Anche i medici e gli odontoiatri sono assoggettati a un obbligo di formazione continua, secondo il sistema ECM. I controlli spettano all’ordine. Tutti i medici e gli odontoiatri iscritti ai relativi albi sono tenuti ad adempiere all’obbligo formativo, secondo il sistema ECM. L’obbligo, in particolare, scatta a partire dall’anno solare successivo a quello di iscrizione all’albo e prosegue sino a che si resta iscritti, salvo i casi di esonero ed esenzione.
Il medico in pensione che continua a essere iscritto all’albo, quindi, deve continuare ad acquisire crediti ECM.
Formazione medici: quanti crediti?
Il sistema di formazione ECM è strutturato in trienni formativi: ogni tre anni, i medici (e gli odontoiatri) devono acquisire 150 crediti.
Per i medici libero professionisti, questo è l’unico limite, mentre per i medici dipendenti vengono fissati anche degli obiettivi annui.
Chi è in regola con la formazione del triennio precedente o in tale arco temporale ha acquisito un cospicuo numero di crediti può beneficiare di alcuni sconti, ovverosia di una riduzione del numero dei crediti da acquisire nel triennio in corso, che varia a seconda dei crediti effettivamente acquisiti nei precedenti tre anni e che è pari al massimo a 30 ECM.

Sospensione obbligo formativo e medici esonerati
La normativa ECM prevede alcune ipotesi di esonero dall’obbligo formativo dei medici e degli odontoiatri.
In particolare, non sono tenuti ad acquisire crediti coloro che:
frequentano un corso di specializzazione universitario, un master universitario o un dottorato di ricerca;
frequentano un corso di specializzazione in psicoterapia promosso da scuole riconosciute dal Miur;
frequentano un corso di formazione in medicina generale;
frequentano un corso di formazione e aggiornamento in materia di Aids.
L’esonero è di quattro crediti al mese o a frazione di mese superiore a quindici giorni.

In altri casi, la formazione è sospesa in conseguenza di alcune situazioni che determinano la sospensione della stessa attività medica. Si tratta, nel dettaglio, delle seguenti:

  • congedo previsto dalla normativa a sostegno della genitorialità;
  • permesso per gravi patologie;
  • assenza per malattia;
  • aspettativa per motivi familiari;
  • aspettativa per cooperazione sanitaria internazionale;
  • richiamo alle armi;
  • incarico di direttore sanitario o direttore generale di ASL o di AOU;
  • assegnazione di una carica pubblica elettiva.

Anche in questo caso, sono “scontati” quattro crediti al mese o a frazione di mese superiore a quindici giorni.
Formazione medici: chi controlla?
Il controllo del rispetto dell’obbligo formativo da parte di medici e odontoiatri è affidato alla segreteria dell’ordine di appartenenza, che può chiedere in ogni momento agli interessati di attestare i crediti complessivi riportati nel periodo di riferimento. Gli ordini che non eseguono i controlli possono porre in essere il reato di omissione di atti d’ufficio.
Medici senza crediti: quali conseguenze?
Le conseguenze dell’inadempimento dell’obbligo di formazione da parte dei medici e degli odontoiatri possono essere molteplici. Innanzitutto, gli stessi possono essere sanzionati dal proprio ordine, con ripercussioni che possono essere anche molto pesanti. È ad esempio di aprile 2019 la notizia del primo sanitario (un dentista) sospeso per tre mesi dalla professione proprio per non essersi aggiornato con costanza.
Il medico non formato può poi avere problemi con la propria assicurazione e in un’eventuale causa di risarcimento danni intentata da un paziente. Se poi si tratta di un dipendente di una struttura privata, le conseguenze dell’inadempimento dell’obbligo formativo possono riversarsi anche su quest’ultima, che potrebbe perdere le eventuali convenzioni in essere con la ASL di appartenenza.
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Potremmo pensare ad un passaggio da professionista a professionista-imprenditore? Tanto più lo studio dentistico diventa una piccola struttura organizzativa con segreteria, assistenti, collaboratori esterni, ecc. tanto più potremmo considerarlo come una piccola-media impresa. Oggi per essere competitivi e restare sul mercato non bastano più solo capacità professionali, intellettuali e manuali, ma è necessario sviluppare competenze manageriali (economiche, organizzative, comunicative) ed utilizzare idonei strumenti di controllo (informatici, gestionali). Solo in questo modo sarà possibile soddisfare la domanda in continua evoluzione dei pazienti e ripagare gli investimenti fatti. Ciò che rende obsoleto il tradizionale modello di studio dentistico e che esso rende necessario un cambiamento è il fatto che non permette di soddisfare le diverse esigenze dei pazienti, comprendendone le aspettative. Ne viene meno quindi la qualità percepita e la soddisfazione di chi utilizza i servizi dello studio. Gli odontoiatri devono quindi entrare in una nuova dimensione incentrata sul dialogo con il paziente per ottenere la sua fiducia che potrà poi trasformarsi in fedeltà allo studio. Per fare questo è necessario sviluppare questi tre aspetti all’interno dell studio:

  1. Attenzione e cura al paziente nei minimi particolari;
  2. Qualità relazionale con tutti i punti di contatto dello studio;
  3. Formazione e aggiornamento dello staff continui.

I pazienti soddisfatti e messi in grado di percepire la qualità delle cure sono lo strumento più efficace per generare un’immagine positiva dello studio. È però necessario sviluppare una serie di competenze che vanno dalla pianificazione delle decisioni, al controllo, passando per un efficientamento dei costi fino ad arrivare ad un’attività di comunicazione strutturata. Le strategie da sviluppare per una gestione manageriale dello studio odontoiatrico riguardano principalmente tre aspetti.

  1. Organizzazione: l’efficienza e l’efficacia della gestione operativa è generata da una corretta pianificazione dei processi organizzativi dello studio odontoiatrico. Questo si traduce, a livello pratico, in gestione degli orari e dei ritmi lavorativi ed anche nella corretta ripartizione delle mansioni tra tutti gli operatori (stabilire ruoli, responsabilità e compiti di ciascuno per rendere più fluido l’intero processo organizzativo).
  2. Controllo dei costi: il controllo di gestione è quel processo che aiuta il dentista-imprenditore a gestire al meglio il proprio studio, assicurando che le risorse vengano acquisite e impiegate in modo efficace ed efficiente per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tenere sotto controllo la dinamica costi-ricavi ed incassi-pagamenti significa assicurare la marginalità necessaria a garantire la redditività dello studio e flussi di cassa positivi.
  3. Comunicazione verso l’esterno: refficace la comunicazione esterna dello studio odontoiatrico significa creare nuove opportunità, ampliare il bacino di clientela potenziale per cercare di incrementare la base pazienti acquisita. Solo gestendo correttamente questi tre aspetti sarà possibile ottenere il giusto posizionamento e farsi scegliere dai potenziali pazienti, ricordando che il paziente soddisfatto si trasforma da utente a divulgatore, diventando così moltiplicatore del business dello studio.

Chiunque debba fare un progetto, che coordina un certo numero di persone, dovrà vestire i panni del Leader. Come fare quindi ad essere un Leader di successo? Seguendo l’esempio dei “grandi”, che riassumiamo in questi punti:

  1. Delegare. Steve Jobs sulla delega diceva: “Non assumi una persona più in gamba di te, per dirgli poi che cosa deve fare. Tu assumi una persona più in gamba di te, per farti dire da lui che cosa devi fare”.
  2. Divertirsi. Se tu crei un ambiente di lavoro piacevole, divertente, a quel punto il lavoro, chiaramente, diventa una cosa meno noiosa.
  3. Andare contro corrente. Il leader, è uno che fa le cose a modo suo.
  4. Ascoltare. Far parlare gli altri, cogliere tutte le informazioni.
  5. Affrontare il problema non appena viene fuori. “Se uno ti offre una grande opportunità e non sai bene se sei in grado di farlo oppure no, accettala. E poi scopri dopo come riuscire a farla”.
  6. Coinvolgere persone in gamba. Persone di talento, grandi persone. L’approccio è quello di fare un recrutiting basato sulle proprie debolezze. Dov’è che siamo più carenti? E a quel punto troviamo le persone che possano bilanciarci.
  7. Incontrare le persone. Parlare con loro e motivarle.

Concludiamo l’articolo con una citazione che fa al caso nostro. Hanno chiesto a Richard Branson, famoso leader e imprenditore britannico: “Come fai a convincere le persone a restare, Richard? “La chiave è questa”, ha risposto. “Formale così bene, che se ne possono andare via, che siano in grado di andarsene via. Ma trattale così bene, che invece vogliano restare”.