Per bruxismo si intende l’atto involontario di digrignare o sfregare i denti in maniera abitudinaria e ripetuta, specialmente mentre si dorme. Questa caratteristica fa sì che la patologia sia stata inserita tra i disturbi del sonno, ma esiste anche una forma di bruxismo che si manifesta da svegli, fenomeno conosciuto come bruxismo diurno e molto più frequente. Il bruxismo nel sonno è molto comune soprattutto in giovane età. Sono, infatti, principalmente i bambini e gli adolescenti ad essere maggiormente soggetti a questo disturbo.

SINTOMI 

Spesso le persone che ne soffrono non se ne accorgono e per questo non è facile diagnosticare il bruxismo. Una persona mentre dorme non riesce a rendersi conto di digrignare i denti ma è una condizione che rischia di provocare danni irreversibili alla dentatura e alla mandibola. Spesso sono le persone che dormono accanto a chi presenta bruxismo a notare il problema, mentre in alcuni casi ci si rende conto del disturbo solo durante una visita odontoiatrica, poiché il dentista riesce a individuare l’abrasione dei denti. I principali sintomi del bruxismo possono essere quindi sintetizzati così:

• Intenso dolore a livello mandibolare

• Indolenzimento dei muscoli masticatori

• Aumento di sensibilità dei denti dovuto alla perdita dello strato di smalto

• Lesioni a uno o più denti

• Secchezza delle fauci

• Emicrania e in genere dolori diffusi al capo

Oltre alle domande sulle proprie abitudini e oltre ad esaminare la bocca del paziente alla ricerca di segni fisici di bruxismo (come denti usurati o una linea di frattura sulle superfici dentali) potrebbe essere necessario effettuare degli esami stumentali ed in particolare una radiografia per verificare eventuali danni ai denti o alla mandibola. Per diagnosticare con esattezza il bruxismo notturno può essere utile eseguire un esame specifico come la polisonnografia, che riesce a rilevare tutti i disturbi del sonno.

CAUSE

Nella maggioranza dei casi non esiste un’unica causa scatenante il bruxismo ma questo disturbo spesso è favorito dalla concomitanza di più fattori, come lo stress, il nervosismo e l’ansia. Disturbi come l’apnea ostruttiva del sonno sembrano avere una correlazione con il bruxismo poiché il digrignamento dei denti è spesso preceduto da un aumento dell’attività cerebrale e cardiovascolare.

Tra le altre cause del bruxismo troviamo le malocclusioni dentarie, alcune malattie neurodegenerative ma anche il consumo di alcol, il fumo da sigaretta, l’assunzione di caffeina e di sostanze stupefacenti.

EFFETTI E CONSEGUENZE

Le conseguenze più comuni e visibili sono indubbiamente i danni alla dentatura, questo perchè digrignare continuamente i denti provoca l’erosione dello smalto che diventa sempre più sottile, oltre al fatto che i denti possono incrinarsi o scheggiarsi. Il bruxismo provoca anche problemi a livello articolare, poiché il continuo digrignare dei denti sollecita anche le articolazioni mandibolari, causando anche mal di testa e dolori cervicali.

CURARE E PREVENIRE

La terapia per il bruxismo dipende solitamente dalle cause e dalla gravità del disturbo. Il trattamento mira a ridurre l’attività muscolare durante il sonno e a prevenire ulteriori danni ai denti e alle articolazioni. La terapia comprende l’utilizzo di dispositivi protettivi notturni, terapia cognitivo-comportamentale, trattamenti per risolvere i problemi dentari o mandibolari e terapia farmacologica.

Di solito, si vuole iniziare il trattamento per salvaguardare la salute dei denti e dell’apparato masticatorio facendo indossare un bite, che va ad impedire il contatto tra le due arcate dentarie nel momento in cui si digrignano i denti. Chiaramente andrà personalizzato per adattarsi alle esigenze di ogni paziente. Nei casi più gravi, però, può essere necessario un intervento chirurgico per correggere eventuali malocclusioni.

In alcuni casi, anche la terapia psicologica può essere utile per ridurre lo stress e l’ansia che possono contribuire al bruxismo. In queste situazioni può essere utile ricorrere a pratiche come meditazione, yoga, massaggi o esercizi per respirare meglio.

Concludiamo con alcuni consigli utili a prevenire il bruxismo, oltre ad affermare che effettuare controlli regolari dall’odontoiatra è sempre la soluzione prima e la più indicata.

• Gestione dell’ansia

• Attività fisica

• Ridurre il consumo di alcol e di bevande eccitanti

• Dormire in un ambiente confortevole

• Controlli periodici e regolari

Fonte: https://www.sonnocare.it/bruxismo-cause-sintomi-terapie-e-prevenzione/

Obstructive Sleep Apnoea Sindrome”:

la patologia caratterizzata dall’ostruzione delle prime vie aeree. Può essere parziale o totale ed interessa le vie aeree situate nella gola.

Si tratta di una vera e propria interruzione momentanea della respirazione che rientra nell’area macro dei disturbi legati al sonno. Solitamente si manifesta con sintomi quali sonno notturno interrotto, forte russamento del paziente, mal di testa al risveglio, sonnolenza diurna, vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione. Di conseguenza non sono pochi gli effetti collaterali spiacevoli che ne derivano, quali tendenza all’ipertensione, alla depressione, all’obesità e ai disturbi legati all’apparato circolatorio.


Le cause della patologia possono essere numerose ma tra le più frequenti troviamo sovrappeso e obesità, invecchiamento e un eccessivo rilassamento dei muscoli di lingua e collo.

Ma qual’è l’esame cardine per verificare se si tratta di OSAS?

LA POLISONNOGRAFIA: Il test diagnostico del sonno

La polisonnografia è un esame che si esegue durante il sonno del paziente e che consente di misurare alcuni parametri, tra cui l’onda respiratoria, il tasso di ossigeno presente nel sangue, la frequenza cardiaca e la presenza eventuale di apnee notturne.

E’ il test di riferimento per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno, tra i quali appunto l’OSAS.


Si effettua posizionando una fascia toracica nel paziente per rilevare i movimenti di espansione del torace, una fascia addominale, un pulsossimetro, una cannula nasale, un sensore per il russamento, un sensore di posizione ed infine degli elettrodi posizionati sul capo.

La Polisonnografia è quindi un esame importante per indagare l’insieme dei parametri fisiologici che, associata ad una valutazione specialistica consente di diagnosticare eventuali patologie.

Considerato ciò, essendo quanto elencato riconducibile alla Medicina del Sonno Odontoiatrica (una nuova branca che si occupa di tutte le condizioni di interesse odontoiatrico correlate ai disturbi nel sonno) abbiamo pensato di proporre un webinar dedicato.