell’esperienza dell’utente, che aiuta a sviluppare modi per offrire in modo più facile ciò che cercano i partecipanti.

L’organizzazione di eventi è un’attività talvolta complessa e spesso gran parte del lavoro consiste nel cercare di capire cosa si aspettano i partecipanti da un evento.

Più dati hanno gli organizzatori sulle preferenze e le necessità specifiche del loro settore, meglio possono creare eventi che soddisfino questi criteri. I partecipanti avranno la possibilità di usare i canali offerti dall’AI per comunicare più direttamente con gli organizzatori di eventi su ciò che desiderano, il che può indubbiamente portare a risultati migliori per ambo le parti.

Marketing degli eventi con l’AI

Con il progredire della tecnologia in questione, l’Intelligenza Artificiale svolgerà un ruolo sempre più importante anche nel marketing digitale e nei social media per gli organizzatori di eventi. Quali sono i vantaggi principali che apporterà nel settore?

  • Consentirà esperienze di brand più personalizzate;
  • Fornirà un servizio migliore per i clienti;
  • Faciliterà il processo di Targeting utilizzando l’analisi dei big data e la modellazione predittiva per facilitare la scelta dei target e il loro raggiungimento.

 

Per concludere affermiamo, dunque, che gli organizzatori di eventi dovranno sempre continuare a informarsi sugli strumenti a loro disposizione, in modo da poter sfruttare a pieno le capacità offerte dall’Intelligenza Artificiale e affrontare il futuro restando sempre aggiornati sull’evolversi delle tecnologie digitali contemporanee.

Fonte: www.blog.smarteventi.it/come-lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-il-mondo-degli-eventi

Che cos’è il marketing conversazionale?

 

Quando si parla di marketing conversazionale si intende quell’approccio del marketing digitale che consente di far intraprendere agli utenti una vera e propria conversazione con il brand, principalmente attraverso app di messaggistica istantanea e automazioni; aiuta a costruire relazioni di valore fra brand e acquirenti.

Questo tipo di strategia permette di mantenere standard qualitativi di servizio clienti molto alti e raccogliere dati rilevanti, senza la necessità di un costante intervento umano.

Ora che abbiamo una prima idea di cos’è il marketing conversazionale, scopriamo come esso riesca ad essere così efficace e quali sono i principali vantaggi.

Per gestire in maniera più rapida ed efficace le richieste dei potenziali clienti, ci si affida al dialogo. Le strategie di marketing conversazionale prevedono quindi l’integrazione di chatbot, automazioni, app di messaggistica di varia natura per raggiungere gli utenti in modo più semplice e diretto.

Oggi, infatti, quando siamo intenzionati ad acquistare un prodotto dobbiamo prima fare delle scelte, acquisire informazioni, cercare risposte ai nostri dubbi su determinati articoli, confrontare le caratteristiche, ecc. ed è da questo modo di agire che che nasce l’applicazione di questa tipologia di marketing. Per farlo, ci si deve servire di ogni canale disponibile per arrivare a soddisfare le richieste degli acquirenti.

Come acquirenti abbiamo bisogno di essere ascoltati, di avere accesso in modo semplice alle informazioni che vogliamo e quindi di entrare in relazione con il brand o con l’azienda dalla quale stiamo per acquistare.

Un’azienda che permette ai suoi potenziali clienti di fare domande dirette e che risponde in modo esaustivo e veloce è un’azienda che ispira fiducia.

Quali sono i vantaggi per i business? 

 

I vantaggi che il marketing conversazionale può portare ai business sono diversi: i chatbot*, per esempio, riescono a offrire un’esperienza più umana rispetto ai classici form di richiesta informazioni, e permettono anche di migliorare le strategie a partire dalla raccolta di dati e di feedback.

Attraverso i diversi canali sfruttati in ambito del marketing conversazionale, si possono  anche ottenere dati rilevanti e migliorare la customer experience sul nostro e-commerce.

Non dimentichiamo che le automazioni possono anche migliorare la gestione delle spedizioni. Un metodo efficace per gestire le comunicazioni relative alle spedizioni può essere utilizzare messaggi Whatsapp.

Dopo aver effettuato l’ordine sull’e-commerce il cliente:

  • Può rimanere aggiornato sulla spedizione e sulla consegna;
  • Riceve informazioni sui prodotti correlati o offerte dedicate;
  • Si sente coinvolto con comunicazioni personalizzate ed empatiche;
  • Ha più propensione a lasciare una recensione positiva.

Il risultato per il business è tanto tempo risparmiato su base mensile e l’utilizzo di molte risorse in meno.

 

*Per chatbot si intende quegli strumenti che permettono di inviare risposte automatiche a fronte di determinate parole o frasi o richieste degli utenti. Possono essere integrati sia sul proprio sito web che attraverso l’uso di piattaforme esterne

Come mettere in pratica queste strategie e quali strumenti utilizzare?

 

  • Impostare una strategia per invogliare gli utenti ad entrare in contatto con il brand;
  • Calibrare il tone of voice dell’azienda e renderlo coerente con l’approccio che si vuole avere;
  • Integrare tutti i dati del servizio clienti in un’unica piattaforma di analytics, così da avere un quadro approfondito del customer journey.

Per quanto riguarda gli strumenti da utilizzare, sono essenzialmente di tue tipi:

  • App o software di live chatting (vanno integrati sul sito web e consentono ai gli utenti e al team di inviare e ricevere messaggi in tempo reale)
  • App di messaggistica istantanea esterne (come Whatsapp, Facebook Messenger, Telegram)

Inoltre è possibile integrare a questi strumenti dei sistemi di intelligenza artificiale e far sì che essi “apprendano” man mano che interagiscono con gli utenti, in modo da inoltrare le richieste al servizio clienti o rispondere in maniera più precisa senza interventi da parte dei membri del team.

 

Abbiamo visto, quindi, come il marketing conversazionale e un buon utilizzo degli strumenti a lui dedicato è fondamentale per chi gestisce un business e possiede un e-commerce. Resta chiaro che coltivare le relazioni con i propri utenti significa attrarre più clienti e renderli più propensi ad acquistare di nuovo e parlare bene di quel business ad altre persone.

Fonte: https://isendu.it/blog/marketing-conversazionale/