Lo stato di crisi relativo all’emergenza sanitaria Covid-19 sta mettendo tutti a dura prova.

Tra tutte però, ci sono delle categorie che stanno accusando il colpo più duramente: tra queste, l’industria degli eventi.

Tutto è tutt’ora fermo e stagnante, eventi web a parte, e (per ora) tutte le attività in presenza sono bloccate sino al 06 Aprile 2021, data in cui scade il Dpcm attualmente in vigore. Una data vicina ma, se da un lato fa ben sperare tutti i membri del settore, dall’altro fa pensare ad un ulteriore rinvio del restart.

Certo, la corsa alla vaccinazione di massa si sta velocizzando ma la strada sembra ancora lunga e tortuosa, almeno in Italia.

Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 14 luglio 2020, n. 74 (in G.U. 15/07/2020, n. 177) – attualmente vigente – Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 12/03/2021

“E’ vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonche’ ogni attivita’ convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalita’ stabilite con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.”

RESTART DEGLI EVENTI: Come si è organizzato il resto del mondo
Ma com’è la situazione nel resto del mondo?

Come in Italia, anche in altri paesi le associazioni di settore iniziano a farsi sentire con insistenza, per accellerare le tempistiche della riapertura. L’obiettivo è quindi comune, come la volontà di dare il via al restart degli eventi, a patto che sia garantita e tutelata la sicurezza della salute dei cittadini.

Di fatto, il progredire della campagna vaccinale è il fattore più influente sulle tempistiche di riapertura.

GERMANIA

GERMANIA

La Germania si sta muovendo a favore della riapertura dei luoghi della cultura. Monika Grütters (Ministro federale per la Cultura e i Media), ha affermato che si stanno valutando possibili scenari per la riapertura delle sale da spettacolo. Musei, teatri, cinema e sale da concerto sarebbero infatti pronti ad accogliere il pubblico in sicurezza.

FRANCIA

FRANCIA

In Francia i musei e i luoghi culturali sono chiusi da fine Ottobre e non mancano gli appelli per le riaperture, anche se limitate. La Francia, come l’Italia, è una superpotenza mondiale della Cultura e tutti i protagonisti del settore culturale si dicono pronti a ripartire, con rigidi protocolli sanitari e capienze limitate.

INGHILTERRA

INGHILTERRA

Il governo britannico è nettamente avvantaggiato, considerati i minimi contagi registrati. Ha così stabilito il piano a 4 fasi per portare il Paese di nuovo alla normalità.

Sarà un escalation di libertà riconnesse, a piccoli passi ma con grande speranza. Sarà la quarta e ultima fase, programmata dal 21 Giugno, quella in cui quasi tutto tornerà ad essere normale. Dal 12 Aprile potranno infatti riaprire le attrazioni all’aperto, i cinema, i teatri, i musei, le gallerie, e le fiere.

Una data ormai vicina che incoraggia il resto del mondo.

STATI UNITI

STATI UNITI

Il presidente degli Stati Uniti D’America ha annunciato il 04 Luglio come “giornata d’indipendenza dal virus”, data in cui si stima il ritorno alla normalità.

Il piano d’azione degli USA si basa su di una fitta campagna vaccinale che spera di somministrare il vaccino a tutta la popolazione sopra i 18 anni entro la fine di Maggio. Una vera impresa e se ciò fosse possibile, l’ipotesi della ripartenza diventerebbe molto più che una speranza o un obiettivo, ma una realtà effettiva e vicina.

LA CAMPAGNA VACCINALE IN ITALIA
RESTART DEGLI EVENTI: Come si è organizzato il resto del mondo

Le tempistiche del restart degli eventi quindi dipendono fortemente dalla velocità della campagna vaccinale. Più questa sarà rapida, più veloce sarà il ritorno alla normalità.

In Italia la campagna vaccinale è iniziata a fine Dicembre 2020, e si suddivide in 4 fasi, per dare priorità alle categorie più a rischio. Procede però a un ritmo ancora lento, con circa 200mila somministrazioni al giorno.

Come comunicato dal Data Room del Corriere della Sera, l’Italia potrà ritornare alla normalità quando “il numero dei decessi rispetto alle persone contagiate sarà paragonabile a quello dell’influenza stagionale”, ovvero quando la quota dei decessi sarà: un decesso ogni mille.

LA DATA POSSIBILE DEL RESTART

Da comunicazione dell’Istituto per gli Studi di politica Internazionale (Ispi), “se Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson rispettano i termini di consegna, se le ombre su AstraZeneca si dissolvono in via definitiva e se il piano del Commissario Figliuolo procede rapidamente passando dalle 130mila dosi di metà marzo alle 300mila di fine aprile, si potrà ripartire il 25 di giugno.

#SOScongressiEconvegni

Un Ottobre difficile, che sferra una battuta d’arresto fatale alla Meeting Industry.

Il Dpcm dello scorso 24 Ottobre ha infatti sancito lo stop totale delle attività di tutti gli eventi, a prescindere dalla loro natura. Se fino al precedente rimaneva la possibilità di svolgere fiere internazionali, ora, nemmeno l’ombra.

Tutto va riprogrammato e rivestito con vesti digitali, ma si stima una lotta alla sopravvivenza del settore, che sta assistendo ad una perdita di circa 215.000 eventi, con conseguente calo dell’80% del fatturato delle aziende di settore. Un vero e proprio salasso.

Unica certezza: la digitalizzazione, che rattoppa la crepa della chiusura delle attività ma che non rappresenta una soluzione concreta.

 

PERMESSI E DIVIETI DELLA MEETING INDUSTRY

 

La Meeting Industry italiana sta quindi vivendo una fortissima crisi, forse senza precedenti, che sta spingendo i rappresentanti di settore a manifestare a gran voce. Una manifestazione per l’industria dei congressi e dei convegni si è infatti svolta nella mattinata del 27 Ottobre, davanti a Palazzo Chigi, per protestare e svelare la forte discriminazione riservata al settore, fin dall’alba dell’emergenza sanitaria.

 

Ma come risulta essere lo scenario europeo per la Meeting Industry?

 

Lo scenario sembra essere differente da quello italiano, che finora rimane leader con l’Irlanda in materia di restrizioni, anche se la Francia si sta muovendo in questo senso e la Danimarca limita i partecipanti ad un massimo di 10.

L’Austria invece, lascia aperte le porte del settore e consente gli eventi che prevedono posti a sedere assegnati, con 1000 presenze nei luoghi chiusi e 1500 in quelli aperti.

La Spagna, nonostante lo stato di emergenza ed il coprifuoco dalle 23 alle 6, consente le riunioni ad un massimo di 6 partecipanti, ed il Portogallo sposta questo limite a cinque.

Il Belgio infine, raccomanda le attività digitali, ma consente quelle in presenza, fino a d un massimo di 40 presenze, purché vengano rispettate tutte le misure igieniche e il distanziamento sociale.

 

PERMESSI E DIVIETI DELLA MEETING INDUSTRY

 

Un’industria quindi che si trova inevitabilmente in agonia e che attende soluzioni concrete, contando che le restrizioni imposte finora comprometteranno tutto il 2021 e, a tratti, il 2022.

Infine non dimentichiamo limportanza della ripresa degli eventi a carattere formativo, anch’essi coinvolti nella stretta, pur se indispensabili per il perfezionamento delle professionalità.

Ora più che mai lo sforzo dev’essere quindi rivolto alla tutela del diritto della salute, senza però dimenticare, il diritto al lavoro, indispensabile per evitare l’arresto dell’economia. L’industria degli eventi è infatti soggetto attivo nel Pil, con un impatto diretto di 36,2 miliardi di euro e oltre 569 mila dipendenti, per questo ci auguriamo che la soluzione a tutto ciò sia vicina e si possa tornare presto a vivere i nostri amati eventi in loco.