Potremmo pensare ad un passaggio da professionista a professionista-imprenditore? Tanto più lo studio dentistico diventa una piccola struttura organizzativa con segreteria, assistenti, collaboratori esterni, ecc. tanto più potremmo considerarlo come una piccola-media impresa. Oggi per essere competitivi e restare sul mercato non bastano più solo capacità professionali, intellettuali e manuali, ma è necessario sviluppare competenze manageriali (economiche, organizzative, comunicative) ed utilizzare idonei strumenti di controllo (informatici, gestionali). Solo in questo modo sarà possibile soddisfare la domanda in continua evoluzione dei pazienti e ripagare gli investimenti fatti. Ciò che rende obsoleto il tradizionale modello di studio dentistico e che esso rende necessario un cambiamento è il fatto che non permette di soddisfare le diverse esigenze dei pazienti, comprendendone le aspettative. Ne viene meno quindi la qualità percepita e la soddisfazione di chi utilizza i servizi dello studio. Gli odontoiatri devono quindi entrare in una nuova dimensione incentrata sul dialogo con il paziente per ottenere la sua fiducia che potrà poi trasformarsi in fedeltà allo studio. Per fare questo è necessario sviluppare questi tre aspetti all’interno dell studio:

  1. Attenzione e cura al paziente nei minimi particolari;
  2. Qualità relazionale con tutti i punti di contatto dello studio;
  3. Formazione e aggiornamento dello staff continui.

I pazienti soddisfatti e messi in grado di percepire la qualità delle cure sono lo strumento più efficace per generare un’immagine positiva dello studio. È però necessario sviluppare una serie di competenze che vanno dalla pianificazione delle decisioni, al controllo, passando per un efficientamento dei costi fino ad arrivare ad un’attività di comunicazione strutturata. Le strategie da sviluppare per una gestione manageriale dello studio odontoiatrico riguardano principalmente tre aspetti.

  1. Organizzazione: l’efficienza e l’efficacia della gestione operativa è generata da una corretta pianificazione dei processi organizzativi dello studio odontoiatrico. Questo si traduce, a livello pratico, in gestione degli orari e dei ritmi lavorativi ed anche nella corretta ripartizione delle mansioni tra tutti gli operatori (stabilire ruoli, responsabilità e compiti di ciascuno per rendere più fluido l’intero processo organizzativo).
  2. Controllo dei costi: il controllo di gestione è quel processo che aiuta il dentista-imprenditore a gestire al meglio il proprio studio, assicurando che le risorse vengano acquisite e impiegate in modo efficace ed efficiente per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tenere sotto controllo la dinamica costi-ricavi ed incassi-pagamenti significa assicurare la marginalità necessaria a garantire la redditività dello studio e flussi di cassa positivi.
  3. Comunicazione verso l’esterno: refficace la comunicazione esterna dello studio odontoiatrico significa creare nuove opportunità, ampliare il bacino di clientela potenziale per cercare di incrementare la base pazienti acquisita. Solo gestendo correttamente questi tre aspetti sarà possibile ottenere il giusto posizionamento e farsi scegliere dai potenziali pazienti, ricordando che il paziente soddisfatto si trasforma da utente a divulgatore, diventando così moltiplicatore del business dello studio.

Chiunque debba fare un progetto, che coordina un certo numero di persone, dovrà vestire i panni del Leader. Come fare quindi ad essere un Leader di successo? Seguendo l’esempio dei “grandi”, che riassumiamo in questi punti:

  1. Delegare. Steve Jobs sulla delega diceva: “Non assumi una persona più in gamba di te, per dirgli poi che cosa deve fare. Tu assumi una persona più in gamba di te, per farti dire da lui che cosa devi fare”.
  2. Divertirsi. Se tu crei un ambiente di lavoro piacevole, divertente, a quel punto il lavoro, chiaramente, diventa una cosa meno noiosa.
  3. Andare contro corrente. Il leader, è uno che fa le cose a modo suo.
  4. Ascoltare. Far parlare gli altri, cogliere tutte le informazioni.
  5. Affrontare il problema non appena viene fuori. “Se uno ti offre una grande opportunità e non sai bene se sei in grado di farlo oppure no, accettala. E poi scopri dopo come riuscire a farla”.
  6. Coinvolgere persone in gamba. Persone di talento, grandi persone. L’approccio è quello di fare un recrutiting basato sulle proprie debolezze. Dov’è che siamo più carenti? E a quel punto troviamo le persone che possano bilanciarci.
  7. Incontrare le persone. Parlare con loro e motivarle.

Concludiamo l’articolo con una citazione che fa al caso nostro. Hanno chiesto a Richard Branson, famoso leader e imprenditore britannico: “Come fai a convincere le persone a restare, Richard? “La chiave è questa”, ha risposto. “Formale così bene, che se ne possono andare via, che siano in grado di andarsene via. Ma trattale così bene, che invece vogliano restare”.