MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 51

E’ online il 51esimo numero gratuito della nostra rivista: “Report eventi 2024”.

I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a erompere nella bocca, generalmente tra i 17 e i 25 anni. Sebbene non tutti sviluppino questi denti, la loro crescita può spesso causare problemi, richiedendo l’estrazione.

Questo articolo esamina il percorso pre e post estrazione per chi deve affrontare questa procedura.

I denti del giudizio sono residui evolutivi, utili in passato quando l’alimentazione era più dura e meno raffinata.Tuttavia, con l’evoluzione delle abitudini alimentari e il cambiamento nella struttura mandibolare, molte persone non hanno spazio sufficiente per accogliere questi denti. Questo può portare a dolore, infezioni, carie, o problemi ortodontici.

Il percorso pre-estrazione

Se si sospetta un problema legato ai denti del giudizio, il primo passo è una visita dal dentista. Durante questa fase, lo specialista valuterà la situazione attraverso un esame clinico e una radiografia panoramica. Questa consente di individuare la posizione dei denti del giudizio e i potenziali rischi, come vicinanza ai nervi o inclinazioni problematiche.

L’estrazione è consigliata in diversi casi:
• Denti inclusi: quando i denti restano parzialmente o totalmente sotto la gengiva.
• Affollamento dentale: i denti del giudizio possono spingere gli altri denti, compromettendo l’allineamento.
• Infezioni o carie: la loro posizione rende difficile una pulizia adeguata, aumentando il rischio di problemi.

Prima dell’intervento, il dentista o il chirurgo maxillo-facciale discuterà con il paziente dei dettagli della procedura, dei rischi e del decorso post-operatorio. Sarà necessario informare il medico di eventuali allergie, farmaci in uso, o condizioni di salute che potrebbero influenzare la guarigione.

La procedura di estrazione e il percorso post-estrazione

L’estrazione può avvenire con anestesia locale, sedazione cosciente o anestesia generale, a seconda della complessità del caso. Durante l’intervento, il chirurgo può dover incidere la gengiva o frammentare il dente per facilitarne la rimozione.

La guarigione dopo l’estrazione dei denti del giudizio richiede attenzione. Subito dopo l’intervento, è normale avvertire gonfiore, dolore e lieve sanguinamento. Per gestire il dolore, il medico prescriverà analgesici e, se necessario, antibiotici per prevenire infezioni.

Ecco alcune linee guida per il post-operatorio:
1. Compressione con garze: aiuta a controllare il sanguinamento nelle prime ore.
2. Impacchi di ghiaccio: riducono il gonfiore nelle prime 24 ore.
3. Alimentazione morbida: nei giorni successivi è importante consumare cibi facili da masticare, evitando cibi caldi o piccanti.
4. Igiene orale delicata: evitare di spazzolare l’area interessata per i primi giorni.

Tempi di guarigione e controlli

La maggior parte delle persone recupera in circa una settimana, anche se il gonfiore e i fastidi possono persistere più a lungo. I punti di sutura, se presenti, vengono rimossi dal dentista dopo 7-10 giorni. È importante seguire scrupolosamente i controlli per garantire una guarigione ottimale.
Affrontare l’estrazione dei denti del giudizio può sembrare impegnativo, ma con una preparazione adeguata e una buona gestione del post-operatorio, il recupero è generalmente rapido e senza complicazioni.

Il diastema è uno spazio tra due denti, più comunemente osservato tra gli incisivi superiori. Sebbene possa comparire anche in altre zone dell’arcata dentale, questa caratteristica è spesso considerata una peculiarità estetica e, in alcuni casi, addirittura un tratto distintivo di bellezza. Molte persone, però, vedono il diastema come un difetto e desiderano correggerlo per migliorare l’aspetto del loro sorriso.

Il diastema può avere diverse cause, alcune delle quali sono legate a fattori anatomici e altre a comportamenti o abitudini. Ecco le cause principali:
1. Dimensione dei Denti e dell’Osso Mascellare: Se i denti sono troppo piccoli rispetto alla dimensione dell’osso mascellare, è più probabile che si formino degli spazi tra di essi. Questo è un fattore genetico, quindi può essere ereditario.
2. Frenulo Labiale: Il frenulo è un piccolo lembo di tessuto che collega il labbro superiore alla gengiva. Quando il frenulo è troppo largo o si estende fino alla zona degli incisivi centrali, può creare una spaziatura tra i denti.
3. Abitudini Infantili: Abitudini come la suzione del pollice o l’uso prolungato del ciuccio nei bambini possono contribuire a spingere i denti anteriori fuori posizione, favorendo la formazione del diastema.
4. Malocclusioni o Problemi di Morso: In alcuni casi, il diastema può essere dovuto a problemi di malocclusione, ovvero quando l’allineamento dei denti o delle arcate non è corretto.

Problemi Associati al Diastema e come correggerlo

Oltre alle implicazioni estetiche, un diastema può causare problemi funzionali. L’accumulo di cibo tra i denti può aumentare il rischio di carie e malattie gengivali. Alcune persone possono anche sviluppare difficoltà nella pronuncia di certi suoni a causa della spaziatura dentale. Tuttavia, è importante sottolineare che in molti casi il diastema non comporta alcun problema di salute orale.

Esistono vari trattamenti per correggere il diastema, a seconda della causa, della posizione e delle preferenze del paziente.

1. Apparecchio Ortodontico: Gli apparecchi ortodontici, tradizionali o invisibili, come Invisalign, sono uno dei metodi più comuni per chiudere il diastema. Questi dispositivi applicano una leggera pressione sui denti per spostarli progressivamente fino a chiudere lo spazio. Gli apparecchi invisibili sono particolarmente apprezzati dagli adulti perché più discreti rispetto a quelli tradizionali.
2. Faccette Dentali: Le faccette in porcellana o composito sono sottili rivestimenti applicati sulla superficie dei denti per migliorarne l’aspetto. Vengono utilizzate per chiudere piccoli spazi come il diastema e sono una soluzione rapida e personalizzata.
3. Bonding Dentale: Il bonding consiste nell’applicazione di una resina composita sui denti per ridurre o eliminare il diastema. È una procedura semplice e relativamente economica rispetto ad altre opzioni, ma potrebbe richiedere ritocchi periodici per mantenere i risultati.
4. Intervento Chirurgico sul Frenulo: Quando il diastema è causato da un frenulo labiale troppo largo, un piccolo intervento chiamato frenectomia può essere risolutivo. Questa procedura consiste nel ridurre o rimuovere il frenulo in modo che i denti possano avvicinarsi. Questo trattamento è spesso abbinato a un apparecchio ortodontico per garantire la chiusura dello spazio.
5. Protesi e Corone: Nei casi in cui il diastema è causato dalla mancanza di uno o più denti, il dentista può proporre l’utilizzo di protesi o corone per colmare lo spazio in modo definitivo.

Il diastema dentale, dunque, può essere un tratto distintivo che aggiunge carattere al sorriso di una persona, ma per chi desidera correggerlo, ci sono molte opzioni disponibili. Consultare un dentista o un ortodontista è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto in base alle proprie esigenze. La correzione del diastema può non solo migliorare l’estetica del sorriso, ma anche contribuire a una salute orale ottimale.

 

La sensibilità dentale è un problema comune che colpisce molte persone, causando dolore o fastidio acuto e improvviso ai denti in risposta a stimoli come cibi caldi, freddi, dolci o acidi, o anche semplicemente all’aria fredda. Questo tipo di sensibilità si verifica quando lo strato di smalto dei denti si erode, esponendo la dentina, una parte del dente ricca di tubuli microscopici che conducono ai nervi. Quando questi tubuli sono esposti, i nervi diventano più sensibili agli stimoli esterni, portando a un fastidio che può variare da lieve a intenso.

Cause principali della sensibilità dentale

Le cause della sensibilità dentale possono essere molteplici. Uno dei principali fattori è l’usura dello smalto, spesso dovuta a una tecnica di spazzolamento eccessivamente energica o all’uso di spazzolini con setole troppo rigide. Anche l’uso eccessivo di prodotti sbiancanti può contribuire a questo problema, poiché alcuni di questi trattamenti possono indebolire lo smalto. Un’altra causa comune è la recessione gengivale, che espone le radici dei denti privi di smalto, rendendole più vulnerabili alla sensibilità. Anche il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare i denti, può erodere lo smalto e portare alla sensibilità. Infine, anche la carie o l’usura dentale legata all’acidità (ad esempio dovuta al consumo di bevande zuccherate o acide) possono esporre la dentina e causare disagio.

Rimedi efficaci per la sensibilità dentale

Esistono diversi rimedi e accorgimenti che possono aiutare a ridurre il dolore e prevenire ulteriori danni.
1. Dentifrici specifici per denti sensibili: I dentifrici per denti sensibili contengono ingredienti come il nitrato di potassio o il fluoruro stannoso, che aiutano a bloccare i segnali di dolore dai tubuli dentinali e a rinforzare lo smalto. Usando questi prodotti regolarmente, si può notare un miglioramento della sensibilità nel giro di poche settimane.
2. Igiene orale delicata: Spazzolare i denti con un movimento delicato e utilizzare uno spazzolino con setole morbide può ridurre l’usura dello smalto e prevenire ulteriori danni alle gengive. È anche utile evitare di spazzolare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide, poiché lo smalto è più vulnerabile all’erosione.
3. Evitare cibi e bevande acide: Ridurre il consumo di cibi acidi come agrumi, bibite gassate e dolci, aiuta a proteggere lo smalto. Quando si consumano bevande acide, usare una cannuccia può ridurre il contatto con i denti.
4. Applicazioni di fluoro: Nei casi di sensibilità persistente, i dentisti possono applicare gel o vernici al fluoro direttamente sui denti per rafforzare lo smalto e ridurre la sensibilità. Questo trattamento professionale è particolarmente utile per chi ha denti molto deboli o danneggiati.
5. Uso del bite notturno: Per chi soffre di bruxismo, l’uso di un bite (una protezione dentale) durante la notte può prevenire l’erosione dello smalto e la sensibilità dentale. Questo dispositivo protegge i denti e riduce il contatto diretto che porta al loro logoramento.
6. Trattamenti professionali di sigillatura: In alcuni casi, i dentisti possono sigillare i tubuli esposti con resine specifiche per ridurre la sensibilità.

In generale, il miglior modo di prevenire la sensibilità dentale è adottare una routine di igiene orale appropriata, evitando comportamenti che possano danneggiare lo smalto e prestando attenzione a eventuali sintomi che persistono. Se il problema è frequente o causa dolori intensi, è sempre consigliabile consultare un dentista per una diagnosi e un piano di trattamento specifico.

In questo blog andremo a ripercorrere la storia dell’odontoiatria attraverso le varie curiosità, testimonianze, aneddoti lasciati dai nostri antenati. Iniziamo la nostra ricerca dai primi ritrovamenti che testimoniano segni di cure dentistiche.

È chiaro che nell’Età della Pietra, carie e ascessi erano problemi piuttosto diffusi, e i nostri antenati dovevano fare i conti con un’alimentazione ricca di piante zuccherine. La testimonianza più antica sulla storia dell’igiene orale giunta fino a noi risale a 9000 anni fa: in un villaggio neolitico nell’attuale Pakistan furono rinvenuti diversi scheletri che contenevano alcuni molari che mostrano segni di cure dentistiche e veri e propri “fori da trapano”. Questi fori erano ottenuti dall’utilizzo di “trapani manuali” realizzati in selce, nient’altro che delle punte di dimensioni ridotte (veri e propri manufatti microlitici), ne sono stati trovati diversi resti. Allo stesso periodo risalgono anche le prime testimonianze di otturazioni dentali con composti a base di cera d’api. Alcuni recenti studi hanno rilevato che le cavità presenti nei denti ritrovati erano il frutto dell’asportazione delle parti cariate. I ricercatori hanno, infatti, attestato la presenza di strie all’interno degli incavi per poi verificarne l’origine attraverso una serie di analisi.

Leggende e dentifricio

Insieme alle prime cure, si iniziano a diffondere anche le prime leggende: probabilmente intorno al 5000 a.C. nasce nella civiltà sumera la leggenda del verme dei denti, per poi diffondersi in diverse varianti in tutte le principali civiltà del mondo (India, Egitto, Giappone e Cina).

Una tavoletta babilonese del 1800 a.C. riporta una versione di questa leggenda:

“Venuto al mondo dal fango e con un grande appetito, il verme prega gli dei di dargli la grazia di abitare tra i denti e la gengiva dell’uomo, luogo di grande abbondanza di cibo e bevande; esauditagli tale richiesta, il verme si insedia nella bocca umana dove man mano scava cunicoli e caverne, generando il tormento infernale del mal di denti.”

Tra il 5000 e il 1000 a.C., oltre alle leggende, compare anche l’antenato del dentifricio sotto diverse forme: in Mesopotamia ad esempio era composto da un miscuglio di corteccia, menta e allume, un sale minerale.

Antico Egitto, Grecia e Roma

Il dentista più antico conosciuto è Hesy-Re, medico e scriba egiziano del 2600 a.C. Sulla sua tomba si legge l’incisione: “il più grande di coloro che si interessarono ai denti e di tutti i medici”. Grazie allo sviluppo della scrittura e ritrovamenti di papiri, sappiamo che gli egizi erano a conoscenza di diverse malattie dentali come gengivite, pulpite, mal di denti e anche i rispettivi metodi di guarigione. In diversi papiri vengono raccontate e illustrate molte operazioni di fratture e lussazioni della mandibola e l’utilizzo del forcipe per le estrazioni.

Per quanto riguarda l’antica Grecia, nel 400 a.C. il medico greco Ippocrate esortava a lavarsi denti e gengive ogni giorno. Oltre a lui, anche Aristotele e in seguito Celsus, scrittore medico romano, scrissero di odontoiatria e dai loro scritti sappiamo che in Grecia e a Roma si praticavano diverse cure quasi “moderne”, come l’utilizzo di filo metallico per stabilizzare i denti mobili e le fratture della mascella.

Il Medioevo fu, invece, un periodo di decadenza per la salute dentale. Infatti, non si praticava alcuna igiene orale e il mal di denti era molto diffuso soprattutto tra i nobili, la cui alimentazione era ricca di cibi dolci. Per combattere il dolore si provavano riti magici o preghiere a Sant’Apollonia (santa patrona di dentisti, igienisti dentali e odontotecnici).

Lo spazzolino da denti

La nascita dello spazzolino da denti viene collocata intorno al 1500 in Cina, dove furono creati spazzolini con setole costruite da fibre naturali (che erano però troppo morbide e si deterioravano rapidamente).

L’invenzione dello spazzolino moderno è solitamente attribuita a William Addis nel 1780. Il manico di questo nuovo strumento era costituito da osso, con dei fori che permettevano di inserire le setole (di maiale), utilizzando poi un filamento metallico per tenerle in posizione.

Nel sedicesimo secolo si rincomincia a scrivere di odontoiatria anche in Europa, ma solo nel diciottesimo secolo nascono le cure e gli strumenti moderni e si diffonderà l’igiene orale solo tra le classi abbienti, per diventare un fenomeno di massa solamente nel secolo scorso.

Fonti:

https://mydentalfamily.it/9000-anni-di-igiene-orale-tra-leggende-e-cura-dei-denti/

https://www.focus.it/cultura/storia/lintervento-ai-denti-piu-antico-del-mondo

In questo blog scopriremo gli effetti e benefici della gomma da masticare sulla salute. Vedremo come il chewing gum può diventare un grande alleato della nostra salute se scegliamo quello giusto senza zucchero e con lo xilitolo.

Gomma da masticare senza zucchero: alleato della nostra igiene orale

Il chewing gum senza zucchero ha importanti benefici per la salute dei nostri denti, soprattutto quando si presenta il rischio di carie. Secondo gli esperti, infatti, quando non ci è possibile lavare i denti con spazzolino e dentifricio il pH della placca può diminuire fino a valori pericolosi per la salute dello smalto e della dentina, aumentando il rischio di carie. In che modo la gomma da masticare riesce a risolvere questo problema? La masticazione del chewing gum senza zucchero stimola la produzione di saliva, che riporta pH della placca a valori normali, favorendo la corretta mineralizzazione dello smalto e diminuendo, in questo modo, il rischio di carie.

La saliva stimolata dalla masticazione ha anche altre proprietà molto importanti:

• Deterge le superfici dei denti

• Ha un effetto antibatterico naturale esercitato dagli enzimi ed anticorpi in essa contenuti

• Apporta minerali utili alla mineralizzazione dei denti

Combattere il rischio carie: il ruolo delle Gomme da masticare con xilitolo

I chewing gum senza zucchero sono ancora più efficaci contro il rischio carie se contengono un rilevante quantitativo di xilitolo. Lo xilitolo è un dolcificante derivato da fonti vegetali, sostituto dello zucchero con un gusto gradevole e fresco appartenente alla famiglia dei polioli. Diversi studi clinici hanno ormai stabilito la sua capacità di inibire la crescita dei batteri che, causando la demineralizzazione di smalto e dentina, favoriscono l’insorgenza della carie. Secondo alcuni studi, il consumo di chewing gum con xilitolo con regolarità e per periodi di tempo prolungati, è in grado di diminuire la concentrazione orale dei batteri cariogeni.

Benefici della gomma da masticare senza zucchero

Sono stati individuati tutti i benefici che il chewing gum ha sulla nostra salute, li riportiamo qui sotto:

1. MIGLIORA LA CONCENTRAZIONE. Alcuni studi dimostrano che la masticazione di chewing gum gioca un ruolo importante nel mantenere le performance cognitive e dunque gli stati di attenzion. Si ipotizza che questi effetti siano generati da un lieve incremento della frequenza del battito cardiaco e del flusso sanguigno al cervello, ma anche da un effetto di controllo dell’ansia.

2. RIDUCE LO STRESS. Masticare chewing gum ha un effetto calmante ad esempio prima di un intervento chirurgico: sempre secondo alcune ricerche, chi ha fatto uso del prodotto è risultato meno ansioso rispetto a chi non masticava chewing gum. Inoltre, volume ed acidità dei succhi gastrici sono indistinguibili tra chi ha masticato e chi no. Questo studio, e altri, evidenziano quindi che la masticazione di chewing gum non porta ad acidità di stomaco.

3. AUMENTA LA PERFORMANCE SPORTIVA. L’utilizzo del chewing gum durante un’attività sportiva leggera, come ad esempio una camminata o una corsa, porta a percorrere in media distanze leggermente più lunghe e a bruciare fino al 5% di energia in più.

4. RIDUCE I SINTOMI DELLA CYBERSICKNESS. La cybersickness è quella sensazione di nausea da movimento spesso provocata dall’utilizzo del visore per la realtà virtuale. Un recente studio ha dimostrato che il chewing gum è in grado di ridurre questo fastidio. Questo accade presumibilmente perché l’esperienza gradevole della masticazione di qualcosa di buono si opporrebbe alla sensazione sgradevole della nausea, in un certo senso arrivando a “distrarre” il cervello.

5. CONTROLLA IL DOLORE POST-APPARECCHIO ORTODONTICO. Per controllare la sensazione di fastidio o addirittura dolore causato dall’installazione dell’apparecchio ortodontico, le due strategie più comunemente usate sono l’uso di antidolorifici o di “bite” da mordere al bisogno. Recenti studi scientifici hanno predisposto una terza strategia, ovvero proprio la masticazione di chewing gum senza zucchero. Si è concluso che il chewing gum riduce meglio il dolore rispetto ad un trattamento placebo, in termini comparabili al bite e meglio degli antidolorifici

Fonte: https://www.menshealth.com/it/salute/benessere-psicofisico/a45387154/gomma-da-masticare-senza-zucchero-benefici-chewing-gum/

Quando si parla si ascesso dentale si intende un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente, principalmente causato dalla diffusione di batteri in seguito a delle carie o delle malattie gengivali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti.

COS’E’ L’ASCESSO DENTALE?

Come abbiamo detto, l’ascesso dentale è un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente. Le infezioni batteriche sono la causa di questo accumulo e arrivano a propagarsi nei tessuti come conseguenza di carie complicate, denti scheggiati o rotti.

Possiamo distinguere diversi tipi di ascessi in base alla loro sede di origine:

• Ascesso parodontale: causato da un’infezione della gengiva ma anche di tutto l’apparato di sostegno del dente come l’osso alveolare, cemento radicolare e legamenti. Questo tipo di ascesso può essere causato anche da un’infezione all’interno di una tasca parodontale (solco gengivale);

• Ascesso periapicale: questa infezione ha origine nella parte vitale del dente, cioè la polpa, come conseguenza di una carie complicata. Può essere causato anche da gravi traumi ai denti che causano necrosi della polpa dentale.

• Ascesso gengivale: esso si sviluppa nella gengiva ed è causato da processi infettivi che potrebbero seguire un ascesso periapicale.

Cause di ascesso dentale

 

Cosa causa l’ascesso dentale? La risposta è: i batteri che si diffondono alla gengiva che circonda il dente o alla polpa del dente in seguito a carie o malattie gengivali, i quali sviluppano l’infezione. Quali fattori di rischio per lo sviluppo di un ascesso dentale? Ecco elencati i principali:

• Scarsa igiene orale;

• Consumo elevato di cibi e bevande zuccherate;

• Problemi preesistenti ai denti;

• Interventi ai denti non riusciti bene (devitalizzazione, impianto, otturazione);

• Alcolismo;

• Sistema immunitario indebolito;

• Alcune patologie come diabete, cellulite batterica, reflusso gastroesofageo, ecc…;

• Fumo.

Sintomi e trattamenti dell’ascesso dentale

 

Generalmente l’ascesso dentale si presenta con:

• Dolore intenso ai denti o alle gengive, il quale è il sintomo principale e può manifestarsi improvvisamente tendendo a peggiorare;

• Gengive gonfie, infiammate e rosse;

• Gonfiore del viso;

• Ipersensibilità al freddo/caldo;

• Alitosi;

• Febbre;

• Tendenza alla caduta del dente;

• Gonfiore dei linfonodi del collo.

Il trattamento dell’ascesso dentale si basa sull’utilizzo di antibiotici, proprio per debellare i patogeni che lo hanno causato, e/o di antidolorifici per il dolore. L’intervento del dentista è importante per cercare di salvare il dente dall’estrazione attraverso la devitalizzazione (verificata in caso di ascesso periapicale). La rimozione di tartaro e placca dal dente malato può essere sufficiente, unitamente alla terapia antibiotica e antidolorifica, in caso di ascesso parodontale.

Può essere molto utile anche evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, masticare cibi morbidi utilizzando la parte opposta della bocca, e infine utilizzare uno spazzolino morbido.

È importante prevenire e curare l’ascesso dentale dai primi sintomi. Nel caso in cui l’ascesso colpisca soggetti particolarmente fragili, se non curato, può evolvere in osteomielite, trombosi del seno cavernoso, infezione del pavimento della bocca e sepsi. Evitare la carie è essenziale per prevenire un ascesso dentale mediante una corretta igiene orale.

Ad ogni modo, la prognosi di un ascesso dentale è eccellente quando l’infezione viene immediatamente trattata attraverso drenaggio e terapia antibiotica.

Fonte: https://www.nurse24.it/studenti/patologia/ascesso-dentale.html

Quando parliamo di carie dentali sappiamo che ci stiamo riferendo a una delle malattie dentali più comuni e diffuse al mondo, e soprattutto una delle principali ragioni che spingono a rivolgersi a un dentista.

Di fatto le carie sono una malattia infettiva causata da batteri che attaccano lo smalto e la dentina del dente e che possono portare a dolore, infezioni e alla perdita dei denti se non curate in modo adeguato.

In questo blog cercheremo di capire cos’è una carie, quali sono le cause e come riconoscerla.

Cos’è una carie dentale e come si crea?

La carie è una malattia dei tessuti duri del dente, causata dalla placca batterica dentale. Questa placca consiste in una pellicola bianco-giallastra presente nel cavo orale, ed è composta da batteri, residui di cibo e saliva. Quando si indurisce, la placca diventa tartaro, e può essere rimossa in modo più efficace sottoponendosi a sedute di pulizia dei denti.

Come si crea una carie? La placca, la pellicola descritta sopra, converte gli zuccheri presenti nei cibi che ingeriamo in acidi, che poi provocheranno una escavazione del dente progressiva, con la conseguente distruzione dello smalto e successivamente della dentina, se non rimossa. L’aumento della concentrazione di batteri che colpiscono il dente e lo corrodono lentamente è il risultato di una scarsa igiene orale.

Questa corrosione del dente, o cavità, è quella che chiamiamo comunemente carie. Più in particolare, le carie sono causate in grosso modo dalla dieta, soprattutto dal consumo di alimenti ricchi di zuccheri, dalla qualità dei batteri presenti nella placca e dalla mineralizzazione dello smalto e della dentina.

A queste cause vanno poi aggiunti ulteriori fattori di rischio come difetti della superficie del dente, carenza di fluoro nei denti, flusso salivare ridotto, genetica.

Quali sono i sintomi di una carie? Come si fa a capire se un dente ne è colpito? 

È importante sapere che le carie progrediscono lentamente, attaccando prima lo smalto, cioè lo strato più esterno del dente, in un lasso di tempo piuttosto lungo che può durare anche mesi. Durante questa fase solitamente non si avverte dolore, ma con il passare del tempo le carie penetrano nella dentina, cioè la parte più interna rispetto allo smalto, ed è qui che inizia a manifestarsi il dolore (o anche un’alterata sensibilità al freddo e al caldo) poiché è una parte più delicata e meno resistente.

L’ultima fase consiste nella diffusione della carie fino a raggiungere la polpa, cioè la zona più interna del dente, dove sono presenti i nervi e i vasi sanguigni. Quest’ultima è una fase molto più rapida rispetto a quelle iniziali, ed è qui che il dolore inizia a essere più intenso, fino a diventare insopportabile.

Prima di giungere a questa fase e scomoda situazione, però, ci sono sintomi e segnali che potrebbero farci capire che abbiamo una carie:

  • Inizialmente la carie si presenta come una macchia bianca dove i batteri dissolvono il calcio dello smalto;
  • Mal di denti o dolore spontaneo si verificano senza alcuna causa apparente;
  • Dolore da lieve ad acuto quando si mangia o si beve qualcosa di dolce, caldo o freddo;
  • Visibili fori o fossette nei denti;
  • Colorazione marrone, nera o bianca su qualsiasi superficie di un dente;
  • Dolore nella masticazione.

In presenza di uno o più dei presenti sintomi, si raccomanda di sottoporsi a una visita dentistica. Più in generale, però, si consiglia di eseguire un controllo periodico, in modo da individuare in modo precoce una possibile carie o altre patologie dentali e ridurre i danni.

Come si prevengono le carie?

La risposta a questa domanda è: attraverso una corretta igiene orale e un’alimentazione sana ed equilibrata.

Chiariamo che quando si parla di corretta igiene orale non si intende solo quella “fai da te” cioè il lavarsi i denti più volte al giorno, con uno spazzolino adatto, un buon dentifricio, il filo interdentale e altri supporti, ma anche e soprattutto quella eseguita da un igienista dentale.

Per questo motivo è opportuno sottoporsi periodicamente alla cosiddetta ablazione del tartaro, il quale non è altro che la solidificazione della placca batterica che provoca le carie.

Un’approfondita pulizia e la rimozione dello strato di tartaro che ricopre i denti e le gengive può prevenire in modo molto efficace la formazione delle carie ma anche molte altre patologie dentali.

Fonte: www.enfeasalute.it/carie-come-riconoscerla/

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 31

E’ online il XXXI numero gratuito della nostra rivista: “ODONTOIATRIA SPORTIVA”.

MW Magazine - Dicembre 2022