Una volta arrivate le vacanze, tra bagagli da preparare e itinerari da pianificare, la salute del nostro sorriso passa in secondo piano.

Durante le vacanze solitamente la nostra routine cambia, si mangia fuori orario, ci si concede qualche aperitivo o gelato in più e tutto questo può mettere a dura prova la salute della nostra bocca.

Per evitare che un improvviso mal di denti rovini la tua serenità ecco una guida per mantenere denti e gengive sani anche in vacanza.

IL KIT DEL SORRISO 

Prima di chiudere la valigia, assicurati di avere tutto il necessario per una corretta igiene orale:

  • Spazzolino compatto: uno spazzolino da viaggio pieghevole o con custodia protettiva è l’ideale.
  • Dentifricio in formato da viaggio: tubetti da 50 o 75 ml sono perfetti nel caso in cui dovessi prendere l’aereo
  • Filo interdentale o scovolino: indispensabile fuori casa quando non si ha la possibilità di lavarsi i denti
  • Mini collutorio: essenziale per avere quella sensazione di freschezza anche in vacanza

LE REGOLE DA RISPETTARE 

Dopo aver preparato il kit perfetto non resta che partire, ma in viaggio rimangono alcune semplici regole da seguire per evitare una visita dal dentista o spiacevoli inconvenienti durante la vacanza:

  • Mantieni la routine, anche se cambiano gli orari: cerca comunque di lavare i denti almeno 2 volte al giorno, mattina e sera
  • Attenzione a zuccheri e bevande acide: gelati, bibite e cocktail sono molto zuccherini, quindi se possibile usa una cannuccia quando bevi per evitare il contatto diretto del liquido sullo smalto, inoltre, evita di lavare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande molto acide perché lo smalto risulta più fragile
  • Attenzione all’acqua che si beve: all’ estero  in alcuni Paesi è consigliabile bere acqua direttamente dalla bottiglia, pertanto anche lavarsi i denti con quest’ultima risulta essenziale
  • Proteggi i denti durante le attività sportive
  • Prepara un piccolo kit di emergenza: un mal di denti improvviso o un piccolo incidente (come un dente scheggiato) possono rovinare la vacanza, pertanto può essere utile portare con sé un analgesico o il contatto del proprio dentista di fiducia in casi di elevata emergenza
  • In casi di viaggi lunghi, pianifica un controllo prima di partire: prenota una visita di controllo o una pulizia dei denti un paio di settimane prima della partenza, il tuo dentista potrà individuare eventuali carie iniziali o problemi alle gengive prima che si facciano sentire nei momenti meno opportuni

IN CONCLUSIONE 

Prendersi cura dei propri denti in vacanza non è difficile, basta portare con sé gli strumenti giusti, mantenere un’igiene orale regolare e prestare un po’ di attenzione a cibi e bevande che solitamente non sono caratterizzanti della nostra dieta. Piccoli accorgimenti che ti permettono di goderti le meritate vacanze.

Buon viaggio e buon sorriso.

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 62

E’ online il 62esimo numero gratuito della nostra rivista: “La formazione ECM”.

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 61

E’ online il 61esimo numero gratuito della nostra rivista: “La corretta igiene orale”.

INTRODUZIONE 

L’igiene orale ci aiuta a prevenire diverse patologie e problematiche legate al cavo orale, infatti se i nostri denti non sono ben puliti, si rischia di andare incontro a carie, infezioni gengivali e in casi estremi si potrebbe incorrere nella perdita totale dei denti. Quindi tramite una corretta igiene orale teniamo lontani i batteri e garantiamo una migliore salute ai nostri denti e alla nostra bocca.

Un’igiene preventiva giornaliera, che include l’uso dello spazzolino, del filo interdentale e del collutorio, aiuta a tenere sotto controllo i problemi dentali prima che questi peggiorino.

6 CONSIGLI PER UNA CORRETTA IGIENE ORALE 

La quotidiana igiene orale è fondamentale per la salute di denti e cavo orale e il solo lavare i denti spesso non è sufficiente, scopriamo insieme i 6 consigli per mantenere una corretta igiene dentale:

  1. Lavare i denti almeno due volte al giorno: questo ci permette di impedire l’accumularsi della placca, in questi casi è importante raggiungere tutte le aree della bocca e non spazzolare aggressivamente perché si potrebbero andare ad irritare le gengive.
  2. Trovare il giusto spazzolino: per scegliere lo spazzolino adatto, questo deve avere almeno uno di questi elementi: setole morbide per pulire i denti senza danneggiare le gengive  e testina piccola per raggiungere facilmente ogni area della bocca
  3. Sostituire lo spazzolino con regolarità: generalmente andrebbe cambiato ogni 3/4 mesi, ma se le setole non sono più dritte e cominciano a separarsi, è bene sostituirlo prima del tempo previsto
  4. Fare attenzione all’alimentazione: se si ha una dieta ricca di zuccheri, quest’ultima può influire in modo negativo nella nostra salute orale, pertanto sarebbe meglio non eccedere nella consumazione di snack e merendine confezionate e bevande gassate o zuccherate
  5. Usare il filo interdentale: non sempre lo spazzolino consente di raggiungere tutti gli spazi all’ interno della bocca, pertanto bisogna avvalersi del filo interdentale
  6. Regolari visite di controllo dal dentista: è importante fissare un appuntamento dal dentista almeno una volta all’anno, durante il controllo verranno controllati lo stato di salute di denti, bocca e gengive e nel caso, identificati e trattati rapidamente eventuali problematiche

ERRORI DA EVITARE 

Come detto in precedenza, spazzolare semplicemente i denti non basta e non garantisce di liberarsi la bocca dai batteri, ma vi sono altri errori comuni che la gente compie giornalmente:

  • Non spazzolare abbastanza a lungo: il consiglio solitamente è di lavarsi i denti per almeno due minuti per due volte al giorno
  • Usare un dentifricio sbagliato: bisognerebbe assicurarsi che quest’ultimo contenga il fluoro, per gli adulti la quantità è tra 1.350 e 1.500 unità per milione, quest’ultimo è fondamentale per evitare la creazione di carie
  • Spazzolare al momento sbagliato: la pulizia notturna è la più indicata
  • Spazzolare troppo forte: questo potrebbe causare l’usura dei denti e portare alla recessione gengivale
  • Usare lo spazzolino sbagliato: lo spazzolino elettrico permette di raggiungere meglio tutta la bocca, ma anche le dimensioni dello spazzolino e la forma delle setole sono importanti.
  • Usare uno spazzolino o una testina vecchi: se sono consumati non permettono di avere una pulizia efficace
  • Usare il filo interdentale solo nella parte anteriore dei denti o non usarlo usarlo proprio
  • Sostituire il filo interdentale con il collutorio

IN CONCLUSIONE:

I Consigli sull’igiene orale possono differire da persona a persona in quanto dipendono da una serie di fattori relativi all’individuo (come il suo stile di vita, la genetica e l’attuale salute orale). È meglio vedere regolarmente un igienista dentale che sarà in grado di fornirti consigli su misura per la tua igiene orale a casa.

Fonte: https://www.humanitas.it/news/i-consigli-per-ligiene-orale-quotidiana/https://www.riceputi.it/9-errori-comuni-nella-pulizia-dei-denti/https://www.centridentisticiprimo.it/igiene-orale-3-regole-per-avere-una-bocca-sana/

Le festività natalizie sono sinonimo di cene abbondanti, dolci deliziosi e momenti di convivialità. Tuttavia, tra brindisi e panettoni, è facile dimenticare quanto alcune abitudini alimentari possano influire sulla salute dei denti. Mantenere un sorriso sano durante le feste non significa rinunciare ai piaceri della tavola, ma adottare accorgimenti che aiutino a prevenire problemi come carie e sensibilità dentale.

Vediamo i più comuni pericoli per i denti durante le feste:
1. Dolci e zuccheri: Torrone, panettone, pandoro e cioccolato sono i protagonisti indiscussi del Natale. Tuttavia, gli zuccheri contenuti in questi alimenti nutrono i batteri presenti nella bocca, favorendo la formazione di acidi che possono attaccare lo smalto dei denti e causare carie.
2. Bevande alcoliche e zuccherate: Vino, spumante, liquori e bibite gassate sono un’altra insidia per la salute orale. Queste bevande non solo sono ricche di zuccheri, ma il loro pH acido può erodere lo smalto dentale, aumentando il rischio di sensibilità e carie.
3. Snack appiccicosi: I dolci gommosi e caramellati, come le caramelle o i torroncini morbidi, tendono a rimanere attaccati ai denti per molto tempo, prolungando l’esposizione agli zuccheri.
4. Cambiamenti di routine: Durante le vacanze, si tende a trascurare le buone abitudini, come lavarsi i denti dopo ogni pasto. La mancanza di costanza può aggravare i danni causati dagli alimenti consumati.

Consigli per proteggere i denti a Natale

1. Non rinunciare, ma scegli con cura
Non è necessario rinunciare ai dolci natalizi, ma è importante consumarli con moderazione e, preferibilmente, durante i pasti principali. Questo riduce il tempo di esposizione degli zuccheri ai denti, poiché la produzione di saliva aumenta durante i pasti, aiutando a neutralizzare gli acidi.
2. Idratazione costante
Bere acqua durante e dopo i pasti è fondamentale per mantenere la bocca pulita e ridurre l’effetto degli acidi. L’acqua aiuta anche a prevenire la secchezza della bocca, una condizione che può favorire la proliferazione di batteri nocivi.
3. Masticare gomme senza zucchero
Se non è possibile lavarsi i denti subito dopo i pasti, una gomma senza zucchero può essere un valido alleato. Stimola la produzione di saliva e contribuisce a rimuovere residui di cibo e zuccheri.
4. Scegliere snack alternativi
Integrare frutta fresca, frutta secca non zuccherata e verdure croccanti nei menù natalizi può offrire una soluzione più salutare per i denti. La mela, ad esempio, aiuta a “pulire” la superficie dentale e a stimolare le gengive.
5. Non trascurare l’igiene orale
Durante il periodo natalizio, è essenziale mantenere la routine di igiene orale:
• Lavarsi i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro.
• Utilizzare il filo interdentale per rimuovere i residui tra i denti.
• Risciacquare la bocca con un collutorio specifico.

6. Attenzione ai denti sensibili
Se soffri di sensibilità dentale, limita il consumo di cibi e bevande molto caldi o freddi. Puoi inoltre utilizzare dentifrici specifici per alleviare il problema e proteggere lo smalto.

Natale è il momento perfetto per dedicarti alla cura del tuo sorriso. Un controllo dal dentista prima o dopo le feste è un’ottima idea per assicurarti che la tua salute orale sia al massimo. Il dentista può individuare eventuali problemi e consigliare trattamenti preventivi, come la fluoroprofilassi.
Natale a tavola può essere un’esperienza straordinaria senza compromettere la salute dei denti. Con piccoli accorgimenti e una buona dose di consapevolezza, è possibile godersi i piaceri della festa mantenendo il sorriso smagliante. Dopotutto, un sorriso sano è uno dei regali più belli che possiamo fare a noi stessi!

La sensibilità dentale è un problema comune che colpisce molte persone, causando dolore o fastidio acuto e improvviso ai denti in risposta a stimoli come cibi caldi, freddi, dolci o acidi, o anche semplicemente all’aria fredda. Questo tipo di sensibilità si verifica quando lo strato di smalto dei denti si erode, esponendo la dentina, una parte del dente ricca di tubuli microscopici che conducono ai nervi. Quando questi tubuli sono esposti, i nervi diventano più sensibili agli stimoli esterni, portando a un fastidio che può variare da lieve a intenso.

Cause principali della sensibilità dentale

Le cause della sensibilità dentale possono essere molteplici. Uno dei principali fattori è l’usura dello smalto, spesso dovuta a una tecnica di spazzolamento eccessivamente energica o all’uso di spazzolini con setole troppo rigide. Anche l’uso eccessivo di prodotti sbiancanti può contribuire a questo problema, poiché alcuni di questi trattamenti possono indebolire lo smalto. Un’altra causa comune è la recessione gengivale, che espone le radici dei denti privi di smalto, rendendole più vulnerabili alla sensibilità. Anche il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare i denti, può erodere lo smalto e portare alla sensibilità. Infine, anche la carie o l’usura dentale legata all’acidità (ad esempio dovuta al consumo di bevande zuccherate o acide) possono esporre la dentina e causare disagio.

Rimedi efficaci per la sensibilità dentale

Esistono diversi rimedi e accorgimenti che possono aiutare a ridurre il dolore e prevenire ulteriori danni.
1. Dentifrici specifici per denti sensibili: I dentifrici per denti sensibili contengono ingredienti come il nitrato di potassio o il fluoruro stannoso, che aiutano a bloccare i segnali di dolore dai tubuli dentinali e a rinforzare lo smalto. Usando questi prodotti regolarmente, si può notare un miglioramento della sensibilità nel giro di poche settimane.
2. Igiene orale delicata: Spazzolare i denti con un movimento delicato e utilizzare uno spazzolino con setole morbide può ridurre l’usura dello smalto e prevenire ulteriori danni alle gengive. È anche utile evitare di spazzolare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide, poiché lo smalto è più vulnerabile all’erosione.
3. Evitare cibi e bevande acide: Ridurre il consumo di cibi acidi come agrumi, bibite gassate e dolci, aiuta a proteggere lo smalto. Quando si consumano bevande acide, usare una cannuccia può ridurre il contatto con i denti.
4. Applicazioni di fluoro: Nei casi di sensibilità persistente, i dentisti possono applicare gel o vernici al fluoro direttamente sui denti per rafforzare lo smalto e ridurre la sensibilità. Questo trattamento professionale è particolarmente utile per chi ha denti molto deboli o danneggiati.
5. Uso del bite notturno: Per chi soffre di bruxismo, l’uso di un bite (una protezione dentale) durante la notte può prevenire l’erosione dello smalto e la sensibilità dentale. Questo dispositivo protegge i denti e riduce il contatto diretto che porta al loro logoramento.
6. Trattamenti professionali di sigillatura: In alcuni casi, i dentisti possono sigillare i tubuli esposti con resine specifiche per ridurre la sensibilità.

In generale, il miglior modo di prevenire la sensibilità dentale è adottare una routine di igiene orale appropriata, evitando comportamenti che possano danneggiare lo smalto e prestando attenzione a eventuali sintomi che persistono. Se il problema è frequente o causa dolori intensi, è sempre consigliabile consultare un dentista per una diagnosi e un piano di trattamento specifico.

In questo blog andremo a ripercorrere la storia dell’odontoiatria attraverso le varie curiosità, testimonianze, aneddoti lasciati dai nostri antenati. Iniziamo la nostra ricerca dai primi ritrovamenti che testimoniano segni di cure dentistiche.

È chiaro che nell’Età della Pietra, carie e ascessi erano problemi piuttosto diffusi, e i nostri antenati dovevano fare i conti con un’alimentazione ricca di piante zuccherine. La testimonianza più antica sulla storia dell’igiene orale giunta fino a noi risale a 9000 anni fa: in un villaggio neolitico nell’attuale Pakistan furono rinvenuti diversi scheletri che contenevano alcuni molari che mostrano segni di cure dentistiche e veri e propri “fori da trapano”. Questi fori erano ottenuti dall’utilizzo di “trapani manuali” realizzati in selce, nient’altro che delle punte di dimensioni ridotte (veri e propri manufatti microlitici), ne sono stati trovati diversi resti. Allo stesso periodo risalgono anche le prime testimonianze di otturazioni dentali con composti a base di cera d’api. Alcuni recenti studi hanno rilevato che le cavità presenti nei denti ritrovati erano il frutto dell’asportazione delle parti cariate. I ricercatori hanno, infatti, attestato la presenza di strie all’interno degli incavi per poi verificarne l’origine attraverso una serie di analisi.

Leggende e dentifricio

Insieme alle prime cure, si iniziano a diffondere anche le prime leggende: probabilmente intorno al 5000 a.C. nasce nella civiltà sumera la leggenda del verme dei denti, per poi diffondersi in diverse varianti in tutte le principali civiltà del mondo (India, Egitto, Giappone e Cina).

Una tavoletta babilonese del 1800 a.C. riporta una versione di questa leggenda:

“Venuto al mondo dal fango e con un grande appetito, il verme prega gli dei di dargli la grazia di abitare tra i denti e la gengiva dell’uomo, luogo di grande abbondanza di cibo e bevande; esauditagli tale richiesta, il verme si insedia nella bocca umana dove man mano scava cunicoli e caverne, generando il tormento infernale del mal di denti.”

Tra il 5000 e il 1000 a.C., oltre alle leggende, compare anche l’antenato del dentifricio sotto diverse forme: in Mesopotamia ad esempio era composto da un miscuglio di corteccia, menta e allume, un sale minerale.

Antico Egitto, Grecia e Roma

Il dentista più antico conosciuto è Hesy-Re, medico e scriba egiziano del 2600 a.C. Sulla sua tomba si legge l’incisione: “il più grande di coloro che si interessarono ai denti e di tutti i medici”. Grazie allo sviluppo della scrittura e ritrovamenti di papiri, sappiamo che gli egizi erano a conoscenza di diverse malattie dentali come gengivite, pulpite, mal di denti e anche i rispettivi metodi di guarigione. In diversi papiri vengono raccontate e illustrate molte operazioni di fratture e lussazioni della mandibola e l’utilizzo del forcipe per le estrazioni.

Per quanto riguarda l’antica Grecia, nel 400 a.C. il medico greco Ippocrate esortava a lavarsi denti e gengive ogni giorno. Oltre a lui, anche Aristotele e in seguito Celsus, scrittore medico romano, scrissero di odontoiatria e dai loro scritti sappiamo che in Grecia e a Roma si praticavano diverse cure quasi “moderne”, come l’utilizzo di filo metallico per stabilizzare i denti mobili e le fratture della mascella.

Il Medioevo fu, invece, un periodo di decadenza per la salute dentale. Infatti, non si praticava alcuna igiene orale e il mal di denti era molto diffuso soprattutto tra i nobili, la cui alimentazione era ricca di cibi dolci. Per combattere il dolore si provavano riti magici o preghiere a Sant’Apollonia (santa patrona di dentisti, igienisti dentali e odontotecnici).

Lo spazzolino da denti

La nascita dello spazzolino da denti viene collocata intorno al 1500 in Cina, dove furono creati spazzolini con setole costruite da fibre naturali (che erano però troppo morbide e si deterioravano rapidamente).

L’invenzione dello spazzolino moderno è solitamente attribuita a William Addis nel 1780. Il manico di questo nuovo strumento era costituito da osso, con dei fori che permettevano di inserire le setole (di maiale), utilizzando poi un filamento metallico per tenerle in posizione.

Nel sedicesimo secolo si rincomincia a scrivere di odontoiatria anche in Europa, ma solo nel diciottesimo secolo nascono le cure e gli strumenti moderni e si diffonderà l’igiene orale solo tra le classi abbienti, per diventare un fenomeno di massa solamente nel secolo scorso.

Fonti:

https://mydentalfamily.it/9000-anni-di-igiene-orale-tra-leggende-e-cura-dei-denti/

https://www.focus.it/cultura/storia/lintervento-ai-denti-piu-antico-del-mondo

Il rimodellamento dentale rappresenta una nuova tecnica ortodontica di carattere estetico che consiste nel sottoporre i denti a limatura per modificarne la forma o dimensioni.

La presenza di denti più larghi, più lunghi o che terminano a punta non dà luogo a particolari problemi dal punto di vista funzionale, tuttavia l’aspetto disarmonico che si crea può ingenerare imbarazzo in pazienti che vorrebbero mostrare un sorriso esteticamente più gradevole.

Per limatura, o stripping, si intende l’azione di limare una piccola quantità di smalto dentale per cambiarne la forma e affinare il dente, che però determina una riduzione dello spessore dello smalto e che quindi non è sempre consigliata dagli specialisti.

Lo stripping si realizza solitamente durante un trattamento ortodontico quando si è in presenza di denti dall’aspetto sproporzionato a livello di larghezza, denti troppo vicini (mancanza di spazio tra i denti), oppure per evitare il cosiddetto “triangolo nero” gengivale, ossia il piccolo spazio che appare tra i due incisivi superiori centrali.

La persona più indicata per consigliare o meno di effettuare questo trattamento rimane sempre il dentista.

La tecnica della limatura dei denti

Come viene eseguito il rimodellamento dei denti? Principalmente in due modi:

  • Meccanicamente (grazie ad una fresa diamantata o un disco; questa tecnica è usata soprattutto quando occorre rimuovere una notevole quantità di smalto);
  • Manualmente (utilizzando una lima e della carta abrasiva con granulometria decrescente, anche chiamata strip).

Normalmente la quantità di smalto limato è compresa tra 0,1 e 0,5 mm ma può variare a seconda delle caratteristiche e dello spessore del dente. In entrambi questi casi, comunque, si agisce sulle aree del dente dove lo smalto ha maggiore spessore. La tecnica è totalmente indolore perchè lo smalto non è innervato.

Vantaggi e svantaggi dello stripping dentale

Il rimodellamento o stripping dentale permette di ripristinare l’armonia del sorriso e di ritrovare la piena funzionalità dei denti senza dover per forza ricorrere a procedere troppo invasive. Questo procedimento può portare anche altri vantaggi, vediamo quali.

In alcuni casi, lo stripping può fare in modo di non doversi sottoporre ad un’estrazione dentaria quando si è in presenza di denti accavallati o quando non c’è spazio sufficiente sull’arcata.

È una tecnica che permette, inoltre, di ristabilire una migliore omogeneità nell’aspetto dei denti, soprattutto quando i denti frontali appaiono asimmetrici in termini di larghezza o dimensione orizzontale.

La riduzione laterale dei denti può eliminare le macchie che si sono formate per effetto dei denti mal posizionati, al termine di un trattamento ortodontico.

Quali sono gli svantaggi e i rischi dello stripping dentale?

Bisogna sempre ricordare che la limatura dentale non è una procedura completamente priva di rischi e che è irreversibile (una volta limato il dente, non sarà più possibile riportarlo alla sua forma precedente). Quando si esegue lo stripping si devono rispettare delle regole e dei protocolli rigorosi che permettono di minimizzare il rischio di complicazioni, in particolare riguardo alla quantità di smalto da eliminare.

I principali rischi e svantaggi comportati dalla limatura dentale sono:

  • Un’accresciuta sensibilità dentale al caldo e al freddo, proprio per il fatto che si va a ridurre la quantità di smalto che riveste il dente.
  • Vulnerabilità alla comparsa di macchie e all’ingiallimento (se non si effettua un’adeguata e scrupolosa igiene orale).

Dopo aver limato i denti

Come ci si comporta dopo lo stripping dentale? In seguito al rimodellamento è consigliabile:

  • Utilizzare un dentifricio al fluoro per rinforzare lo smalto dei dentie per rimineralizzarli.
  • Dedicarsi con attenzione alla propria igiene orale per evitare il rischio che si formino carie o macchie sui denti.

 

Possiamo concludere, dunque, affermando che la riduzione laterale o stripping dei denti è uno degli interventi possibili e consigliabili per perfezionare l’allineamento dentale senza doversi sottoporre a interventi invasivi o ad estrazioni dentali.

Fonte: https://dottordentista.com/limatura-dei-denti

Avere le gengive sanguinanti e/o trovare del sangue lavandosi i denti sono indicatori della presenza o dello sviluppo di malattie gengivali, favorite dal progressivo accumulo di placca sul confine tra gengiva e dente che tende a trasformarsi in tartaro, se non periodicamente rimossa con una quotidiana igiene orale.

I batteri normalmente presenti in un delicato ma sano equilibrio in bocca potrebbero iniziare a proliferare in modo eccessivo quando l’alimentazione risulta troppo ricca di carboidrati semplici e fonti raffinate (come zuccheri, pane, pasta, ecc…), arrivando così ad infettare i tessuti che circondano il dente e causando l’infiammazione.

 

Se i batteri rimangono sui denti a lungo arrivano a formare la placca (una sottile pellicola in superficie) che, se non rimossa, finisce per indurirsi e trasformarsi in tartaro.

 

Fin dove può diffondersi l’accumulo di tartaro? Fin sotto il bordo gengivale arrivando a peggiorare lo stato infiammatorio e ad ostacolare sempre di più una corretta pulizia. Esso può causare anche un aumento del sanguinamento ed una forma più avanzata di parodontite (la principale causa di sanguinamento).

Tra le possibili cause del sanguinamento dentale, troviamo anche:

 

  • Spazzolamento troppo energico (o con setole troppo dure);
  • Uso improprio del filo interdentale;
  • Utilizzo di dentiere o altri apparecchi dentali non adatti;
  • Cambiamenti ormonali durante la gravidanza;
  • Infezioni;
  • Carenza di vitamina C;
  • Assunzione di anticoagulanti;
  • Carenza di vitamina K.
RIMEDI

 

È sempre raccomandabile rivolgersi all’odontoiatra e/o igienista dentale per la periodica pulizia dentale specialmente se la causa del sanguinamento gengivale è un’infiammazione delle gengive.

È, tuttavia, possibile alleviare il problema adottando un approccio più attento all’igiene orale, in questi modi:

  • Lavare i denti delicatamente e con uno spazzolino a setole morbide, idealmente mezzora dopo la fine di ogni pasto;
  • Utilizzare un dentifricio che contenga fluoro ed evitare di risciacquare i denti dopo lo spazzolamento, limitandosi a sputare la schiuma in eccesso.
  • Utilizzare regolarmente il filo interdentale per garantire un’adeguata pulizia anche tra gli spazi in mezzo ai denti;
  • Se consigliato dal medico, praticare sciacqui con acqua ossigenata, acqua e sale o specifici collutori prescritti dal medico;
  • Seguire una dieta equilibrata e sana possibilmente povera di zuccheri semplici (come dolci e bibite dolci) e di carboidrati raffinati come pane, pasta, grissini ecc…
COSA FARE IN CASO DI SANGUINAMENTO ABBONDANTE?

 

È consigliabile applicare pressione sull’area interessata con una garza sterile o, se non disponibile, un tampone preparato con un fazzoletto di cotone pulito, arrotolato, leggermente inumidito con acqua pulita e tenerlo in posizione per 30 minuti senza rimuoverlo.

Dopo di che si può controllare se l’emorragia si è fermata e, in caso contrario, ripetere il processo e mantenere il tampone in posizione fino a visita medica. Nel frattempo si raccomanda di

  • Non sciacquare la bocca e non mettere le dita in bocca, soprattutto se non accuratamente lavate;
  • In caso di dolore acuto assumere antidolorifici;
  • Evitare sforzi fisici;
  • Evitare bevande calde e cibi duri.

Fonte: https://healthy.thewom.it/sintomi/gengivorragia/

Quando si parla si ascesso dentale si intende un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente, principalmente causato dalla diffusione di batteri in seguito a delle carie o delle malattie gengivali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti.

COS’E’ L’ASCESSO DENTALE?

Come abbiamo detto, l’ascesso dentale è un accumulo di pus nei tessuti che circondano la radice di un dente. Le infezioni batteriche sono la causa di questo accumulo e arrivano a propagarsi nei tessuti come conseguenza di carie complicate, denti scheggiati o rotti.

Possiamo distinguere diversi tipi di ascessi in base alla loro sede di origine:

• Ascesso parodontale: causato da un’infezione della gengiva ma anche di tutto l’apparato di sostegno del dente come l’osso alveolare, cemento radicolare e legamenti. Questo tipo di ascesso può essere causato anche da un’infezione all’interno di una tasca parodontale (solco gengivale);

• Ascesso periapicale: questa infezione ha origine nella parte vitale del dente, cioè la polpa, come conseguenza di una carie complicata. Può essere causato anche da gravi traumi ai denti che causano necrosi della polpa dentale.

• Ascesso gengivale: esso si sviluppa nella gengiva ed è causato da processi infettivi che potrebbero seguire un ascesso periapicale.

Cause di ascesso dentale

 

Cosa causa l’ascesso dentale? La risposta è: i batteri che si diffondono alla gengiva che circonda il dente o alla polpa del dente in seguito a carie o malattie gengivali, i quali sviluppano l’infezione. Quali fattori di rischio per lo sviluppo di un ascesso dentale? Ecco elencati i principali:

• Scarsa igiene orale;

• Consumo elevato di cibi e bevande zuccherate;

• Problemi preesistenti ai denti;

• Interventi ai denti non riusciti bene (devitalizzazione, impianto, otturazione);

• Alcolismo;

• Sistema immunitario indebolito;

• Alcune patologie come diabete, cellulite batterica, reflusso gastroesofageo, ecc…;

• Fumo.

Sintomi e trattamenti dell’ascesso dentale

 

Generalmente l’ascesso dentale si presenta con:

• Dolore intenso ai denti o alle gengive, il quale è il sintomo principale e può manifestarsi improvvisamente tendendo a peggiorare;

• Gengive gonfie, infiammate e rosse;

• Gonfiore del viso;

• Ipersensibilità al freddo/caldo;

• Alitosi;

• Febbre;

• Tendenza alla caduta del dente;

• Gonfiore dei linfonodi del collo.

Il trattamento dell’ascesso dentale si basa sull’utilizzo di antibiotici, proprio per debellare i patogeni che lo hanno causato, e/o di antidolorifici per il dolore. L’intervento del dentista è importante per cercare di salvare il dente dall’estrazione attraverso la devitalizzazione (verificata in caso di ascesso periapicale). La rimozione di tartaro e placca dal dente malato può essere sufficiente, unitamente alla terapia antibiotica e antidolorifica, in caso di ascesso parodontale.

Può essere molto utile anche evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, masticare cibi morbidi utilizzando la parte opposta della bocca, e infine utilizzare uno spazzolino morbido.

È importante prevenire e curare l’ascesso dentale dai primi sintomi. Nel caso in cui l’ascesso colpisca soggetti particolarmente fragili, se non curato, può evolvere in osteomielite, trombosi del seno cavernoso, infezione del pavimento della bocca e sepsi. Evitare la carie è essenziale per prevenire un ascesso dentale mediante una corretta igiene orale.

Ad ogni modo, la prognosi di un ascesso dentale è eccellente quando l’infezione viene immediatamente trattata attraverso drenaggio e terapia antibiotica.

Fonte: https://www.nurse24.it/studenti/patologia/ascesso-dentale.html

Il mucocele orale è un disturbo comune, benigno e trattabile che può verificarsi nella cavità orale. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, le cause  e i rimedi per prevenirlo.

COS’E’ IL MUCOCELE ORALE?

Quando si parla di mucocele orale si parla di una piccola escrescenza piena di liquido che si forma nella cavità orale, solitamente sulle labbra o sulle gengive, che appare normalmente come una pallina traslucida o biancastra generalmente indolore.  Può, però, diventare fastidiosa quando si parla o si mastica.

LE CAUSE

Il mucocele orale si può sviluppare a causa di un’ostruzione o di un trauma ai dotti salivari presenti nella bocca, i quali sono responsabili della secrezione della saliva, indispensabile per la lubrificazione e la digestione degli alimenti.

Quando uno di questi dotti viene ostruito o danneggiato, la saliva si accumula al suo interno e si crea una cisti.

Vediamo quali sono le principali cause della mucocele orale:

  1. Traumi diretti alla bocca, come ad esempio mordere ripetutamente le labbra o le guance, o grattare con i denti una zona delicata.
  2. Irritazioni croniche causate da protesi dentali mal adattate o ripetuti sfregamenti contro i tessuti orali.
  3. Blocchi del dotto salivare dovuti ad un ostacolo fisico, come un calcolo salivare o una cicatrice.
SINTOMI

Abbiamo visto che il mucocele orale può presentarsi in diverse forme e dimensioni. I sintomi più comuni per riconoscerlo includono:

  • Presenza di una piccola escrescenza traslucida o biancastra sulla bocca, generalmente sulle labbra o sulle gengive.
  • Sensazione di gonfiore nella zona interessata.
  • Fastidio durante la masticazione o a parlare, soprattutto se la cisti viene schiacciata o irritata.
  • Lieve sanguinamento, sempre se la cisti viene perforata o danneggiata.
TRATTAMENTO E CURE

Il mucocele orale è un problema temporaneo che può risolversi nel corso di alcune settimane o mesi. Nonostante questo, se il mucocele persiste o causa ulteriore disagi, è consigliabile consultare il proprio dentista.

Alcune opzioni di trattamento includono:

  1. Aspirazione o incisione: Se il mucocele è grande o causa fastidio, il dentista può decidere di aspirare il liquido dalla cisti o di praticare un’incisione per rimuoverla. (procedimento generalmente eseguito con anestesia locale);
  2. Laser o crioterapia: Il professionista può decidere di utilizzare un laser o il freddo attraverso la crioterapia per rimuovere il mucocele. Questo tipo di trattamento aiuta a distruggere la cisti e a stimolare la guarigione dei tessuti circostanti;
  3. Rimozione chirurgica: Se il mucocele continua a ricomparire o è di dimensioni considerevoli, il medico può raccomandare una rimozione chirurgica più invasiva. Questo intervento viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda della
PREVENZIONE

Per prevenire la comparsa del mucocele si possono adottare dei piccoli accorgimenti quotidiani: 

  • Evitare di mordere o grattare labbra, guance o lingua, specialmente in situazioni di stress;
  • Proteggere la bocca da traumi o lesioni (ad esempio utilizzando un bite durante l’attività sportiva);
  • Mantenere una corretta igiene orale per evitare l’accumulo di batteri nel cavo orale.

 

 

Come abbiamo visto, il mucocele orale può essere molto fastidioso ma nella maggior parte dei casi è una condizione benigna che scompare nel tempo. Con le giuste precauzioni e cure, esso può essere gestito in modo efficace per ripristinare il benessere orale

Fonte: https://www.zenadent.it/blog/disturbi-dentali/cosa-ce-da-sapere-sul-mucocele-orale-cause-sintomi-e-soluzioni-efficaci

CHE COS’ E’ LA PULPITE?

La pulpite è un’infiammazione della polpa dentale, la parte più interna dei denti che contiene i nervi e i vasi sanguigni. I primi sintomi di questa infiammazione possono essere dolore improvviso ai denti e sensibilità dentale.

A seconda della sua gravità la pulpite può essere reversibile o irreversibile. Vedremo più nel dettaglio gli aspetti legati a questo proposito, partendo dalla consapevolezza che i sintomi possono variare da una leggera sensibilità dentale a un dolore acuto e incessante, oltre al manifestarsi di febbre, ascesso dentale, granulomi e/o cisti.

LE CAUSE PRINCIPALI

La causa più comune della pulpite è la carie dentale ma nonostante questo esistono anche altri fattori che possono provocare questa condizione. La pulpite si verifica quando lo smalto e la dentina, gli strati protettivi dei denti, vengono compromessi, lasciando così la polpa dentaria esposta all’azione dei batteri.

Oltre alla presenza di carie, l’altra causa più comune della pulpite è legata a patologie parodontali trascurate, come ad esempio la parodontite, e sono entrambe riconducibili a una cattiva igiene orale.

Tra gli altri fattori che possono favorirne la comparsa troviamo:

• Erosione dentale dovuta a bruxismo

• Malocclusione dentale

• Fratture dei denti dovute a traumi

• Abrasione dentale dovuta all’utilizzo di prodotti troppo aggressivi per lo smalto

• Trattamenti dentali non eseguiti in maniera rigorosa

La pulpite dentale reversibile rappresenta una leggera infiammazione della polpa dentaria localizzata i cui sintomi principali sono dolore e sensibilità dentale avvertiti in risposta a uno stimolo. In questi casi il dolore cessa non appena lo stimolo viene interrotto.

La pulpite dentale irreversibile, invece, è lo stadio più grave dell’infezione e si caratterizza con un’infiammazione pulpare grave accompagnata da un processo degenerativo che evolve progressivamente in necrosi della polpa dentale. I suoi sintomi principali sono dolore acuto, continuo e pulsante, gonfiore e possibile presenza di pus. Il dolore permane anche dopo che lo stimolo è stato interrotto e in questo caso, l’organismo può andare incontro a complicazioni come ascessi dentali, granulomi e cisti.

I TRATTAMENTI PER CURARE LA PULPITE

Il trattamento della pulpite consiste nel minimizzare il dolore e nel rimuovere la causa responsabile del processo infiammatorio, ma questo dipende dalla sua gravità.

Considerato che la maggior parte delle pulpiti è conseguenza di carie, l’adozione di alcuni semplici accorgimenti alimentari, abbinata alla correzione di uno stile di vita scorretto, può prevenire efficacemente l’insorgere della pulpite.

Come agisce il dentista in caso di pulpite reversibile? La procedura consiste prima di tutto nell’eliminare la causa che ha scatenato il problema e poi ricostruendo la parte del dente danneggiata dalla carie.

Nel caso, invece, di pulpite irreversibile il dentista valuterà se procedere con un trattamento di devitalizzazione o di estrazione del dente.

Fonte: https://www.dentalunit.it/20200019/pulpite-cause,-sintomi-e-rimedi

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 37

E’ online il XXXVII numero gratuito della nostra rivista: “I denti ed il rientro dalle VACANZE”.

Quando parliamo di carie dentali sappiamo che ci stiamo riferendo a una delle malattie dentali più comuni e diffuse al mondo, e soprattutto una delle principali ragioni che spingono a rivolgersi a un dentista.

Di fatto le carie sono una malattia infettiva causata da batteri che attaccano lo smalto e la dentina del dente e che possono portare a dolore, infezioni e alla perdita dei denti se non curate in modo adeguato.

In questo blog cercheremo di capire cos’è una carie, quali sono le cause e come riconoscerla.

Cos’è una carie dentale e come si crea?

La carie è una malattia dei tessuti duri del dente, causata dalla placca batterica dentale. Questa placca consiste in una pellicola bianco-giallastra presente nel cavo orale, ed è composta da batteri, residui di cibo e saliva. Quando si indurisce, la placca diventa tartaro, e può essere rimossa in modo più efficace sottoponendosi a sedute di pulizia dei denti.

Come si crea una carie? La placca, la pellicola descritta sopra, converte gli zuccheri presenti nei cibi che ingeriamo in acidi, che poi provocheranno una escavazione del dente progressiva, con la conseguente distruzione dello smalto e successivamente della dentina, se non rimossa. L’aumento della concentrazione di batteri che colpiscono il dente e lo corrodono lentamente è il risultato di una scarsa igiene orale.

Questa corrosione del dente, o cavità, è quella che chiamiamo comunemente carie. Più in particolare, le carie sono causate in grosso modo dalla dieta, soprattutto dal consumo di alimenti ricchi di zuccheri, dalla qualità dei batteri presenti nella placca e dalla mineralizzazione dello smalto e della dentina.

A queste cause vanno poi aggiunti ulteriori fattori di rischio come difetti della superficie del dente, carenza di fluoro nei denti, flusso salivare ridotto, genetica.

Quali sono i sintomi di una carie? Come si fa a capire se un dente ne è colpito? 

È importante sapere che le carie progrediscono lentamente, attaccando prima lo smalto, cioè lo strato più esterno del dente, in un lasso di tempo piuttosto lungo che può durare anche mesi. Durante questa fase solitamente non si avverte dolore, ma con il passare del tempo le carie penetrano nella dentina, cioè la parte più interna rispetto allo smalto, ed è qui che inizia a manifestarsi il dolore (o anche un’alterata sensibilità al freddo e al caldo) poiché è una parte più delicata e meno resistente.

L’ultima fase consiste nella diffusione della carie fino a raggiungere la polpa, cioè la zona più interna del dente, dove sono presenti i nervi e i vasi sanguigni. Quest’ultima è una fase molto più rapida rispetto a quelle iniziali, ed è qui che il dolore inizia a essere più intenso, fino a diventare insopportabile.

Prima di giungere a questa fase e scomoda situazione, però, ci sono sintomi e segnali che potrebbero farci capire che abbiamo una carie:

  • Inizialmente la carie si presenta come una macchia bianca dove i batteri dissolvono il calcio dello smalto;
  • Mal di denti o dolore spontaneo si verificano senza alcuna causa apparente;
  • Dolore da lieve ad acuto quando si mangia o si beve qualcosa di dolce, caldo o freddo;
  • Visibili fori o fossette nei denti;
  • Colorazione marrone, nera o bianca su qualsiasi superficie di un dente;
  • Dolore nella masticazione.

In presenza di uno o più dei presenti sintomi, si raccomanda di sottoporsi a una visita dentistica. Più in generale, però, si consiglia di eseguire un controllo periodico, in modo da individuare in modo precoce una possibile carie o altre patologie dentali e ridurre i danni.

Come si prevengono le carie?

La risposta a questa domanda è: attraverso una corretta igiene orale e un’alimentazione sana ed equilibrata.

Chiariamo che quando si parla di corretta igiene orale non si intende solo quella “fai da te” cioè il lavarsi i denti più volte al giorno, con uno spazzolino adatto, un buon dentifricio, il filo interdentale e altri supporti, ma anche e soprattutto quella eseguita da un igienista dentale.

Per questo motivo è opportuno sottoporsi periodicamente alla cosiddetta ablazione del tartaro, il quale non è altro che la solidificazione della placca batterica che provoca le carie.

Un’approfondita pulizia e la rimozione dello strato di tartaro che ricopre i denti e le gengive può prevenire in modo molto efficace la formazione delle carie ma anche molte altre patologie dentali.

Fonte: www.enfeasalute.it/carie-come-riconoscerla/

Lo scovolino è un presidio medico, utilizzato per l’igiene orale, studiato appositamente per rimuovere la placca ed i residui di cibo incastrati tra i denti.

Lo scovolino è composto principalmente da due parti:

  • la testina: formata da un’anima centrale in metallo semiflessibile su cui sono inserite, a forma di cono, le setole in fibra artificiale.
  • il manico: la cui lunghezza è paragonabile a quella di un comune spazzolino da denti.

 

È importante scegliere lo scovolino in base alle caratteristiche della propria bocca.

In commercio è possibile trovare diversi tipi di scovolino, in base alla lunghezza del manico e delle setole. Ci sono setole di lunghezza variabile da 1,9 mm a 2,7 mm.

Alcuni scovolini presentano un manico lungo quanto quello di uno spazzolino tradizionale ed altri, invece, hanno manici retrattili, da viaggio.

Esistono, inoltre, gli scovolini usa-getta, facili da trovare ed utilizzare in qualsiasi momento. Ma i più venduti in assoluto restano gli scovolini con la testina intercambiabile, che possono essere riutilizzati fino a 10 volte.

LO SCOVOLINO
Ma come si utilizza uno scovolino?

Basterà passare lo scovolino prima dello spazzolamento con il dentifricio, in modo da agevolare l’azione pulente dello spazzolino e permettere ai principi attivi del dentifricio di raggiungere anche le fessure interdentali più strette.

Si deve far scorrere orizzontalmente (avanti-indietro) lo scovolino tra le singole fessure dei denti, almeno per 3 volte di seguito, con un movimento delicato e ritmato. Nell’arcata superiore va sospinto dall’alto verso il basso, mentre in quella inferiore dal basso verso l’alto. Una volta terminata l’operazione, è consigliabile risciacquare energicamente la bocca con un collutorio adeguato, non troppo aggressivo, per favorire l’eliminazione dei frammenti di cibo, precedentemente rimossi con lo scovolino.

Il collutorio serve a rinfrescare la bocca, a rinforzare lo smalto e ad eliminare placca e il cibo.

È bene utilizzare lo scovolino almeno una volta al giorno, prima di andare a dormire.

I 4 vantaggi dello scovolino
  • Rimuove la placca ed i residui di cibo presenti nelle zone della bocca, inaccessibili allo spazzolino;
  • Massaggia dolcemente le gengive, favorendo la circolazione sanguigna dei denti;
  • Previene la formazione di placca e tartaro;
  • Riduce il rischio di infezioni dentarie, come ad esempio le gengiviti e gli ascessi.

Fonte: studiodentisticocasella.it