Il grande insegnamento dei cambiamenti portati dalla digital transformation è che oggi nessun business è immune dalla discontinuità e nessuna azienda può avere diritto alla longevità se non si reinventa.
LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: Perchè è necessaria?

I modelli di business digitali sono oramai numerosi ma per comprenderli al meglio, è bene osservare il punto di partenza della loro evoluzione, che solitamente li accomuna.

Si tratta dell’individuazione della consumer friction, ovvero l’area di insoddisfazione dell’utente finale. Suonerà strano parlare di insoddisfazione ma questa risulta essere la chiave per superare e sbaragliare i concorrenti.

Facciamo un esempio

Azienda: Uber
Uber, prima di lanciarsi sul mercato ha studiato attentamente cosa recava insoddisfazione ai clienti finali. Scopriva così che i motivi che più allontanavano i consumatori a chiamare un taxi erano: l’attesa, la poca trasparenza sul traggitto scelto per arrivare a destinazione e il costo elevato. Quello che ha fatto di seguito già lo sappiamo, ma per inciso ha iniziato ad offrire un servizio risolutorio tramite una piattaforma digitale che rispondesse all’esigenza dei clienti e, perchè no, di coloro che dispongono di un’autovettura e di tempo libero.

Uber ha così stravolto il business della mobilità, al solo prezzo di un app digitale.

Porre attenzione al consumatore (al cliente) è quindi la base di ogni strategia vincente, soprattutto quando si parla di evoluzione. Di fatto, è necessario innamorarsi del problema del consumatore, farlo proprio e pensare/agire come farebbe lui per risolverlo. Poi la fase più importante: la creazione della soluzione, meglio se non già reperibile sul mercato.

Parliamo quindi di digitalizzazione poichè è la strada più corretta per creare risposte a problemi che sono fisicamente difficili da risolvere, o quanto meno richiedono tempo e spazi più importanti. Attraverso il mondo della tecnologia invece è possibile abbattere i muri più imponenti, quelli che ostacolano l’evoluzione, e trovare escamotage innovativi, efficenti e al passo con i competitors.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: Perchè è necessaria?
COME DIGITALIZZARE UN’AZIENDA not digital native
L’evoluzione verso la digitalizzazione appare più semplice per tutte le realtà già nate su di essa ma è sorprendente quanto un business tradizionale possa evolversi con successo se è in grado di trasformarsi tempestivamente. Scopriamo come può farlo.

Molte aziende tradizionali sottovalutano ampiamente quanti asset hanno rispetto ad una start up (ad es. risorse, marchi già noti e una rete di consumatori già consolidata).

Di fatto la loro trasformazione digital, se eseguita ad hoc, è molto più potente di quella di una realtà digital native ai suoi albori. Spesso però queste non sono disposte a cambiare ed evolvere il proprio modo di lavorare: il loro business model.

Ma perchè è necessaria l’evoluzione digitale?

Pensiamo al commercio: anni fa pensando all’acquisto di un televisore, si immaginava un luogo fisico, un negozio o un centro commerciale di città, oggi invece i negozi offline (quelli appunto fisici) vengono sorpassati da quelli online (gli e-commerce) che a loro volta, soprattutto nei paesi orientali, stanno subendo l’avanzare degli c-commerce (collaborative commerce), il nuovo modo di acquistare, semplicemente ‘ordinando’ ai propri dispositivi digitali cosa si desidera.

Come? Parlando! Dialogando con questi come se fossero dei commessi, suggerendo cosa si vuole acquistare e dando l’”ok” alla transazione.

Futurismo? Assolutamente no. E’ la tecnologia evoluta a disposizione dell’uomo, che nel giro di poco tempo, quello per abituarsi, farà sua anche questa modalità di gestire le proprie spese.

Facciamo un esempio di azienda tradizionale che credendo a tutto ciò, ha ottenuto risultati sbalorditivi.

Azienda: McDonald’s

Pensare a McDonald’s è pensare a qualcosa di fisico, come a delle patatine calde ed un hamburger. Nonostante ciò l’azienda ha deciso di stare al passo con l’evoluzione e di tuffarsi nel mondo della digitalizzazione. Si è così affidata all’artificial intelligence.

Come? Acquistando una piccola azienda degli Stati Uniti di intelligenza artificiale che ha lavorato e definito degli algoritmi che, in tempo reale, migliorano e personalizzano l’offerta dei McDrive e dei menù a seconda di variabili varie. Quali? Il traffico della città, le condizioni metereologiche o il giorno della settimana, proponendo così la scelta più adatta al preciso momento. Certo sembra assurdo che il traffico possa influire su ciò che desideriamo a pranzo o a cena, ma i dati lo confermano e non lasciano dubbi! Sensazionali sono inoltre i risultati, che vedono un sostanziale aumento del fatturato dei McDrive.

I colossi online hanno quindi compreso che è necessario concentrare l’attenzione sul beneficio dei servizi offerti al consumatore, oltre chè al prodotto in sè.

La trasformazione digital migliora quindi l’esperienza del consumatore e così aumenta il bacino dei clienti che, soddisfatti e svincolati da difficoltà legate a vecchi schemi, divengono promotori della crescita della rete sociale dell’azienda.

Non va poi dimenticato che più un’azienda è digitalizzata, maggiori sono i dati a cui ha accesso, dati che permettono di studiare nel dettaglio la risposta ottenuta e migliorare la propria offerta sempre più (parliamo di Big data, ovvero migliaia di milioni di data che necessitano algoritmi e tecniche di analisi adatte per leggerli e utilizzarli).

Di fatto, unito l’utilizzo dei dati con delle analisi su di essi, possiamo parlare di predictic analytics: si analizza il presente per predire il futuro.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: Perchè è necessaria?

Un metodo sensazionale per limitare i fallimenti e offrire servizi/prodotti sempre più in linea con le esigenze dei consumatori.

L’innovazione digital influenza quindi tutti i campi d’azione delle aziende di oggi. Il web e gli strumenti digitali stanno rivoluzionando il modo di fare business e ciò influenza sia l’interno che l’esterno delle realtà aziendali.

Parola d’ordine: CREATIVITA’

 

Saranno i format più creativi ed innovativi quelli con maggior successo tra i prossimi eventi. Sia quelli che prenderanno forma nel web, sia quelli in aula. La Meeting Industry deve riprendere i suoi ritmi ferrati, possiamo già decretarla una conditio sine qua non, e i suoi attori dovranno farlo sferrando le armi vincenti dell’interattività e del coinvolgimento, caratteristiche sempre più contese. 

Non solo massima attenzione ai protocolli di sicurezza per la tutela di tutti i soggetti coinvolti, ma un’attenzione ancora più profonda agli aspetti che possono differenziare un evento dall’altro. Come sempre una selezione di specie che in questo caso fa vincere chi osa nel modo giusto, superando limiti e format arrugginiti.

MEETING INDUSTRY
 
EVOLUZIONE  E ANTICIPO DEI TREND:
il post Covid-19 vuole originalità.

 

La Meeting Industry ha subito una forte crisi ed ora si richiede a gran voce una vera e propria rinascita di settore. E’ quindi fondamentale uno sforzo comune di profonda fiducia nei confronti dei protagonisti che solitamente stanno “dietro le quinte” e che in questo primo semestre 2020 hanno dovuto assistere al crollo delle loro certezze.

Sono loro infatti che hanno saputo ricrearsi e riadattarsi ai nuovi scenari, sferrando la loro più innata originalità. Ed ora, che le porte della Meeting Industry hanno riaperto avranno ancor di più l’onere di offrire i servizi di sempre con vesti nuove.

 

La crisi, a prescindere dalla sua natura, è occasione di rinnovamento e per la meeting Industry è sicuramente stato madre di nuove formulazioni ibride.

Il ciclo evolutivo degli eventi ha quindi superato un altro scaglione e ora si parla di nuovi trend.

MEETING INDUSTRY

 

Ogni evento potrà quindi assumere sia le sue vesti tradizionali sia vestirsi di una nuova realtà virtuale creata su misura. Avatar personalizzati, meeting videogames e design innovativi saranno solo alcuni tra gli strumenti protagonisti del futuro della Meeting Industry.

Il rebranding è il termine usato per indicare lo strategico processo di cambiamento della brand identity aziendale, che cerca di modificare positivamente la percezione dei consumatori.

Rebranding significa dare vita a un cambio evolutivo, rivoluzionario, capace di dare nuova vita.

Di fatto è il fratello maggiore del (personal) branding che rappresenta l’arte di promuovere se stessi. Fare branding significa attuare la strategia vincente per “vendere” al meglio il proprio brand e di conseguenza, fare rebranding rappresenta lo step successivo, quello che consente di raffinare e rendere vincente il proprio modo di proporsi ai consumatori.

Quali sono le principali azioni di rebranding?

  • Dare un nuovo nome alla propria azienda
  • Modificare la linea di design aziendale
  • Cambiare o modificare il logo
  • Modificare la tipologia di comunicazione

Quali sono i principali vantaggi del rebranding?

  • Modificare la percezione dell’azienda e il suo posizionamento
  • Rendere il proprio brand più interessante
  • Rinnovare l’immagine aziendale
  • Rispondere ad una situazione di crisi dove la reputazione ha riscosso opinioni negative

 

Oggi più di un tempo è quindi indispensabile credere e investire sul rebranding, sfruttando tutte le risorse a disposizione per diffondere il proprio rinnovamento. Inoltre investendo sul rebranding si può trasmettere il proprio impegno verso un rinnovamento costante e la propria volontà di stare al passo con i tempi.

Come possiamo comunicare il rinnovo del nostro brand?

Man forte giunge dal mondo dei social che, da pionieri della comunicazione, risultando un vero e proprio mezzo per diffondere le informazioni ed effettuare le indagini di mercato del caso, indispensabili per comprendere se il rinnovamento viene apprezzato dal proprio pubblico o meno.

Ogni elemento di advertising potrà poi raccontare l’evoluzione messa in atto: il logo, il sito web, il packaging dei propri prodotti, le locandine, le brochure e la cartellonistica.

Come possiamo rendere le azioni di rebranding funzionali?

Per prima cosa si dovrà creare una forte connessione emotiva. Come sempre, le emozioni creano un legame profondo tra azienda e cliente che, se affezionato ai valori e alla filosofia aziendale, difficilmente si affida ai competitors, anche se più vantaggiosi.

Inoltre è importante ricordare che è fondamentale affidarsi a specialisti competenti, in grado di analizzare in modo approfondito il proprio bacino di utenti, per poter attuare i rinnovamenti più adeguati.


Questo, l’aspetto decisivo per la buona riuscita delle attività si rebranding.

Se la strategia non è stata studiata a dovere si possono commettere gravi errori, riconducibili a veri e propri danni di immagine.

 

“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite” – Alvin Toffler