MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 57
E’ online il 57esimo numero gratuito della nostra rivista: “Da studio dentistico a “studio estetico” L’evoluzione della medicina estetica in odontoiatria”

E’ online il 57esimo numero gratuito della nostra rivista: “Da studio dentistico a “studio estetico” L’evoluzione della medicina estetica in odontoiatria”

E’ online il 51esimo numero gratuito della nostra rivista: “Report eventi 2024”.

Le tipologie di eventi ECM a cui le categorie mediche possono aderire sono fondamentalmente quattro: la formazione residenziale, la formazione a distanza, la formazione sul campo e la formazione “blended” o formazione mista. Scopriamole nel dettaglio.
LA FORMAZIONE RESIDENZIALE
La formazione residenziale accreditata si identifica con le attività didattiche specializzate che si svolgono in aula. Qui la formazione è frontale (face to face), e aggrega un numero ristretto di docenti (anche uno soltanto) ed un ampio numero di discenti. Tra le attività residenziali troviamo:
• congressi;
• convegni;
• seminari;
• corsi di formazione specializzata;
• conferenze.
La RES è la tipologia di formazione più diffusa ed apprezzata. Si tratta di una vera e propria tipologia di formazione tradizionale che permette ai discenti di apprendere ed interagire in maniera ottimale.
Scopriamo allora quali sono le cause di questo aumento dei villi, anche se possiamo anticipare che nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi transitori dell’apparato digerente.

LA FORMAZIONE A DISTANZA
Con il termine “FAD” ci rivolgiamo all’insieme delle attività formative che utilizzano la didattica a distanza e si servono di materiali didattici quali:
• audio;
• video;
• supporti cartacei;
• strumenti multimediali.
Quella a distanza è una formazione che attraverso il web si svincola dai limiti spazio-temporali delle attività canoniche. La FAD è una tipologia di eventi ECM che permette di raggiungere il docente e i discenti ovunque si trovino, dimezzando tempi e costi. L’autonomia quindi è totale e la fruizione dei contenuti è illimitata.
LA FORMAZIONE SUL CAMPO
Le FSC sono tutte le attività finalizzate a sviluppare le abilità del discente inserendolo “sul campo”, ovvero in affrancamento ad un docente che sta svolgendo il suo lavoro. Alcuni esempi di attività FSC:
• training in sala operatoria;
• attività di ricerca;
• gruppi di studio,
• attività di reparto.
E’ una tipologia di formazione molto efficace che permette un apprendimento rapido e radicato.

PROGETTI “BLENDED” O FORMAZIONE MISTA
Si basa sull’unione di più tipologie formative che vengono integrate nel medesimo percorso didattico e per questo è definita “mista”. E composta da:
• momenti didattici in aula;
• affiancamento sul campo;
• training pratico;
• attività didattica a distanza.
Le attività “blended” sono poco frequenti ma rappresentano decisamente il percorso formativo più completo.
Fonte: Guida ai congressi medico scientifici – Ediman
La mindfulness, a cui ci possiamo riferire anche come consapevolezza, è una pratica che ha radici piuttosto antiche ma che negli ultimi anni ha suscitato un grande interesse nel mondo occidentale. Si tratta, sostanzialmente, di una tecnica che permette di essere consapevoli del momento presente, di osservare pensieri, emozioni e sensazioni senza dar loro un giudizio o un’interpretazione.
Questa pratica è stata introdotta nella cultura occidentale principalmente grazie alla diffusione della meditazione buddhista e ha dimostrato di avere numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che la mindfulness può ridurre lo stress, migliorare la concentrazione, aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie emozioni e potenzialmente ridurre l’infiammazione nel corpo.

La mindfulness è spesso associata alla meditazione ma può essere praticata anche in situazioni di vita quotidiana, come durante la preparazione di un pasto, la guida dell’auto o semplicemente camminando.
Il focus principale della mindfulness è quello di essere presenti nel momento, di notare ciò che accade senza lasciarsi travolgere da pensieri o preoccupazioni riguardanti il passato o il futuro. Una delle tecniche più utilizzate nella pratica della mindfulness è la meditazione di consapevolezza, che consiste nel concentrarsi sul respiro, sull’ascolto dei suoni o sulla sensazione del corpo. Questo permette di portare l’attenzione nel momento presente, senza giudicarlo o cercare di cambiarlo. In questo modo si può imparare a gestire meglio lo stress, a rilassarsi e a vivere in modo più consapevole.
La mindfulness può essere praticata da chiunque, indipendentemente dall’età o dal background culturale. Non è necessario essere esperti di meditazione o avere una particolare predisposizione mentale per avvicinarsi a questa pratica. Bastano pochi minuti al giorno per imparare i rudimenti della mindfulness e iniziare a sperimentarne i benefici.

Molti professionisti della salute mentale, come psicologi e psichiatri, utilizzano la mindfulness come metodo complementare alla terapia tradizionale per trattare disturbi come ansia, depressione, disturbi alimentari e dipendenze. La pratica della mindfulness può infatti aiutare a ridurre i sintomi di queste malattie, aumentare la capacità di autoregolazione emotiva e migliorare la qualità della vita.
Inoltre, la mindfulness può essere un ottimo strumento per migliorare la produttività e la performance lavorativa. Essere consapevoli di sé stessi e del proprio ambiente lavorativo permette di prendere decisioni più ponderate, di gestire meglio lo stress e di migliorare le relazioni interpersonali. Numerose aziende hanno introdotto programmi di mindfulness per i propri dipendenti, con risultati positivi sia sul benessere degli stessi che sull’efficacia dell’organizzazione nel suo insieme.
In conclusione, la mindfulness è una pratica potente e accessibile a tutti, che può portare numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Se sei interessato a migliorare la tua qualità di vita, a ridurre lo stress e a vivere in modo più consapevole, la mindfulness potrebbe essere la soluzione che stai cercando!
Il settore turistico ha subito un’importante ripresa dopo la pandemia e i trend dei viaggi si stanno già rivoluzionando e dimostrano come i viaggiatori ricerchino sempre di più esperienze personalizzate e stimolanti. I turisti sono sempre più alla ricerca di nuovi modi di viaggiare e vogliono trasformare la vacanza in un’esperienza unica.
Vediamo in questo blog quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si parla di vacanza benessere, o wellness travel.
Poiché, nella maggior parte dei casi, il lavoro è diventato “always-on”, sempre più persone non riescono più a regalarsi una settimana di stacco e di vacanza soprattutto i lavoratori indipendenti che non hanno un tempo retribuito per la vacanza.

La realtà è che sempre più persone hanno un disperato bisogno di una profonda pausa di benessere, ma la maggior parte non può smettere di lavorare. Per venire incontro a queste nuove esigenze della nostra società lavorativa, sempre più fluida e con meno lavoro “dipendente”, nasce un nuovo concetto di viaggio: il “ benessere sabbatico”, dove le giornate di lavoro e quelle dedicate al benessere sono intenzionalmente miscelate, in destinazioni che attivamente ed in modo creativo riescono a rendere questo possibile.
Per questa tipologia di viaggio sarebbero necessarie almeno tre settimane di “vacanza” per avviare cambiamenti di stile di vita duraturi e per un vero e proprio reset mentale. Diversi hotel e resort soprattutto in Asia hanno inaugurato diversi programmi di benessere sabbatico, che vanno molto più profondo di una semplice “ricarica”, e dove le esperienze di guarigione quotidiane complete (tra cui mentoring individuale) sono progettate in modo flessibile intorno agli orari di lavoro ottimizzati.
In futuro si possono già prevedere che i centri benessere di target superiore, quelli che oggi propongono soggiorni di 1 o 2 settimane, estenderanno il periodo ad almeno 21 giorni, introducendo flessibilità ai programmi wellness che saranno intercalati da pause lavorative.

Dormire è una delle attività principali di cui il nostro corpo necessità per un equilibrio ottimale. Coach del sonno e app dedicate all’azione del dormire saranno sempre più richieste così come i soggiorni benessere in grado di offrire nuovi stili di vita comprensivi di un’attenzione dedicata al sonno e ai suoi effetti benefici sulla salute mentale e fisica.
Diversi alberghi, Resort e compagnie aeree stanno “investendo sul sonno”, fornendo al turista e al viaggiatore ogni immaginabile servizio e programma sul tema.
Il Giappone e la sua lunga tradizione nella cultura del benessere svela i segreti della popolazione più longeva al mondo e invita a seguire le sue filosofie e pratiche. Questo è possibile grazie alla cultura del benessere di matrice giapponese che unisce le antiche tradizioni di guarigione con l’avanguardia delle invenzioni tecnologiche e una politica sociale innovativa.
Negli ultimi anni, diversi approcci benessere giapponesi sono diventate tendenze globali: come il “ikigai”, la continua ricerca di trovare il vero scopo nella vita; il valore spirituale del minimalismo (fatta virale da Marie Kondo); i bagni di foresta (Shinrin-Yoku), il movimento meditativo attraverso la natura; e Wabi-sabi, la filosofia di abbracciare l’imperfezione e la transitorietà.
La Natura e i rituali spirituali come la medicina sono al centro di cultura giapponese, e le loro esperienze di benessere uniche si stanno rapidamente sviluppando sia negli ambienti domestici sia in ambito turistico. Il Giappone è di fronte a un trend di viaggio Wellness in aumento, grazie all’apertura di centinaia templi buddisti ai turisti, e anche la creazione di un B&B della prenotazione monastero (Terahaku),è il soggiorno nel monastero il più richiesto. Anche il cibo vegan dei templi giapponesi un tempo preparato dai monaci, introdurrà una nuova tendenza: un nuovo approccio al cibo che identifica l’atto di nutrirsi come momento di pura contemplazione.
La musica come alleato di benessere non è certo una novità. Le nuove frontiere, però, prevedono un’offerta di alta tecnologia in grado di fornire un panorama di suoni biometrici e vibrazioni in grado di migliorare il nostro stato di benessere e salute generale.
Si tratta di musica ad alto grado di personalizzazione per trattamenti mirati e playlist specifiche a seconda del risultato che si vuole raggiungere. Le onde sonore entrano in risonanza con le onde celebrali e diventano alleati in un “benessere” di trasformazione, in sezioni meditative e per aiutare il sonno. La musica come terapia intenzionale viene radicalmente reinventata dalle nuove tecnologie. “Wellness” sta diventando una nuova modalità di ascolto, al di là dell’artista o del genere.
Nei Resort i momenti dedicati all’ascolto e alle vibrazioni sonore aumentano con sessioni di Gong, campane tibetane, e altre full immersion in viaggi nel suono.
Fonti:
www.turismodelbenessere.com/i-10-trend-principali-nel-futuro-del-wellness
www.ilmessaggero.it/viaggi/mondo/viaggi_tendenze_2024_silent_travel_vacanze_fitness_turismo_novita
Iniziamo questo blog dando la definizione di gnatologia: si tratta di una branca dell’odontoiatria che si occupa di studiare fisiologia e fisiopatologia del complesso cranio-cervico-mandibolare, in termini di prevenzione, diagnosi, trattamento terapeutico e riabilitazione.
In particolare, riguarda la gestione clinica di patologie come il bruxismo, movimenti della mandibola, masticazione, respirazione, deglutizione. Proprio perchè problemi che rientrano nell’area di studio della gnatologia sono molti, si vanno ad indagare i rapporti fra mascella, denti, arcate dentarie, articolazioni, muscoli mascellari e sistema nervoso al fine di individuare le disfunzioni.
La gnatologia è una disciplina afferente all’odontoiatria e, come abbiamo visto, si occupa delle disfunzioni causate da patologie delle articolazioni temporo-mandibolari. Chi soffre di patologie di questo tipo può riscontrare diversi problemi, li riportiamo nell’elenco di seguito:
• Aprire e chiudere correttamente la bocca. In questo caso l’intervento dello gnatologo mira a ripristinare la corretta funzionalità dell’area ma anche a evitare recidive con metodi e strumenti non invasivi o cruenti che non provocano dolore, ma che richiedono la partecipazione del paziente;
• Blocco della mandibola a causa della mancata coordinazione fra condili mandibolari e il disco laterale;
• Dolori a viso e collo correlati a problemi di cattiva occlusione (chiusura non corretta dei denti) che può divenire particolarmente invalidante per il paziente se non si interviene in maniera puntuale. In questo caso la visita gnatologica ristabilisce il giusto allineamento delle arcate dentarie, distendendo anche i muscoli facciali e del collo che causano dolore;
• Bruxismo o serramento dei denti dovuto a problematiche relative all’odontoiatria come l’interferenza nei contatti fra le arcate dentarie dovute a carie o otturazioni che alterano la struttura dei denti e l’equilibrio dell’intera bocca;
• Cefalee, mal di testa o vertigini da malocclusione con sintomi ben specifici che richiedono l’intervento di un medico specialista esperto in gnatologia e in grado di ripristinare la corretta funzionalità dell’apparato muscolare del viso, del collo e della testa. malocclusione, può rivelarsi particolarmente efficace;
• Dolori posturali a gambe, schiena, spalle dovuti alla cattiva postura assunta dai pazienti affetti da disturbi temporo-mandibolari;
• Morso profondo o aperto: nel primo caso a scatenare la malocclusione è l’eccessiva chiusura della bocca con una totale copertura dei denti inferiori da parte di quelli dell’arcata superiore. Nel secondo invece si tratta di malocclusione primitiva dovuta al mancato contatto dei denti in occlusione.

IN COSA CONSISTE UNA VISITA GNATOLOGICA?
La visita gnatologica consiste nella valutazione diagnostica di vari aspetti clinici del paziente per comprendere al meglio la sua storia clinica. La raccolta di dati in merito alla salute del paziente rappresenta il primo passo per qualsiasi visita specialistica in modo da capire anche eventuali correlazioni con altre problematiche. Per comprendere se si tratta di disturbi o disfunzioni effettivamente causati da malocclusione dentale, lo gnatologo svolge alcuni test strumentali per raccogliere informazioni in merito all’apparato dentario, stomatognatico e temporo-mandibolare del paziente da trattare:
• Risonanza magnetica o cinerisonanza dell’arcata temporo-mandibolare per reperire una gamma di fotogrammi che descrivono in video i movimenti condilo discali ed eventuali patologie articolari, fra cui infiammazioni con versamenti intracapsulari, fissità e aderenze della superficie del disco, spiazzamento del disco;
• Radiografia dei denti o ortopanoramica;
• Kinesiografia mandibolare che serve per monitorare il meccanismo di apertura/chiusura della bocca durante le attività di masticazione o deglutizione al fine di identificare eventuali movimenti scorretti;
• Pedana postumetrica e stabilometrica su cui si fa salire il paziente che manterrà la posizione eretta mentre lo gnatologo registrerà le aree della pedana su cui si verificano gli accumuli dei carichi.

TRATTAMENTI
Dal momento che l’apparato stomatognatico è responsabile degli organi coinvolti nella masticazione, deglutizione, respirazione, fonazione e postura, questa branca della medicina è finalizzata a ripristinare un corretto equilibrio fra le arcate dentarie e a correggere le disfunzioni che si manifestano a livello di postura e perfino di apparato scheletrico.
Per un trattamento terapeutico veramente efficace, è consigliabile che ortodontisti, osteopati, odontoiatri, otorinolaringoiatri lavorino a stretto contatto.
Generalmente l’approccio terapeutico parte dall’uso di un bite su misura che il paziente userà durante la notte per evitare digrignamenti indesiderati che potrebbero accelerare un processo di consunzione dentale. In determinati casi, si può suggerire di indossarlo di giorno o quando si pratica sport al fine di mantenere costantemente una corretta chiusura dentale ed evitare anomali spostamenti di mandibola e arcate dentali. La funzione del bite è anche quella di permettere il rilassamento muscolare e la decompressione dell’arcata temporo-mandibolare.
Alcuni bite sono automodellanti o morbidi e consistono in mascherine termoplastiche di resina o silicone che si adattano alla propria dentatura e possono essere reperite presso le farmacie a costi anche contenuti.
Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/gnatologia-cos-e-problematiche-trattate.html
Per alcune persone, durante la bella stagione, le giornate di sole e una passeggiata in un parco possono trasformarsi in un incubo. Per chi soffre delle allergie di stagione, infatti, il periodo che va da aprile a giugno è decisamente quello più critico.
Sappiamo che esistono alcuni rimedi naturali che, se non sostituiscono i farmaci nei casi più complessi, aiutano lo stesso a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. Che cos’è l’istamina? Si tratta di una proteina che si comporta da mediatore chimico dell’infiammazione, il nostro organismo la produce nel momento in cui si trova a contatto con un allergene scatenando i conosciuti sintomi.
Tra i sintomi più comuni troviamo, infatti, prurito a varie zone del corpo come naso, gola, occhi e pelle; naso chiuso; starnuti; lacrimazione; in alcuni casi anche tosse e asma. Sono queste le reazioni corporee più diffuse alla penetrazione per via aerea di pollini e polveri nelle persone allergiche ad essi.
Di seguito illustriamo alcuni consigli e accorgimenti per non farci trovare impreparati quando alberi e piante cominciano a fiorire!

Prevenzione e alimentazione
Entrare nella mentalità di una buona prevenzione nei mesi che precedono la primavera è sicuramente di aiuto. Dall’articolo che abbiamo preso come fonte apprendiamo che i rimedi omeopatici più diffusi, soprattutto in presenza di allergia da polline, sono Allium cepa 5 CH, in caso di starnuti e naso che cola; Ipeca 5 CH, in caso di tosse profonda e secca; Euphrasia 5 CH nel caso in cui lacrimino gli occhi. È altrettanto importante anche agire consapevolmente a livello alimentare evitando o limitando nei periodi critici i cibi che liberano istamina.
Tra questi troviamo:
• Formaggi
• Salumi
• Pesce
• Pomodori
• Fragole
• Cioccolato
È invece molto consigliata l’assunzione di quei cibi che inibiscono il rilascio di istamina, tra cui troviamo:
• Mele
• Carote
• Uva
• Alimenti ricchi di omega 3
• Cereali senza glutine
Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti in diversi alimenti, alcuni dei quali però possono spesso risultare essi stessi causa di allergie come ad esempio il salmone e le noci. Altri, invece, possono essere considerati come fonti di omega 3 più sicure come ad esempio i semi di canapa e l’olio di semi di lino.
La Natura ci fornisce, a questo proposito, anche i cosiddetti adattogeni, ovvero sostanze che consentono in generale di aumentare la resistenza e la capacità di adattamento del nostro organismo agli agenti stressanti e alle condizioni sfavorevoli agendo così non sui sintomi ma sulle cause che possono dare origine a squilibri. Tra gli adattogeni più efficaci troviamo ginkgo, rodiola, guaranà, eleuterococco.
Antistaminici naturali per combattere le allergie primaverili
Mettere una barriera naturale alle allergie primaverili vuol dire anche fare spazio ad alcuni alimenti che sono considerati dei veri e propri antistaminici naturali. Di seguito elechiamo le principale caratteristiche di ognuno:

• Ribes nero: è una pianta dalle mille proprietà benefiche, tra cui quella di contrastare il rilascio di istamina. Ha un’azione antinfiammatoria, è ricco di vitamina C e rafforza il sistema immunitario. Si può assumere diluendo in acqua alcune gocce di estratto o tramite infusione.
• Tè verde: riduce l’impatto dell’istamina grazie al suo contenuto di quercitina e di catechina, che contrastano l’insorgere delle infiammazioni. Sono buone fonti di quercitina anche gli agrumi, le mele, il prezzemolo, le cipolle, i legumi, i pomodori, la lattuga e i broccoli.
• Vitamina C: dalla frutta e dalla verdura arriva il contributo più importante in caso di allergie. In particolare è buona abitudini preferire gli alimenti ricchi di vitamina C come arance, limoni, pompelmo, carote, kiwi, ecc, che in primavera sono dei buoni antistaminici naturali e aiutano a rinforzare l’organismo debilitato da asma e tosse.
• Zenzero, basilico e spezie: tra le piante utili in caso di allergia troviamo lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina. Si utilizzano foglie di basilico essiccate da lasciare in immersione in acqua bollente fino a quando non si saranno raffreddate. Il preparato può essere bevuto o anche utilizzato sulle eventuali eruzioni cutanee.
• Ortica: contiene quercitina, perciò anche l’ortica è considerata un antistaminico naturale in grado di agire molto rapidamente. Si può assumere come decotto oppure in capsule.
• Aceto di mele: è ritenuto particolarmente efficace contro le allergie stagionali, due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua da assumere per pochi giorni, tre volte nell’arco delle 24 ore.
Ecco come alcuni alimenti sono in tutto e per tutto considerati dei veri e propri antistaminici naturali, che risultano molto utili per chi soffre di allergie primaverili.
Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rimedi-naturali-contro-le-allergie-primaverili
In questo blog vedremo qual è la relazione tra salute orale e salute generale, arrivando ad indicare gli organi maggiormente coinvolti.
La prima porta di accesso di batteri e agenti patogeni è la bocca, e questi possono poi facilmente diradarsi all’interno dell’organismo: questo si può tradurre, tendenzialmente, in malattie generali che possono essere condizionate da una cattiva salute orale. Vero è che alcune malattie del cavo orale possono essere anche influenzate da malattie sistemiche. Affermiamo quindi che esiste uno scambio tra le due entità, tra salute orale e salute generale del corpo. Alcuni studi hanno dimostrato che una scarsa salute orale, in particolare riferita alla perdita dei denti, provoca il peggioramento della salute sistemica delle persone, con una conseguente possibile predisposizione alla mortalità.
Iniziamo la nostra analisi della correlazione tra salute orale e salute generale dell’organismo parlando di ossa. Infatti, l’eventuale dolore alla schiena sofferto da alcuni soggetti può trovare una causa anche nella salute orale: questi dolori, infatti, possono essere legati ad una malocclusione dentale, ovvero il disallineamento tra l’arcata superiore e quella inferiore. Questo fattore può portare i denti a lavorare e utilizzare le forze in modo scorretto, sovraccaricando determinati muscoli e articolazioni che diventano la causa di mal di schiena e scompenso posturale.

Come sono collegati? Dobbiamo sapere che gli agenti esterni che entrano nella cavità orale possono arrivare fino al cuore, innescando infiammazioni. Qui introduciamo la parodontite, ovvero la malattia dentale la cui componente batterica e infiammatoria può portare alla perdita denti. Questa, tramite la proliferazione di batteri all’interno di ‘tasche’, aumenta l’infiammazione generale rendendo meno fluido il sangue, portando ad una predisposizione alle malattie cardiovascolari e cardiache, come la sindrome coronarica acuta, ma anche ictus e aterosclerosi. Questa correlazione è stata dimostrata dalla scoperta di batteri parodontali negli ateromi coronarici che si formano nelle arterie, il che dimostra che con una salute orale migliore si potrebbe evitare la diffusione di questi batteri.
Altrettanto molto importante è il legame tra cavo orale e strutture respiratorie, le quali rappresentano la prima stazione in cui si fermano i batteri che arrivano dalla bocca provocando possibili patologie respiratorie o l’abbassamento delle difese immunitarie (oltre alla frequente compromissione parodontale, che aumenta la quantità di microbi in circolo). Anche in questo contesto la malattia parodontale può avere un forte impatto, tanto da essere inserita nella lista delle patologie da evitare in ottica preventiva per la formazione del cancro al polmone.
Da alcuni studi è stato rilevato che una scarsa salute della bocca è associata ad una maggiore incidenza di broncopolmonite. Anche la salute dell’intestino è collegata in modo diretto a quella della bocca: i soggetti con malattie infiammatore intestinali, come la colite ulcerosa, hanno maggiore probabilità di sviluppare parodontiti e incidere sulla condizione del cavo orale. La diffusione dei microbi che arrivano dalla bocca all’intestino aggravano diverse malattie gastrointestinali, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, la malattia infiammatoria intestinale e il cancro del colon-retto.

Una salute orale piuttosto precaria può portare anche a mal di testa, cefalee e cervicali. Questo perché il disallineamento dentale, carie, perdita di denti o denti del giudizio mal posizionati possono creare disturbi sull’equilibrio e sul tono muscolare tanto da affaticare alcuni muscoli specifici che portano alle cefalee cosiddette muscolo-tensive.
Conclusioni
Considerando il ruolo centrale dei tessuti che sostengono i denti, è importante sottolineare il ruolo delle cure odontoiatriche e del dentista. Anche se è vero che alcuni soggetti sono predisposti per natura alla malattia parodontale, non va mai sottovalutata la prevenzione. È bene seguire un’igiene orale adeguata, con lavaggi dei denti dopo ogni pasto pulendo non solo le superfici interne ed esterne del dente ma soprattutto quelle interdentali attraverso fili e scovolini. Lo spazzolamento deve essere accurato e raggiungere tutte le superfici dentali, anche quelle più posteriori. Senza mai dimenticarsi di recarsi dal proprio dentista almeno due volte l’anno, così da intercettare eventuali patologie parodontali che, come dimostrato, possono essere un rischio da un punto di vista cardiovascolare, polmonare e intestinale.
Fonte: https://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/23450/salute-orale-vs-salute-generale-ecco-la-mappa-delle-correlazioni.html