L’estate è il periodo dell’anno durante il quale possiamo seguire una dieta ricca di alimenti alleati della salute orale. E’ stato stimato che, grazie a una dieta corretta, in un mese è possibile ridurre di ben il 40% l’infiammazione gengivale. Numerosi cibi tipicamente estivi contengono vitamine, antiossidanti e grassi insaturi e sono dunque fondamentali nella prevenzione di una problematica dalla quale possono originare patologie gravi come parodontite e perdita dei denti. Vediamo nel dettaglio.

Il ruolo delle vitamine

I dentisti consigliano un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura. In estate è indubbiamente più facile reperire alimenti contenenti vitamine in quantità come per esempio se parliamo di Vitamina C, abbiamo peperoni, rucola, kiwi, ribes e ananas. La Vitamina C è un vero e proprio antiossidante e protegge le cellule favorendo il rinnovamento del tessuto connettivo il cui ruolo nel cavo orale è importante perché è proprio grazie a esso che dentina e polpa dentale si formano e si mantengono in buona salute. Anche le verdure a foglia verde contengono Vitamina C. Altri alimenti molto diffusi e apprezzati nel periodo estivo, buoni e contestualmente benefici per la salute orale, sono quelli contenenti la Vitamina D. Gli esperti consigliano, in particolare, di introdurre nel proprio piano alimentare tonno, salmone, sgombri, gamberi, ostriche e funghi. La Vitamina D favorisce la salute delle ossa, dei denti e ha proprietà antibatteriche e di modulazione della risposta immunitaria.

Anche la Vitamina A e Vitamina B sono fondamentali per il benessere della nostra bocca. In particolare, la Vitamina A contribuisce a mantenere sani i tessuti epiteliali che rivestono il cavo orale e la gengiva e aiuta la produzione di saliva utile per pulire i denti dai batteri e dai residui di cibo ed è anche coinvolta nella crescita delle ossa (e quindi dei denti). Questa si trova in diversi alimenti di origine animale, come latticini, fegato, pesce e tuorlo d’uovo. Precursori della vitamina A si trovano anche nei vegetali di colore arancione o verde scuro, come carote, zucca, spinaci o mango.

Passando al gruppo vitaminico B, numerosi studi hanno evidenziato come esso svolga diverse funzioni importanti per la salute orale. Queste vitamine aiutano l’organismo a tenere sotto controllo lo stress, che può influire negativamente sulla salute dei denti e delle gengive, migliorano la salute delle mucose orali riducendo l’infiammazione della lingua e combattendo le afte. La Vitamina B12 si trovano in alimenti di origine animale come la carne, il latte e il pollame (chi è vegetariano dovrebbe assumere appositi integratori), mentre le altre vitamine del gruppo B sono invece presenti anche in alimenti di origine vegetale come i fagioli, i legumi in generale e le verdure verdi, oltre che nel lievito di birra.

Il resveratrolo è una sostanza contenuta nell’uva, nel vino, nelle mele e nelle arachidi e ricopre un ruolo importante nella prevenzione della malattia parodontale. Nel dettaglio, può contrastare l’azione dei batteri e ridurre l’infiammazione, proteggendo così i denti e contribuendo a mantenere in piena salute tutta la bocca.

Quali alimenti vanno, invece, evitati?

In linea di massima sarebbe meglio ridurre al minimo i grassi che favoriscono l’infiammazione e, di conseguenza, l’insorgenza della parodontite. Anche gli zuccheri sono negativi, poichè favoriscono la formazione della placca batterica e accelerano l’erosione dello smalto.

Soprattutto d’estate è facile alimentarsi con gusto, proteggendo i propri denti. Con piccoli accorgimenti nella propria dieta quotidiana è possibile assicurarsi una buona salute orale per tanti e lunghi anni nel futuro.

Fonte: https://primamonza.it/attualita/la-dieta-della-estate-che-fa-bene-ai-denti

Spesso ci domandiamo: “Conviene passare da studio professionale a SRL per odontoiatri?”
“..e nel caso di apertura di un nuovo studio, come è meglio muoversi?”

Il tema della SRL per odontoiatri è delicato, perché incrocia sia aspetti fiscali, che questioni di carattere strategico e talvolta etico.

Hai voglia, anche tu come noi, di far chiarezza e scoprire i vantaggi e gli svantaggi? Leggi questo nostro blog… e scopri in fondo alla pagina il corso dedicato a questo tema!!

A livello normativo la SRL per odontoiatri è a tutti gli effetti una Società a Responsabilità Limitata – SRL – ordinaria.

I dati nazionali ci dicono che ormai oltre il 16% degli studi dentistici è organizzato in questa forma societaria. Perché? Cos’ha una SRL per odontoiatri di diverso rispetto ad uno Studio professionale? 

 

In cosa consiste la SRL per odontoiatri:

La SRL per odontoiatri è una società di capitali, ovvero una forma di aggregazione in cui i professionisti si uniscono intorno a un elemento impersonale, il capitale sociale, per svolgere insieme la loro attività professionale. 

In questo caso, il capitale sociale è rappresentato dalle quote di partecipazione che ogni professionista apporta alla società, e che determinano la sua quota di proprietà e di responsabilità nei confronti della società stessa.

La SRL per odontoiatri è una forma di aggregazione piuttosto flessibile, che permette ai professionisti di mantenere una certa autonomia nella gestione della propria attività, pur beneficiando della condivisione di alcune risorse e della creazione di sinergie con gli altri soci.

 

Come si costituisce una SRL per odontoiatri

La costituzione di una SRL per odontoiatri avviene tramite atto notarile e richiede alcuni passi formali stabiliti dalla legge:

  • È necessario redigere lo statuto della società, che deve essere firmato da tutti i soci e depositato presso il Registro delle Imprese, dove verranno specificati gli obiettivi della società, il numero e le quote di partecipazione dei soci, le modalità di amministrazione e di gestione della società, e le eventuali clausole di esclusione o di recesso dei soci.
  • È necessario poi aprire una posizione presso il Registro delle Imprese, versando un contributo per l’iscrizione e la pubblicità della società.

Una volta completati questi passi, la SRL per odontoiatri è formalmente costituita e può iniziare a svolgere la propria attività.

Vantaggi di una SRL per odontoiatri per il dentista:

Eccone elencati alcuni:

  • Impersonalità: per sua natura questa forma societaria è impersonale, perché permette di separare la figura dei soci dall’esercizio vero e proprio dell’attività di studio;
  • Patrimonializzazione;
  • Riduzione dei costi: una SRL per odontoiatri permette di condividere alcune spese fisse, come l’affitto degli spazi, le consulenze, i dipendenti o l’acquisto di attrezzature, riducendo il peso finanziario per ogni singolo professionista;
  • Maggiore visibilità sul mercato;
  • Supporto e collaborazione tra professionisti;
  • Maggiore flessibilità sempre tra professionisti.
Svantaggi di una SRL per odontoiatri:

Eccone elencati alcuni:

  • Perdita di autonomia: una SRL per odontoiatri prevede una maggiore collaborazione e coordinamento tra i soci, e quindi una minor autonomia rispetto a un singolo studio professionale. Questo può risultare limitante per alcuni professionisti che preferiscono lavorare in modo indipendente.
  • Maggiori adempimenti burocratici;
  • Costi;
  • Regolamenti: per l’odontoiatria che vuole passare da Studio professionale a Srl per odontoiatri è fondamentale verificare il proprio regolamento regionale e verificare le norme in materia di autorizzazione sanitaria.

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Anche noi! Per questo abbiamo pensato a questo corso:

Fonte: ciaodoc.it – odontoiatria33.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 46

E’ online il 46° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 2. MARKETING BASATO SULL’AI”.

Per glossite si intende l’infiammazione acuta o cronica della lingua. Le persone affette da questo problema notano un’alterazione del colore della lingua, che può rappresentare la glossopirosi (bruciore della lingua), desquamazione, ispessimento o atrofia, esistono varie forme di questa condizione. Generalmente la glossite si presenta nelle persone anziane che effettuano delle terapie farmacologiche a base di antibiotici che intaccano il microbiota umano creando delle alterazioni della flora batterica intestinale.

Durante il processo infiammatorio la superficie della lingua diventa arrossata e si hanno difficoltà nella masticazione, nella deglutizione e spesso anche nel parlare.  La glossite acuta si presenta quando i disturbi tipici si presentano improvvisamente e senza una causa apparente.

SINTOMI DELLA GLOSSITE

I principali sintomi che possono rivelare la presenza di glossite sono diversi e possono insorgere improvvisamente o gradualmente, vediamone alcuni:

• Bruciore e dolore alla lingua al contatto con cibi soprattutto speziati, molto caldi o freddi;

• Gonfiore della lingua con conseguente difficoltà nel masticare e nel parlare;

• Colore della lingua, molto rossa oppure pallida;

• Riduzione del benessere e del senso del gusto, dovuto a delle infiammazioni croniche che possono portare alla perdita delle papille

• Formicolio, prurito e  afte.

CAUSE DELLA GLOSSITE

Cause della glossite Le cause della glossite sono diverse e dipendono da molti fattori, fra cui l’alimentazione, l’assunzione di antibiotici o reazioni allergiche. Le possibili cause sono:

• abuso di fumo, alcool, cibi e alimenti speziati

• Infezionei causate dall’eccessiva presenza di batteri in bocca

• Carenza di ferro, acido folico, vitamina B12

• Piercing alla lingua

• Allergia a farmaci antibiotici

• Reazioni allergiche ad alimenti

• Reflusso gastroesofageo

• Ustioni e lesioni Si può dire, quindi, che la glossite più che una malattia è un sintomo comune a molte altre patologie.

È da considerare un avvertimento che il nostro organismo manda per avvisare che qualcosa non sta funzionando.

Le possibili cause scatenanti della glossite sono molte, ed è indispensabile che il medico o il dentista di fiducia esegua una diagnosi differenziale in cui si possano ricondurre tutti i valori non normali a questa malattia e non ad altre. Solo dopo aver scoperto l’agente scatenante della glossite, la lingua potrà ritornare alle sue condizioni fisiologiche originali. La diagnosi inizia con la raccolta dei sintomi e dei dolori che il paziente riferisce al medico o dentista. Successivamente verrà analizzata la lingua e l’aspetto: colore, consistenza, presenza di desquamazioni, macchie e pupille gustative. Il medico può anche decidere di prescrivere una serie di analisi del sangue per escludere altre patologie legate alla glossite.

RIMEDI PER LA GLOSSITE

Esistono vari rimedi per la glossite che comprendono sia l’impiego di semplici collutori per effettuare degli sciacqui, sia terapie farmacologiche mirate.

A prescindere dalla condizione, è sconsigliata l’assunzione di cibi e alimenti speziati, alcol e il fumo e si preferisce incrementare il consumo di frutta. Alcuni rimedi efficaci per la glossite sono, dunque, collutori specifici, integratori alimentari e gli antibiotici. L’obiettivo principale della terapia è quello di fermare l’infiammazione della lingua indipendentemente dalla causa. Solamente dopo un’attenta diagnosi differenziale effettuata dal medico si potrà prescrivere una terapia efficace.

Il trattamento tipico della glossite prevede degli sciacqui con dei collutori specifici ma il medico può prescrivere anche dei farmaci antinfiammatori e degli integratori alimentari quando la glossite è causata da carenze di vitamine.

COME PREVENIRE LA GLOSSITE

Alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare a prevenire la glossite sono elencati di seguito:

• mantenere una corretta alimentazione, evitando l’assunzione di cibi molto speziati, bevande acide o irritanti, che costituiscono un fattore di rischio per la comparsa della glossite

• usare molto spesso il collutorio, effettuando gargarismi e mantenendo una costante cura orale utilizzando spazzolino e filo interdentale

• non fumare e non bere alcolici

• prestare attenzione a un’eventuale alterazione della mucosa linguale e alla formazione di macchie bianche.

Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/glossite-sintomi-cause-e-rimedi.html

Il sorriso gengivale, chiamato anche gummy smile, è un inestetismo del sorriso in cui le gengive vengono esposte in modo eccessivo. Il rapporto tra il labbro superiore, le dimensioni dei denti e le gengive non è corretto, esponendo così una quantità eccessiva di gengiva.

La parola “Gummy” deriva dall’inglese “gums”, che significa gengive. Quali sono le cause del sorriso gengivale? Nella maggior parte dei casi, in realtà, il gummy smile è un difetto congenito e non vi sono cause generalizzate.

Ci sono, però, alcuni fattori che possono favorire un sorriso gengivale:

• Denti piccoli

• Muscolo elevatore troppo sviluppato

• Frenulo labiale troppo corto o collegamento troppo stretto tra la gengiva e il labbro superiore

Correzione del sorriso gengivale e trattamenti

Innanzitutto esiste una differenza tra la correzione gengivale e la correzione del gummy smile, questo perché le correzioni gengivali possono essere necessarie sia per ragioni estetiche che per ragioni mediche e comprendono una gamma di trattamenti piuttosto ampia alle gengive.

Il trattamento del gummy smile, invece, include soltanto una di queste correzioni e mira ad abbellire e migliorare il rapporto delle gengive con il resto del sorriso. A seconda del motivo per cui si sviluppa un gummy smile, esistono diversi metodi di trattamento, di seguito ne illustriamo le principali caratteristiche.

Correzione del sorriso gengivale e con le faccette estetiche

Si tratta della tipologia di trattamento migliore se i denti sono troppo piccoli e quindi il rapporto tra gengive e denti non è corretto.

Le faccette dentali sono degli involucri in ceramica o composito ultrasottili e sono realizzati su misura in base alle preferenze ed esigenze del paziente e possono essere applicati per ingrandire il dente (in caso di denti troppo piccoli, un trattamento con faccette viene spesso accompagnato da un trattamento laser per ottenere un risultato ancora migliore.)

Correzione con il laser

Il trattamento laser delle gengive può essere il complemento ideale per abbellire il risultato dopo aver applicato le faccette dentali: il bordo delle gengive viene delineato con precisione e la gengiva in eccesso viene rimossa.

È bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti quando si tratta di questo intervento: durante la prima settimana dopo il trattamento gummy smile con il laser, le aree trattate possono essere ancora un po’ sensibili ed è importante evitare una pressione eccessiva e pulire i denti con delicatezza.

È consigliato, inoltre, di evitare il fumo, l’alcol e gli alimenti piccanti. Il risultato ottenuto da questo trattamento sarà definitivo e duraturo proprio perché le gengive vengono rimosse con il laser e il trattamento non deve essere ripetuto.

Correzione con il botox

In alcuni casi, il gummy smile può essere causato dall’iper sviluppo del muscolo responsabile del sostegno del labbro superiore. Quando si ride o si parla, quest’ultimo si contrae a tal punto che il labbro superiore viene tirato molto verso l’alto fino ad esporre un’ampia zona della gengiva.

Con l’utilizzo del botox questo muscolo può essere rilassato, impedendo al labbro superiore di sollevarsi eccessivamente. Come gli altri trattamenti con botox, anche in questo caso si tratta di un periodo limitato e per un risultato duraturo, il trattamento deve essere ripetuto ogni 6 mesi.

Fonte: fioriblu.it

In questo blog andremo a ripercorrere la storia dell’odontoiatria attraverso le varie curiosità, testimonianze, aneddoti lasciati dai nostri antenati. Iniziamo la nostra ricerca dai primi ritrovamenti che testimoniano segni di cure dentistiche.

È chiaro che nell’Età della Pietra, carie e ascessi erano problemi piuttosto diffusi, e i nostri antenati dovevano fare i conti con un’alimentazione ricca di piante zuccherine. La testimonianza più antica sulla storia dell’igiene orale giunta fino a noi risale a 9000 anni fa: in un villaggio neolitico nell’attuale Pakistan furono rinvenuti diversi scheletri che contenevano alcuni molari che mostrano segni di cure dentistiche e veri e propri “fori da trapano”. Questi fori erano ottenuti dall’utilizzo di “trapani manuali” realizzati in selce, nient’altro che delle punte di dimensioni ridotte (veri e propri manufatti microlitici), ne sono stati trovati diversi resti. Allo stesso periodo risalgono anche le prime testimonianze di otturazioni dentali con composti a base di cera d’api. Alcuni recenti studi hanno rilevato che le cavità presenti nei denti ritrovati erano il frutto dell’asportazione delle parti cariate. I ricercatori hanno, infatti, attestato la presenza di strie all’interno degli incavi per poi verificarne l’origine attraverso una serie di analisi.

Leggende e dentifricio

Insieme alle prime cure, si iniziano a diffondere anche le prime leggende: probabilmente intorno al 5000 a.C. nasce nella civiltà sumera la leggenda del verme dei denti, per poi diffondersi in diverse varianti in tutte le principali civiltà del mondo (India, Egitto, Giappone e Cina).

Una tavoletta babilonese del 1800 a.C. riporta una versione di questa leggenda:

“Venuto al mondo dal fango e con un grande appetito, il verme prega gli dei di dargli la grazia di abitare tra i denti e la gengiva dell’uomo, luogo di grande abbondanza di cibo e bevande; esauditagli tale richiesta, il verme si insedia nella bocca umana dove man mano scava cunicoli e caverne, generando il tormento infernale del mal di denti.”

Tra il 5000 e il 1000 a.C., oltre alle leggende, compare anche l’antenato del dentifricio sotto diverse forme: in Mesopotamia ad esempio era composto da un miscuglio di corteccia, menta e allume, un sale minerale.

Antico Egitto, Grecia e Roma

Il dentista più antico conosciuto è Hesy-Re, medico e scriba egiziano del 2600 a.C. Sulla sua tomba si legge l’incisione: “il più grande di coloro che si interessarono ai denti e di tutti i medici”. Grazie allo sviluppo della scrittura e ritrovamenti di papiri, sappiamo che gli egizi erano a conoscenza di diverse malattie dentali come gengivite, pulpite, mal di denti e anche i rispettivi metodi di guarigione. In diversi papiri vengono raccontate e illustrate molte operazioni di fratture e lussazioni della mandibola e l’utilizzo del forcipe per le estrazioni.

Per quanto riguarda l’antica Grecia, nel 400 a.C. il medico greco Ippocrate esortava a lavarsi denti e gengive ogni giorno. Oltre a lui, anche Aristotele e in seguito Celsus, scrittore medico romano, scrissero di odontoiatria e dai loro scritti sappiamo che in Grecia e a Roma si praticavano diverse cure quasi “moderne”, come l’utilizzo di filo metallico per stabilizzare i denti mobili e le fratture della mascella.

Il Medioevo fu, invece, un periodo di decadenza per la salute dentale. Infatti, non si praticava alcuna igiene orale e il mal di denti era molto diffuso soprattutto tra i nobili, la cui alimentazione era ricca di cibi dolci. Per combattere il dolore si provavano riti magici o preghiere a Sant’Apollonia (santa patrona di dentisti, igienisti dentali e odontotecnici).

Lo spazzolino da denti

La nascita dello spazzolino da denti viene collocata intorno al 1500 in Cina, dove furono creati spazzolini con setole costruite da fibre naturali (che erano però troppo morbide e si deterioravano rapidamente).

L’invenzione dello spazzolino moderno è solitamente attribuita a William Addis nel 1780. Il manico di questo nuovo strumento era costituito da osso, con dei fori che permettevano di inserire le setole (di maiale), utilizzando poi un filamento metallico per tenerle in posizione.

Nel sedicesimo secolo si rincomincia a scrivere di odontoiatria anche in Europa, ma solo nel diciottesimo secolo nascono le cure e gli strumenti moderni e si diffonderà l’igiene orale solo tra le classi abbienti, per diventare un fenomeno di massa solamente nel secolo scorso.

Fonti:

https://mydentalfamily.it/9000-anni-di-igiene-orale-tra-leggende-e-cura-dei-denti/

https://www.focus.it/cultura/storia/lintervento-ai-denti-piu-antico-del-mondo

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 44

E’ online il 44° numero gratuito della nostra rivista: “FACCETTE DENTALI ESTETICHE”.

Lo sappiamo, lo stress non è altro che una reazione fisiologica del nostro organismo a eventi esterni particolari. Si può dire, però, che di per sé non è totalmente una condizione negativa perché se ci pensiamo, in diverse occasioni lo stress ci permette di reagire a determinate situazioni vissute come potenziali pericoli o fastidi. Può rappresentare, quindi, anche uno stimolo a fare meglio, una specie di carica personale. Questo indica che il nostro corpo è in grado di provare stress e di reagire in modo funzionale. Lo stress, però, può diventare eccessivo e portare con sé sintomi fastidiosi come mal di testa, disturbi allo stomaco o problemi a dormire. Uno stress eccessivo può anche andare a peggiorare patologie già presenti. Lo stress diventa una condizione che ci influenza sia da lato psichico che da quello fisico, e può arrivare a creare veri e propri danni. Il nostro organismo ci avvisa che il livello di stress è divenuto troppo alto in diversi modi: unghie, pelle, capelli, denti. In questo blog vediamo quali sono i fattori di rischio che possono portare alla parodontite e i segnali da non sottovalutare.

Sappiamo che lo stress può avere infinite e svariate cause. C’è, però, da prestare attenzione alle emozioni che si vivono: di recente è stato evidenziato da alcuni studi come la parodontite sia strettamente legata ai momenti più intensi e carichi di ansia e nervosismo. È risaputo che lo stress eccessivo ha un importante impatto negativo sulla salute dell’uomo. Uno studio riporta che a seguito dei periodi di grandi problematiche sociali (come disastri ambientali o fasi belliche) 1 soggetto su 3 ha riportato disturbi ansiosi, depressione e insonnia. Soprattutto nel corso di questo periodo storico, la popolazione italiana ha raggiunto livelli di stress molto elevati: i mesi di lockdown durante la pandemia così come la disoccupazione e le tensioni legate ai conflitti europei e mondiali hanno portato disturbi del sonno, di ansia e danni anche a livello del parodonto.

STRESS E DENTI: COME REAGISCE IL CORTISOLO?

 

Il cortisolo è conosciuto come “l’ormone dello stress” che, nella popolazione affetta da ansia, causa spesso gonfiore addominale e accumulo. Può anche avere effetti negativi sul parodonto, e conferma la correlazione stress, denti e parodontite insieme a stanchezza cronica, insonnia e acidosi (che causa un danneggiamento dello smalto dentale.) L’abbassamento delle barriere immunitarie nel nostro organismo causa infatti una minor difesa dalle infezioni, rendendoci più propensi ad esserne affetti. La conseguenza si sviluppa direttamente sul parodonto che, una volta infiammato, inizia a causare dolori dentali, sanguinamento gengivale, maggior produzione di placca e alitosi. Di conseguenza, una maggiore quantità di placca corrisponde ad un maggior accumulo di tartaro, il che si traduce in carie.

COME RIDURRE LO STRESS?

 

Come spezzare il binomio stress-denti malati? Nonostante siano state cercate molte risposte, l’unica valida sembra essere la più banale: riappropriarsi del proprio tempo e regalarci dello spazio per noi stessi. È importante che nonostante la fretta, lo stress e l’ansia non si tolga mai del tempo all’igiene orale, ricordandosi di dedicare il giusto spazio anche alla salute della bocca.

Alcune tra le attività utili a combattere lo stress, che portano a ripristinare anche la salute del proprio cavo orale, sono:

• L’esercizio fisico;

• La meditazione e le tecniche di rilassamento;

• L’igiene del sonno;

• Il mantenimento delle relazioni sociali.

Fonte: www.clinicadeldente.com/stress-e-denti/

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 43

E’ online il 43° numero gratuito della nostra rivista: “TELEMEDICINA”.

I momenti più difficili da affrontare lungo la carriera del dentista sono molteplici, ma possiamo dire che i più critici sono soprattutto due: l’apertura dello studio e la cessione/vendita dello studio. È sì un passaggio generazionale, ma è comunque una fase delicata che coinvolge sia la parte emotiva che la parte economica.

Lo studio dentistico è considerato oggi come una vera e propria impresa, è bene aprire gli occhi su quanto sia necessario valorizzarlo anche se in procinto di una vendita, al fine di determinare quella solidità e fondatezza di cui ha bisogno per durare nel tempo.

Come generare questo valore? Circondandosi dei giusti collaboratori, del giusto staff e trasferire quel valore sia nelle prestazioni di qualità offerte al paziente, sia nei rapporti umani che ne derivano.

Una delle preoccupazioni più grandi sta nell’eventuale discontinuità tra chi vende/cede e chi subentra, mentre deve essere un passaggio di consegne pensato e programmato nel tempo.

Prendiamo in riferimento l’intervista a Moyra Girelli (formatrice, coach strategica, business designer, founder di aula41) pubblicata su Odontoiatria33.

È molto difficile pensare di cedere uno studio odontoiatrico, dove il valore reale non è dato dall’attrezzature presenti, ma dal rapporto dentista-paziente che si è cementato negli anni.

Pensare di vendere è il primo errore che si può fare, anche se quello ovviamente è l’obiettivo. Non si deve pensare alla cessione dello studio come un momento di discontinuità, esco io entra l’acquirente, la fine di un’era e inizio di una successiva. Affinché abbia successo e sia garanzia di sopravvivenza e prosperità per il proprio studio dentistico, invece, l’operazione deve essere vissuta come un vero e proprio passaggio generazionale, quindi pensato, programmato e vissuto come un momento di continuità, di integrazione tra tradizione e innovazione, di dialogo e sinergia intergenerazionale”.

Solo se tutte la parti coinvolte daranno il meglio di sé, coniugando storia ed esperienza a cambiamento e innovazione, lo studio sarà in grado di affrontare meglio l’incertezza del futuro e di adattarsi più rapidamente e più efficacemente alle turbolenze del mercato”.

Poi servirà rivedere il modello di business e l’organizzazione perché quello tradizionale, che pur ha funzionato per lunghi decenni, oggi magari non è più adatto a rispondere alle complesse e sempre mutevoli richieste dei pazienti. E non si tratta solo delle prestazioni odontoiatriche, sempre più specialistiche, occorre ragionare anche in termini organizzativi, di comunicazione e di strategia di sviluppo”.

Il passaggio dello studio, inoltre, non può essere immediato, consumarsi in pochi giorni e neppure in pochi mesi.

L’esperta identifica, inoltre, gli aspetti operativi da pianificare almeno 3/5 anni prima, vist la complessita del processo:

  • Selezione e formazione dei successori;
  • Valutazione dello studio;
  • Scelta e realizzazione della forma di aggregazione più indicata;
  • Affiancamento;
  • Uscita del dentista senior.

 

“Si può partire analizzando la situazione attuale, si definiscono gli obiettivi e si costruiscono le strategie più funzionali allo scopo. Del resto, se c’è un problema, c’è una soluzione”.

L’esperta continua identificando gli errori più comuni compiuti dai dentisti quando arriva il momento di pianificare il passaggio generazionale:

 

  • Non preoccuparsi del fenomeno, il che porta il professionista ad occuparsene, in tutta fretta, alla soglia della pensione.
  • Pensare che sia un evento che accade una sola volta nella vita, e che non necessiti di un’adeguata pianificazione.
  • Considerare il passaggio solo nei suoi aspetti economico-finanziari e societari, trascurando completamente il portato emotivo della transizione.
  • Avere la “sindrome di Dolly”, ovvero cercare nei successori dei “cloni” di sé stessi, con la stessa visione e filosofia della professione, con gli stessi identici metodi, con lo stesso identico approccio alle cure, ai pazienti e al gruppo di lavoro.
  • Credere che i giovani abbianoo debbano avere gli stessi valori dei dentisti senior
  • Fare stonewalling, ovvero costruire un muro intorno ai propri dati e strategie di gestione per proteggere tutto ciò che si è costruito, temendo che la condivisione e la trasparenza possano accelerare quel processo di cambiamento che tanto si teme.

Fonte: https://www.odontoiatria33.it/gestione-dello-studio/23233/cedere-il-proprio-studio-questi-i-7-errori-piu-frequenti.html

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 42

E’ online il numero 42° gratuito della nostra rivista: “ORTODONZIA DIGITALE”.

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 40

E’ online il XL numero gratuito della nostra rivista: “REPORT EVENTI 2023”.

Il dentista è il punto di riferimento di tutti, adulti e bambini, quando si parla di cura della bocca. Infatti, è nei primi anni della nostra vita che impariamo l’importanza dell’igiene orale e tutte le abitudini a essa correlate.

Avere denti sani già da piccoli, porterà sicuramente ad una dentatura sana sia da un punto di vista estetico che da un punto di vista fisiologico da adulti.

E’ importantissimo perciò iniziare a curare i denti fin da piccini. Se i genitori si preoccupano dell’igiene orale dei loro figli fin dalla comparsa del primo dentino da latte è più probabile che il bambino o la bambina riesca a mantenere la dentatura sana anche da grande.

A che età la prima visita dentistica per bambini? 

Non è mai troppo presto per occuparsi della salute dentale dei bambini. È buona prassi effettuare una prima visita dal dentista pediatrico attorno ai 18/24 mesi per iniziare a prendere confidenza con il mondo dei dentisti, senza traumi o eventi dolorosi. 

Il primo consulto serve a controllare la crescita dei denti decidui e ad individuare eventuali problematiche dentarie, ma è utile soprattutto ai genitori che ricevono informazioni e consigli per svolgere correttamente le manovre di pulizia orale quotidiana.

Ricordiamo che è davvero importante prendersi cura anche dei dentini da latte: non vanno trascurati solo perché “poi tanto cadranno”…

Tra i 4 e i 6  anni, in piena fase di dentatura decidua sarà opportuno effettuare la prima visita ortodontica per valutare in modo precoce eventuali malocclusioni o anomalie nella crescita ossea. 

Alcuni accorgimenti per la prima visita dal dentista 

Il primo appuntamento con il dentista è un’esperienza molto significativa che può influire, negativamente o positivamente, sull’approccio del bambino o bambina alle cure odontoiatriche durante il corso della sua vita.

Ad esempio, un errore che si potrebbe fare prima di una visita dal dentista è dire al bambino di “stare tranquillo e non avere paura”. Ciò potrebbe avere l’effetto contrario, cioè creare nel bambino l’aspettativa di andare incontro a una situazione spiacevole o di cui aver paura. In vista di una visita odontoiatrica si può quindi preparare il bambino giocando al dentista a casa, curando bambole o pupazzetti, cercando così di incuriosirlo e di divertirlo, rendendolo, oltre che partecipe, autore.

I bambini, poi, tendono a imitare i genitori. Ciò significa che da loro ci si aspetta una buona cura quotidiana dei denti. Abituare poi i più piccoli a lavare i denti assieme o a farsi accompagnare durante le normali visite periodiche odontoiatriche, permette loro di familiarizzare più facilmente col mondo odontoiatrico.

Alcuni consigli per il medico e per lo studio

Certo, i bambini non sono il principale target, ma ecco qui sotto elencati alcuni piccoli ma efficaci accorgimenti che permetteranno al bimbo di non avere paura, di percepire la serenità dell’ambiente e dello studio:

  • Allestire una sala d’aspetto confortevole: fumetti, libri da colorare e qualche giocattolo aiutano i bambini a divertirsi e a distrarsi prima del controllo;
  • Essere gentili e sorridenti: i più piccoli sono spesso impauriti durante le prime visite, e mostrarsi disponibili e sorridenti aiuterà a tranquillizzarli;
  • Non utilizzare termini che spaventano il bambino;
  • Dare un premio a fine visita: una caramella alla fine del controllo è una buona ricompensa, e, al contempo, un pretesto per ricordare una volta in più di lavarsi i denti.

Prestando attenzione a questi aspetti, si riuscirà a rendere più piacevole l’esperienza dei bambini dal dentista e sarà più facile insegnargli tutte le regole per una buona igiene orale.

Fonte: www.progettosorriso.info | www.studiobreschi.com | www.centromedicoairam.it