Custumer Churn rate: cos’è, come si calcola e come gestirlo

Il customer churn rate rappresenta il “tasso di abbandono dei clienti”, ovvero la cifra che indica la percentuale di acquirenti che cessa di utilizzare un prodotto/servizio nell’arco di un determinato periodo di tempo. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta e quali sono le sue caratteristiche.

 

Iniziamo dal principio: quali sono le cause di abbandono da parte dei clienti più ricorrenti? Possiamo elencarle in questo modo:

  • Il prezzo: il criterio più frequente al quale i consumatori/clienti fanno riferimento. È sempre più facile che un cliente si affidi ad un prodotto più economico sul mercato, soprattutto quando l’alternativa soddisfa allo stesso modo il prodotto sostitutito;
  • La scarsa qualità: un prodotto difettato o non perfettamente funzionante/prestante scoraggia l’utilizzo e non fa altro che incentivare la ricerca di alternative;
  • Una scarsa customer experience: Anche i prodotti validi possono incontrare problemi quando emergono dei limiti nei reparti marketing, vendite e soprattutto customer care.

Come si calcola il Custumer Churn rate?

 

Chiariamo che non esiste una modalità standard per descrivere il Customer Churn Rate. Oltre a “indicatore percentuale” possiamo definirlo come il numero assoluto di acquirenti persi, oppure possiamo riferirci ad un periodo specifico di riferimento nel quale si è verificata la perdita di clienti.

 

Tendenzialmente il calcolo del Churn Rate, espresso in termini percentuali, può essere subordinato a questa formula:

(clienti persi in un periodo / clienti totali a inizio periodo) /100

 

E’, quindi, fondamentale conoscere tutti gli strumenti che sono in grado di automatizzare la raccolta e l’analisi di questi dati attraverso i seguenti fattori:

 

  • Numero clienti all’inizio del dato arco temporale;
  • Numero clienti alla fine del dato arco temporale;
  • Conseguente numero dei clienti persi.

 

Per quanto riguarda la definizione dell’arco temporale, ci sono diversi aspetti da considerare: i parametri più adottati, in genere, sono su base mensile, trimestrale, quadrimestrale o annuale, anche se non sono esclusi periodi più ampi. La scelta dipende dall’arco di tempo che viene usato per misurare i parametri in ogni specifico contesto di business.

Perché il Costumer Churn Rate è importante per il business?

 

L’analisi e la comprensione del Customer Churn Rate è di fondamentale importanza principalmente perché consente di individuare le misure necessarie a contrastare fenomeni pericolosi per la sopravvivenza dell’azienda. Vediamo nel dettaglio.

Nel caso in cui si verificasse un calo di clienti, si verrebbero a collegare diversi fattori negativi:

 

  • Riduzione dei ricavi: indicato attraverso il Revenue Churn (riduzione dei ricavi); esso è un indicatore parallelo al Customer Churn Rate, che coincide con la minor disponibilità da parte dei clienti a spendere per il prodotto / servizio. Ciò accade soprattutto quando il cliente si rende conto dell’esistenza di una soluzione di prezzo inferiore che garantisce lo st esso livello di servizio.
  • Mancanza di personalizzazione: anche se un’offerta ha una buona base, potrebbe incontrare dei problemi quando i clienti si rendono conto che alcune funzioni non risultano particolarmente efficaci nel soddisfare le loro esigenze.
  • Variazione dell’offerta: sotto diversi aspetti, accontentare tutti è quasi impossibile, per cui occorre effettuare delle scelte il più possibile coerenti e consapevoli del fatto che acquisire molti nuovi clienti può generare un malcontento e il conseguente abbandono di una parte di clienti acquisiti.
  • Crescente valore dei competitor: ogni brand investe per migliorare il proprio prodotto cercando di sottrarre utenti ai propri concorrenti. Quindi, è possibile che un competitor possa introdurre sul mercato un prodotto migliore o magari più indicato a risolvere le esigenze specifiche di un nostro cliente.

Come fare, dunque, per ridurre il Costumer Churn Rate?

 

Abbiamo visto che le possibili cause dell’abbandono da parte dei clienti sono molteplici, come la velocità e qualità del servizio offerto, fluidità dell’esperienza, quantità di contenuti, prodotti e relativi dettagli per garantire una navigazione ed acquisti più consapevoli, supporto clienti pre e post vendita, ecc. Da qui capiamo che un accurato processo analitico diventa fondamentale per individuare i fattori che contribuiscono alla creazione di un Churn Rate elevato, offrendo anche delle visioni più efficaci riguardo possibili interventi e soluzioni.

Le attività cosiddette Anti Churn vengono identificate nelle seguenti modalità:

  • Ascoltare e coinvolgere i clienti (ad esempio investendo sui reparti marketing, vendite e customer care);
  • Favorire l’onboarding dei nuovi clienti: (come predisporre attività volte a confermare la fiducia dimostrata nel momento dell’acquisto);
  • Anticipare la richiesta del cliente: (svolgendo analisi frequenti ai fini di migliorare l’offerta nella direzione attesa dagli utenti finali);
  • Individuare e curare i clienti più profittevoli (ad esempio incoraggiando condizioni esclusive e strategie premiali per gli utenti più fedeli e collaborativi nel garantire feedback utili a migliorare i servizi);
  • Investire sulla qualità del prodotto/servizio (aspetto che può sembrare banale ma risulta fondamentale per soddisfare i clienti in un contesto in cui la concorrenza potrebbe rivelarsi molto aggressiva, ad esempio dal punto di vista tecnologico).

Fonte: https://www.bnova.it/analytics/churn-rate

 “Lo Storytelling è l’insieme di tecniche per raccontare e condividere una storia che genera interesse e che trasmette un messaggio al fine di convincere e di far aderire a una conclusione che si presenta come definitiva“.

                                                                                        Georges Lewi

 

La definizione principale di storytelling è: “Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico”. Negli ultimi anni, questa tecnica di comunicazione è stata utilizzata da moltissimi brand nazionali ed internazionali.

Questa disciplina ha addirittura assunto un nome a sé stante: il Corporate Storytelling  (o Storytelling aziendale).  Il termine si riferisce alla strategia di usare la straordinaria potenza delle storie per creare un collegamento con il cliente target, tramite le emozioni.

Ma perché viene sempre più scelta per la comunicazione aziendale? A suo favore la facilità nel catturare l’attenzione dell’audience, portando al coinvolgimento emotivo e alla condivisione di idee e valori.

Si applica a progetti multimediali,  da diffondere e distribuire su differenti canali per aumentare la popolarità di un brand, far conoscere i valori aziendali, fidelizzare i clienti acquisiti e per attrarne di potenziali. Ogni azienda  ha una visione, ogni imprenditore (piccolo o grande) ha una storia alle spalle, ha esperienze da raccontare, valori da condividere.  Devono sapersi raccontare al meglio creandosi un proprio storytelling che rappresenti la storia del suo brand in tutta la sua unicità.

Questa strategia non solo pubblicizza l’azienda, ma riesce a creare quella “storia” intorno al prodotto che apparentemente non ha nessuna narrazione e nessun’”anima” ma che in realtà può essere ricordato al di là del suo utilizzo.

 È il potere del marketing associato allo storytelling: fa preferire un prodotto della stessa categoria merceologica a un altro, pur presentando caratteristiche simili se non addirittura identiche.

Le neuroscienze spiegano perché lo storytelling è efficace

La ricerca scientifica degli ultimi anni sui processi neurali attivati dalle storie ci danno alcuni indizi in grado di spiegare l’efficacia di questa “nuova” tecnica di comunicazione.

  • Le storie ben raccontate sono in grado di coinvolgere il pubblico attraverso il processo che gli psicologici definiscono di “trasporto narrativo”. La letteratura ha ampiamente dimostrato come le forti emozioni condivise siano in grado di creare empatia con chi ad esempio chi ci racconta la storia.
  • Lo storytelling aumenta la memorizzazione di contenuti. La scienza, ma anche l’esperienza quotidiana di ognuno di noi ha mostrato come le persone processino meglio le informazioni se presentate in forma di storia. In particolare, è provato scientificamente che una storia aiuta la memorizzazione.
  • Le storie sono in grado di catturare l’attenzione. Il cervello umano ha la forte tendenza a perdere il focus attentivo.È stato stimato che le persone si perdano a fantasticare più di 2000 volte al giorno e trascorrano metà del loro tempo a “immaginare”. Tuttavia, più una storia èinteressante, più la mente rimane concentrata.
  • Le storie sono in grado di influenzare i nostri comportamenti. Il neuroeconomista Paul Zak ha dimostrato che le persone sono molto più favorevoli a fare beneficienza per una buona causa dopo aver visto una storia ad alto contenuto emotivo.

Impostare correttamente il messaggio

Per impostare correttamente un progetto di storytelling occorre approfondire una serie di aspetti di seguito a elencati:

  • Definizione degli obiettivi: cosa vuole ottenere dalla narrazione? A seconda dei casi si dovranno utilizzare linguaggi e metafore diverse;
  • Definizione di un pubblico: A chi è indirizzato il messaggio? Un pubblico di teenager implicherà la scelta di un linguaggio diverso rispetto un pubblico adulto: temi popolari e piattaforme digitali più frequentate sono tra gli elementi da considerare ;
  • Definizione dei media: strettamente correlato al punto precedente, bisogna chiedersi  quali sono i media più adatti a ospitare la nostra storia (sito internet, social media, stampa, mostre…). Ogni canale digitale ha, infatti, delle peculiarità che lo rendono più o meno adeguato a certe tematiche o registri comunicativi;
  • Idea di storia/Contenuto: nello storytelling va definito il concetto generale attorno al quale ruoterà la storia, che dovrà essere avvincente e autentica, che sappia andare al di là della retorica autoreferenziale e dell’auto celebrazione;
  • Contenuti Multimediali le immagini hanno un’importanza fondamentale nella narrazione di un brand. Una scelta accorta dei materiali grafici rende infatti più accattivante la lettura di una pagina web. A volte sottovalutata anche la musica contribuisce (come abbiamo visto per le immagini) a intrattenere e coinvolgere gli utenti, che saranno più disposti a dedicare tempo e risorse mentali ai nostri contenuti;
  • Verosimiglianza: essere in grado di narrare una storia che il pubblico accoglie come virtualmente vera, porta ad aumentare il coinvolgimento e l’immedesimazione del potenziale consumatore.
  • Influencer blogger: occorre chiedersi chi racconterà la storia. Le aziende possono raccontarla in prima persona, ma possono anche demandare il compito agli “esperti” (influencers).
  • Tono di voce: è lo stile comunicativo da adottare, che si traduce nell’incarnazione di un personaggio-tipo in grado di rapportarsi efficacemente al pubblico di destinazione;

Lo Storytelling è un alleato strategico in ogni progetto di digital marketing. Permette di:

  • aumentare le visite al tuo sito web o blog
  • far crescere la popolarità del tuo brand sui social network
  • rafforzare la percezione positiva del tuo prodotto/servizio
  • stimolare le vendite

Secondo un recente studio in ambito digitale, social e mobile, il 60% degli italiani accede regolarmente a internet, trascorrendo 6.7 ore al giorno sul web e, tra queste, ben 2.5 ore sono dedicate all’utilizzo di social network.

Risulta evidente come, al giorno d’oggi, il processo decisionale d’acquisto/ di scelta dei consumatori sia influenzato da brand reputation, presenza solida e attiva sul web, recensioni ed opinioni online. Ed è questo il motivo che porta le migliori aziende ad integrare alle loro strategie di marketing tradizionali, strategie di Digital Marketing.

Il Digital Marketing fa riferimento a tutte quelle attività di promozione di un brand e di commercializzazione di prodotti e servizi attraverso uno o più canali digitali.

Integrare il Digital Marketing nella propria strategia di marketing permetterà allo studio di raggiungere un target mirato e potrà interagire con questo nel momento di sua massima ricezione, indipendentemente dall’area geografica in cui si trova. Sarà possibile tracciare e monitorare le azioni degli utenti in tempo reale così da migliorare e ottimizzare le strategie di marketing giorno per giorno. In che modo?

Partendo dalle fondamenta e impostando una buona strategia di Digital Marketing:

  • Studiando il pubblico, ciò che desidera e ciò di cui necessita;
  • Definendo la value proposition dello studio;
  • Stabilendo gli obiettivi da raggiungere e definendo le priorità aziendali;
  • Tracciando i dati lasciati dagli utenti ed impegnandosi a generare contatti qualificati e profilati per poter rispondere al meglio alle loro esigenze;
  • Individuando e usando gli strumenti più adatti alle tue esigenze

Scopri tutti gli Strumenti del Digital Marketing nel nostro Blog “DIGITAL MARKETING: LA STRATEGIA VINCENTE PER LE IMPRESE”

QUALI SONO I VANTAGGI DEL DIGITAL MARKETING PER LO STUDIO ODONTOIATRICO?

Di seguito sono elencati undici motivi che rendono il Digital Marketing un’ottima scelta per gli studi odontoiatrici.

1) Portata globale

Ogni imprenditore sogna di ottenere una portata globale e commercializzare i propri prodotti e/o servizi in un ambito geografico ampio. Con l’aiuto del Digital Marketing, gli studi di piccole, medie o grandi dimensioni possono facilmente raggiungere degli utenti online in tutto il mondo. Quando si opta per una strategia di web marketing, la pubblicità assume una portata globale attraverso strategie che comprendono blog marketing, e-mail marketing, social media marketing e molte altre.

2) Maggiore esposizione del brand

Ciò che i brand devono essere capaci di ispirare nel cliente è il senso di fiducia nel marchio. Per farlo sono diversi i fattori da prendere in considerazione:

  • Qualità dei prodotti/servizi;
  • La capacità di comunicare il grado di innovazione dell’azienda;
  • Pagine web e account social innovativi e curati graficamente;
  • Creare un senso di fiducia e qualità connesso al brand;
  • Mantenere le promesse fatte al cliente;
  • La disponibilità al dialogo.

 

Più nello specifico, parliamo del customer journey, quell’insieme di tappe che il cliente compie (dalla prima conoscenza del brand fino alla decisione di acquisto) che vanno a comporre l’esperienza d’acquisto.

Per questo i brand devono creare un tessuto ininterrotto, coerente e coeso tra tutti i punti di contatto: e-commerce, sito internet, blog, email marketing, social network. Sono tutte fasi di avvicinamento al brand e ognuna di essa deve ispirare fiducia, essere funzionale e dal layout curato.

In poche parole, significa che il digitale offre un numero esponenzialmente maggiore di possibilità di contatto con il proprio target. L’opposto di quanto accade nel marketing tradizionale, in cui l’esposizione su radio, tv e carta stampata implica grandi investimenti e, di conseguenza, un più ristretto numero di comunicazioni.

*DA NON TRALASCIARE LE RECENSIONI

Il digital marketing, inoltre, offre una possibilità unica: far scrivere ai clienti recensioni su un prodotto/servizio direttamente sulla pagina Facebook dello studio o direttamente su Google attraverso il servizio dedicato.

Un fattore importante, se si considera che il 90% dei consumatori sostiene che avrebbe fiducia in un marchio conosciuto attraverso raccomandazioni personali (dati Nielsen Global Online Consumer Survey) e che l’88% legge recensioni e raccomandazioni personali quando deve scegliere tra offerenti di uno stesso servizio (dati BrightLocal).

3) Marketing H24 per lo studio

Con il Digital Marketing, la campagna pubblicitaria può operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che lo studio sia chiuso o aperto. Inoltre, le differenze di orari non influiscono sulla portata o sulla disponibilità della campagna. Ogni volta che una persona accenderà il proprio computer e sarà collegata ad internet potrà visualizzare la pubblicità del vostro studio.

4) Rapporto costo/efficacia

Generalmente, il web marketing comporta investimenti minori. Tecniche come il content marketing, il social media marketing o l’email marketing rappresentano investimenti a basso costo, che rendono il Digital Marketing una scelta conveniente rispetto alla pubblicità tradizionale. Di conseguenza, sono preferite dalle piccole, medie e grandi imprese.

5) Utilizzo efficace del tempo

Il web marketing permette di creare le proprie campagne in qualsiasi momento, in base alle proprie esigenze. Ad esempio, è possibile creare un blog o una campagna in poche ore e iniziare subito la propria opera di promozione. Il web marketing dà agli inserzionisti la libertà di optare per una qualsiasi delle strategie a disposizione, ogni qualvolta lo desiderino.

6) Multi-device = cross-canale

Gli strumenti a disposizione degli utenti nell’arco di una giornata variano dal pc al tablet fino allo smartphone. Grazie al Digital Marketing, lo studio è in grado di monitorare, ad esempio, come la persona reagisce a uno stesso annuncio pubblicitario, visualizzato sui diversi dispositivi.

Se un annuncio pubblicitario visualizzato da smartphone durante una pausa dal lavoro difficilmente porta a un acquisto immediato,  lo stesso annuncio riproposto una volta che l’utente è tornato a casa ed è connesso al pc potrebbe offrire una maggiore opportunità di conversione.

Con questi strumenti si possono declinare le proprie strategie a seconda del contesto (come casa, lavoro o auto) e del dispositivo utilizzato nella singola occasione.

 

7) Altamente adattabile al multitasking

Uno degli aspetti migliori del Digital Marketing è che si rivolge alle esigenze di milioni di utenti e consumatori simultaneamente. Una volta impostata correttamente la propria campagna di web marketing, numerose operazioni avvengono in maniera semplice, automatica e con una migliore soddisfazione dei clienti e minor dispendio di tempo dai dipendenti dello studio.

8) Targetizzazione del mercato

Con l’aiuto dei servizi di web marketing, è possibile indirizzare gli annunci in base a molti fattori tra i quali sesso, localizzazione, età e interessi. Sarà possibile quindi creare facilmente una campagna pubblicitaria o di marketing avendo uno di questi fattori come filtro, o decidere di combinarli per stabilire un mercato target. E’ anche possibile creare una pubblicità mirata per un certo prodotto o servizio, da indirizzare a una categoria di clientela più giovane o in età più avanzata, a clienti donne o uomini, ecc… Con i servizi di web marketing è possibile ottenere tutto questo in modo semplice.

9) Raggiungere i clienti è semplice e veloce

Il web marketing è molto conveniente e accessibile. I consumatori possono accedere a prodotti e servizi senza alcuna spesa quando sono collegati ad internet. Questo elimina i costi legati agli spostamenti per l’acquisto di beni, e permette agli utenti di effettuare un acquisto dalla comodità della propria abitazione.

10) Raccolta dati clienti e personalizzazione

Rispetto ai metodi tradizionali, il web marketing è di gran lunga più performante per quanto riguarda la raccolta dei dati e la possibilità di personalizzazione. Può facilmente adattarsi ai diversi interessi dei vari clienti online e offrire loro i prodotti / servizi ai quali sono maggiormente interessati. Oppure, è anche possibile personalizzare le offerte in base alle pagine visitate, ai prodotti acquistati in passato, all’indirizzo IP o geo-targeting.

 

11) Misurare i risultati, migliorare i tassi di conversione

Tutte le azioni di Digital Marketing possono essere misurate. Allora risulta essenziale misurare i risultati e considerare i principali tassi di conversione (quanti clienti o quante interazioni ottieni per ogni €€ speso)per mirare a migliorarli sempre di più. Svolgere azioni di Digital Marketing consente di avere interazioni finora impensabili con il tuo target. I

In conclusione

Il Digital Marketing è una delle migliori strategie per far sviluppare e crescere il proprio studio, attuando una comunicazione pubblicitaria mirata allo sviluppo della propria brand reputation e brand awareness. Ovviamente per ottenere i risultati sperati è bene rivolgersi consulenti web marketing o frequentare corsi di Digital Marketing che permettano di imparare da persone con esperienza consolidata e certificabile.

 

Qualche anno fa il marketing si basava tradizionalmente su banner pubblicitari e immagini statiche, ma grazie alle moderne tecnologie ed al miglioramento della qualità della rete è oggigiorno possibile, per aziende e professionisti, comunicare tramite contenuti video.

Fare Video Marketing è ormai un imperativo per chiunque voglia restare al passo con le richieste da parte dell’utenza.

Cos’è il Video Marketing? Per video marketing si intende l’insieme di regole, tecniche e strategie di comunicazione legate ai contenuti video. È una branca del marketing che eredita le regole del marketing tradizionale e inserisce nuove possibilità di analizzare i gusti del proprio pubblico e di intercettare potenziali clienti.

Sfruttando la sua potenza, le aziende possono fare corporate storytelling e incrementare la loro brand awareness, la consideration dei customer e, di conseguenza, anche le vendite e i fatturati.

Usare questo mezzo nella propria strategia di marketing significa creare contenuti video al fine di promuovere un brand, un prodotto o servizio, oppure informare i consumatori, creare e coltivare una relazione con loro.

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Lo scopo del videomarketing è:

  • entrare in contatto con i clienti esistenti e quelli potenziali
  • catturare l’attenzione dell’audience
  • far arrivare il messaggio desiderato, nella maniera più chiara possibile
  • trasmettere il messaggio nel minore lasso di tempo possibile
  • fidelizzare l’utente o spingerlo a comperare il prodotto
TIPOLOGIE DI FILMATI

Quale tipologia di contenuti si possono integrare nella video marketing strategy? Tra i vari content multimediali, i più usati oggi sono:

  • Vlogs: un format con video aziendali in serie, con cui si crea e si coinvolge la community. Per esempio, si vuole promuovere una struttura ricettiva? Raccontare l’esperienza che gli ospiti potrebbero vivere al suo interno con contenuti videografici, video emozionali, tour virtuale di un primo ingresso, ecc…
  • Video Interviste: intervistando fonti esterne, in modo che il content marketing non sia autoreferenziale, ma sia avvalorato dall’apporto di altri professionisti autorevoli nel loro campo.
  • Tutorial: lanciare un nuovo prodotto sul mercato, spiegare come utilizzarlo, istruire potenziali clienti, dare loro maggiori informazioni chiare e veritiere migliorerà la loro percezione del marchio, per far sì che lo tengano in maggiore considerazione.
  • Video recensioni e testimonianze: il metodo delle recensioni è molto diffuso, ma il fenomeno delle false recensioni è sempre più diffuso. E se i clienti ci “mettessero la faccia”? Sicuramente il potenziale cliente avrebbe molta più fiducia sulla veridicità di tale recensione e difatti questo mezzo è considerato una “prova di qualità” del servizio molto potente.
  • Video Advertising: campagne video, annunci con testi e immagini, per coinvolgere al contempo più sensi degli spettatori! Anche l’occhio vuole la sua parte e vedere l prodotto finale sicuramente incoraggia il cliente a comprarlo.
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I MIGLIORI CANALI PER FAR CONOSCERE IL TUO BRAND

I video hanno un rendimento migliore sui social media? Non è del tutto corretto. La realtà è che la gente trascorre sui social network molto del suo tempo, perciò sarà probabile che qui veda più filmati e, per tale motivo, è importante prevedere nella video marketing strategy una massiccia presenza su determinati canali. Tra i migliori:

 

YOUTUBE

YouTube è un’ottima scelta per pubblicare contenuti più lunghi, di qualità e che richiedono maggiore attenzione. Grazie all’avvento delle SmartTV, YouTube si sta trasformando nella “trasmissione” più guardata, addirittura più dei maggiori canali nazionali.

La sfida sta chiaramente nel dover creare video di alta qualità, non solo qualità delle riprese, ma anche qualità nell’esposizione e intrattenimento.

Bisogna però tenere in considerazione che l’algoritmo di YouTube ha come scopo far vedere quanti più video possibile all’utente e molto spesso gli spettatori vengono risucchiati in un interminabile vortice di video che li porta lontanissimi dal proprio brand.

La soluzione? Una volta ottenuta l’attenzione bisogna indirizzare le persone sul tuo sito web per presentare il tuo brand e creare una relazione.

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FACEBOOK

I video su Facebook, secondo TechCrunch, fanno registrare 8 miliardi di visualizzazioni al giorno, numeri davvero molto interessanti.

A differenza con YouTube, Facebook, i video competono con altre tipologie di post (video e immagini).

Come far uscire il proprio video dalla massa? Usando colori, temi e immagini che rendano subito riconoscibile il tuo brand, sperimentando formati diversi, lunghezze.

 

INSTAGRAM

Instagram è il social network del momento, infatti il tempo trascorso a guardare video su Instagram è aumentato di oltre l’80% anno dopo anno, mentre il numero di video realizzati ogni giorno è aumentato di 4 volte rispetto allo scorso anno.

Le modalità per caricare video sono principalmente tre:

  • Feed
  • Stories
  • IGTV (modalità che angora arranca rispetto le prime due, ma ha buona potenzialità)

 

L’unica limitazione? I video devono essere brevi, in poco tempo devono attrarre, essere esaustivi e rimanere impressi. 

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COME CREARE CONTENUTI ADATTI ALLA TUA AUDIENCE TARGET?

Questa tipologia di contenuti hanno successo soltanto se offrono all’utenza target ciò che vogliono, quando e come desiderano. Per fortuna, è semplice tenere il passo con il cambiamento, a condizione che si investa, seguendo i consigli di un consulente web marketing esperto, nelle forme di contenuti attuali rispettando dei semplici ma essenziali punti:

1) Definire l’utente target del brand:

La fase di delineazione della propria audience di riferimento è un passaggio essenziale prima di impostare qualsiasi tipologia di comunicazione. Un buon prodotto video va plasmato attorno alle specifiche esigenze degli utenti target e solo così potrà si potrà conquistare la sua attenzione. 

2) Farsi Riconoscere: 

Uno dei maggiori punti di forza del video marketing è che immagini e suoni rimangono maggiormente impressi rispetto al testo (l’80% delle persone ricorda i video che ha visto nell’ultimo mese). Se i clienti ricordano i vostri video, ricordano anche il vostro brand, il che si tradurrà in un aumento di brand awareness, reputazione online e POSSIBILMENTE aumento di fatturato per l’azienda. Utilizzare gli stessi colori, font e loghi vi faranno riconoscere tra tutti i vostri concorrenti.

3) Creare Contenuti di Qualità:

Essendo abituati all’elevata qualità video presente in ogni piattaforma, gli utenti si aspettano video qualitativamente ottimi, professionali, privi di rallentamenti che farebbero loro perdere interesse all’istante. Grafiche accattivanti, testi e sottotitoli, efficienza e breve durata sono ingredienti fondamentali per un video di successo. Se gli utenti apprezzano il video, lo condivideranno, aumentando il numero di persone che vedono il prodotto o brand.

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 4) Realizzare video specifici per ogni piattaforma:

Direttamente connesso al punto precedente, è importantissimo adattare i video prodotti al canale di distribuzione selezionato, avendo cura di modulare dimensioni, durata, formato ed ogni altro elemento alla piattaforma sulla quale il contenuto video andrà distribuito.

Ogni social network ha la sua specifica utenza: Facebook ad esempio predilige video emozionali, capaci di coinvolgere ed essere ricondivisi, Instagram invece predilige video semplici e leggeri, emozioni e concetti concisi.

5) Rimanere aggiornati sulle nuove tendenze:

Le numerose piattaforme dove il video è il fulcro della scena hanno andamenti oscillatori per quanto riguarda la popolarità, nel giro di qualche giorno tutto può cambiare e la piattaforma scelta può diventare obsoleta o meno efficace. Un esempio moderno è l’ascesa di Tik Tok, che in poco tempo ha portato molti utenti da Instagram alla sua piattaforma. 

6) Essere costanti per brandizzare il cliente:

Per costruire una solida e duratura presenza online non basta realizzare un video ogni tanto, bensì serve una costanza di pubblicazione. Avere una presenza capillare sulla rete permette di farsi trovare più facilmente dagli utenti in rete, creando col tempo brand awareness ed autorevolezza. Aggiungere video su piattaforme e sul sito web permette di migliorare la SEO della vostra azienda e aumenta il numero di persone che cliccherà sui vostri annunci.

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Non ancora convinto? Ecco alcuni dati sull’efficacia del video marketing

Ecco alcune statistiche che aiutano a capire quanto il video marketing sia diventato popolare negli ultimi anni.

  • Le pubblicità video rappresentano più del 35% di tutte le pubblicità online.
  • Il 91% dei clienti dice che i video sui prodotti li aiuta a prendere decisioni in merito agli acquisti.
  • Il 79% degli utenti ammette di aver deciso di acquistare un prodotto dopo aver visto un video;
  • L’87% dei professionisti di web marketing utilizza contenuti video nelle proprie strategie.
  • Le persone guardano video per un terzo del tempo che trascorrono online.
  • L’81% delle imprese ha visto un aumento delle vendite e il 53% ha dichiarato che le chiamate al servizio clienti sono diminuite.
  • L’87% degli utenti intervistati ha dichiarato che vorrebbe vedere più video dei brand.

Uno dei momenti più importanti di un evento, qualsiasi sia la sua natura, è il post evento.

Anche se non si direbbe, in questo spazio temporale si possono raccogliere preziosi feedback e si può verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Si può inoltre comprendere quali sono i miglioramenti da attuare per gli eventi futuri.

Ma cosa bisogna fare al termine del proprio evento?

Le attività da svolgere sono molteplici ma ci sono alcuni step indispensabili:

  • Creare un questionario di gradimento da somministrare ai partecipanti
  • Esaminare se i risultati ottenuti rispecchiano ciò stimato nel Business Plan
  • Redigere un documento che raccolga il feedback generale delle attività
  • Effettuare i ringraziamenti, ricordando oltre al pubblico, l’intero team di lavoro

Le attività da svolgere al termine di un evento sono di certo meno impegnative rispetto a quelle che prevedono la sua organizzazione e gestione ma, ciò nonostante, è bene prestare la giusta attenzione a questo momento fondamentale e alle attività che ne conseguono, tra le quali, come anticipato, la creazione del questionario rivolto ai partecipanti.

Come dev’essere?

Tra le caratteristiche principali troviamo: BREVITA’, SEMPLICITA’ e ANONIMATO.

Il questionario deve occupare pochi minuti e dev’essere scorrevole e alla portata di tutti. Le domande non devono essere troppo numerose (si consiglia al massimo una decina) e, se possibile, devono essere a risposta multipla, per agevolare ulteriormente i soggetti. In questo caso anche le domande a numeri o stelle come parametro di gradimento sono spesso gradite.

Altro aspetto fondamentale è garantire la possibilità di mantenere l’anonimato, per aumentare il grado di sincerità. Infine è indispensabile inserire una domanda che permetta di sapere in che modo il proprio pubblico sia venuto a conoscenza dell’evento. Questo infatti, è uno degli aspetti più importanti, per comprendere in che modo rinforzare la propria advertising.


Ricevere questo tipo di feedback è quindi importantissimo affinché si possa aggiornare la propria metodologia di azione e realizzare i progetti futuri in modo migliore. Il proprio pubblico è la fonte del proprio successo e un’attenta analisi delle sue esigenze è l’aspetto indispensabile per un buon esito delle proprie attività.

La valutazione post evento è quindi uno strumento essenziale. Permette di misurare la soddisfazione dei partecipanti, analizzare i risultati meno visibili ad occhio nudo e perché no, ricevere delle critiche, sempre fondamentali per comprendere come migliorare e migliorarsi.

Tutto ciò infatti permette di rilevare il vero successo del proprio evento e creare realtà sempre più vicine a quelle desiderate dal proprio pubblico.