L’obiettivo primario di ogni professionista che si occupi di medicina è il mantenimento della salute del paziente e tutti i componenti del team-work devono favorire il benessere e la soddisfazione del paziente durante l’esecuzione delle terapie.

Per una buona pratica clinica un altro elemento importante da considerare è il benessere dell’operatore durante l’esecuzione delle terapie e l’uso di tecnologie che permettano esecuzioni ergonomiche. Il termine “ergonomia” fu stata usata per la prima volta nel 1857 su un giornale da parte di uno scienziato polacco. L’ergonomia, di fatto, è la scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui e tecnologie, studiando le opportunità di migliorare il rendimento della prestazione, dell’ambiente di lavoro ma anche lo stress derivato da esso. Essa si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui psicologia, l’antropometria biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, ecc.

Le tecnologie per essere considerate ergonomiche devono essere progettate con lo scopo di trovare soluzioni, in questo caso terapeutiche, idonee alle esigenze psicofisiche sia dei pazienti che del team-work .

EFFICIENZA ERGONOMICA IN ODONTOIATRIA

L’ergonomia odontoiatrica deve essere una cultura condivisa tra tutti i componenti del team-work e deve essere ben percepita dal paziente.

L’efficienza ergonomica si basa su una vera esemplificazione del lavoro e parte da una analisi dettagliata e critica del lavoro svolto. Il management ergonomico parte da un’osservazione ragionata degli strumenti, dei protocolli operativi e uno studio dei tempi e dei movimenti. Una prestazione che possa essere definita ergonomica deve essere eseguita con strumentazione, (manuale o meccanica che sia) che risponda ad alcune caratteristiche, prima fra tutte la qualità e la sicurezza. Inoltre, gli strumenti devono essere adattabili alle differenti condizioni anatomiche e cliniche, per evitare discomfort al paziente durante il loro utilizzo, in modo che vengano evitate ricorrenti pause, spesso richieste dal paziente.

Le tecnologie scelte per i protocolli clinici devono agevolare il timing dell’operatività, a vantaggio del paziente e dell’operatore.

Il rapporto tra il paziente e lo strumento utilizzato influisce inoltre in maniera rilevante sulla “efficienza” nell’operatività. Ed esempio, uno strumento usato con difficoltà implicherà un grande sforzo cognitivo, sarà “poco ergonomico” e considerato dal paziente poco sicuro e ostico e non permetterà al paziente la serenità desiderata per il successo del mantenimento delle terapie odontoiatriche.

Per elargire una prestazione efficace ed ergonomica bisogna fare un’attenta analisi degli effetti della tecnologia sul paziente a livello di salute:

• controllando se sia supportata da rilevanti evidenze scientifiche;

• valutare se migliora qualitativamente e nei tempi la prestazione;

• osservare la risposta comportamentale del paziente e dell’operatore.

ALCUNI ESEMPI

L’ergonomia preventiva deve portare i componenti del team-work alla attenta ricerca di aree che potrebbero essere migliorate e che risolvano problemi del management odontoiatrico prima che diventino irrisolvibili. Si parte dalla progettazione ambientale, dalla scelta di tecnologie strumentali e dalla scelta di attività cliniche operative opportune.

I fattori psicologici sono da considerare molto importanti nel carico mentale del paziente, poiché anche determinati suoni possono ricordare esperienze di dolore che potranno ritornare in mente. Ergonomica potrà essere una scelta di un sottofondo musicale new-age che possa, attraverso interazioni sociali del team work controllate e trasmesse con un tono di voce gradevole, rilassare il paziente e renderlo più recettivo al flusso d’informazioni sui trattamenti.

Alcune tecnologie avanzate, sia manuali che meccaniche, dal design e dalla funzione ergonomica devono essere preferiti per prevenire questo disturbo molto fastidioso sollecitato da pressioni anche insignificanti o impercettibili.

• Il riunito odontoiatrico deve essere performante per paziente e operatore, che ha nella scorretta postura, uno degli elementi fondamentali di stress sulla colonna vertebrale.

• Usare i divaricatori durante l’esecuzione odontoiatrica eviterà il disagio dell’affaticamento all’assistente odontoiatrica poiché eliminerà le tensioni alle articolazioni della mano durante il divaricamento con specchietto, con l’obbiettivo di facilitare la visuale dell’operatore assistito.

• L’utilizzo degli ingranditori aiutano l’operatore a mantenere una giusta postura alla poltrona odontoiatrica e migliorano la visibilità del sito clinico, diminuendo i tempi di lavoro e soprattutto migliorando l’efficacia della prestazione.

• Un rivelatore di placca potrà permettere di visualizzare la topografia del biofilm batterico per permettere un deplaquing efficace.

È, dunque, molto importante la conoscenza del team-work sul tema delle tecnologie per condividere la scelta ergonomica e innovativa e inserirla nella pratica clinica per aggiornare i protocolli operativi che devono essere continuamente riveduti, condivisibili da tutti i componenti. L’approfondimento costante e continuo e la condivisione esperienziale sulle tematiche di ergonomia sicuramente porta una condizione di effettivo benessere per il team-work e per il paziente.

www.dental-tribune.com/news/ergonomia-odontoiatrica-benessere-per-il-paziente-e-per-il-team-work

Avere le gengive sanguinanti e/o trovare del sangue lavandosi i denti sono indicatori della presenza o dello sviluppo di malattie gengivali, favorite dal progressivo accumulo di placca sul confine tra gengiva e dente che tende a trasformarsi in tartaro, se non periodicamente rimossa con una quotidiana igiene orale.

I batteri normalmente presenti in un delicato ma sano equilibrio in bocca potrebbero iniziare a proliferare in modo eccessivo quando l’alimentazione risulta troppo ricca di carboidrati semplici e fonti raffinate (come zuccheri, pane, pasta, ecc…), arrivando così ad infettare i tessuti che circondano il dente e causando l’infiammazione.

 

Se i batteri rimangono sui denti a lungo arrivano a formare la placca (una sottile pellicola in superficie) che, se non rimossa, finisce per indurirsi e trasformarsi in tartaro.

 

Fin dove può diffondersi l’accumulo di tartaro? Fin sotto il bordo gengivale arrivando a peggiorare lo stato infiammatorio e ad ostacolare sempre di più una corretta pulizia. Esso può causare anche un aumento del sanguinamento ed una forma più avanzata di parodontite (la principale causa di sanguinamento).

Tra le possibili cause del sanguinamento dentale, troviamo anche:

 

  • Spazzolamento troppo energico (o con setole troppo dure);
  • Uso improprio del filo interdentale;
  • Utilizzo di dentiere o altri apparecchi dentali non adatti;
  • Cambiamenti ormonali durante la gravidanza;
  • Infezioni;
  • Carenza di vitamina C;
  • Assunzione di anticoagulanti;
  • Carenza di vitamina K.
RIMEDI

 

È sempre raccomandabile rivolgersi all’odontoiatra e/o igienista dentale per la periodica pulizia dentale specialmente se la causa del sanguinamento gengivale è un’infiammazione delle gengive.

È, tuttavia, possibile alleviare il problema adottando un approccio più attento all’igiene orale, in questi modi:

  • Lavare i denti delicatamente e con uno spazzolino a setole morbide, idealmente mezzora dopo la fine di ogni pasto;
  • Utilizzare un dentifricio che contenga fluoro ed evitare di risciacquare i denti dopo lo spazzolamento, limitandosi a sputare la schiuma in eccesso.
  • Utilizzare regolarmente il filo interdentale per garantire un’adeguata pulizia anche tra gli spazi in mezzo ai denti;
  • Se consigliato dal medico, praticare sciacqui con acqua ossigenata, acqua e sale o specifici collutori prescritti dal medico;
  • Seguire una dieta equilibrata e sana possibilmente povera di zuccheri semplici (come dolci e bibite dolci) e di carboidrati raffinati come pane, pasta, grissini ecc…
COSA FARE IN CASO DI SANGUINAMENTO ABBONDANTE?

 

È consigliabile applicare pressione sull’area interessata con una garza sterile o, se non disponibile, un tampone preparato con un fazzoletto di cotone pulito, arrotolato, leggermente inumidito con acqua pulita e tenerlo in posizione per 30 minuti senza rimuoverlo.

Dopo di che si può controllare se l’emorragia si è fermata e, in caso contrario, ripetere il processo e mantenere il tampone in posizione fino a visita medica. Nel frattempo si raccomanda di

  • Non sciacquare la bocca e non mettere le dita in bocca, soprattutto se non accuratamente lavate;
  • In caso di dolore acuto assumere antidolorifici;
  • Evitare sforzi fisici;
  • Evitare bevande calde e cibi duri.

Fonte: https://healthy.thewom.it/sintomi/gengivorragia/

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 24

E’ online il XXIV numero gratuito della nostra rivista: “LA PULIZIA INTERDENTALE”.

Ogni sorriso ha bisogno di una corretta igiene orale per splendere e lavare i propri denti con lo spazzolino è parte importante di una buona routine quotidiana.

L’igiene orale è la miglior soluzione per la prevenzione di un elevato numero di patologie e problematiche legate al cavo orale. Quando i denti non sono ben puliti possono insorgere carie, gengive infiammate, dolore e infine, nei casi peggiori, la perdita del dente.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

QUALI SONO GLI STRUMENTI NECESSARI PER EFFETTUARE UNA CORRETTA IGIENE ORALE?

1. Lo spazzolino e il dentifricio

Lo spazzolino è lo strumento più importante per la prevenzione della carie e dei disturbi gengivali perché è in grado di rimuovere i residui di cibo e la placca batterica. Lavarsi i denti più volte al giorno (minimo due), soprattutto la sera prima di coricarsi, è molto importante per evitare che i residui di cibo, a contatto con i batteri, si trasformino in acidi che dissolvono lo smalto.

Nella sua scelta è il dentista ad essere deputato a consigliare se utilizzare setole morbide, medie o dure, a seconda della conformazione della gengiva del paziente. Solitamente però lo spazzolino deve avere delle caratteristiche comuni:

  • il manico dritto ed ergonomico,
  • le setole perfettamente dritte e di uguale lunghezza
  • punte arrotontate per un diametro di circa 0,20 mm.

 

Quando sostituirlo? Nel momento che le setole cominciano a piegarsi e deformarsi o, addirittura, scolorirsi, lo spazzolino è da sostituire.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

La scelta del dentifricio non è fondamentale come quella dello spazzolino, ma un buon dentifricio deve contenere al suo interno il fluoro, ingrediente che favorisce la rimineralizzazione dei denti e previene la carie.

2. Filo interdentale

Per rimuovere la placca batterica negli spazi interdentali, dove non si riesce ad arrivare con lo spazzolino, la migliore soluzione è il filo interdentale.

Il suo uso non dovrebbe essere un trattamento occasionale, ma un’abitudine quotidiana. Questo strumento permette infatti di rimuovere circa il 70% dei residui di cibo e placca che si depositano negli spazi interdentali, difficili da raggiungere con lo spazzolino.

Il filo inetrdentale dev’essere posizionato nello spazio tra due denti fino a toccare la gengiva, per poi tirarlo verso l’esterno strofinandolo lungo la superficie del dente. Questo strofinamento determina il distacco della placca batterica che viene poi definitivamente espulsa con uno sciacquo di bocca.

3. Lo scovolino

Un altro strumento che può risultare molto utile nell’igiene orale è lo scovolino: il migliore strumento per pulire gli spazi interdentali più larghi. Una sorta di spazzoletta che viene inserita nello spazio interdentale rimuovendo i residui del cibo e la placca.

Infine, per una corretta igiene orale, non bisogna dimenticarsi dell’utilizzo del colluttorio. Non è uno strumento che può sostituire né lo spazzolino, né il filo interdentale in quanto non rimuove la placca, ma è un prodotto ausiliario da utilizzare in seguito al lavaggio dei denti utile per completare l’igiene orale. Svolge un’importante azione protettiva, in quanto impedisce il riformarsi della placca e disinfetta la bocca rinfrescando l’alito.

LA CORRETTA IGIENE ORALE: How to

COME LAVARSI I DENTI IN MODO CORRETTO

Per effettuare una corretta igiene orale si dovrà:

  • eseguire un movimento verticale: dalla gengiva verso il dente;
  • spazzolare accuratamente l’interno della dentatura e la parte posteriore dei denti;
  • far passare le setole anche negli spazi interdentali;
  • spazzolare lingua e interno delle guance in modo delicato, così rimuovendo i batteri.
MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 15

E’ online il XV numero della nostra rivista: Speciale IGIENISTA DENTALE

L’IGIENISTA DENTALE

La figura professionale conosciuta con il nome di igienista dentale, si occupa di «prevenire le malattie ortodentali seguendo le indicazioni degli odontoiatri e dei medici chirurghi» come dice il D.M. n.137. Il suo lavoro si concentra quindi su prevenzione e terapia del cavo orale, gestione del trattamento di malattie orali e trattamenti preventivi.

IGIENISTA DENTALE

Tra le mansioni principali troviamo:

La pulizia dei denti

L’applicazione di fluoro

La cure di malattie gengivali

La gestione delle otturazioni

L’educazione sanitaria dentale

IGIENISTA DENTALE

Attività pratiche accompagnate da un impegno costante nella comunicazione di indicazioni preventive ed istruzioni igieniche.

L’igienista infatti è l’esperto in materia di igiene dentale e delle procedure e dei trattamenti clinici inerenti. Amministra le procedure di igiene orale e assiste l’odontoiatra nelle mansioni quotidiane.

Egli esamina il cavo orale nel suo complesso e riconosce eventuali malattie, noduli o gonfiori riconducibili a problematiche gengivali.

IGIENISTA DENATLE

E’ inoltre spesso consigliere riguardo le norme di buona alimentazione al fine di tutelare la salute dentale.

Non sorprende infatti che sia il responsabile delle “Lezioni di igiene orale”, appuntamenti ove l’igienista forma, informa e allena sulle corrette manovre di igiene orale e sulle tipologie di strumenti da utilizzare.