MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 59
E’ online il 59esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come organizzare un evento esperienziale”

E’ online il 59esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come organizzare un evento esperienziale”

In un mondo di noiosi webinar e presentazioni generiche, si stanno facendo strada gli eventi esperienziali.
In un contesto B2B, gli eventi esperienziali creano una connessione emotiva che il marketing tradizionale semplicemente non può raggiungere, si tratta di creare incontri coinvolgenti e indimenticabili tra un brand e il suo pubblico.
Questi eventi permettono di immergersi nelle realtà dei brand suscitando emozioni e creando relazioni più stabili. Ci sono molti modi per realizzarli: potrebbe trattarsi di una dimostrazione dal vivo con realtà virtuale, di un’esperienza pop-up unica sul tetto di un hotel o di un evento completamente a tema.
Gli eventi esperienziali sono un’esperienza dal vivo legata al brand che invita i partecipanti non solo a “essere presenti”, ma anche a partecipare attivamente. Consentono al pubblico di vedere, ascoltare, toccare e soprattutto sentire ciò che rappresenta la tua azienda. Non si limitano a trasmettere un messaggio, ma creano un ricordo.
A questo punto la domanda che potrebbe sorgere è: ma cosa rende davvero speciale un evento?
la risposta è che un evento esperienziale permette di abbattere la barriera tra brand e pubblico, rendendolo parte integrante della storia. Ecco la chiave di un evento esperienziale: il suo potere di trasmettere emozioni.
Nel marketing B2B, questo cambiamento è particolarmente significativo. Vendere la propria attività ad altri richiede molto più che illustrare funzionalità e listini prezzi. Richiede fiducia e una profonda comprensione di come funzionano le emozioni. Quindi, tutto si riduce a una cosa: l’intenzione. Mentre gli eventi tradizionali, mirano a informare, gli eventi esperienziali mirano a trasformare e a creare connessioni.

COME ORGANIZZARE QUESTA TIPOLOGIA DI EVENTI:
Innanzitutto per cominciare è necessario avere chiari i nostri punti chiave e obbiettivi di marketing, sia per individuare il tipo di esperienza che voglio valorizzare, sia per mettere in chiaro il messaggio che voglio trasmettere.
Secondo Schmitt, l’ideatore del marketing esperienziale, esistono 5 tipi di esperienza, denominati SEMS o Strategic Esperential Modules:
Questi tipi di esperienze possono anche essere mixati per ottenere un’esperienza “memorabile”. Questa deve, a sua volta, essere impostata secondo 4 direzioni:
Una volta definita la tipologia di esperienza che voglio applicare, vi sono 4 step da seguire per la creazione definitiva dell’evento:
I VANTAGGI DEGLI EVENTI ESPERIENZIALI:
Gli eventi esperienziali sono un modo intelligente per distinguersi dalla concorrenza.
Inoltre, con l’aiuto della tecnologia, i brand possono monitorare il coinvolgimento del proprio pubblico e raccogliere feedback per ottenere informazioni sul comportamento. Questi dati possono poi essere trasformati in strategie, con messaggi ridefiniti e risultati tangibili.
Tutto questo ha un chiaro esito: la fidelizzazione dei clienti.
Essi, si fideranno del tuo marchio e si sentiranno parte di esso, non solo come fornitori o usufruitori, ma come un partner
IN CONCLUSIONE
L’evento esperienziale perfetto non si basa solo su idee brillanti e tecnologie innovative, ma anche sulla creazione di momenti significativi, capaci di suscitare emozioni uniche e ricordi indimenticabili. Gli eventi di maggiore impatto non si limitano trasmettono ai partecipanti emozioni autentiche che li porterà a scegliere sempre il brand in cui si sono sentiti capiti.

Fonti:
https://www.minorhotels.com/it/minor-pro/blog/consigli-eventi/eventi-esperienziali
E’ online il 57esimo numero gratuito della nostra rivista: “Da studio dentistico a “studio estetico” L’evoluzione della medicina estetica in odontoiatria”

Dopo la delibera su abbuoni, recuperi e premialità, cambia qualcosa riguardo alla mancata copertura della polizza RC professionale in caso di mancato raggiungimento dei crediti ECM necessari?
Il 31 dicembre 2025 si concluderà il triennio formativo e odontoiatri, igienisti dentali, medici e tutte le altre professioni sanitarie soggette all’obbligo di aggiornamento continuo secondo il sistema ECM dovranno aver acquisito i 150 crediti previsti (in realtà spesso molti meno, grazie ad abbuoni e premialità). Per conoscere il proprio fabbisogno formativo, è possibile accedere all’area personale sul sito del Co.Ge.A.P.S.
La vera novità di questo triennio, rispetto ai precedenti, è che chi non avrà ottenuto almeno il 70% dei crediti previsti vedrà decadere l’efficacia della propria polizza RC professionale.

Ma con le novità introdotte dalla recente delibera della Commissione nazionale ECM in merito a crediti compensativi, possibilità di recupero e premialità, cambia qualcosa?
Cosa prevede la nuova delibera

La questione della validità della RC professionale
Ad imporre l’obbligo di raccogliere almeno il 70% dei crediti ECM previsti è stato l’art. 38-bis del decreto-legge 06 novembre 2021 n. 152 (introdotto dalla L. 233/2021 in sede di conversione del medesimo decreto legge) che ha stabilito che “a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017 n. 24 è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina”.
La norma fa riferimento all’ultimo triennio utile, quindi per odontoiatri e igienisti dentali è necessario aver acquisito almeno il 70% dei crediti previsti nel triennio 2023-2025.
È importante sottolineare che, sebbene la delibera consenta il recupero dei crediti fino al 2028, ciò vale solo per i trienni precedenti (fino al 2020-2022). Non è prevista, almeno per ora, alcuna sanatoria o proroga per il triennio in corso.
Dopo il 31 dicembre 2025, salvo eventuali proroghe (che il ministro Schillaci ha già escluso), non sarà più possibile recuperare i crediti mancanti. Chi non avrà raggiunto almeno il 70% del proprio obbligo formativo rischierà quindi di non poter contare sulla copertura della propria polizza RC professionale in caso di contenzioso.
Fonte: odontoiatria33.it
Negli ultimi anni la sigaretta elettronica è diventata una delle alternative più diffuse al fumo tradizionale. Molti la considerano un’opzione “più sicura”, ma il suo impatto sulla salute, e in particolare sulla salute orale, è oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica.


Effetti sulla salute orale
Il fumo di sigaretta classico contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, molte delle quali cancerogene. L’aerosol prodotto dalle e-cig ne contiene meno e in concentrazioni inferiori: questo significa che, in linea generale, il rischio di sviluppare gravi patologie come il tumore del cavo orale sembra ridotto rispetto al fumo combusto. Tuttavia, “meno dannoso” non equivale a “innocuo”.
L’uso della sigaretta elettronica è associato a secchezza orale (xerostomia), dovuta alla presenza di sostanze come il glicole propilenico che riduce l’idratazione delle mucose. La saliva è fondamentale per la protezione naturale dei denti e delle gengive; una sua diminuzione può favorire carie, alitosi e infezioni.
Alcuni studi hanno evidenziato che i vapori delle e-cig possono indurre una risposta infiammatoria nelle gengive. Questo può aumentare il rischio di gengivite e, nei soggetti predisposti, di parodontite. L’infiammazione cronica rappresenta una delle principali minacce alla stabilità dei denti.
Pur non provocando le stesse macchie tipiche del fumo di tabacco, l’uso della sigaretta elettronica può comunque favorire la formazione di placca batterica, che a lungo andare contribuisce a problemi gengivali e carie.
La ricerca scientifica è ancora in corso: mancano dati sul lungo periodo, soprattutto perché le sigarette elettroniche sono in commercio da poco più di un decennio. Non è ancora possibile stabilire con certezza gli effetti cronici sull’apparato orale.
Consigli per chi utilizza la sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica rappresenta probabilmente una scelta meno dannosa rispetto al fumo tradizionale, ma non è priva di rischi per la salute orale. Se da un lato riduce l’esposizione a sostanze cancerogene, dall’altro può favorire secchezza, infiammazione gengivale e disturbi legati alla flora batterica della bocca.
La prevenzione, unita a controlli odontoiatrici regolari, rimane fondamentale per chiunque utilizzi questi dispositivi.

Fonte: polimedicaltorino.it
Negli ultimi anni, il concetto di formazione ha subito una trasformazione significativa. Non più confinata tra le mura di un’aula tradizionale, oggi l’apprendimento assume forme nuove, più dinamiche e coinvolgenti. Tra queste, spiccano gli eventi esperienziali che uniscono contenuti formativi a momenti di svago e socializzazione, come le degustazioni di vino, i laboratori sensoriali o le masterclass tematiche.

Il wine tasting, ad esempio, è molto più di un semplice momento conviviale. Dietro ogni calice si cela un mondo fatto di storia, geografia, tecnica e cultura. Partecipare a una degustazione guidata non significa solo assaporare vini pregiati, ma acquisire competenze: imparare a riconoscere aromi, comprendere i processi produttivi, interpretare l’abbinamento cibo-vino. E il tutto avviene in un contesto rilassato, stimolante e spesso immerso in location d’eccezione.

Questo tipo di eventi rappresenta una forma di formazione esperienziale, dove l’apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta, l’interazione e il coinvolgimento emotivo. È proprio questa componente emotiva a rendere la conoscenza più duratura e significativa. Inoltre, l’ambiente informale favorisce lo scambio tra partecipanti, stimolando il networking e la condivisione di idee.
Queste formule si rivelano particolarmente efficaci anche nel mondo aziendale, dove workshop con degustazioni, cooking class o attività culturali stanno diventando strumenti preziosi di team building, sviluppo delle soft skill e motivazione del personale.
In conclusione, la combinazione tra formazione e intrattenimento non è solo una tendenza, ma una risposta concreta alla necessità di apprendere in modo più umano, coinvolgente e stimolante. Perché, in fondo, imparare può essere anche un piacere. E magari, con un buon calice in mano, lo è ancora di più.

Il 31 dicembre 2025 segnerà la fine del triennio formativo ECM. Come accade a ogni scadenza, i professionisti del settore medico si stanno mobilitando per completare il proprio percorso formativo. Quest’anno, come accaduto in passato, avranno anche la possibilità di recuperare eventuali crediti mancanti relativi ai trienni precedenti.

In una recente intervista pubblicata su Quotidiano Sanità, Roberto Monaco, presidente del Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie), ha fatto il punto sulla situazione attuale della formazione continua in medicina.
Secondo Monaco, la consapevolezza degli operatori sanitari riguardo ai propri obblighi formativi è in crescita. Tuttavia, una parte ancora significativa – trasversale a tutte le professioni sanitarie – non ha completato il proprio fabbisogno formativo. Una situazione che impone una riflessione sul futuro dell’aggiornamento professionale, oggi più che mai fondamentale. Nel frattempo, il Cogeaps sta inviando alle Federazioni nazionali – le quali provvederanno a loro volta a inoltrare le informazioni ai singoli Ordini – comunicazioni personalizzate sulla posizione formativa di ogni iscritto. L’obiettivo è quello di favorire il contatto diretto tra gli Ordini e i professionisti non ancora in regola con i crediti ECM.
Questa iniziativa mira anche a ricordare che, a partire dal 2026, la mancata regolarità nella formazione potrà comportare conseguenze concrete, che vanno da sanzioni disciplinari fino all’impossibilità di ottenere una copertura assicurativa. A tal proposito, Monaco ha dichiarato:
«Dal 2026, chi non ha almeno il 70% dei crediti non potrà essere coperto da un’assicurazione professionale. È la legge a stabilirlo».

Una condizione che potrebbe compromettere l’esercizio della professione. «Oggi più che mai, formarsi non è solo un dovere etico, ma anche un obbligo giuridico», ha aggiunto. Parlando nello specifico del triennio in corso, Monaco ha chiarito: «Per questo triennio non sono previsti crediti compensativi. Il 31 dicembre 2025 rappresenta una scadenza definitiva».
Ricordiamo che, per il triennio in corso 2023-2025, è confermato l’obbligo formativo di 150 crediti ECM (salvo esoneri, esenzioni o altre riduzioni), da conseguire tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025. Inoltre, grazie alla Legge n. 15 del 21 febbraio 2025, che ha convertito il Decreto-Legge n. 202 del 27 dicembre 2024, è stata prevista la proroga al 31 dicembre 2025 del termine per l’assolvimento dell’obbligo formativo ECM relativo al triennio 2020-2022.

Fonte: Dental Tribune
Il digital marketing è diventato un elemento imprescindibile per lo studio dentistico moderno. In un’epoca in cui la maggior parte delle persone cerca informazioni online prima di prendere decisioni importanti, anche la celta del dentista passa attraverso Google, i social e le recensioni. Il sito web rappresenta il cuore della presenza digitale: deve essere chiaro, aggiornato, facile da navigare, ottimizzato per dispositivi mobili e ben indicizzato sui motori di ricerca. Un sito ben fatto comunica affidabilità, mostra le competenze dello studio e offre la possibilità di prenotare facilmente una visita. L’ottimizzazione SEO è fondamentale: includere parole chiave come “dentista a [nome città]”, “igiene dentale” o “sbiancamento professionale” aiuta a farsi trovare da chi cerca servizi specifici nella zona.


I social media permettono di creare un dialogo diretto e informale con i pazienti. Instagram e Facebook sono ideali per pubblicare foto dello staff, raccontare le giornate nello studio, mostrare il prima e dopo di alcuni trattamenti (sempre con il consenso del paziente) e condividere consigli sulla salute orale. Le stories e i reel sono perfetti per video brevi che spiegano procedure comuni in modo rassicurante o che sfatano paure legate al dentista. Le recensioni online, soprattutto su Google, hanno un impatto enorme sulla reputazione: uno studio con decine di recensioni positive e risposte curate trasmette fiducia e professionalità. Anche il blog può essere uno strumento prezioso, utile per educare i pazienti, migliorare la SEO e distinguersi come punto di riferimento nella prevenzione e cura dentale.
Infine, strumenti come Google Ads e le campagne sponsorizzate su Facebook e Instagram consentono di raggiungere un pubblico mirato, selezionando età, interessi e area geografica, promuovendo ad esempio trattamenti ortodontici o pacchetti di igiene a prezzo agevolato. L’email marketing può essere utilizzato per inviare promemoria automatici, richiami periodici e newsletter informative. Analizzando i dati di traffico, interazioni e conversioni, è possibile capire cosa funziona e ottimizzare la strategia. Il digital marketing non è quindi solo una vetrina, ma uno strumento attivo per costruire fiducia, aumentare la visibilità e, concretamente, portare nuovi pazienti nello studio.

Fonte: dentaltix.com
E’ online il 55esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come sta cambiando il mercato odontoiatrico?”.

La salute dentale non va in vacanza, anzi è proprio durante la stagione estiva che i nostri denti potrebbero soffrire maggiormente se non prestiamo loro le opportune attenzioni.
Durante le vacanze estive siamo naturalmente portati ad “allentare la presa” sulla nostra vita, sia dal punto di vista dei ritmi, che dalla disciplina con la quale organizziamo la nostra quotidianità. Di conseguenza anche la cura dentale e le accortezze che prestiamo al nostro sorriso durante il resto dell’anno potrebbero subire degli allentamenti.

Nonostante la disconnessione e il relax, prendersi cura dei denti in estate non è una missione impossibile. Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a prenderti cura della tua salute dentale durante il periodo più caldo dell’anno.
Porta sempre con te uno spazzolino da denti
Rendi lo spazzolino da denti un accessorio fondamentale del tuo kit estivo: asciugamano, occhiali da sole e spazzolino da denti. In estate sappiamo quando usciamo di casa ma non quando rientriamo, quindi se lo avrai sempre con te, potrai lavarti i denti ogni volta che ne avrai bisogno in qualsiasi bagno.
Dedica un giorno alla settimana al controllo della tua salute orale
Ti consigliamo di dedicare un giorno alla settimana a un controllo approfondito della tua igiene orale, che comprenda collutorio e filo interdentale. Il filo interdentale è consigliato tutti i giorni, ma sappiamo che in estate può essere più complicato, quindi è importante rispettare questo controllo esaustivo un giorno alla settimana, per non trascurare completamente l’igiene dei denti durante l’estate.
Bevi acqua: una buona idratazione aiuta i denti
L’idratazione è essenziale nei mesi più caldi dell’anno e tutto il nostro organismo ha bisogno di una buona razione di acqua per poter funzionare in modo ottimale. Anche la nostra bocca ne ha bisogno per evitare la secchezza che, oltre a essere una sensazione fastidiosa, può danneggiare le gengive.
Ci sono bevande che non sono consigliabili per i nostri denti, come il tè, il caffè o il vino, che possono macchiare lo smalto, o altre come le bevande alcoliche o zuccherate, che sono estremamente dannose per il nostro sorriso.

Mangia frutta e verdura: fanno bene alla bocca
L’estate è il periodo dell’anno in cui abbiamo più voglia di mangiare frutta e verdura fresche e leggere per placare il caldo e, in più, sono benefiche per la nostra salute orale. La frutta e la verdura, in generale, fanno molto bene alle nostre gengive e alla nostra salute in generale. Ci sono frutti, come il melone o il cocomero che, essendo ricchi di acqua, sono ottimi per mantenere la bocca idratata, e altri, come le mele, che possono aiutarci a pulire i denti in caso di necessità.
Evitare l’esposizione prolungata al cloro
L’ultimo consiglio per curare e proteggere i denti quest’estate è probabilmente il più sconosciuto: fai attenzione al cloro, può essere dannoso per i denti.
Il cloro è un prodotto chimico che viene aggiunto all’acqua per proteggerci dalle infezioni, ma può danneggiare la nostra pelle o i nostri denti. Il cloro, ad esempio, provoca il cosiddetto tartaro del nuotatore, una reazione sotto forma di macchie giallastre o brunastre sui denti che di solito compaiono sui denti anteriori. La soluzione è sciacquare accuratamente la bocca dopo ogni nuotata e non esporsi al cloro per periodi troppo lunghi.

Il sorriso è un potente strumento di comunicazione e un riflesso della nostra salute e benessere. Quando sorridiamo, trasmettiamo gioia, fiducia e apertura agli altri. Ma cosa succede quando qualcuno non è felice del proprio sorriso a causa di problemi dentali? Questo è un argomento che sta emergendo sempre di più in campo odontoiatrico: la psicologia del sorriso e come l’aspetto dei denti influisce sulla salute mentale e sull’autostima.

L’aspetto dei denti e la percezione di sé
I denti sono più di semplici strumenti per masticare il cibo. Sono un componente cruciale dell’aspetto estetico di una persona. Quando i denti sono sani, bianchi e allineati, contribuiscono a un sorriso luminoso e attraente. D’altra parte, problemi come la carie, i denti mancanti o il colore giallo possono influire negativamente sull’aspetto del sorriso e sulla percezione di sé.
Studi psicologici hanno dimostrato che l’aspetto dei denti può avere un impatto significativo sull’autostima di una persona. Le persone che non sono soddisfatte del proprio sorriso tendono a evitare di sorridere in pubblico o di mostrare i propri denti. Questo comportamento può portare a una diminuzione della fiducia in se stessi e a una minore interazione sociale. Inoltre, questa mancanza di sicurezza in se stessi, può estendersi anche ad altri aspetti della vita, come le relazioni personali e la carriera professionale.
Il ruolo dei dentisti nel migliorare la salute mentale

I dentisti non sono solo professionisti della salute dentale ma anche importanti attori nella promozione del benessere psicologico dei loro pazienti. Essi possono svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone a migliorare la percezione di sé attraverso interventi estetici e terapie personalizzate.
Odontoiatria estetica: I trattamenti odontoiatrici estetici, come lo sbiancamento dei denti, la correzione dell’allineamento dentale e la posa di faccette dentali, possono trasformare radicalmente il sorriso di una persona. Questi interventi non solo migliorano l’aspetto fisico, ma spesso aumentano anche la fiducia in se stessi dei pazienti.
I pazienti che non sono soddisfatti del proprio sorriso potrebbero beneficiare di consulenze psicologiche. I dentisti, in particolari casi, possono collaborare con psicologi o terapisti per affrontare il problema.
Il sorriso è un elemento essenziale della nostra vita quotidiana. I dentisti hanno la responsabilità non solo di preservare la salute dentale dei loro pazienti, ma anche di contribuire al loro benessere psicologico. Se hai problemi dentali che influiscono sulla tua autostima, non esitare a consultare il tuo dentista. La tua salute mentale potrebbe trarre beneficio da un sorriso radioso e da un nuovo senso di fiducia in te stesso.
Quando si parla di violenza sulle donne, si pensa spesso a medici, psicologi e forze dell’ordine come principali punti di riferimento per intercettare e supportare le vittime. Anche il dentista però, per la sua vicinanza e il suo sguardo attento, può giocare un ruolo cruciale in questa battaglia.
La Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente nazionale ANDI – Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di sensibilizzare e formare i professionisti dentisti e odontoiatri affinché possano riconoscere i segnali di violenza contro le donne e intervenire nel modo più appropriato.

Dentisti e odontoiatri, infatti, possono svolgere un ruolo cruciale nel rilevare casi di violenza sulle donne grazie alla loro posizione particolarmente indicata per notare segni fisici che potrebbero indicare abusi, traumi ripetuti, fratture e lesioni alla mascella, alle ossa del viso, ai denti o ai tessuti molli della bocca e, adeguatamente formati, potrebbero intercettare e agire tempestivamente per impedire tragici epiloghi. Inoltre, al fine di dare supporto alle donne vittime di violenza, il Dipartimento per le pari opportunità metterà in rete dentisti ed odontoiatri con i servizi di supporto alle vittime, come il numero di pubblica utilità 1522 e i CAV (Centri Anti Violenza).

Nei casi di violenza cogliere i segnali, intercettarli tempestivamente, può essere essenziale per salvare una vita. In questa battaglia quindi è molto importante il coinvolgimento delle professionalità che più facilmente possono entrare in contatto con le vittime, sia per svolgere un’opera di sensibilizzazione, sia per accorgersi di situazioni che sono la spia di qualcosa che non va – dichiara la Ministra Roccella -. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione degli operatori, e il protocollo con l’associazione dei dentisti va esattamente in questa direzione. Sapere come approcciarsi alle donne vittime di violenza può essere determinante per spezzare il ciclo prima dell’irreparabile.

Questo Protocollo rappresenta la sintesi del percorso che l’Associazione nazionale dentisti italiani ha intrapreso da tempo, nella ferma convinzione dell’impegno degli odontoiatri associati ANDI a tutela della persona e a conferma della sensibilità dell’Associazione verso un tema così importante e delicato – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale ANDI – Siamo onorati del lavoro di squadra svolto con la Ministra Roccella e che vedrà gli oltre 28.000 odontoiatri ANDI impegnati nel promuovere, sostenere e sensibilizzare i termini sanciti dal documento sottoscritto, per sviluppare una rete di supporto che favorisca il contatto tra le vittime, i servizi sociali e il numero di pubblica utilità 1522.
Fonte: andi.it
E’ online il 52esimo numero gratuito della nostra rivista: “La Cartella Clinica Visiva: uno strumento di marketing odontoiatrico”.

E’ online il 51esimo numero gratuito della nostra rivista: “Report eventi 2024”.

Grazie alla continua evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, le sue applicazioni si stanno estendendo a moltissimi settori, compreso quello dei meeting e degli eventi. Vediamo nel dettaglio.
Qual è l’impatto che l’IA sta avendo su questo settore?
I sistemi di intelligenza artificiale (tra cui ad esempio i chatbot, gli assistenti virtuali e le tecnologie ad attivazione vocale) stanno rivoluzionando il modo in cui gli organizzatori di eventi raccolgono dati e coinvolgono il pubblico.
Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e del machine learning, anche i team che lavorano su eventi di piccole e medie dimensioni possono accedere a potenti intuizioni sulla pianificazione degli eventi stessi e sulle ricerche di mercato, non solo le grandi multinazionali.
L’intero settore sta iniziando a capire quanto l’intelligenza artificiale possa essere preziosa per la pianificazione degli eventi che, da qui in avanti, diventerà sempre più popolare.

Cosa può fare l’AI per gli eventi virtuali?
Con l’aumento del numero di eventi virtuali e digitali organizzati ogni anno, i partecipanti si aspettano esperienze sempre più sorprendenti e interessanti. I professionisti degli eventi potranno quindi usare l’intelligenza artificiale per creare eventi più coinvolgenti e visivamente attraenti.
L’intelligenza artificiale contemporanea consente di creare ambienti virtuali immersivi in cui le persone possono incontrarsi a distanza e interagire tra loro virtualmente, rendendo l’esperienza molto più coinvolgente di quanto potrebbe essere altrimenti. Inoltre, le capacità di apprendimento ed evoluzione dell’IA consentiranno agli organizzatori di eventi di analizzare le interazioni e individuare le best practice sulla base di enormi quantità di dati per rendere le esperienze più personalizzate.
Capiamo quindi che l’intelligenza artificiale è una parte importante nel processo di miglioramento dell’esperienza dell’utente, che aiuta a sviluppare modi per offrire in modo più facile ciò che cercano i partecipanti.
L’organizzazione di eventi è un’attività talvolta complessa e spesso gran parte del lavoro consiste nel cercare di capire cosa si aspettano i partecipanti da un evento.
Più dati hanno gli organizzatori sulle preferenze e le necessità specifiche del loro settore, meglio possono creare eventi che soddisfino questi criteri. I partecipanti avranno la possibilità di usare i canali offerti dall’AI per comunicare più direttamente con gli organizzatori di eventi su ciò che desiderano, il che può indubbiamente portare a risultati migliori per ambo le parti.

Marketing degli eventi con l’AI
Con il progredire della tecnologia in questione, l’Intelligenza Artificiale svolgerà un ruolo sempre più importante anche nel marketing digitale e nei social media per gli organizzatori di eventi. Quali sono i vantaggi principali che apporterà nel settore?
Per concludere affermiamo, dunque, che gli organizzatori di eventi dovranno sempre continuare a informarsi sugli strumenti a loro disposizione, in modo da poter sfruttare a pieno le capacità offerte dall’Intelligenza Artificiale e affrontare il futuro restando sempre aggiornati sull’evolversi delle tecnologie digitali contemporanee.
Fonte: www.blog.smarteventi.it/come-lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-il-mondo-degli-eventi