MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 54

E’ online il 54esimo numero gratuito della nostra rivista: L’Impatto degli Eventi Corporate: Motivazione, Engagement e Innovazione“.

Nuove regole ECM: come gestire i crediti formativi nel triennio 2023|2025

La Commissione nazionale per la formazione continua ha recentemente annunciato importanti aggiornamenti riguardanti la gestione dei crediti ECM. Con la delibera 6/24, infatti, si apre un nuovo capitolo per i professionisti sanitari che ora avranno la possibilità di spostare i crediti formativi accumulati nel 2023 fino alla fine del 2025.

COSA CAMBIA PER I PROFESSIONISTI SANITARI

Con l’approvazione della Legge di conversione (L. n. 15/2025) del Decreto Milleproroghe (Dl n. 202/2024), è prevista la proroga del termine per il completamento dell’obbligo ECM relativo al triennio 2020|2022, adesso esteso al 31 Dicembre 2025. Eventuali crediti ECM maturati nel 2024 e 2025 potranno essere trasferiti, su richiesta del sanitario, sul triennio 2020|2022 per completare il debito formativo individuale e risultare così certificabili.

Questo significa che i professionisti che hanno ottenuto crediti entro tale data possono utilizzarli per soddisfare i requisiti del triennio precedente.

Il termine ultimo per lo spostamento dei crediti è stato esteso per offrire più tempo ai sanitari per completare la procedura e trovarsi in regola con il proprio obbligo formativo. Questa operazione potrà essere effettuata tramite il sito CoGeAPS.

Nello specifico, la normativa espone:

(L. n. 15/2025)

(Dl n. 202/2024(nuova scheda – new tab))

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE CONTINUA NEL SETTORE SANITARIO

La formazione continua è un dovere deontologico per ogni operatore sanitario, essenziale per garantire la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti. La decisione della Commissione riflette l’importanza di essere adeguatamente formati e aggiornati, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha sottolineato il rischio di mancata copertura assicurativa in caso di contenzioso per coloro che non sono in regola con il 70% dei crediti ECM.

E I TRIENNI PASSATI?

Ampliamento del recupero crediti ECM: la certificazione dell’assolvimento dell’obbligo formativo per i trienni 2014|2016, 2017|2019 e 2020|2022 può essere conseguita, in caso di mancato raggiungimento degli obblighi formativi nei termini previsti, attraverso crediti compensativi definiti con provvedimento della Commissione Nazionale per la Formazione Continua.

FORMAZIONE ECM A DISTANZA (FAD)

Concludiamo con un accenno alla formazione a distanza. Quanti crediti ECM FAD si possono fare in un anno o nel corso del triennio? La Commissione ECM ha stabilito che per la formazione a distanza (FAD) non esistono limiti: è dunque possibile raggiungere il 100% dei propri crediti annuali e triennali attraverso dei corsi ECM FAD.

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Fonti:

nursetimes.org/nuove-regole-ecm-come-gestire-i-crediti-formativi-nel-triennio-2023-2025

Dental Tribune Italia anno XXI n.3 Marzo 2025

www.governo.it/it

Si definisce “Odontofobia”, dal greco <<odùs, odòntos e fobos>>,ed è la classica Paura di provare dolore sulla “sedia” del Dentista.

Condizione da sempre diffusa, è stata per oltre un secolo oggetto di studi in tutto il mondo, poiché ne soffrono dal 10 al 20% dei bambini e dal 5 al 20% di adulti. Avere paura del dentista può avere conseguenze negative sulla salute della bocca e di conseguenza sulla qualità della vita poiché generalmente chi ne soffre, tende ad evitare le visite di controllo dal dentista e ad ostacolare le cure odontoiatriche, incorrendo in un peggioramento della salute orale nel tempo, che si riflette in un peggioramento della salute dell’intero organismo.

Nei soggetti adulti infatti, in cui l’incidenza della malattia parodontale è pari al 50%, la paura del dentista può essere davvero pericolosa poiché, come ricordano la Società Italiana di Parodontologia (SIDP) e la Federazione Europea di Parodontologia (EFP), non curare la malattia parodontale, che è una malattia cronica, significa non soltanto aumentare il rischio di perdere i denti ma anche aumentare il rischio di problemi sistemici più gravi tra cui episodi cardiovascolari o la comparsa del diabete. Negli anni la paura di provare dolore durante le terapie è stata identificata come il principale limite alle cure nel 71% dei pazienti con malattia parodontale, ed è proprio a causa dell’odontofobia che ancora oggi, molte persone tendono a sottovalutare i segnali di sanguinamento gengivale e ipersensibilità dentale legati alla parodontite, per non doversi sottoporre a sedute di terapia effettuate con strumenti rumorosi o in anestesia, elementi questi, che innalzerebbero ancor di più i loro livelli di ansia e preoccupazione.

Non frequentare lo studio odontoiatrico influenza anche negativamente la possibilità del paziente di prendersi cura del suo sorriso in autonomia, poiché sprovvisto delle indicazioni del professionista; pertanto, vengono meno alcuni dei presupposti fondamentali per il successo della terapia parodontale.

Come nasce la paura del dentista? 

Gli studi scientifici condotti negli ultimi 40 anni su questo tema, hanno evidenziato che oltre il 70% degli adulti odontofobici hanno iniziato ad esserlo durante l’infanzia per cause diverse; il temperamento genetico, ossia una tendenza innata all’ansia e alla preoccupazione, pregresse esperienze dolorose dal dentista, racconti negativi di persone vicine e soprattutto l’influenza di un genitore con la paura del dentista. Sembra infatti esserci una forte associazione tra la paura del dentista nel genitore (soprattutto la madre) e quella nel figlio fino agli 8 anni d’età, che tende poi a diminuire negli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni di età. La promozione della salute orale inizia quindi proprio dai più piccoli e, soprattutto nel caso di bambini ansiosi, deve avvalersi della collaborazione dei genitori. L’obiettivo è far si che il bambino acquisisca sin da subito consapevolezza dell’importanza di avere una bocca sana e della prevenzione di problematiche future a denti e gengive, che riconosca l’incontro con il dentista come un’esperienza positiva e di routine durante la crescita. In questo modo da adulto, avendo a cuore la salute del proprio sorriso, sarà probabilmente determinato a seguire le indicazioni del professionista riconoscendo in lui una figura amica, mantenendo uno stile di vita corretto e delle abitudini salutari per denti e gengive.

Come vincere la paura del dentista? 

Ruolo del professionista è aiutare il paziente a superare gradualmente la paura di affrontare le terapie odontoiatriche, personalizzando l’approccio e la comunicazione in funzione del livello e della tipologia di paura espressa dal paziente, con l’obiettivo di conquistare la sua fiducia. L’empatia è alla base del rapporto odontoiatra-paziente ed è fondamentale la comprensione dei motivi che scatenano l’avversione alle cure. Esistono secondo il mondo scientifico, diverse teorie psicologiche e comportamentali a disposizione del professionista per aiutare il paziente a vincere la paura del dentista; si fondano tutte su una efficace comunicazione, che stimoli il paziente a superare il trauma e a sottoporsi nuovamente alle terapie in assenza di dolore, cosi che diventi per lui un’esperienza positiva di cui riconosca i benefici e che lo renda propenso a prendersi cura della sua salute orale negli anni a venire.

Fonte: ansa.it

Quando si parla di violenza sulle donne, si pensa spesso a medici, psicologi e forze dell’ordine come principali punti di riferimento per intercettare e supportare le vittime. Anche il dentista però, per la sua vicinanza e il suo sguardo attento, può giocare un ruolo cruciale in questa battaglia.

La Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente nazionale ANDI – Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di sensibilizzare e formare i professionisti dentisti e odontoiatri affinché possano riconoscere i segnali di violenza contro le donne e intervenire nel modo più appropriato.

Dentisti e odontoiatri, infatti, possono svolgere un ruolo cruciale nel rilevare casi di violenza sulle donne grazie alla loro posizione particolarmente indicata per notare segni fisici che potrebbero indicare abusi, traumi ripetuti, fratture e lesioni alla mascella, alle ossa del viso, ai denti o ai tessuti molli della bocca e, adeguatamente formati, potrebbero intercettare e agire tempestivamente per impedire tragici epiloghi. Inoltre, al fine di dare supporto alle donne vittime di violenza, il Dipartimento per le pari opportunità metterà in rete dentisti ed odontoiatri con i servizi di supporto alle vittime, come il numero di pubblica utilità 1522 e i CAV (Centri Anti Violenza).

Nei casi di violenza cogliere i segnali, intercettarli tempestivamente, può essere essenziale per salvare una vita. In questa battaglia quindi è molto importante il coinvolgimento delle professionalità che più facilmente possono entrare in contatto con le vittime, sia per svolgere un’opera di sensibilizzazione, sia per accorgersi di situazioni che sono la spia di qualcosa che non va – dichiara la Ministra Roccella -. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione degli operatori, e il protocollo con l’associazione dei dentisti va esattamente in questa direzione. Sapere come approcciarsi alle donne vittime di violenza può essere determinante per spezzare il ciclo prima dell’irreparabile.

Questo Protocollo rappresenta la sintesi del percorso che l’Associazione nazionale dentisti italiani ha intrapreso da tempo, nella ferma convinzione dell’impegno degli odontoiatri associati ANDI a tutela della persona e a conferma della sensibilità dell’Associazione verso un tema così importante e delicato – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale ANDI – Siamo onorati del lavoro di squadra svolto con la Ministra Roccella e che vedrà gli oltre 28.000 odontoiatri ANDI impegnati nel promuovere, sostenere e sensibilizzare i termini sanciti dal documento sottoscritto, per sviluppare una rete di supporto che favorisca il contatto tra le vittime, i servizi sociali e il numero di pubblica utilità 1522.

Fonte: andi.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 51

E’ online il 51esimo numero gratuito della nostra rivista: “Report eventi 2024”.

I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a erompere nella bocca, generalmente tra i 17 e i 25 anni. Sebbene non tutti sviluppino questi denti, la loro crescita può spesso causare problemi, richiedendo l’estrazione.

Questo articolo esamina il percorso pre e post estrazione per chi deve affrontare questa procedura.

I denti del giudizio sono residui evolutivi, utili in passato quando l’alimentazione era più dura e meno raffinata.Tuttavia, con l’evoluzione delle abitudini alimentari e il cambiamento nella struttura mandibolare, molte persone non hanno spazio sufficiente per accogliere questi denti. Questo può portare a dolore, infezioni, carie, o problemi ortodontici.

Il percorso pre-estrazione

Se si sospetta un problema legato ai denti del giudizio, il primo passo è una visita dal dentista. Durante questa fase, lo specialista valuterà la situazione attraverso un esame clinico e una radiografia panoramica. Questa consente di individuare la posizione dei denti del giudizio e i potenziali rischi, come vicinanza ai nervi o inclinazioni problematiche.

L’estrazione è consigliata in diversi casi:
• Denti inclusi: quando i denti restano parzialmente o totalmente sotto la gengiva.
• Affollamento dentale: i denti del giudizio possono spingere gli altri denti, compromettendo l’allineamento.
• Infezioni o carie: la loro posizione rende difficile una pulizia adeguata, aumentando il rischio di problemi.

Prima dell’intervento, il dentista o il chirurgo maxillo-facciale discuterà con il paziente dei dettagli della procedura, dei rischi e del decorso post-operatorio. Sarà necessario informare il medico di eventuali allergie, farmaci in uso, o condizioni di salute che potrebbero influenzare la guarigione.

La procedura di estrazione e il percorso post-estrazione

L’estrazione può avvenire con anestesia locale, sedazione cosciente o anestesia generale, a seconda della complessità del caso. Durante l’intervento, il chirurgo può dover incidere la gengiva o frammentare il dente per facilitarne la rimozione.

La guarigione dopo l’estrazione dei denti del giudizio richiede attenzione. Subito dopo l’intervento, è normale avvertire gonfiore, dolore e lieve sanguinamento. Per gestire il dolore, il medico prescriverà analgesici e, se necessario, antibiotici per prevenire infezioni.

Ecco alcune linee guida per il post-operatorio:
1. Compressione con garze: aiuta a controllare il sanguinamento nelle prime ore.
2. Impacchi di ghiaccio: riducono il gonfiore nelle prime 24 ore.
3. Alimentazione morbida: nei giorni successivi è importante consumare cibi facili da masticare, evitando cibi caldi o piccanti.
4. Igiene orale delicata: evitare di spazzolare l’area interessata per i primi giorni.

Tempi di guarigione e controlli

La maggior parte delle persone recupera in circa una settimana, anche se il gonfiore e i fastidi possono persistere più a lungo. I punti di sutura, se presenti, vengono rimossi dal dentista dopo 7-10 giorni. È importante seguire scrupolosamente i controlli per garantire una guarigione ottimale.
Affrontare l’estrazione dei denti del giudizio può sembrare impegnativo, ma con una preparazione adeguata e una buona gestione del post-operatorio, il recupero è generalmente rapido e senza complicazioni.

Il diastema è uno spazio tra due denti, più comunemente osservato tra gli incisivi superiori. Sebbene possa comparire anche in altre zone dell’arcata dentale, questa caratteristica è spesso considerata una peculiarità estetica e, in alcuni casi, addirittura un tratto distintivo di bellezza. Molte persone, però, vedono il diastema come un difetto e desiderano correggerlo per migliorare l’aspetto del loro sorriso.

Il diastema può avere diverse cause, alcune delle quali sono legate a fattori anatomici e altre a comportamenti o abitudini. Ecco le cause principali:
1. Dimensione dei Denti e dell’Osso Mascellare: Se i denti sono troppo piccoli rispetto alla dimensione dell’osso mascellare, è più probabile che si formino degli spazi tra di essi. Questo è un fattore genetico, quindi può essere ereditario.
2. Frenulo Labiale: Il frenulo è un piccolo lembo di tessuto che collega il labbro superiore alla gengiva. Quando il frenulo è troppo largo o si estende fino alla zona degli incisivi centrali, può creare una spaziatura tra i denti.
3. Abitudini Infantili: Abitudini come la suzione del pollice o l’uso prolungato del ciuccio nei bambini possono contribuire a spingere i denti anteriori fuori posizione, favorendo la formazione del diastema.
4. Malocclusioni o Problemi di Morso: In alcuni casi, il diastema può essere dovuto a problemi di malocclusione, ovvero quando l’allineamento dei denti o delle arcate non è corretto.

Problemi Associati al Diastema e come correggerlo

Oltre alle implicazioni estetiche, un diastema può causare problemi funzionali. L’accumulo di cibo tra i denti può aumentare il rischio di carie e malattie gengivali. Alcune persone possono anche sviluppare difficoltà nella pronuncia di certi suoni a causa della spaziatura dentale. Tuttavia, è importante sottolineare che in molti casi il diastema non comporta alcun problema di salute orale.

Esistono vari trattamenti per correggere il diastema, a seconda della causa, della posizione e delle preferenze del paziente.

1. Apparecchio Ortodontico: Gli apparecchi ortodontici, tradizionali o invisibili, come Invisalign, sono uno dei metodi più comuni per chiudere il diastema. Questi dispositivi applicano una leggera pressione sui denti per spostarli progressivamente fino a chiudere lo spazio. Gli apparecchi invisibili sono particolarmente apprezzati dagli adulti perché più discreti rispetto a quelli tradizionali.
2. Faccette Dentali: Le faccette in porcellana o composito sono sottili rivestimenti applicati sulla superficie dei denti per migliorarne l’aspetto. Vengono utilizzate per chiudere piccoli spazi come il diastema e sono una soluzione rapida e personalizzata.
3. Bonding Dentale: Il bonding consiste nell’applicazione di una resina composita sui denti per ridurre o eliminare il diastema. È una procedura semplice e relativamente economica rispetto ad altre opzioni, ma potrebbe richiedere ritocchi periodici per mantenere i risultati.
4. Intervento Chirurgico sul Frenulo: Quando il diastema è causato da un frenulo labiale troppo largo, un piccolo intervento chiamato frenectomia può essere risolutivo. Questa procedura consiste nel ridurre o rimuovere il frenulo in modo che i denti possano avvicinarsi. Questo trattamento è spesso abbinato a un apparecchio ortodontico per garantire la chiusura dello spazio.
5. Protesi e Corone: Nei casi in cui il diastema è causato dalla mancanza di uno o più denti, il dentista può proporre l’utilizzo di protesi o corone per colmare lo spazio in modo definitivo.

Il diastema dentale, dunque, può essere un tratto distintivo che aggiunge carattere al sorriso di una persona, ma per chi desidera correggerlo, ci sono molte opzioni disponibili. Consultare un dentista o un ortodontista è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto in base alle proprie esigenze. La correzione del diastema può non solo migliorare l’estetica del sorriso, ma anche contribuire a una salute orale ottimale.

 

La sensibilità dentale è un problema comune che colpisce molte persone, causando dolore o fastidio acuto e improvviso ai denti in risposta a stimoli come cibi caldi, freddi, dolci o acidi, o anche semplicemente all’aria fredda. Questo tipo di sensibilità si verifica quando lo strato di smalto dei denti si erode, esponendo la dentina, una parte del dente ricca di tubuli microscopici che conducono ai nervi. Quando questi tubuli sono esposti, i nervi diventano più sensibili agli stimoli esterni, portando a un fastidio che può variare da lieve a intenso.

Cause principali della sensibilità dentale

Le cause della sensibilità dentale possono essere molteplici. Uno dei principali fattori è l’usura dello smalto, spesso dovuta a una tecnica di spazzolamento eccessivamente energica o all’uso di spazzolini con setole troppo rigide. Anche l’uso eccessivo di prodotti sbiancanti può contribuire a questo problema, poiché alcuni di questi trattamenti possono indebolire lo smalto. Un’altra causa comune è la recessione gengivale, che espone le radici dei denti privi di smalto, rendendole più vulnerabili alla sensibilità. Anche il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare i denti, può erodere lo smalto e portare alla sensibilità. Infine, anche la carie o l’usura dentale legata all’acidità (ad esempio dovuta al consumo di bevande zuccherate o acide) possono esporre la dentina e causare disagio.

Rimedi efficaci per la sensibilità dentale

Esistono diversi rimedi e accorgimenti che possono aiutare a ridurre il dolore e prevenire ulteriori danni.
1. Dentifrici specifici per denti sensibili: I dentifrici per denti sensibili contengono ingredienti come il nitrato di potassio o il fluoruro stannoso, che aiutano a bloccare i segnali di dolore dai tubuli dentinali e a rinforzare lo smalto. Usando questi prodotti regolarmente, si può notare un miglioramento della sensibilità nel giro di poche settimane.
2. Igiene orale delicata: Spazzolare i denti con un movimento delicato e utilizzare uno spazzolino con setole morbide può ridurre l’usura dello smalto e prevenire ulteriori danni alle gengive. È anche utile evitare di spazzolare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide, poiché lo smalto è più vulnerabile all’erosione.
3. Evitare cibi e bevande acide: Ridurre il consumo di cibi acidi come agrumi, bibite gassate e dolci, aiuta a proteggere lo smalto. Quando si consumano bevande acide, usare una cannuccia può ridurre il contatto con i denti.
4. Applicazioni di fluoro: Nei casi di sensibilità persistente, i dentisti possono applicare gel o vernici al fluoro direttamente sui denti per rafforzare lo smalto e ridurre la sensibilità. Questo trattamento professionale è particolarmente utile per chi ha denti molto deboli o danneggiati.
5. Uso del bite notturno: Per chi soffre di bruxismo, l’uso di un bite (una protezione dentale) durante la notte può prevenire l’erosione dello smalto e la sensibilità dentale. Questo dispositivo protegge i denti e riduce il contatto diretto che porta al loro logoramento.
6. Trattamenti professionali di sigillatura: In alcuni casi, i dentisti possono sigillare i tubuli esposti con resine specifiche per ridurre la sensibilità.

In generale, il miglior modo di prevenire la sensibilità dentale è adottare una routine di igiene orale appropriata, evitando comportamenti che possano danneggiare lo smalto e prestando attenzione a eventuali sintomi che persistono. Se il problema è frequente o causa dolori intensi, è sempre consigliabile consultare un dentista per una diagnosi e un piano di trattamento specifico.

In questo blog parleremo degli strumenti del dentista, descrivendo cosa sono e a cosa servono. Non tutti i pazienti sono a proprio agio quando sono seduti sulla poltrona e uno dei motivi principali è la presenza di tutti quegli strumenti in bella vista! Ma andiamo a conoscerli più da vicino.

Vediamo quali sono gli strumenti più usati prima di cominciare la seduta

• Impianto di aspirazione. Si tratta del tubicino che il dentista inserisce nella bocca del paziente e che collegato appunto ad un aspiratore, che serve per eliminare (cioè aspirare) la saliva che viene prodotta. Il riflesso della salivazione è fisiologico e in alcune situazioni può essere anche abbondante. La visita comincia sempre con l’uso di questo strumento poiché il dentista non può lavorare in modo ottimale se non vede bene nella bocca.

• Rulli in cotone. Si tratta di rulli che servono ad assorbire i pezzetti di denti prodotti ad esempio dalla trapanazione.

Veniamo adesso agli strumenti che generalmente un professionista usa durante la seduta.

• Specchio. Nonostante potrebbe sembrare superfluo, viene usato dal dentista per vedere zone altrimenti in ombra e/o inaccessibili. Potrebbe trattarsi della gengiva, o di una piccola perdita di sangue, o punti difficili da raggiungere con lo spazzolino per vedere se sono ben lavati.

• Sonda. Si tratta di uno strumento in acciaio inossidabile che serve per operare materialmente sui denti o sulle gengive. E’ uno strumento sterilizzato che il dentista poi riutilizza.

• Pinza oppure forcipe. Questa procedura viene effettuata in anestesia e viene praticata con un attrezzo che si adatta perfettamente al dente da estrarre. Si compone, infatti, di una parte che letteralmente circonda il dente ed aderisce in modo da essere utilizzato in tutta sicurezza e senza danni collaterali.

• Trapano. Si tratta di uno degli strumenti che fa più paura ma in realtà è uno dei più utili poiché quando il dentista lo utilizza, il paziente è sotto anestesia quindi non sente nulla. Eppure questo strumento, azionato generalmente con un pedale (perché naturalmente il dentista ha le mani occupate), si rivela un ottimo alleato in quanto è in grado di eliminare con pochi passaggi carie e altre parti del dente che devono essere rimosse. Ne esistono di due tipi:

• A turbina: sono azionati con l’aria compressa. Questo tipo di trapano può raggiungere una velocità di mezzo milione di giri al minuto.

• Elettrici: come dice il nome stesso posseggono all’interno dei piccolissimi motori molto potenti. La loro velocità di rotazione è molto più bassa, non arrivando a più di 50.000 giri al minuto. La scelta dell’uno o dell’altro tipo dipende dall’esperienza del dentista. La turbina è più veloce e si usa per lavori che richiedono più prontezza.

Concludiamo con gli ultimi strumenti usati in seduta. Nel caso in cui il dentista abbia estratto un dente o abbia rimosso solo una parte di esso, si sarà creato uno spazio vuoto che andrà necessariamente riempito per evitare infezioni o che residui di cibo vi finiscano dentro.

In questo caso il professionista userà quelli che si chiamano ‘strumenti per il riempimento‘. Si tratta di strumenti che si presentano come dei cavi con un’estremità appiattita e servono per spingere con delicatezza ma fermezza il materiale con cui il dentista riempirà lo spazio rimasto.

Una conoscenza anche basica di quelli che sono gli strumenti più comunemente usati durante una visita dentistica può aiutare il paziente a sentirsi ancora più sicuro e tutelato, oltre che sempre protetto e sano.

Fonte: https://www.dentalone.it/gli-strumenti-del-dentista

L’obiettivo primario di ogni professionista che si occupi di medicina è il mantenimento della salute del paziente e tutti i componenti del team-work devono favorire il benessere e la soddisfazione del paziente durante l’esecuzione delle terapie.

Per una buona pratica clinica un altro elemento importante da considerare è il benessere dell’operatore durante l’esecuzione delle terapie e l’uso di tecnologie che permettano esecuzioni ergonomiche. Il termine “ergonomia” fu stata usata per la prima volta nel 1857 su un giornale da parte di uno scienziato polacco. L’ergonomia, di fatto, è la scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui e tecnologie, studiando le opportunità di migliorare il rendimento della prestazione, dell’ambiente di lavoro ma anche lo stress derivato da esso. Essa si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui psicologia, l’antropometria biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, ecc.

Le tecnologie per essere considerate ergonomiche devono essere progettate con lo scopo di trovare soluzioni, in questo caso terapeutiche, idonee alle esigenze psicofisiche sia dei pazienti che del team-work .

EFFICIENZA ERGONOMICA IN ODONTOIATRIA

L’ergonomia odontoiatrica deve essere una cultura condivisa tra tutti i componenti del team-work e deve essere ben percepita dal paziente.

L’efficienza ergonomica si basa su una vera esemplificazione del lavoro e parte da una analisi dettagliata e critica del lavoro svolto. Il management ergonomico parte da un’osservazione ragionata degli strumenti, dei protocolli operativi e uno studio dei tempi e dei movimenti. Una prestazione che possa essere definita ergonomica deve essere eseguita con strumentazione, (manuale o meccanica che sia) che risponda ad alcune caratteristiche, prima fra tutte la qualità e la sicurezza. Inoltre, gli strumenti devono essere adattabili alle differenti condizioni anatomiche e cliniche, per evitare discomfort al paziente durante il loro utilizzo, in modo che vengano evitate ricorrenti pause, spesso richieste dal paziente.

Le tecnologie scelte per i protocolli clinici devono agevolare il timing dell’operatività, a vantaggio del paziente e dell’operatore.

Il rapporto tra il paziente e lo strumento utilizzato influisce inoltre in maniera rilevante sulla “efficienza” nell’operatività. Ed esempio, uno strumento usato con difficoltà implicherà un grande sforzo cognitivo, sarà “poco ergonomico” e considerato dal paziente poco sicuro e ostico e non permetterà al paziente la serenità desiderata per il successo del mantenimento delle terapie odontoiatriche.

Per elargire una prestazione efficace ed ergonomica bisogna fare un’attenta analisi degli effetti della tecnologia sul paziente a livello di salute:

• controllando se sia supportata da rilevanti evidenze scientifiche;

• valutare se migliora qualitativamente e nei tempi la prestazione;

• osservare la risposta comportamentale del paziente e dell’operatore.

ALCUNI ESEMPI

L’ergonomia preventiva deve portare i componenti del team-work alla attenta ricerca di aree che potrebbero essere migliorate e che risolvano problemi del management odontoiatrico prima che diventino irrisolvibili. Si parte dalla progettazione ambientale, dalla scelta di tecnologie strumentali e dalla scelta di attività cliniche operative opportune.

I fattori psicologici sono da considerare molto importanti nel carico mentale del paziente, poiché anche determinati suoni possono ricordare esperienze di dolore che potranno ritornare in mente. Ergonomica potrà essere una scelta di un sottofondo musicale new-age che possa, attraverso interazioni sociali del team work controllate e trasmesse con un tono di voce gradevole, rilassare il paziente e renderlo più recettivo al flusso d’informazioni sui trattamenti.

Alcune tecnologie avanzate, sia manuali che meccaniche, dal design e dalla funzione ergonomica devono essere preferiti per prevenire questo disturbo molto fastidioso sollecitato da pressioni anche insignificanti o impercettibili.

• Il riunito odontoiatrico deve essere performante per paziente e operatore, che ha nella scorretta postura, uno degli elementi fondamentali di stress sulla colonna vertebrale.

• Usare i divaricatori durante l’esecuzione odontoiatrica eviterà il disagio dell’affaticamento all’assistente odontoiatrica poiché eliminerà le tensioni alle articolazioni della mano durante il divaricamento con specchietto, con l’obbiettivo di facilitare la visuale dell’operatore assistito.

• L’utilizzo degli ingranditori aiutano l’operatore a mantenere una giusta postura alla poltrona odontoiatrica e migliorano la visibilità del sito clinico, diminuendo i tempi di lavoro e soprattutto migliorando l’efficacia della prestazione.

• Un rivelatore di placca potrà permettere di visualizzare la topografia del biofilm batterico per permettere un deplaquing efficace.

È, dunque, molto importante la conoscenza del team-work sul tema delle tecnologie per condividere la scelta ergonomica e innovativa e inserirla nella pratica clinica per aggiornare i protocolli operativi che devono essere continuamente riveduti, condivisibili da tutti i componenti. L’approfondimento costante e continuo e la condivisione esperienziale sulle tematiche di ergonomia sicuramente porta una condizione di effettivo benessere per il team-work e per il paziente.

www.dental-tribune.com/news/ergonomia-odontoiatrica-benessere-per-il-paziente-e-per-il-team-work

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 49

È online il 49esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come sviluppare una ROADMAP per l’innovazione digitale”.

roadmap

Le tipologie di eventi ECM a cui le categorie mediche possono aderire sono fondamentalmente quattro: la formazione residenziale, la formazione a distanza, la formazione sul campo e la formazione “blended” o formazione mista. Scopriamole nel dettaglio.

LA FORMAZIONE RESIDENZIALE

La formazione residenziale accreditata si identifica con le attività didattiche specializzate che si svolgono in aula. Qui la formazione è frontale (face to face), e aggrega un numero ristretto di docenti (anche uno soltanto) ed un ampio numero di discenti. Tra le attività residenziali troviamo:

• congressi;

• convegni;

• seminari;

• corsi di formazione specializzata;

• conferenze.

La RES è la tipologia di formazione più diffusa ed apprezzata. Si tratta di una vera e propria tipologia di formazione tradizionale che permette ai discenti di apprendere ed interagire in maniera ottimale.

Scopriamo allora quali sono le cause di questo aumento dei villi, anche se possiamo anticipare che nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi transitori dell’apparato digerente.

LA FORMAZIONE A DISTANZA

Con il termine “FAD” ci rivolgiamo all’insieme delle attività formative che utilizzano la didattica a distanza e si servono di materiali didattici quali:

• audio;

• video;

• supporti cartacei;

• strumenti multimediali.

Quella a distanza è una formazione che attraverso il web si svincola dai limiti spazio-temporali delle attività canoniche. La FAD è una tipologia di eventi ECM che permette di raggiungere il docente e i discenti ovunque si trovino, dimezzando tempi e costi. L’autonomia quindi è totale e la fruizione dei contenuti è illimitata.

LA FORMAZIONE SUL CAMPO

Le FSC sono tutte le attività finalizzate a sviluppare le abilità del discente inserendolo “sul campo”, ovvero in affrancamento ad un docente che sta svolgendo il suo lavoro. Alcuni esempi di attività FSC:

• training in sala operatoria;

• attività di ricerca;

• gruppi di studio,

• attività di reparto.

E’ una tipologia di formazione molto efficace che permette un apprendimento rapido e radicato.

PROGETTI “BLENDED” O FORMAZIONE MISTA

Si basa sull’unione di più tipologie formative che vengono integrate nel medesimo percorso didattico e per questo è definita “mista”. E composta da:

• momenti didattici in aula;

• affiancamento sul campo;

• training pratico;

• attività didattica a distanza.

Le attività “blended” sono poco frequenti ma rappresentano decisamente il percorso formativo più completo.

Fonte: Guida ai congressi medico scientifici – Ediman

In questo blog scopriamo come misurare la fedeltà dei pazienti per ottenere degli importanti miglioramenti per il proprio studio dentistico.

Parliamo di Brand Loyalty: è un aspetto chiave che permette di misurare quale sia appunto il grado di fedeltà che viene nutrito da parte del proprio target nei confronti di quel brand, nel nostro caso parliamo di quello dentistico. La Brand Loyalty è suddivisa in diverse classi che consentono di capire che tipo di rapporto vi è tra lo studio dentistico e il cliente, quindi quali sono le necessità dei pazienti stessi e allo stesso tempo come procedere affinché sia possibile conquistarli senza compiere degli errori di ogni genere.

Grazie all’analisi dei diversi livelli sarà possibile adottare delle strategie che permettono a tutti gli effetti di ottenere un ottimo risultato.

Come misurare la fedeltà dei pazienti

Il primo step è trovare i pazienti che possono essere definiti come Switchers, ovvero quelli infedeli, che cambiano studio dentistico dopo una sola visita o trattamento. Tale tipologia di clientela tende a essere quella un po’ più complicata da conquistare in quanto si conosce ben poco della loro personalità e delle loro esigenze, pertanto è opportuno capire quali siano gli aspetti del servizio offerto che non sono stati apprezzati, in maniera tale che questo possa subire una modifica e quindi che si abbia l’occasione di riuscire a conquistarli, magari adottando una politica per lo studio dentistico che potrebbe essere più adatta alle loro esigenze.

Troviamo poi i pazienti abituali, ovvero quelli che si trovano bene con i servizi offerti dallo studio dentistico. C’è da considerare, però, che i suddetti sono anche i pazienti maggiormente vulnerabili alle potenziali offerte che possono essere proposte da parte della concorrenza. In questo caso, infatti, una nuova promozione che potrebbe essere maggiormente economica, come un trattamento di sbiancamento dentale a basso costo, potrebbe comportare il cambio di brand da parte di questa clientela, quindi è necessario cercare di studiare sempre la concorrenza affinché sia possibile offrire un servizio consono alle loro esigenze. Bisogna sempre evitare, comunque, di apportare delle modifiche che potrebbero essere talmente pesanti da impedire ai pazienti dei livelli superiori di poter rimanere ancora soddisfatti del servizio proposto dallo studio dentistico.

Troviamo poi i pazienti che sono realmente soddisfatti, in maniera completa, di quel servizio e dei prodotti proposti dallo studio dentistico. Tendenzialmente si tratta di clienti che difficilmente decidono di adottare una politica di cambio repentino verso un altro studio dentistico, perché potrebbe essere difficoltoso da svolgere. Non solo abitudine nell’acquisto di un prodotto o servizio proposto, ma anche soddisfazione da parte di questi pazienti, che quindi sono meno vulnerabili alla concorrenza.

Troviamo poi i pazienti che possono essere definiti come amici del brand rappresentato dallo studio dentistico, quindi i Likers. Con questo non intendiamo, però, che clienti abbiano un rapporto stretto con i dentisti che operano quello studio. Al contrario, invece, il grado di soddisfazione è talmente elevato che permette loro di evitare di cercare delle alternative, anche se queste possono essere incredibilmente valide. Si tratta quindi di un tipo di clientela che tende a evitare cambiamenti non ponderati e che provano una sensazione di massima soddisfazione sfruttando quel determinato prodotto.

Infine troviamo i clienti coinvolti, gli affezionati a quel brand, i pazienti che diventano quasi dei brand ambassador dello studio dentistico. Questa è sicuramente la parte maggiormente interessante alla quale ogni studio dentistico deve ambire, in quanto non solo si tratta di clienti che amano quello studio dentistico ma che ne fanno anche una buona pubblicità. Si tratta quindi di una fetta di target che deve essere sempre trattata con attenzione in quanto anche un piccolo errore potrebbe comportare un passo indietro da parte di questa clientela, quindi una pubblicità gratuita che potrebbe essere calante.

Abbiamo visto, dunque, che la dovuta analisi e studio della clientela (che quindi permette di misurare la brand loyalty) rappresenta un aspetto fondamentale che determina il successo di uno studio dentistico nei confronti dei competitors.

Fonte: fioriblu.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 48

E’ online il 48° numero gratuito della nostra rivista: “Digital marketing trend: 4. MEDIA MARKETING”.

L’effetto psicologico che si crea nel momento in cui si riceve un oggetto in regalo non è un fattore da sottovalutare. Potrebbe sembrare una cosa da poco ma ricevere un piccolo omaggio può fare molto piacere e può cambiare completamente, se non interamente, l’umore di chi lo riceve. Inoltre, se si parla di oggetti particolarmente utili come ad esempio una tazza o una penna, la cosa viene apprezzata ancora di più. In questo modo il proprio cliente viene in qualche modo fidelizzato e sarà più propenso a tornare perché sa di ricevere un trattamento accurato sotto tanti punti di vista.

L’importanza della personalizzazione dei gadget per fidelizzare i clienti

La personalizzazione è un fattore importante per ottenere articoli o gadget che permettano di ottenere una notevole visibilità. È un fattore che fa parte del sistema di promozione del proprio business e un modo per far conoscere di più il brand. Questo include l’idea di regalare dei gadget che possono essere impiegati in tanti contesti diversi, dall’ambito domestico a quello lavorativo.

Grazie alla personalizzazione, diventa più facile apporre su ogni genere di gadget per studi e aziende il logo e altre informazioni utili come i propri contatti. Posizionarsi nella memoria aiuta ad essere ricordati proprio nel momento in cui qualcuno ha bisogno di ordinare e acquistare il tal servizio o prodotto offerto. Questi gadget diventano dei veri e propri oggetti di marketing che consentono di fidelizzare e trovare nuovi clienti. Anche i gadget personalizzati ecologici sono un’eccellente trovata per sottolineare l’interesse dello studio o azienda nei confronti dell’ambiente. Un elemento di questo tipo è gradito al pubblico, ed è interpretato come un indice di sensibilità e di attenzione. In quest’ambito possiamo trovare materiali come il legno, il cartone riciclato, il PET riciclato (usato anche per le penne) e i rivestimenti di bambù.

Gadget e articoli per il bambino

In odontopediatria è sempre più comune l’utilizzo di diversi tipi di giocattoli o accessori che aiutano i bambini a rilassarsi e divertirsi e, in tal modo, che la visita dal dentista sia una esperienza positiva da non temere. Qualcosa di molto semplice come l’utilizzo di giocattoli aiuta i pazienti pediatrici ad aver meno problemi a tornare più volte o addirittura può portarli a raccomandare l’esperienza agli amici.

Di che oggetti parliamo? Esistono svariati giocattoli e gadget dedicati al piccolo paziente e adeguati a diverse età come cassette, porta spazzolini, ciondoli, scatoline per conservare i denti da latte, topini da gioco, portapennelli con bambole, palline rimbalzanti, puzzle educativi per apprendere i nomi delle parti della bocca, e molti altri. Uno dei dettagli che piacciono meggiormente ai bambini nelle cliniche dentali sono i diplomi del buon paziente, intesi proprio come “premio” per essersi comportati bene dopo la visita dentistica.

Ci si può sbizzarrire con le idee, e qualunque sia il gadget offerto è sempre bene puntare all’originalità e all’unicità: le penne personalizzate vanno molto bene per il personale ma per i pazienti è meglio pensare a qualcosa che possano portare con sé, come ad esempio dei dispenser personalizzati con caramelle (senza zucchero) che una volta finite potranno riempire con altre. E ancora, per restare in tema di igiene dentale e non solo, si può pensare ad alcuni oggetti molto utili come salviette per la pulizia dei denti, spazzolino da viaggio pieghevole, set denti da viaggio e molto altro.

Ora dai un’occhiata al nostro shop, puoi trovare molte idee di gadget personalizzabili dedicate al grande e piccolo paziente!

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Fonte: https://www.fullgadgets.com/blog/gadgets-aziende/dentisti