A chi non è capitato di avere all’improvviso un fortissimo mal di denti? la maggior parte delle volte accade nel weekend, ad agosto, nelle feste natalizie… insomma, sempre quando trovare il proprio dentista risulta complicato.

Proprio per questo motivo, esistono ormai molti farmaci per automedicazione, ma non sempre bastano. La prima cosa che si dovrebbe fare è contattare il proprio dentista di fiducia, in modo da verificarne la causa o avere qualche consiglio sui farmaci migliori da prendere per attenuare il dolore.

I dolori molto acuti, potrebbero essere causati da carie, denti del giudizio o paradontiti acute, i quali necessitano dell’intervento immediato del dentista. Il dolore origina dalle terminazioni nervose della polpa dentaria (il tessuto interno del dente ricco di vasi e nervi), oppure dai tessuti circostanti (gengiva, osso alveolare, legamenti). Un’infiammazione o un’infezione di queste strutture provoca una risposta dolorosa spesso acuta e improvvisa.

In linea generale il consiglio è di assumere, in caso di forte dolore, solamente degli antinfiammatori, associando un collutorio.

CAUSE DEL MAL DI DENTI IMPROVVISO

Tra le cause che abbiamo elencato (vedi sopra) tra le più comuni ci sono:

  • Carie dentaria: è una delle cause più comuni, è dovuta a dei batteri della placca che producono acidi e impattano sullo smalto e sulla dentina del dente, creando delle cavità che espongono la polpa dentaria, provocando dolore acuto
  • Pulpite: ovvero, l’infiammazione della polpa dentaria che si manifesta con un dolore intenso, continuo e pulsante. Può derivare da una carie non trattata, da traumi o da lavori dentali profondi
  • Ascesso dentale: infezione acuta causata da batteri che si accumulano nel tessuto gengivale o nella radice del dente. Provoca un dolore acuto e pulsante, accompagnato da gonfiore del viso, febbre e linfonodi ingrossati
  • Gengivite e parodontite: se la placca non viene rimossa, i batteri possono irritare le gengive causando rossore e gonfiore; se trascurata può evolvere in parodontite con perdita del tessuto e supporto osseo e dolore ai denti
  • Sensibilità dentinale: dolore che compare in modo breve causato dalla somministrazione di bevande molto fredde o cibi acidi. Può derivare da recessione gengivale, erosione dello smalto o uso eccessivo di spazzolini rigidi.
  • Bruxismo e disturbi dell’articolazione temporo – mandibolare: il digrignamento dei denti durante la notte può provocare dolore diffuso al risveglio, irradiandosi in alcuni casi a mandibola, orecchio e tempie
  • Sinusite mascellare: in questo caso il dolore ai denti è dovuto a un’infezione dei seni peranasali

ALCUNI RIMEDI AL MAL DI DENTI

Va premesso, che questi rimedi sono pensati per dare sollievo temporaneo, pertanto funzionano meglio se accompagnati da una visita specialistica presso il proprio Dentista di fiducia.

  1. Risciacquo con acqua tiepida e sale: è uno dei rimedi più antichi per diminuire l’infiammazione, in quanto il sale ha proprietà antisettiche naturali e aiuta a ridurre il gonfiore dei tessuti molli
  2. Impacco freddo sulla guancia: avvolgi del ghiaccio in un panno e applicalo nella zona interessata, mantienilo per circa 10/15 minuti, facendo una pausa di 10. In questo modo ridurrai il flusso sanguigno, e di conseguenza il gonfiore e il dolore
  3. Paracetamolo (solo su prescrizione): il paracetamolo è indicato per il dolore lieve-moderato ed è generalmente ben tollerato
  4. Ibuprofene: permette di ridurre il dolore e di agire direttamente sull’ infiammazione
  5. Tenere la testa sollevata: tenere la testa leggermente rialzata riduce l’afflusso di sangue alla zona infiammata
  6. Evitare cibi o bevande molto fredde o calde: se il dente è sensibile o cariato, gli stimoli termici possono scatenare fitte dolorose
  7. Evitare di masticare dal lato dolorante: meglio optare per alimenti con poca masticazione
  8. Continuare l’igiene orale con delicatezza: trascurare spazzolino e filo interdentale durante un mal di denti può peggiorare le cose. Usa uno spazzolino a setole morbide, evita paste dentifricie troppo abrasive e sii delicato nella zona dolorante
  9. Evitare l’automedicazione prolungata: assumere antidolorifici per più giorni consecutivi significa evitare un problema che potrebbe andare ad aggravarsi
  10. Non applicare aspirina direttamente sul dente: l’aspirina va assunta per bocca e non appoggiata in punti dolenti, in quanto l’acido acetilsalicilico al suo interno potrebbe causare ustioni chimiche alla gengiva

I rimedi sopra elencati, servono a gestire l’attesa prima della visita con lo specialista, ma vi sono dei casi in cui non bisogna aspettare:

  • Se è presente la febbre oltre i 38°, in questi casi il dolore ai denti accompagnato da alterazione indica un’infezione in corso
  • Gonfiore evidente a viso e collo, l’infezione in questi casi potrebbe espandersi in zone molto più pericolose
  • Difficoltà a respirare o deglutire
  • Dolore che non si placa nemmeno con antidolorifici o ibuprofene
  • Trauma con frattura o mobilità del dente
  • Fuoriuscita di pus dalla gengiva, segno di ascesso, in questi casi verrà prescritto un antibiotico
  • Perdita della sensibilità improvvisa, un intorpidimento al labbro, alla lingua o alla guancia può indicare un coinvolgimento nervoso

IN CONCLUSIONE

Il mal di denti improvviso, non deve essere sottovalutato, in quanto può essere il primo sintomo per qualcosa di più grave che richiede un intervento immediato. L’intervento dell’odontoiatra è quindi fondamentale per ottenere una corretta diagnosi e un trattamento mirato.

Sognare un dente che si muove, o più denti che sembrano dondolare nella propria sede gengivale, non è un fenomeno così raro. Durante la fase di sonno non profondo, nella cosiddetta fase REM, non è strano ritrovarsi a fare sogni che appaiono come bizzarri e senza senso oppure che lascino, al risveglio, una sensazione poco piacevole. Sognare un dente che si muove o una dentatura traballante è capitato a tutti, almeno una volta nella vita: molti hanno sognato di sentire la sgradevole sensazione di avere un dente che si muove nella gengiva, oppure addirittura hanno sognato di perderlo. La sensazione, specie al risveglio, è spesso di ansia e preoccupazione perché la prima cosa che si pensa è naturalmente che possa succedere per davvero.

Avere in sogno un dente poco stabile, oppure sognare uno o più denti che si muovono, è sicuramente un’esperienza poco gradevole che non va mai sottovalutata perché, al di là dell’interpretazione classica che ne dà la smorfia, può essere la spia di un problema reale, anche solo legato ad una mancata attenzione verso la propria dentatura.

Ma cosa vuol dire sognare un dente che si muove secondo l’interpretazione dei sogni?

Solitamente la scena onirica appare tutt’altro che positiva, per cui la sensazione dei denti che si muovono si associa ad angoscia e sentimenti negativi che indicano un problema da risolvere nella vita reale. Spesso addirittura si associa il sognare un dente che si muove alla paura di perdere delle certezze granitiche della propria vita, visto che i denti vengono associati inconsciamente ad un’idea di stabilità.

Dente che si muove in sogno: le possibili cause

Quali sono dunque le cause del sognare un dente che si muove? Sono in realtà molteplici. Si passa dalle cause psicologiche, associate ad un problema inconscio di timore o incertezza nella vita di tutti i giorni che si ripercuote nel sonno notturno, facendo sognare un dente che si muove, fino a possibili motivazioni reali.

Tra le motivazioni reali che possono condurre ad avere l’impressione di un dente che si muove in sogno, c’è soprattutto la scarsa cura riservata alla propria dentatura. Tutti sanno quanto sia importante prendersi cura dei propri denti, di come l’utilizzo dei prodotti giusti per la pulizia quotidiana, ma anche e soprattutto il ricorso a visite periodiche dal proprio odontoiatra di fiducia, siano fondamentali per assicurarsi una dentatura sana e duratura che non dia problemi con il passare degli anni.

Se questi buoni propositi vengono meno, è possibile che tali mancanze vengano somatizzate e portino poi, durante il sonno notturno, ad emergere dall’inconscio della persona che sogna così un dente che si muove. E’ come se, facendoci apparire un dente che si muove in sogno, il nostro inconscio volesse suggerirci di prestare più attenzione alla salute della nostra bocca.

Ovviamente occorre distinguere anche la frequenza con la quale si fanno sogni di questo tipo. Se appare in sogno un dente che si muove una tantum, non c’è sicuramente da preoccuparsi, specie se si ha una dentatura sana e che non dà particolari problemi. Se invece capita in maniera ricorrente di sognare un dente che si muove, allora il problema potrebbe richiedere di essere indagato in maniera più approfondita. Non è escluso infatti che l’organismo, e in questo caso la bocca, voglia comunicare un disagio reale che durante il giorno viene mascherato dagli impegni quotidiani e che invece la notte, durante il sonno, trova il modo di farsi strada nella coscienza vigile.

Se dunque il dente che si muove in sogno diviene una sgradevole costante, è il caso di rivolgersi al proprio dentista di fiducia che provvederà ad accertarsi della salute e della stabilità della dentatura. Non è escluso che, dopo un’accurata visita odontoiatrica che appuri la stabilità di tutti i denti, il problema passi da solo così come era arrivato.

Fonte: studimazzei.com; centridentisticiprimo.it

La pet therapy è un tipo di terapia che integra e rafforza quelle tradizionali e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con l’obiettivo di ottenere miglioramenti sul piano comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. La pet therapy facilita l’approccio terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative, soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra una collaborazione spontanea. La presenza di un animale in molti casi consolida un rapporto emotivo con il paziente, e tramite questo rapporto stabilisce sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia uno stimolo alla partecipazione attiva del malato.

In quali situazioni è indicata la pet therapy?

La pet therapy generalmente è indicata per tutti coloro che presentano problemi di comunicazione, di relazione e di socializzazione. Questo perché si tratta di un trattamento riabilitativo importante per chi soffre di autismo, disturbi pervasivi dello sviluppo e disturbi del comportamento. Anche per le malattie croniche la pet therapy può diventare uno strumento importante poiché va a migliorare la gestione della malattia a livello psicologico da parte del paziente. Per quanto riguarda le persone con Alzheimer o con demenza, la pet therapy può ridurre l’ansia, aumentare le manifestazioni di piacere e ridurre le emozioni di tristezza. La pet therapy è particolarmente indicata in ospedale. Spesso le terapie tradizionali, infatti, si trovano a fare i conti con la poca motivazione o interesse del paziente a progredire: l’animale può diventare una “leva motivazionale” importante per un paziente, soprattutto per un bambino.

I benefici della pet therapy

Gli effetti positivi della pet therapy sono ampi e possono riguardare:

l’area della socializzazione (depressione, autismo, disturbi generici dello sviluppo)

l’area cognitiva (disturbi psichiatrici e neurologici)

l’area emotiva (difficoltà di adattamento, disturbi dell’apprendimento)

l’area neuromotoria. Un altro ambito di applicazione è quello della riabilitazione motoria con l’animale: il cane o il cavallo fungono da importante motivatore della persona rispetto al recupero psicofisico.

Ci sono animali più indicati per un particolare disturbo rispetto ad un altro?

Decisamente sì. Vediamo in che senso:

Il gatto è consigliato per le persone che soffrono di depressione e di disturbi psichiatrici in generale. È un animale dotato di affettività che chiede meno nella relazione con l’uomo, rispetto al cane.

Anche il coniglio richiama l’affettività, in questo caso unita alla tenerezza e all’accudimento, perché è e sarà sempre piccolo e indifeso. Ciò stimola il nostro senso di protezione.

Il cavallo è simbolo di forza ed energia. Per i bambini che devono affrontare una riabilitazione neuromotoria, si rivela utile per recuperare un “io” fragile e sospeso. Ha validi riscontri anche con persone affette da disturbi post-traumatici e da forme di stress psico-emotivo (dovuti ad esempio ad eventi molto traumatici come attentati, terremoti ecc…).

L’asino è più mansueto, gentile e curioso: per questo è molto indicato per i bambini che soffrono di autismo.

Bambini e cani: un binomio speciale

Quello tra bambini e cani è un binomio che sempre più spesso viene utilizzato anche in ambito terapeutico, relazionale, comportamentale, di socializzazione. Questo tipo di rapporto è immediato, diretto, può partire da uno sguardo e suscita emozioni senza filtri. Bambini e animali costruiscono una relazione che permette al bambino un sentimento di autoregolazione dell’io a livello cognitivo e sociale, sviluppando l’empatia. Negli interventi assistiti con gli animali, il cane – sempre con l’ausilio di un operatore di pet therapy – diventa un “mediatore emozionale”: aiuta, cioè, a conoscere l’importanza del linguaggio non verbale attraverso le carezze e le coccole, allontana dai cattivi pensieri, dona stimoli nei sensi e nelle relazioni. È una presenza che distrae, che fa sorridere, rilassare e che stimola a fare movimenti fisici.

A questo proposito, è stato studiato che ci sono alcune razze di cani che hanno una particolare predisposizione per la pet therapy, poiché il carattere dell’animale incide sulla qualità della terapia. Non esiste un cane giusto per ogni reparto o per ogni patologia, ma il cane viene scelto in base al percorso che deve fare in ospedale. Per esempio, in un reparto oncologico, dove il clima è di paura e il bimbo vive un blocco delle emozioni, è importante attivare una relazione che lavori sugli aspetti depressivi.

Il cane ideale, dunque, ha caratteristiche di calma, leggerezza, contenimento, promuove il sorriso e procura emozioni positive e di tranquillità. In un reparto di rianimazione e di terapia intensiva, invece, dove il bimbo è allettato in mezzo a macchinari e a medici vestiti di bianco, è necessario rompere uno schema di quotidianità sempre uguale. L’animale deve rappresentare una diversità e deve colpire l’attenzione. A livello di razza, sicuramente i Labrador sono tra i più adatti perché sono cani da riporto e per istinto hanno la generosità e l’entusiasmo nella collaborazione. Ma anche i cani piccoli sono molto utili in determinati ambiti: possono per esempio stare sulle gambe di un paziente durante una visita riducendo il suo stress, oppure salire sui letti di pazienti che sono in convalescenza e non possono alzarsi.

Fonte: https://mag.valoresalute.it/humans-and-pets/i-benefici-della-pet-therapy

Per alcune persone, durante la bella stagione, le giornate di sole e una passeggiata in un parco possono trasformarsi in un incubo. Per chi soffre delle allergie di stagione, infatti, il periodo che va da aprile a giugno è decisamente quello più critico.

Sappiamo che esistono alcuni rimedi naturali che, se non sostituiscono i farmaci nei casi più complessi, aiutano lo stesso a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. Che cos’è l’istamina? Si tratta di una proteina che si comporta da mediatore chimico dell’infiammazione, il nostro organismo la produce nel momento in cui si trova a contatto con un allergene scatenando i conosciuti sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo, infatti, prurito a varie zone del corpo come naso, gola, occhi e pelle; naso chiuso; starnuti; lacrimazione; in alcuni casi anche tosse e asma. Sono queste le reazioni corporee più diffuse alla penetrazione per via aerea di pollini e polveri nelle persone allergiche ad essi.

Di seguito illustriamo alcuni consigli e accorgimenti per non farci trovare impreparati quando alberi e piante cominciano a fiorire!

Prevenzione e alimentazione

Entrare nella mentalità di una buona prevenzione nei mesi che precedono la primavera è sicuramente di aiuto. Dall’articolo che abbiamo preso come fonte apprendiamo che i rimedi omeopatici più diffusi, soprattutto in presenza di allergia da polline, sono Allium cepa 5 CH, in caso di starnuti e naso che cola; Ipeca 5 CH, in caso di tosse profonda e secca; Euphrasia 5 CH nel caso in cui lacrimino gli occhi. È altrettanto importante anche agire consapevolmente a livello alimentare evitando o limitando nei periodi critici i cibi che liberano istamina.

Tra questi troviamo:

• Formaggi

• Salumi

• Pesce

• Pomodori

• Fragole

• Cioccolato

È invece molto consigliata l’assunzione di quei cibi che inibiscono il rilascio di istamina, tra cui troviamo:

• Mele

• Carote

• Uva

• Alimenti ricchi di omega 3

• Cereali senza glutine

Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti in diversi alimenti, alcuni dei quali però possono spesso risultare essi stessi causa di allergie come ad esempio il salmone e le noci. Altri, invece, possono essere considerati come fonti di omega 3 più sicure come ad esempio i semi di canapa e l’olio di semi di lino.

La Natura ci fornisce, a questo proposito, anche i cosiddetti adattogeni, ovvero sostanze che consentono in generale di aumentare la resistenza e la capacità di adattamento del nostro organismo agli agenti stressanti e alle condizioni sfavorevoli agendo così non sui sintomi ma sulle cause che possono dare origine a squilibri. Tra gli adattogeni più efficaci troviamo ginkgo, rodiola, guaranà, eleuterococco.

Antistaminici naturali per combattere le allergie primaverili

Mettere una barriera naturale alle allergie primaverili vuol dire anche fare spazio ad alcuni alimenti che sono considerati dei veri e propri antistaminici naturali. Di seguito elechiamo le principale caratteristiche di ognuno:

Ribes nero: è una pianta dalle mille proprietà benefiche, tra cui quella di contrastare il rilascio di istamina. Ha un’azione antinfiammatoria, è ricco di vitamina C e rafforza il sistema immunitario. Si può assumere diluendo in acqua alcune gocce di estratto o tramite infusione.

Tè verde: riduce l’impatto dell’istamina grazie al suo contenuto di quercitina e di catechina, che contrastano l’insorgere delle infiammazioni. Sono buone fonti di quercitina anche gli agrumi, le mele, il prezzemolo, le cipolle, i legumi, i pomodori, la lattuga e i broccoli.

Vitamina C: dalla frutta e dalla verdura arriva il contributo più importante in caso di allergie. In particolare è buona abitudini preferire gli alimenti ricchi di vitamina C come arance, limoni, pompelmo, carote, kiwi, ecc, che in primavera sono dei buoni antistaminici naturali e aiutano a rinforzare l’organismo debilitato da asma e tosse.

Zenzero, basilico e spezie: tra le piante utili in caso di allergia troviamo lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina. Si utilizzano foglie di basilico essiccate da lasciare in immersione in acqua bollente fino a quando non si saranno raffreddate. Il preparato può essere bevuto o anche utilizzato sulle eventuali eruzioni cutanee.

Ortica: contiene quercitina, perciò anche l’ortica è considerata un antistaminico naturale in grado di agire molto rapidamente. Si può assumere come decotto oppure in capsule.

Aceto di mele: è ritenuto particolarmente efficace contro le allergie stagionali, due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua da assumere per pochi giorni, tre volte nell’arco delle 24 ore.

Ecco come alcuni alimenti sono in tutto e per tutto considerati dei veri e propri antistaminici naturali, che risultano molto utili per chi soffre di allergie primaverili.

Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rimedi-naturali-contro-le-allergie-primaverili

Per glossite si intende l’infiammazione acuta o cronica della lingua. Le persone affette da questo problema notano un’alterazione del colore della lingua, che può rappresentare la glossopirosi (bruciore della lingua), desquamazione, ispessimento o atrofia, esistono varie forme di questa condizione. Generalmente la glossite si presenta nelle persone anziane che effettuano delle terapie farmacologiche a base di antibiotici che intaccano il microbiota umano creando delle alterazioni della flora batterica intestinale.

Durante il processo infiammatorio la superficie della lingua diventa arrossata e si hanno difficoltà nella masticazione, nella deglutizione e spesso anche nel parlare.  La glossite acuta si presenta quando i disturbi tipici si presentano improvvisamente e senza una causa apparente.

SINTOMI DELLA GLOSSITE

I principali sintomi che possono rivelare la presenza di glossite sono diversi e possono insorgere improvvisamente o gradualmente, vediamone alcuni:

• Bruciore e dolore alla lingua al contatto con cibi soprattutto speziati, molto caldi o freddi;

• Gonfiore della lingua con conseguente difficoltà nel masticare e nel parlare;

• Colore della lingua, molto rossa oppure pallida;

• Riduzione del benessere e del senso del gusto, dovuto a delle infiammazioni croniche che possono portare alla perdita delle papille

• Formicolio, prurito e  afte.

CAUSE DELLA GLOSSITE

Cause della glossite Le cause della glossite sono diverse e dipendono da molti fattori, fra cui l’alimentazione, l’assunzione di antibiotici o reazioni allergiche. Le possibili cause sono:

• abuso di fumo, alcool, cibi e alimenti speziati

• Infezionei causate dall’eccessiva presenza di batteri in bocca

• Carenza di ferro, acido folico, vitamina B12

• Piercing alla lingua

• Allergia a farmaci antibiotici

• Reazioni allergiche ad alimenti

• Reflusso gastroesofageo

• Ustioni e lesioni Si può dire, quindi, che la glossite più che una malattia è un sintomo comune a molte altre patologie.

È da considerare un avvertimento che il nostro organismo manda per avvisare che qualcosa non sta funzionando.

Le possibili cause scatenanti della glossite sono molte, ed è indispensabile che il medico o il dentista di fiducia esegua una diagnosi differenziale in cui si possano ricondurre tutti i valori non normali a questa malattia e non ad altre. Solo dopo aver scoperto l’agente scatenante della glossite, la lingua potrà ritornare alle sue condizioni fisiologiche originali. La diagnosi inizia con la raccolta dei sintomi e dei dolori che il paziente riferisce al medico o dentista. Successivamente verrà analizzata la lingua e l’aspetto: colore, consistenza, presenza di desquamazioni, macchie e pupille gustative. Il medico può anche decidere di prescrivere una serie di analisi del sangue per escludere altre patologie legate alla glossite.

RIMEDI PER LA GLOSSITE

Esistono vari rimedi per la glossite che comprendono sia l’impiego di semplici collutori per effettuare degli sciacqui, sia terapie farmacologiche mirate.

A prescindere dalla condizione, è sconsigliata l’assunzione di cibi e alimenti speziati, alcol e il fumo e si preferisce incrementare il consumo di frutta. Alcuni rimedi efficaci per la glossite sono, dunque, collutori specifici, integratori alimentari e gli antibiotici. L’obiettivo principale della terapia è quello di fermare l’infiammazione della lingua indipendentemente dalla causa. Solamente dopo un’attenta diagnosi differenziale effettuata dal medico si potrà prescrivere una terapia efficace.

Il trattamento tipico della glossite prevede degli sciacqui con dei collutori specifici ma il medico può prescrivere anche dei farmaci antinfiammatori e degli integratori alimentari quando la glossite è causata da carenze di vitamine.

COME PREVENIRE LA GLOSSITE

Alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare a prevenire la glossite sono elencati di seguito:

• mantenere una corretta alimentazione, evitando l’assunzione di cibi molto speziati, bevande acide o irritanti, che costituiscono un fattore di rischio per la comparsa della glossite

• usare molto spesso il collutorio, effettuando gargarismi e mantenendo una costante cura orale utilizzando spazzolino e filo interdentale

• non fumare e non bere alcolici

• prestare attenzione a un’eventuale alterazione della mucosa linguale e alla formazione di macchie bianche.

Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/glossite-sintomi-cause-e-rimedi.html

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 37

E’ online il XXXVII numero gratuito della nostra rivista: “I denti ed il rientro dalle VACANZE”.

L’IGIENISTA DENTALE

La figura professionale conosciuta con il nome di igienista dentale, si occupa di «prevenire le malattie ortodentali seguendo le indicazioni degli odontoiatri e dei medici chirurghi» come dice il D.M. n.137. Il suo lavoro si concentra quindi su prevenzione e terapia del cavo orale, gestione del trattamento di malattie orali e trattamenti preventivi.

IGIENISTA DENTALE

Tra le mansioni principali troviamo:

La pulizia dei denti

L’applicazione di fluoro

La cure di malattie gengivali

La gestione delle otturazioni

L’educazione sanitaria dentale

IGIENISTA DENTALE

Attività pratiche accompagnate da un impegno costante nella comunicazione di indicazioni preventive ed istruzioni igieniche.

L’igienista infatti è l’esperto in materia di igiene dentale e delle procedure e dei trattamenti clinici inerenti. Amministra le procedure di igiene orale e assiste l’odontoiatra nelle mansioni quotidiane.

Egli esamina il cavo orale nel suo complesso e riconosce eventuali malattie, noduli o gonfiori riconducibili a problematiche gengivali.

IGIENISTA DENATLE

E’ inoltre spesso consigliere riguardo le norme di buona alimentazione al fine di tutelare la salute dentale.

Non sorprende infatti che sia il responsabile delle “Lezioni di igiene orale”, appuntamenti ove l’igienista forma, informa e allena sulle corrette manovre di igiene orale e sulle tipologie di strumenti da utilizzare.