Dopo la delibera su abbuoni, recuperi e premialità, cambia qualcosa riguardo alla mancata copertura della polizza RC professionale in caso di mancato raggiungimento dei crediti ECM necessari?

Il 31 dicembre 2025 si concluderà il triennio formativo e odontoiatri, igienisti dentali, medici e tutte le altre professioni sanitarie soggette all’obbligo di aggiornamento continuo secondo il sistema ECM dovranno aver acquisito i 150 crediti previsti (in realtà spesso molti meno, grazie ad abbuoni e premialità). Per conoscere il proprio fabbisogno formativo, è possibile accedere all’area personale sul sito del Co.Ge.A.P.S.

La vera novità di questo triennio, rispetto ai precedenti, è che chi non avrà ottenuto almeno il 70% dei crediti previsti vedrà decadere l’efficacia della propria polizza RC professionale.

Ma con le novità introdotte dalla recente delibera della Commissione nazionale ECM in merito a crediti compensativi, possibilità di recupero e premialità, cambia qualcosa?

Cosa prevede la nuova delibera

  • Recupero dei crediti pregressi: è possibile recuperare i crediti mancanti del triennio 2020-2022 entro il 31 dicembre 2025.
  • Crediti compensativi: chi non ha completato il fabbisogno nei trienni 2014/2016, 2017/2019 e 2020/2022 potrà regolarizzare la propria posizione entro il 31 dicembre 2028, acquisendo un numero di crediti compensativi pari al debito formativo.

La questione della validità della RC professionale 

Ad imporre l’obbligo di raccogliere almeno il 70% dei crediti ECM previsti è stato l’art. 38-bis del decreto-legge 06 novembre 2021 n. 152 (introdotto dalla L. 233/2021 in sede di conversione del medesimo decreto legge) che ha stabilito che “a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017 n. 24 è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina”.

La norma fa riferimento all’ultimo triennio utile, quindi per odontoiatri e igienisti dentali è necessario aver acquisito almeno il 70% dei crediti previsti nel triennio 2023-2025.

È importante sottolineare che, sebbene la delibera consenta il recupero dei crediti fino al 2028, ciò vale solo per i trienni precedenti (fino al 2020-2022). Non è prevista, almeno per ora, alcuna sanatoria o proroga per il triennio in corso.

Dopo il 31 dicembre 2025, salvo eventuali proroghe (che il ministro Schillaci ha già escluso), non sarà più possibile recuperare i crediti mancanti. Chi non avrà raggiunto almeno il 70% del proprio obbligo formativo rischierà quindi di non poter contare sulla copertura della propria polizza RC professionale in caso di contenzioso.

Fonte: odontoiatria33.it

Quando si parla di violenza sulle donne, si pensa spesso a medici, psicologi e forze dell’ordine come principali punti di riferimento per intercettare e supportare le vittime. Anche il dentista però, per la sua vicinanza e il suo sguardo attento, può giocare un ruolo cruciale in questa battaglia.

La Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente nazionale ANDI – Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di sensibilizzare e formare i professionisti dentisti e odontoiatri affinché possano riconoscere i segnali di violenza contro le donne e intervenire nel modo più appropriato.

Dentisti e odontoiatri, infatti, possono svolgere un ruolo cruciale nel rilevare casi di violenza sulle donne grazie alla loro posizione particolarmente indicata per notare segni fisici che potrebbero indicare abusi, traumi ripetuti, fratture e lesioni alla mascella, alle ossa del viso, ai denti o ai tessuti molli della bocca e, adeguatamente formati, potrebbero intercettare e agire tempestivamente per impedire tragici epiloghi. Inoltre, al fine di dare supporto alle donne vittime di violenza, il Dipartimento per le pari opportunità metterà in rete dentisti ed odontoiatri con i servizi di supporto alle vittime, come il numero di pubblica utilità 1522 e i CAV (Centri Anti Violenza).

Nei casi di violenza cogliere i segnali, intercettarli tempestivamente, può essere essenziale per salvare una vita. In questa battaglia quindi è molto importante il coinvolgimento delle professionalità che più facilmente possono entrare in contatto con le vittime, sia per svolgere un’opera di sensibilizzazione, sia per accorgersi di situazioni che sono la spia di qualcosa che non va – dichiara la Ministra Roccella -. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione degli operatori, e il protocollo con l’associazione dei dentisti va esattamente in questa direzione. Sapere come approcciarsi alle donne vittime di violenza può essere determinante per spezzare il ciclo prima dell’irreparabile.

Questo Protocollo rappresenta la sintesi del percorso che l’Associazione nazionale dentisti italiani ha intrapreso da tempo, nella ferma convinzione dell’impegno degli odontoiatri associati ANDI a tutela della persona e a conferma della sensibilità dell’Associazione verso un tema così importante e delicato – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale ANDI – Siamo onorati del lavoro di squadra svolto con la Ministra Roccella e che vedrà gli oltre 28.000 odontoiatri ANDI impegnati nel promuovere, sostenere e sensibilizzare i termini sanciti dal documento sottoscritto, per sviluppare una rete di supporto che favorisca il contatto tra le vittime, i servizi sociali e il numero di pubblica utilità 1522.

Fonte: andi.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 33

E’ online il XXXIII numero gratuito della nostra rivista: “PERSONALIZZAZIONE E CUSTOMIZZAZIONE”.

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 sta modificando i protocolli e le linee guida di tutti gli ambienti aperti al pubblico.

Ma cosa sta cambiando e cosa cambierà all’interno degli studi dentistici?

Per il momento il Ministero della Salute ha reso note le cinque regole comunicate dalla Sidp, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, dopo aver specificato che per ora gli studi dovranno gestire unicamente i casi a carattere d’urgenza.

1. Lasciare cappotti, giacche, borse e zaini in sala d’attesa.

2. Ove possibile indossare copri-scarpe.

3. Rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro all’interno della sala d’attesa.

4. Tenere cellulari e tablet fuori dall’area clinica.

5. Lavarsi le mani per almeno 20 secondi e non scambiarsi strette di mano con medici e altri operatori

Per il futuro non vi sono ancora misure ufficiali ma è certo che al via libera alla ripresa delle attività verranno comunicate le indicazioni stabilite dal Governo.

Ci sono però degli accorgimenti inevitabili chegli studi odontoiatrici dovranno seguire. Tra questi sicuramente si dovrà:

  • Cambiare le modalità di accoglienza e gestione dei pazienti

 

  • Adeguare gli spazi dello studio, specialmente la sala d’attesa, in modo che sia possibile rispettare le distanze di sicurezza

 

  • Mettere a disposizione gel igienizzanti e, se possibile, copri scarpe

 

  • Formare l’intero team sulle norme igieniche necessarie

 

  • Prediligere le comunicazioni digitali