LA NUOVA RIVISTA DI MEETINGWORKS – NUMERO 2

E’ online il secondo numero della nostra rivista, sempre più ricca di contenuti e nuove iniziative!!

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Negli Stati Uniti, Olanda e Svizzera è una collaborazione già consolidata e ricopre grande importanza rispetto alcune patologie odontoiatriche, spesso di natura psicosomatica. Non solo, la figura professionale dello psicologo interviene o pone rimedio a situazioni che spesso emergono durante il rapporto paziente-dentista durante i vari trattamenti, riscontrando ottimi risultati.

Sembrerebbe questo il momento per dare via a questa collaborazione anche in Italia, ove gli studi odontoiatrici, come moltissime altre realtà sanitarie, assisteranno ad un cambiamento radicale dei propri pazienti, terrorizzati dal rischio del contagio.

L’emergenza sanitaria ha infatti generato alti livelli di timore ed ansia spesso rendendo impossibile far sentire i propri pazienti a loro agio.

 

Se fino ad ora erano frequenti gli episodi di paure e fobie, oltrechè risposte di fuga dalle spesso temute cure odontoiatriche, oggi inevitabilmente aumenta il carico ansiogeno del paziente che si ritrova a convivere con un’emergenza sanitaria globale che, oltre a spaventarlo, lo costringe ad evitare qualsiasi tipo di contatto fisico. Un’allontanamento da tutte le situazioni di rischio è perciò concepibile.

Da qui la necessità del team odontoiatrico di confrontarsi con figure esperte, in grado di fornire gli strumenti necessari al fine di limitare i fenomeni ansiosi o di saperli gestire adeguatamente qualora si verificassero. Per questo nei prossimi mesi sarà sempre più ricercata la collaborazione tra odontoiatra e psicologo. Quest’ultimo infatti non solo accompagnerà l’intero team alla corretta gestione degli stati emotivi dei propri pazienti ma sarà in grado di prevenirli, limitando i fattori scatenanti. 

Abbiamo perciò pensato di proporre un corso online dedicato a questo tema delicato, affidandoci ad una figura esperta. Un vero e proprio corso web interattivo dedicato al Team Odontoiatrico costituito dall’analisi delle dinamiche psicologiche che si verificano nello specifico contesto odontoiatrico.

ECM SPONSORIZZAZIONI: GLI OBBLIGHI
DI PROVIDER E SPONSOR

Le norme contro interferenze commerciali e conflitti di interesse negli eventi ECM
La legge prescrive che la formazione obbligatoria accreditata al programma di Educazione Continua in Medicina sia indipendente dagli interessi commerciali dell’industria sanitaria.Tuttavia, le sponsorizzazioni dell’industria sono la principale fonte di finanziamento che consente la realizzazione dei congressi e convegni promossi dalle associazioni medico-scientifiche, dai provider privati e, in taluni casi, dalle aziende sanitarie. Per evitare che gli sponsor, portatori di interessi commerciali legati ai temi del congresso, possano influenzare i contenuti della formazione o l’orientamento dei partecipanti, l’Accordo Stato-Regioni e il Manuale nazionale di accreditamento per l’erogazione di eventi ECM contengono una serie di norme volte a tutelare l’imparzialità dei provider rispetto agli interessi commerciali, a stabilire gli obblighi degli sponsor e a indicare le modalità organizzative degli eventi di formazione atte a evitare conflitti di interesse. Tutti i contratti di sponsorizzazione devono essere inseriti sul sito AGENAS durante la procedura di registrazione dell’evento ECM.

 

I 10 PUNTI PRINCIPALI DELLA NORMATIVA:

 

1. Il provider si impegna a organizzare l’evento adottando le regole di correttezza e trasparenza, senza subire interferenze da parte dello sponsor, e a dichiarare di svolgere la propria attività in assenza di conflitto di interessi.

2. Il provider è responsabile del contenuto formativo, che determina unilateralmente, della qualità scientifica e didattica, così come dell’integrità etica di tutte le attività educative e formative che verranno svolte in occasione dell’evento, di cui indica il responsabile scientifico.

3. Il provider dichiara che sottoporrà a docenti e discenti un questionario in cui questi possano esprimere commenti e indicare se hanno percepito un’influenza di conflitto d’interessi nel materiale distribuito o nella gestione dell’evento. Il provider garantisce che il responsabile scientifico e il personale docente coinvolti nell’evento non trarranno alcun vantaggio dalla sponsorizzazione dell’evento.

4. Il provider si impegna a dichiarare in modo esplicito lo sponsor commerciale in fase di inserimento dell’evento nel piano formativo e sul materiale formativo indicando, ove richiesto, il supporto offerto dallo sponsor.

5. L’elenco dei partecipanti non è trasmesso allo sponsor o utilizzato a fini commerciali. E’ possibile comunicare allo sponsor solo il numero complessivo dei discenti presenti all’evento. In caso di reclutamento diretto può dare un riscontro solo sui nominativi segnalati dallo sponsor.

6. Nessun compenso deve essere pagato dallo sponsor al responsabile scientifico dell’evento, a singoli docenti o agli altri soggetti coinvolti nell’attività sponsorizzata. Tali pagamenti/rimborsi saranno effettuati esclusivamente dal provider.

7. Il provider si impegna ad acquisire le necessarie dichiarazioni relative ai rapporti pregressi del responsabile scientifico e dei docenti con soggetti portatori di interessi commerciali che potrebbero trarre vantaggio dalle attività formative.

8. La progettazione e l’erogazione delle attività formative, nonché la produzione del materiale educativo, sono gestite unicamente dal provider. Lo sponsor non deve e non può in alcun modo influenzare la pianificazione dei contenuti o lo svolgimento dell’attività educazionale che sponsorizza.

9. Lo sponsor non può subordinare l’erogazione del finanziamento concordato a direttive o consigli che riguardino i contenuti, il corpo docente o altre questioni relative al normale svolgimento dell’evento formativo.

10. E’ consentito indicare lo sponsor all’ultima pagina di depliant, programmi di attività ECM e materiale informativo, nonché prima dell’inizio e dopo il termine dell’evento. In nessun caso potrà essere fatto riferimento al nome commerciale dei prodotti di interesse sanitario nel corso dell’evento e negli spazi dedicati alla formazione.

Rispettare il regolamento sulle sponsorizzazioni è un obbligo di legge.

fonte “Guida di Congressi Medico Scientifici 2019”

CONTROLLO E VALUTAZIONE
DELLA FORMAZIONE ECM

La Commissione Nazionale per la formazione Continua, dispone di due organi di controllo – il Comitato di garanzia per l’indipendenza della formazione continua da interessi commerciali in Sanità e l’Osservatorio nazionale per la Qualità della formazione continua in Sanità – il cui compito è verificare che le attività di formazione si svolgano nella corretta applicazione delle regole e che i contenuti formativi e i soggetti deputati a erogarli siano liberi da conflitto di interessi e quindi indipendenti dall’influenza commerciale degli sponsor. 
Il Comitato di Garanzia vigila sull’indipendenza della formazione ECM dagli interessi commerciali e si occupa di verificare l’applicazione delle norme su conflitto di interessi, sponsorizzazioni e pubblicità. Valuta i materiali di formazione e le schede sulla qualità percepita compilate dai partecipanti ed esegue controlli a sorpresa nelle sedi dei provider e nei luoghi di svolgimento degli eventi ECM per verificare che contenuti formativi, contratti di sponsorizzazione, pubblicità di prodotti di interesse sanitario e dichiarazioni sul conflitto di interesse rilasciate da relatori e responsabili scientifici siano conformi alle regole.
I controlli del Comitato avvengono a campione, ma possono essere attivati anche da segnalazioni interne che provengono dalla Commissione o dai suoi organi oppure da segnalazioni esterne di discenti o di qualunque altro soggetto interessato. Se nel corso delle verifiche il Comitato di Garanzia rileva violazioni alle regole si apre una procedura che prevede la richiesta di chiarimenti al provider, l’apertura di un’istruttoria, l’accertamento della violazione e la trasmissione della documentazione alla Commissione Nazionale per la Formazione Continua cui spetta la decisione finale.
Il secondo organo di controllo è l’Osservatorio Nazionale, il cui compito è accertare la correttezza formale dell’evento formativo verificando che gli aspetti logistici, organizzativo – gestionali e didattici siano conformi a quanto dichiarato all’AGENAS dal provider in fase di registrazione dell’evento.

Una parte fondamentale della valutazione della formazione ECM è costituita dalle verifiche di apprendimento e qualità percepita effettuate sui partecipanti. Entrambe le attività sono di competenza del provider, che ha l’obbligo sia di fare eseguire il test di apprendimento a ogni singolo discente per potergli assegnare i crediti ECM maturati sia di raccoglierne il feedback su programma, docenti e organizzazione dell’evento nonché sull’eventuale percezione di influenze di interesse commerciale sanitario nell’ambito dell’attività educazionale (anche se l’evento non è sponsorizzato).
Il test di valutazione dell’apprendimento, obbligatorio per gli eventi fino a 200 partecipanti, può avvenire con diversi strumenti. Il tempo dedicato alla verifica dell’apprendimento può essere incluso nella durata dell’evento solo quando produce un documento o ne vengono condivisi esiti e risultati.
La prova di verifica dell’apprendimento si supera con il raggiungimento di almeno il 75% dei contenuti formativi secondo i criteri utilizzati per la valutazione dal responsabile scientifico dell’evento.
Il provider deve documentare l’avvenuto rispetto delle modalità sopra descritte e la verifica dell’identità del professionista (anche per modalità online). Nei giorni successivi all’evento e all’attribuzione dei crediti deve consegnare o trasmettere ai partecipanti l’attestato di superamento del corso comprovante l’acquisizione dei crediti ECM.

fonte “Guida di Congressi Medico Scientifici 2019”

Novità in tema di crediti ECM: la possibilità fino alla fine 2019 di consentire ai professionisti sanitari di completare il conseguimento dei crediti formativi relativi al triennio 2014-2016, trasferendo i crediti acquisiti in questo triennio al triennio precedente. 
I crediti acquisiti in questo triennio che vengono trasferiti nel triennio 2014- 2016, non potranno più essere computati ai fini del soddisfacimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017-2019. 
Questa recente decisione della Commissione ECM rappresenta una opportunità preziosa per il totale recupero di crediti mancanti sul triennio precedente senza più il limite di trasferimento. In precedenza vi era il limite del 50% del proprio obbligo formativo.

La seconda decisione riguarda l’autoformazionee permetterà di utilizzare questo strumento formativo fino al 20% del proprio obbligo formativo, mentre in precedenza era del 10%. Questo raddoppio netto consentirà a ciascun professionista sanitario di destinare, considerando l’obbligo formativo in 150 crediti, almeno 30 crediti alla lettura di riviste scientifiche, libri o altri strumenti didattici, senza l’accreditamento del provider.

La Commissione ha anche lasciato la possibilità di decidere a ciascun Ordine quali attività svolte possano essere considerate valide come “autoformazione”.Questo è certamente un segnale importante per la libera professione, che dedica gli spazi temporali alla formazione al di fuori del contesto operativo. 
L’aumento della dignità e del rispetto per lo strumento formativo della autoformazione sposta sul professionista la responsabilità personale e la sua trasparenza intellettuale. Questa constatazione permette di creare nuovi spazi e nuove opportunità ad un sistema ECM poco amato da sempre, che negli ultimi anni ha cercato di avvicinarsi alla categoria odontoiatrica.

fonte “Odontoiatria33”

L’approvazione della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un’importante novità per gli studi medici, odontoiatrici e tutti i professionisti sanitari, cioè il passaggio alla fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate siano esse in entrata e in uscita, come prestazioni eseguite sui pazienti o acquisti di forniture.
L’obbligo di fatturazione elettronica sarà ufficialmente applicato a partire dal 2019. Tuttavia, gli studi medici e odontoiatrici dovranno dotarsi degli strumenti informatici necessari con discreto anticipo, in quanto l’effettiva applicazione della norma coincide con le scadenze di gran parte degli adempimenti fiscali come l’invio al Sistema TS per il 730 Precompilato.
La gestione fiscale e normativa sarà quindi un passaggio praticamente obbligato per tutti gli studi odontoiatrici nel giro di pochi mesi. Eppure, non tutti i mali vengono per nuocere: i vantaggi nell’uso di un software gestionale avanzato possono essere molti e mantenere lo studio a norma di legge non sarà un problema.
Tuttavia, non tutti gli strumenti digitali rispondono pienamente ai requisiti imposti dalla nuova normativa, per cui occorrerà non soltanto adeguarsi prima dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica e delle nuove disposizioni in fatto di privacy, ma scegliere il software gestionale a norma di legge più avanzato.
È implicito che uno studio odontoiatrico ancorato alla gestione cartacea dovrà necessariamente conformarsi, poiché  a partire dal 2019 diverrà un vero e proprio obbligo di legge. Digitalizzare la fatturazione sarà funzionale alla lotta all’evasione, ma procurerà anche molti vantaggi agli studi odontoiatrici.

Da un punto di vista fiscale i vantaggi saranno moltissimi, tra cui è utile citare il rimborso prioritario del credito IVA entro 3 mesi dalla presentazioni della dichiarazione IVA annuale, ma anche la riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale e l’esenzione dall’invio dello Spesometro. I vantaggi però saranno notevoli anche dal punto di vista della gestione dello studio.
Utilizzare un software digitale permette di compilare le fatture in pochi minuti e soprattutto beneficiare di una classificazione impeccabile: uno studio odontoiatrico raccoglie sia fatture in uscita che fatture in entrata, gestire in cartaceo significa riempire scaffali e raccoglitori di fogli volanti, con il rischio permanente di perderli o confonderli.
Un software gestionale in cloud a norma di legge permette non soltanto di disporre delle fatture in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo abilitato, di conservarle in un archivio sicuro e continuamente aggiornato, ma anche di poter effettuare l’invio di tutte le fatture al Sistema TS senza bisogno del commercialista. Un vantaggio notevole, oltre che un notevole risparmio.

Come applicare l’imposta di bollo sulla fattura elettronica?
La marca da bollo sulle fatture, a partire dal primo gennaio del 2019 sparisce, ma l’imposta di 2 euro se la fattura, ancorché “elettronica”, purché di importo superiore a €. 77,47, resta. Come si dovrà fare per assolverla nella fattura elettronica? Si farà in due fasi:
Nel file xml di cui si è detto, cioè la fattura elettronica vera e propria, si dovrà inserire, quando lo si crea, oltre alla descrizione delle operazioni fatturate e gli altri dati, la dicitura “Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17 giugno 2014” (si tenga in mente questo decreto ministeriale, perché è la disposizione contenuta al comma 1 dell’art. 2 che, come si legge nel successivo paragrafo, risolve l’arcano);
Entro 120 giorni dalla “chiusura dell’esercizio n”, quindi di norma dal 31 dicembre anno n, il dentista dovrà effettuare un versamento con F24 telematico per l’importo complessivo dell’imposta di bollo relativamente a tutte le fatture di importo maggiore a €. 77,47 emesse nell’anno n; si dovrà usare il codice tributo 2501, facendo riferimento all’anno n. In sintesi, se prima si andava dal tabaccaio ogni tanto, per comprare le marche, dal 2019 questo non si dovrà più fare, ed entro i primi 4 mesi del 2020 si farà invece un unico versamento, comodamente seduti davanti ad un computer, per l’importo di tutte le “marche” relative alle fatture emesse del 2019 e maggiori di 77,47 euro. Ovviamente, in caso di omesso o ritardato versamento, si potrà ricorrere al “ravvedimento operoso”.

fonte alfadocs.com e odontoiatria33

 

Il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) è un sistema di aggiornamento grazie al quale il professionista sanitario si aggiorna per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze organizzative e operative  del Servizio sanitario e del proprio sviluppo professionale. I professionisti che sono inclusi in questo sistema sono: Assistente sanitario, Biologo, Chimico, Dietista, Educatore professionale, Farmacista, Fisico, Fisioterapista, Igienista dentale, Infermiere, Infermiere pediatrico, Logopedista, Medico, Odontoiatra, Ortottista/Assistente di oftalmologia, Ostetrica/o, Podologo, Psicologo, Tecnico audiometrista, Tecnico audioprotesista, Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecnico educazione e riabilitazione psichiatrica psicosociale, Tecnico di neurofisiopatologia, Tecnico ortopedico, Tecnico sanitario di laboratorio biomedico, Tecnico sanitario di radiologia medica, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Terapista occupazionale, Veterinario.

Il sistema ECM viene suddiviso in trienni, durante i quali ciascun professionista deve accumulare un numero prestabilito di crediti formativi. Per il triennio 2017-2019 ci sono novità importanti che riguardano gli obblighi e i criteri di assegnazione dei crediti.Innanzitutto l’interlocutore del sistema ECM sarà il “Professionista sanitario”, il che vuol dire che i liberi professionisti e i dipendenti saranno soggetti alle stesse regole del sistema ECM. Una seconda importante novità riguarda la possibilità di accumulare i crediti ECM senza vincolo di temporalità ovvero senza doverli suddividere anno per anno. L’obbligo formativo per il triennio 2017-2019 è di 150 crediti formativi, fatta eccezione per i professionisti sanitari che hanno compilato il proprio Dossier Formativo nel triennio precedente, i quali avranno diritto ad una riduzione di 15 crediti nel presente triennio. Il Dossier formativo è uno strumento di autodeterminazione del percorso formativo che può essere compilato dai professionisti per ottenere un bonus nel successivo triennio. Il bonus coincide con 15 o 10 crediti formativi a seconda dell’anno di compilazione del Dossier che, a sua volta, deve avere una coerenza del 75% tra il Dossier programmato e quello effettivamente realizzato. Il 40% della formazione di ciascun professionista deve derivare da eventi accreditati da Provider. L’autoformazione può essere considerata un’altra tipologia di acquisizione dei crediti ma non può superare il 10% del fabbisogno formativo triennale. Per ogni singolo evento si possono acquisire fino a una massimo di 50 crediti e aumenta il limite delle assenze consentite che passa al 10% rispetto all’intero corso formativo.

E’ possibile visualizzare i propri corsi e crediti ECM registrandosi sul sito Co.Ge.A.P.S. www.cogeaps.it. Per quanto riguarda il triennio precedente quindi il 2014-2016, è stata pubblicata una proroga. In sostanza coloro che hanno ottenuto almeno il 50% dei crediti formativi dovuti entro il 31/12/2016, potranno avere comunque, anche se con un anno di ritardo, la certificazione dell’assolvimento dell’obbligo conseguendo il restante 50% entro il 31/12/2017. Esistono delle casistiche e delle situazioni particolari (disponibili sul sito Age.na.s.) per cui il professionista può fare richiesta al Cogeaps di esonero o esenzione dall’obbligo ECM per un periodo temporale specificato, tramite la modulistica disponibile sul sito COGEAPS. L’obbligo di conseguimento degli ECM da parte dei professionisti sanitari è parte integrante sia dei codici deontologici che della normativa statale. Per questo motivo il mancato conseguimento comporta delle sanzioni. La Corte di Cassazione, nel respingere il ricorso di un notaio, ha definito il mancato aggiornamento professionale come un danno al decoro e al prestigio della professione stessa. Una prima verifica del sistema sanzionatorio è stata fatta nel 2015 quando sono stati cancellati dall’Albo di competenza oltre 3500 medici non in regola con i crediti formativi. Specifichiamo che l’obbligo ECM compete al singolo professionista in quanto tale e non alle strutture di appartenenza. Le sanzioni  però possono riguardare conseguenze anche per queste ultime come ad esempio le convenzioni dell’azienda a livello regionale o di Asl e le Certificazioni della Qualità o una penalizzazione nella determinazione del premio annuale di assicurazione per le strutture che non sono in grado di certificare l’aggiornamento professionale del proprio personale. In caso di eventi avversi nell’attività professionale la situazione diventa più seria poiché il mancato conseguimento della formazione ECM può incidere molto sulla sentenza del giudice sia in ambito civile che penale, può far sospendere il professionista dalla sua professione, aggravandone la situazione, e le compagnie di assicurazione possono contestare gli illeciti giustificando il rifiuto di risarcimento del danno.

Le spese di formazione 2017 diventano deducibili al 100% quindi tutte quelle spese deducibili fino ad ora al 50% saranno completamente deducibili purchè si resti entro il limite annuo di 10.000 euro: Spese per l’iscrizione a master; Spese per partecipare a corsi di formazione; Spese per partecipare a corsi di aggiornamento professionale; Spese di iscrizione a convegni e congressi. Non rientrano nella deducibilità integrale le spese per vitto, alloggio, alberghi, hotel e ristoranti che continueranno ad essere disciplinati dalle regole generali.

APPROFONDIMENTI

Google e Facebook sono al giorno d’oggi degli strumenti di lavoro a tutti gli effetti. Per questo è importante che anche il “dentista” sia presente là dove i pazienti lo cercano. Il primo passo importante è costruire un sito web che diventi un punto di riferimento nella comunità in cui si lavora. Per fare questo occorre aiutare i pazienti fornendo loro le informazioni che cercano sotto forma di contenuti ad esempio con una sezione “blog”, interagendo poi costantemente con e-mail e Facebook affinchè diventino clienti fidelizzati e possano così creare l’effetto “passaparola”. Inoltre è bene monitorare costantemente i dati di accesso e di flusso sul sito web per avere sempre un’idea del risultato del nostro operato.  La realizzazione di un sito web può richiedere la collaborazione con una web agency al fine di ottenere un risultato efficace. Un sito web professionale deve essere dinamico e non deve per forza rispecchiare un gusto personale, ma essere performante nello svolgere il proprio compito cioè far aumentare telefonate e visite. Per questo occorre distinguersi dalla concorrenza e cercare di posizionarsi nel web in maniera strategica, attraverso la SEO. I pazienti sono più interessati ai contenuti e al valore che si può loro offrire piuttosto che alla parte grafica o agli effetti speciali. Un aspetto da non trascurare mai è il fatto che oggi la navigazione web tramite dispositivi mobili come tablet e smartphone, supera di molto quella da desktop quindi è necessario che il sito sia “responsive” cioè si adatti graficamente al dispositivo con cui viene visualizzato. Tre aspetti importanti da considerare quando forniamo un’informazione sul nostro sito sono: 

  1. La rilevanza, cioè quanto l’informazione è rilevante rispetto ai miei bisogni
  2. Il valore, cioè quale vantaggio o beneficio posso trarre
  3. “Call to action”, cioè cosa devo fare: cliccare un pulsante, iscrivermi ecc.

E’ importante personalizzare l’esperienza digitale dei propri clienti.

APPROFONDIMENTI