Comunicare attraverso gli oggetti è diventato uno dei metodi più utilizzati dalle aziende per le proprie azioni di marketing o campagne di comunicazione.
Il Gadget è una forma di comunicazione diretta che raggiunge in poco tempo l’obbiettivo per cui è stato creato e permette allo stesso tempo la fidelizzazione del cliente.
È una forma di comunicazione non verbale, infatti nel momento in cui lo riceviamo le prime domande che ci si pone è: Perché l’azienda me lo ha donato? Cosa posso fare per ringraziare? Cosa significa?
Senza volere, pertanto, si sta già creando un’interazione con il brand.
Lo scopo del gadget è proprio trasmettere un messaggio comunicativo attraverso il regalo.
Il PTO:
I gadget sono definiti PTO (pubblicità tramite oggetto) e si possono dividere in:
- Oggetti utilizzati tutti i giorni: permettono di raggiungere un pubblico elevato con un costo basso
- Prodotti di cancelleria: fungono da promemoria (block notes, penne, agende…)
- Magneti personalizzati
- Qualsiasi oggetto di uso comune
Potremmo riassumere il tutto con un semplice meccanismo win-to-win, in cui tutti vincono: l’azienda cattura l’attenzione e la fiducia del consumatore, che si vede premiato, diventando a tutti gli effetti il primo “ambasciatore” di questa azienda attraverso il potere del passaparola.

GLI OBBIETTIVI E GLI ERRORI DA EVITARE:
Puntare su un oggetto per raccontare il proprio brand o per promuovere un nuovo servizio o prodotto è funzionale per diversi aspetti:
- Creare Engagement: crea nell’utilizzatore un senso di coinvolgimento e di interazione sia con il gadget in sè che con il logo che lo identifica
- Rappresentare il cambiamento dell’azienda: un oggetto alla moda, permette di far capire al cliente quanto il brand sia in grado di seguire l’evoluzione del mercato
- Costruire e mantenere la fiducia: offrire un gadget annualmente in occasione di fiere o meeting crea nel cliente l’attesa
Dopo aver definito quali sono gli obbiettivi da seguire o ricercare per comunicare nel migliore dei modi, vediamo anche quali sono gli errori più comuni da evitare:
- Voler stupire a ogni costo
- Non deve essere volgare
- Non deve essere eccentrico
- Non deve essere di scarsa qualità: se lo fosse passerebbe un messaggio di poca stabilità dell’azienda
IN CONCLUSIONE:
Si può, quindi, affermare che grazie alle ampie possibilità di personalizzazione, il gadget conferisce all’azienda una grande visibilità, permettendo di ottenere un’adeguata brand awareness che nella maggior parte dei casi comporterà l’azione finale ovvero l’acquisto.
Infinite sono le possibilità di scelta di un gadget aziendale, ma quel che conta infatti non è in fin dei conti nè la dimensione nè il valore dell’oggetto ma bensì la percezione complessiva del destinatario finale, ovvero ricevere gratuitamente un gadget, dà a chi lo riceve la sensazione di essere stato “premiato”, portandolo ad avvicinarsi sempre di più verso quell’ azienda che non conosceva, stimolandolo a capirla meglio.




Fonti: https://www.europence.com/comunicare-con-un-gadget/
https://www.gestalteventi.it/blog/comunicare-e-promuovere-tramite-oggetto-brandizzato/



