MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 56

E’ online il 56esimo numero gratuito della nostra rivista: Garden therapy: Perché il giardinaggio fa bene. Ma anche ai denti?“.

In un mondo sempre più orientato alla sostenibilità, al risparmio delle risorse e al riciclo, anche l’odontoiatria deve adeguarsi per arrivare a minimizzare l’impatto ambientale della propria attività. Gli studi dentistici producono quantità significative di rifiuti, alcuni dei quali anche pericolosi e per tale motivo essi devono essere gestiti in modo appropriato per ridurre l’impatto sulle emissioni di carbonio sia sulla sostenibilità in generale.

Una corretta gestione dei rifiuti non ha solo benefici ambientali, ma anche vantaggi in termini di costi. Generalmente, infatti, i costi aumentano a mano a mano che i rifiuti diventano più complessi: l’incenerimento, per esempio, è più costoso della discarica, che a sua volta è più costosa del riciclaggio.

Per migliorare la gestione dei rifiuti è necessario ridurne la generazione e garantire che essi siano classificati e segregati/separati in modo appropriato.

Sappiamo che ci sono alcune pratiche e alcuni materiali (come i dpi, i dispositivi di protezione individuale) che rendono lo studio dentistico un’attività difficilmente sostenibile, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono fare la differenza.

Il percorso di sostenibilità non si racchiude soltanto in quanti rifiuti producono, ma tocca anche le abitudini che si assumono in studio.

A questo proposito, un esempio potrebbe essere quello di incentivare i collaboratori e i dipendenti dello studio, oltre che noi stessi, ad evitare dove possibile l’uso dell’auto. Se si vuole fare ancora un passo in più, si può impostare una politica aziendale che offra qualche tipo di incentivo tangibile per l’utilizzo di mezzi elettrici (come monopattini e biciclette) o dei mezzi pubblici attraverso convenzioni o altri accordi con aziende di trasporto del territorio.

Un altro accorgimento significativo è quello di diminuire le visite dei pazienti presso lo studio dentistico attraverso l’utilizzo della teleodontoiatria (molto utilizzata durante il lockdown). Fino a quando non è necessario un intervento diretto sul paziente, si può sfruttare la tecnologia facendo controlli da remoto con foto e video registrati direttamente a casa dal paziente.

Queste sembrerebbero piccole azioni che non cambiano le sorti dell’ambiente, ma ogni piccolo accorgimento verso la sostenibilità è importante.

Come ridurre gli sprechi all’interno dello studio?

Prima di tutto, acquistando meno. Questo dovrebbe anche includere la gestione corretta delle scorte per prevenire la scadenza dei materiali di consumo. La rotazione delle scorte è importante anche per garantire che gli articoli più vicini alla loro “data di scadenza” siano utilizzati al posto di quelli più recenti.

Per ridurre la produzione dei rifiuti esistono poi diversi modi: innanzitutto, sarebbe compito dei produttori di materiali dentali cercare di produrre articoli sanitari rispettosi dell’ambiente.

Sarebbe poi anche di fondamentale importanza ridurre l’uso della carta, che può avere un impatto significativo sui rifiuti, sui costi finanziari e anche sulle emissioni di anidride carbonica. Al posto delle classiche cartelle cartacee, quindi, è preferibile utilizzare metodi alternativi di registrazione, come le cartelle in formato elettronico. Se però l’uso della carta in alcuni casi dovesse risultare assolutamente necessario, si potrebbero adottare alcune opzioni per il suo risparmio, utilizzando per esempio carta riciclata oppure riducendo la dimensione del carattere di stampa.

È possibile poi ridurre gli sprechi anche usando materiali riutilizzabili al posto di quelli monouso. Una recente revisione ha infatti dimostrato che gli strumenti riutilizzabili hanno un vantaggio non solo in termini di costi, ma anche in ambito sociale/etico e ambientale.

Il team dentistico dovrebbe, tuttavia, essere consapevole del suo potenziale impatto sull’ambiente e gli studi stessi dovrebbero cercare di investire in attrezzature durevoli e progettate per durare a lungo.

L’acquisto di prodotti con una garanzia più lunga e delle opportune valutazioni dei prodotti prima dell’acquisto possono ridurre i costi ed essere più sostenibili dal punto di vista ambientale. L’attrezzatura poi deve essere regolarmente controllata e riparata quando necessario, intervenendo il prima possibile.

Un altro aspetto che deve essere sempre maggiormente considerato è il consumo di acqua, elemento che sta diventando sempre più prezioso. Gli studi dentistici, quindi, secondo gli autori, potrebbero intraprendere interventi simili a quelli delle famiglie per ridurre il consumo di acqua, come l’installazione di un contatore per monitorare l’uso dell’acqua, spegnere le apparecchiature che utilizzano l’acqua quando non sono in uso e controllare regolarmente la presenza di perdite.

Per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici per essere più sostenibili si può prestare maggiore attenzione a tutti gli sprechi come per esempio accendere il riscaldamento solo quando necessario o evitare di aprire le finestre annullando il lavoro del riscaldamento o raffreddamento.

Inoltre, per diminuire l’inquinamento, si possono prediligere prodotti biologici per la pulizia invece che quelli chimici.

Riciclare e riutilizzare, quindi, è possibile anche all’interno degli studi dentistici. È fondamentale, pertanto, che tutto lo staff sia opportunamente formato e istruito per garantire un corretto smaltimento dei rifiuti. Ne va della salute dell’ambiente e, di conseguenza, anche di tutti noi.

Fonti:

www.markedonzia.com

www.odontoiatria33.it/approfondimenti/22695/odontoiatria-e-sostenibilita-binomio-possibile

Per alcune persone, durante la bella stagione, le giornate di sole e una passeggiata in un parco possono trasformarsi in un incubo. Per chi soffre delle allergie di stagione, infatti, il periodo che va da aprile a giugno è decisamente quello più critico.

Sappiamo che esistono alcuni rimedi naturali che, se non sostituiscono i farmaci nei casi più complessi, aiutano lo stesso a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. Che cos’è l’istamina? Si tratta di una proteina che si comporta da mediatore chimico dell’infiammazione, il nostro organismo la produce nel momento in cui si trova a contatto con un allergene scatenando i conosciuti sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo, infatti, prurito a varie zone del corpo come naso, gola, occhi e pelle; naso chiuso; starnuti; lacrimazione; in alcuni casi anche tosse e asma. Sono queste le reazioni corporee più diffuse alla penetrazione per via aerea di pollini e polveri nelle persone allergiche ad essi.

Di seguito illustriamo alcuni consigli e accorgimenti per non farci trovare impreparati quando alberi e piante cominciano a fiorire!

Prevenzione e alimentazione

Entrare nella mentalità di una buona prevenzione nei mesi che precedono la primavera è sicuramente di aiuto. Dall’articolo che abbiamo preso come fonte apprendiamo che i rimedi omeopatici più diffusi, soprattutto in presenza di allergia da polline, sono Allium cepa 5 CH, in caso di starnuti e naso che cola; Ipeca 5 CH, in caso di tosse profonda e secca; Euphrasia 5 CH nel caso in cui lacrimino gli occhi. È altrettanto importante anche agire consapevolmente a livello alimentare evitando o limitando nei periodi critici i cibi che liberano istamina.

Tra questi troviamo:

• Formaggi

• Salumi

• Pesce

• Pomodori

• Fragole

• Cioccolato

È invece molto consigliata l’assunzione di quei cibi che inibiscono il rilascio di istamina, tra cui troviamo:

• Mele

• Carote

• Uva

• Alimenti ricchi di omega 3

• Cereali senza glutine

Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti in diversi alimenti, alcuni dei quali però possono spesso risultare essi stessi causa di allergie come ad esempio il salmone e le noci. Altri, invece, possono essere considerati come fonti di omega 3 più sicure come ad esempio i semi di canapa e l’olio di semi di lino.

La Natura ci fornisce, a questo proposito, anche i cosiddetti adattogeni, ovvero sostanze che consentono in generale di aumentare la resistenza e la capacità di adattamento del nostro organismo agli agenti stressanti e alle condizioni sfavorevoli agendo così non sui sintomi ma sulle cause che possono dare origine a squilibri. Tra gli adattogeni più efficaci troviamo ginkgo, rodiola, guaranà, eleuterococco.

Antistaminici naturali per combattere le allergie primaverili

Mettere una barriera naturale alle allergie primaverili vuol dire anche fare spazio ad alcuni alimenti che sono considerati dei veri e propri antistaminici naturali. Di seguito elechiamo le principale caratteristiche di ognuno:

Ribes nero: è una pianta dalle mille proprietà benefiche, tra cui quella di contrastare il rilascio di istamina. Ha un’azione antinfiammatoria, è ricco di vitamina C e rafforza il sistema immunitario. Si può assumere diluendo in acqua alcune gocce di estratto o tramite infusione.

Tè verde: riduce l’impatto dell’istamina grazie al suo contenuto di quercitina e di catechina, che contrastano l’insorgere delle infiammazioni. Sono buone fonti di quercitina anche gli agrumi, le mele, il prezzemolo, le cipolle, i legumi, i pomodori, la lattuga e i broccoli.

Vitamina C: dalla frutta e dalla verdura arriva il contributo più importante in caso di allergie. In particolare è buona abitudini preferire gli alimenti ricchi di vitamina C come arance, limoni, pompelmo, carote, kiwi, ecc, che in primavera sono dei buoni antistaminici naturali e aiutano a rinforzare l’organismo debilitato da asma e tosse.

Zenzero, basilico e spezie: tra le piante utili in caso di allergia troviamo lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina. Si utilizzano foglie di basilico essiccate da lasciare in immersione in acqua bollente fino a quando non si saranno raffreddate. Il preparato può essere bevuto o anche utilizzato sulle eventuali eruzioni cutanee.

Ortica: contiene quercitina, perciò anche l’ortica è considerata un antistaminico naturale in grado di agire molto rapidamente. Si può assumere come decotto oppure in capsule.

Aceto di mele: è ritenuto particolarmente efficace contro le allergie stagionali, due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua da assumere per pochi giorni, tre volte nell’arco delle 24 ore.

Ecco come alcuni alimenti sono in tutto e per tutto considerati dei veri e propri antistaminici naturali, che risultano molto utili per chi soffre di allergie primaverili.

Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rimedi-naturali-contro-le-allergie-primaverili