MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 62
E’ online il 62esimo numero gratuito della nostra rivista: “La formazione ECM”.

E’ online il 62esimo numero gratuito della nostra rivista: “La formazione ECM”.

E’ online il 61esimo numero gratuito della nostra rivista: “La corretta igiene orale”.

La sensibilità dentale è un problema comune che colpisce molte persone, causando dolore o fastidio acuto e improvviso ai denti in risposta a stimoli come cibi caldi, freddi, dolci o acidi, o anche semplicemente all’aria fredda. Questo tipo di sensibilità si verifica quando lo strato di smalto dei denti si erode, esponendo la dentina, una parte del dente ricca di tubuli microscopici che conducono ai nervi. Quando questi tubuli sono esposti, i nervi diventano più sensibili agli stimoli esterni, portando a un fastidio che può variare da lieve a intenso.
Cause principali della sensibilità dentale
Le cause della sensibilità dentale possono essere molteplici. Uno dei principali fattori è l’usura dello smalto, spesso dovuta a una tecnica di spazzolamento eccessivamente energica o all’uso di spazzolini con setole troppo rigide. Anche l’uso eccessivo di prodotti sbiancanti può contribuire a questo problema, poiché alcuni di questi trattamenti possono indebolire lo smalto. Un’altra causa comune è la recessione gengivale, che espone le radici dei denti privi di smalto, rendendole più vulnerabili alla sensibilità. Anche il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare i denti, può erodere lo smalto e portare alla sensibilità. Infine, anche la carie o l’usura dentale legata all’acidità (ad esempio dovuta al consumo di bevande zuccherate o acide) possono esporre la dentina e causare disagio.

Rimedi efficaci per la sensibilità dentale
Esistono diversi rimedi e accorgimenti che possono aiutare a ridurre il dolore e prevenire ulteriori danni.
1. Dentifrici specifici per denti sensibili: I dentifrici per denti sensibili contengono ingredienti come il nitrato di potassio o il fluoruro stannoso, che aiutano a bloccare i segnali di dolore dai tubuli dentinali e a rinforzare lo smalto. Usando questi prodotti regolarmente, si può notare un miglioramento della sensibilità nel giro di poche settimane.
2. Igiene orale delicata: Spazzolare i denti con un movimento delicato e utilizzare uno spazzolino con setole morbide può ridurre l’usura dello smalto e prevenire ulteriori danni alle gengive. È anche utile evitare di spazzolare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide, poiché lo smalto è più vulnerabile all’erosione.
3. Evitare cibi e bevande acide: Ridurre il consumo di cibi acidi come agrumi, bibite gassate e dolci, aiuta a proteggere lo smalto. Quando si consumano bevande acide, usare una cannuccia può ridurre il contatto con i denti.
4. Applicazioni di fluoro: Nei casi di sensibilità persistente, i dentisti possono applicare gel o vernici al fluoro direttamente sui denti per rafforzare lo smalto e ridurre la sensibilità. Questo trattamento professionale è particolarmente utile per chi ha denti molto deboli o danneggiati.
5. Uso del bite notturno: Per chi soffre di bruxismo, l’uso di un bite (una protezione dentale) durante la notte può prevenire l’erosione dello smalto e la sensibilità dentale. Questo dispositivo protegge i denti e riduce il contatto diretto che porta al loro logoramento.
6. Trattamenti professionali di sigillatura: In alcuni casi, i dentisti possono sigillare i tubuli esposti con resine specifiche per ridurre la sensibilità.
In generale, il miglior modo di prevenire la sensibilità dentale è adottare una routine di igiene orale appropriata, evitando comportamenti che possano danneggiare lo smalto e prestando attenzione a eventuali sintomi che persistono. Se il problema è frequente o causa dolori intensi, è sempre consigliabile consultare un dentista per una diagnosi e un piano di trattamento specifico.
Avere le gengive sanguinanti e/o trovare del sangue lavandosi i denti sono indicatori della presenza o dello sviluppo di malattie gengivali, favorite dal progressivo accumulo di placca sul confine tra gengiva e dente che tende a trasformarsi in tartaro, se non periodicamente rimossa con una quotidiana igiene orale.

I batteri normalmente presenti in un delicato ma sano equilibrio in bocca potrebbero iniziare a proliferare in modo eccessivo quando l’alimentazione risulta troppo ricca di carboidrati semplici e fonti raffinate (come zuccheri, pane, pasta, ecc…), arrivando così ad infettare i tessuti che circondano il dente e causando l’infiammazione.
Se i batteri rimangono sui denti a lungo arrivano a formare la placca (una sottile pellicola in superficie) che, se non rimossa, finisce per indurirsi e trasformarsi in tartaro.
Fin dove può diffondersi l’accumulo di tartaro? Fin sotto il bordo gengivale arrivando a peggiorare lo stato infiammatorio e ad ostacolare sempre di più una corretta pulizia. Esso può causare anche un aumento del sanguinamento ed una forma più avanzata di parodontite (la principale causa di sanguinamento).
Tra le possibili cause del sanguinamento dentale, troviamo anche:
È sempre raccomandabile rivolgersi all’odontoiatra e/o igienista dentale per la periodica pulizia dentale specialmente se la causa del sanguinamento gengivale è un’infiammazione delle gengive.
È, tuttavia, possibile alleviare il problema adottando un approccio più attento all’igiene orale, in questi modi:

È consigliabile applicare pressione sull’area interessata con una garza sterile o, se non disponibile, un tampone preparato con un fazzoletto di cotone pulito, arrotolato, leggermente inumidito con acqua pulita e tenerlo in posizione per 30 minuti senza rimuoverlo.
Dopo di che si può controllare se l’emorragia si è fermata e, in caso contrario, ripetere il processo e mantenere il tampone in posizione fino a visita medica. Nel frattempo si raccomanda di
Fonte: https://healthy.thewom.it/sintomi/gengivorragia/
La pulpite è un’infiammazione della polpa dentale, la parte più interna dei denti che contiene i nervi e i vasi sanguigni. I primi sintomi di questa infiammazione possono essere dolore improvviso ai denti e sensibilità dentale.
A seconda della sua gravità la pulpite può essere reversibile o irreversibile. Vedremo più nel dettaglio gli aspetti legati a questo proposito, partendo dalla consapevolezza che i sintomi possono variare da una leggera sensibilità dentale a un dolore acuto e incessante, oltre al manifestarsi di febbre, ascesso dentale, granulomi e/o cisti.

La causa più comune della pulpite è la carie dentale ma nonostante questo esistono anche altri fattori che possono provocare questa condizione. La pulpite si verifica quando lo smalto e la dentina, gli strati protettivi dei denti, vengono compromessi, lasciando così la polpa dentaria esposta all’azione dei batteri.
Oltre alla presenza di carie, l’altra causa più comune della pulpite è legata a patologie parodontali trascurate, come ad esempio la parodontite, e sono entrambe riconducibili a una cattiva igiene orale.
Tra gli altri fattori che possono favorirne la comparsa troviamo:
• Erosione dentale dovuta a bruxismo
• Malocclusione dentale
• Fratture dei denti dovute a traumi
• Abrasione dentale dovuta all’utilizzo di prodotti troppo aggressivi per lo smalto
• Trattamenti dentali non eseguiti in maniera rigorosa
La pulpite dentale reversibile rappresenta una leggera infiammazione della polpa dentaria localizzata i cui sintomi principali sono dolore e sensibilità dentale avvertiti in risposta a uno stimolo. In questi casi il dolore cessa non appena lo stimolo viene interrotto.
La pulpite dentale irreversibile, invece, è lo stadio più grave dell’infezione e si caratterizza con un’infiammazione pulpare grave accompagnata da un processo degenerativo che evolve progressivamente in necrosi della polpa dentale. I suoi sintomi principali sono dolore acuto, continuo e pulsante, gonfiore e possibile presenza di pus. Il dolore permane anche dopo che lo stimolo è stato interrotto e in questo caso, l’organismo può andare incontro a complicazioni come ascessi dentali, granulomi e cisti.

Il trattamento della pulpite consiste nel minimizzare il dolore e nel rimuovere la causa responsabile del processo infiammatorio, ma questo dipende dalla sua gravità.
Considerato che la maggior parte delle pulpiti è conseguenza di carie, l’adozione di alcuni semplici accorgimenti alimentari, abbinata alla correzione di uno stile di vita scorretto, può prevenire efficacemente l’insorgere della pulpite.
Come agisce il dentista in caso di pulpite reversibile? La procedura consiste prima di tutto nell’eliminare la causa che ha scatenato il problema e poi ricostruendo la parte del dente danneggiata dalla carie.
Nel caso, invece, di pulpite irreversibile il dentista valuterà se procedere con un trattamento di devitalizzazione o di estrazione del dente.
Fonte: https://www.dentalunit.it/20200019/pulpite-cause,-sintomi-e-rimedi
E’ online il XXXVII numero gratuito della nostra rivista: “I denti ed il rientro dalle VACANZE”.

Lo scovolino è un presidio medico, utilizzato per l’igiene orale, studiato appositamente per rimuovere la placca ed i residui di cibo incastrati tra i denti.
Lo scovolino è composto principalmente da due parti:
È importante scegliere lo scovolino in base alle caratteristiche della propria bocca.
In commercio è possibile trovare diversi tipi di scovolino, in base alla lunghezza del manico e delle setole. Ci sono setole di lunghezza variabile da 1,9 mm a 2,7 mm.
Alcuni scovolini presentano un manico lungo quanto quello di uno spazzolino tradizionale ed altri, invece, hanno manici retrattili, da viaggio.
Esistono, inoltre, gli scovolini usa-getta, facili da trovare ed utilizzare in qualsiasi momento. Ma i più venduti in assoluto restano gli scovolini con la testina intercambiabile, che possono essere riutilizzati fino a 10 volte.

Basterà passare lo scovolino prima dello spazzolamento con il dentifricio, in modo da agevolare l’azione pulente dello spazzolino e permettere ai principi attivi del dentifricio di raggiungere anche le fessure interdentali più strette.
Si deve far scorrere orizzontalmente (avanti-indietro) lo scovolino tra le singole fessure dei denti, almeno per 3 volte di seguito, con un movimento delicato e ritmato. Nell’arcata superiore va sospinto dall’alto verso il basso, mentre in quella inferiore dal basso verso l’alto. Una volta terminata l’operazione, è consigliabile risciacquare energicamente la bocca con un collutorio adeguato, non troppo aggressivo, per favorire l’eliminazione dei frammenti di cibo, precedentemente rimossi con lo scovolino.
Il collutorio serve a rinfrescare la bocca, a rinforzare lo smalto e ad eliminare placca e il cibo.
È bene utilizzare lo scovolino almeno una volta al giorno, prima di andare a dormire.
Fonte: studiodentisticocasella.it
E’ online il XXII numero gratuito della nostra rivista, dedicato alla SALUTE ORALE DEGLI ITALIANI durante la pandemia da Covid-19.

Ogni sorriso ha bisogno di una corretta igiene orale per splendere e lavare i propri denti con lo spazzolino è parte importante di una buona routine quotidiana.
L’igiene orale è la miglior soluzione per la prevenzione di un elevato numero di patologie e problematiche legate al cavo orale. Quando i denti non sono ben puliti possono insorgere carie, gengive infiammate, dolore e infine, nei casi peggiori, la perdita del dente.

1. Lo spazzolino e il dentifricio
Lo spazzolino è lo strumento più importante per la prevenzione della carie e dei disturbi gengivali perché è in grado di rimuovere i residui di cibo e la placca batterica. Lavarsi i denti più volte al giorno (minimo due), soprattutto la sera prima di coricarsi, è molto importante per evitare che i residui di cibo, a contatto con i batteri, si trasformino in acidi che dissolvono lo smalto.
Nella sua scelta è il dentista ad essere deputato a consigliare se utilizzare setole morbide, medie o dure, a seconda della conformazione della gengiva del paziente. Solitamente però lo spazzolino deve avere delle caratteristiche comuni:

La scelta del dentifricio non è fondamentale come quella dello spazzolino, ma un buon dentifricio deve contenere al suo interno il fluoro, ingrediente che favorisce la rimineralizzazione dei denti e previene la carie.
2. Filo interdentale
Per rimuovere la placca batterica negli spazi interdentali, dove non si riesce ad arrivare con lo spazzolino, la migliore soluzione è il filo interdentale.
Il suo uso non dovrebbe essere un trattamento occasionale, ma un’abitudine quotidiana. Questo strumento permette infatti di rimuovere circa il 70% dei residui di cibo e placca che si depositano negli spazi interdentali, difficili da raggiungere con lo spazzolino.
Il filo inetrdentale dev’essere posizionato nello spazio tra due denti fino a toccare la gengiva, per poi tirarlo verso l’esterno strofinandolo lungo la superficie del dente. Questo strofinamento determina il distacco della placca batterica che viene poi definitivamente espulsa con uno sciacquo di bocca.
3. Lo scovolino
Un altro strumento che può risultare molto utile nell’igiene orale è lo scovolino: il migliore strumento per pulire gli spazi interdentali più larghi. Una sorta di spazzoletta che viene inserita nello spazio interdentale rimuovendo i residui del cibo e la placca.
Infine, per una corretta igiene orale, non bisogna dimenticarsi dell’utilizzo del colluttorio. Non è uno strumento che può sostituire né lo spazzolino, né il filo interdentale in quanto non rimuove la placca, ma è un prodotto ausiliario da utilizzare in seguito al lavaggio dei denti utile per completare l’igiene orale. Svolge un’importante azione protettiva, in quanto impedisce il riformarsi della placca e disinfetta la bocca rinfrescando l’alito.

COME LAVARSI I DENTI IN MODO CORRETTO
Per effettuare una corretta igiene orale si dovrà:
Considerando lo studio odontoiatrico come un vero e proprio sistema, sorge spontaneo considerare la sicurezza del paziente come una variabile sine qua non, influenzata da ogni momento della sua permanenza all’interno dello spazio fisico dello studio.
Tra tutti però, il rischio più forte è quello della trasmissibilità delle infezioni. Di fatto, essendo le cure dentistiche totalmente a contatto con la cavità orale del paziente, le probabilità di un eventuale contagio sono pressochè estreme. Per questo, garantire un ambiente sicuro e protetto al paziente che si affida alle cure, è uno degli obiettivi più importanti dell’intero team odontoiatrico.

La sicurezza del paziente quindi dipende dalla gestione del rischio clinico, intesa come gestione a 360 gradi dello studio odontoiatrico in tutti i suoi aspetti:
Solo una gestione sistemica permette un notevole abbattimento dei rischi. Ma quali sono i fattori a cui è strettamente correlato il rischio d’infezioni? Di seguito alcuni in elenco:
Questi fattori e l’elevato rischio derivante da infezioni contratte durante i trattamenti, hanno indotto gli studi dentistici ad adottare procedure di controllo e sicurezza.

L’adozione di protocolli internazionali di igiene e sterilità, e l’utilizzo di attrezzature che consentono di ridurre al minimo, o addirittura annullare, il rischio di trasmissione di germi e batteri deve quindi diventare l’obiettivo comune dell’intero staff odontoiatrico.
Ne consegue che il personale dello studio ricopre un ruolo molto importante. Nel controllo delle infezioni e nei casi in cui il rischio è più elevato infatti le regole riguardanti la sterilità degli ambienti e degli strumenti devono essere molto più severe e rispettate con grande meticolosità.
Di fatto:
possono aiutare a mantenere l’ambiente in grado di garantire la sicurezza del paziente.
Tutte queste accortezze comporteranno di certo un aumento dei costi fissi dello studio, ma contribuiranno a diminuire il rischio di possibili infezioni durante le procedure, migliorando l’ambiente sia per il paziente che per gli operatori.
La figura professionale conosciuta con il nome di igienista dentale, si occupa di «prevenire le malattie ortodentali seguendo le indicazioni degli odontoiatri e dei medici chirurghi» come dice il D.M. n.137. Il suo lavoro si concentra quindi su prevenzione e terapia del cavo orale, gestione del trattamento di malattie orali e trattamenti preventivi.

Tra le mansioni principali troviamo:
La pulizia dei denti
L’applicazione di fluoro
La cure di malattie gengivali
La gestione delle otturazioni
L’educazione sanitaria dentale

Attività pratiche accompagnate da un impegno costante nella comunicazione di indicazioni preventive ed istruzioni igieniche.
L’igienista infatti è l’esperto in materia di igiene dentale e delle procedure e dei trattamenti clinici inerenti. Amministra le procedure di igiene orale e assiste l’odontoiatra nelle mansioni quotidiane.
Egli esamina il cavo orale nel suo complesso e riconosce eventuali malattie, noduli o gonfiori riconducibili a problematiche gengivali.

E’ inoltre spesso consigliere riguardo le norme di buona alimentazione al fine di tutelare la salute dentale.
Non sorprende infatti che sia il responsabile delle “Lezioni di igiene orale”, appuntamenti ove l’igienista forma, informa e allena sulle corrette manovre di igiene orale e sulle tipologie di strumenti da utilizzare.