A chi non è capitato di avere all’improvviso un fortissimo mal di denti? la maggior parte delle volte accade nel weekend, ad agosto, nelle feste natalizie… insomma, sempre quando trovare il proprio dentista risulta complicato.

Proprio per questo motivo, esistono ormai molti farmaci per automedicazione, ma non sempre bastano. La prima cosa che si dovrebbe fare è contattare il proprio dentista di fiducia, in modo da verificarne la causa o avere qualche consiglio sui farmaci migliori da prendere per attenuare il dolore.

I dolori molto acuti, potrebbero essere causati da carie, denti del giudizio o paradontiti acute, i quali necessitano dell’intervento immediato del dentista. Il dolore origina dalle terminazioni nervose della polpa dentaria (il tessuto interno del dente ricco di vasi e nervi), oppure dai tessuti circostanti (gengiva, osso alveolare, legamenti). Un’infiammazione o un’infezione di queste strutture provoca una risposta dolorosa spesso acuta e improvvisa.

In linea generale il consiglio è di assumere, in caso di forte dolore, solamente degli antinfiammatori, associando un collutorio.

CAUSE DEL MAL DI DENTI IMPROVVISO

Tra le cause che abbiamo elencato (vedi sopra) tra le più comuni ci sono:

  • Carie dentaria: è una delle cause più comuni, è dovuta a dei batteri della placca che producono acidi e impattano sullo smalto e sulla dentina del dente, creando delle cavità che espongono la polpa dentaria, provocando dolore acuto
  • Pulpite: ovvero, l’infiammazione della polpa dentaria che si manifesta con un dolore intenso, continuo e pulsante. Può derivare da una carie non trattata, da traumi o da lavori dentali profondi
  • Ascesso dentale: infezione acuta causata da batteri che si accumulano nel tessuto gengivale o nella radice del dente. Provoca un dolore acuto e pulsante, accompagnato da gonfiore del viso, febbre e linfonodi ingrossati
  • Gengivite e parodontite: se la placca non viene rimossa, i batteri possono irritare le gengive causando rossore e gonfiore; se trascurata può evolvere in parodontite con perdita del tessuto e supporto osseo e dolore ai denti
  • Sensibilità dentinale: dolore che compare in modo breve causato dalla somministrazione di bevande molto fredde o cibi acidi. Può derivare da recessione gengivale, erosione dello smalto o uso eccessivo di spazzolini rigidi.
  • Bruxismo e disturbi dell’articolazione temporo – mandibolare: il digrignamento dei denti durante la notte può provocare dolore diffuso al risveglio, irradiandosi in alcuni casi a mandibola, orecchio e tempie
  • Sinusite mascellare: in questo caso il dolore ai denti è dovuto a un’infezione dei seni peranasali

ALCUNI RIMEDI AL MAL DI DENTI

Va premesso, che questi rimedi sono pensati per dare sollievo temporaneo, pertanto funzionano meglio se accompagnati da una visita specialistica presso il proprio Dentista di fiducia.

  1. Risciacquo con acqua tiepida e sale: è uno dei rimedi più antichi per diminuire l’infiammazione, in quanto il sale ha proprietà antisettiche naturali e aiuta a ridurre il gonfiore dei tessuti molli
  2. Impacco freddo sulla guancia: avvolgi del ghiaccio in un panno e applicalo nella zona interessata, mantienilo per circa 10/15 minuti, facendo una pausa di 10. In questo modo ridurrai il flusso sanguigno, e di conseguenza il gonfiore e il dolore
  3. Paracetamolo (solo su prescrizione): il paracetamolo è indicato per il dolore lieve-moderato ed è generalmente ben tollerato
  4. Ibuprofene: permette di ridurre il dolore e di agire direttamente sull’ infiammazione
  5. Tenere la testa sollevata: tenere la testa leggermente rialzata riduce l’afflusso di sangue alla zona infiammata
  6. Evitare cibi o bevande molto fredde o calde: se il dente è sensibile o cariato, gli stimoli termici possono scatenare fitte dolorose
  7. Evitare di masticare dal lato dolorante: meglio optare per alimenti con poca masticazione
  8. Continuare l’igiene orale con delicatezza: trascurare spazzolino e filo interdentale durante un mal di denti può peggiorare le cose. Usa uno spazzolino a setole morbide, evita paste dentifricie troppo abrasive e sii delicato nella zona dolorante
  9. Evitare l’automedicazione prolungata: assumere antidolorifici per più giorni consecutivi significa evitare un problema che potrebbe andare ad aggravarsi
  10. Non applicare aspirina direttamente sul dente: l’aspirina va assunta per bocca e non appoggiata in punti dolenti, in quanto l’acido acetilsalicilico al suo interno potrebbe causare ustioni chimiche alla gengiva

I rimedi sopra elencati, servono a gestire l’attesa prima della visita con lo specialista, ma vi sono dei casi in cui non bisogna aspettare:

  • Se è presente la febbre oltre i 38°, in questi casi il dolore ai denti accompagnato da alterazione indica un’infezione in corso
  • Gonfiore evidente a viso e collo, l’infezione in questi casi potrebbe espandersi in zone molto più pericolose
  • Difficoltà a respirare o deglutire
  • Dolore che non si placa nemmeno con antidolorifici o ibuprofene
  • Trauma con frattura o mobilità del dente
  • Fuoriuscita di pus dalla gengiva, segno di ascesso, in questi casi verrà prescritto un antibiotico
  • Perdita della sensibilità improvvisa, un intorpidimento al labbro, alla lingua o alla guancia può indicare un coinvolgimento nervoso

IN CONCLUSIONE

Il mal di denti improvviso, non deve essere sottovalutato, in quanto può essere il primo sintomo per qualcosa di più grave che richiede un intervento immediato. L’intervento dell’odontoiatra è quindi fondamentale per ottenere una corretta diagnosi e un trattamento mirato.

Si definisce “Odontofobia”, dal greco <<odùs, odòntos e fobos>>,ed è la classica Paura di provare dolore sulla “sedia” del Dentista.

Condizione da sempre diffusa, è stata per oltre un secolo oggetto di studi in tutto il mondo, poiché ne soffrono dal 10 al 20% dei bambini e dal 5 al 20% di adulti. Avere paura del dentista può avere conseguenze negative sulla salute della bocca e di conseguenza sulla qualità della vita poiché generalmente chi ne soffre, tende ad evitare le visite di controllo dal dentista e ad ostacolare le cure odontoiatriche, incorrendo in un peggioramento della salute orale nel tempo, che si riflette in un peggioramento della salute dell’intero organismo.

Nei soggetti adulti infatti, in cui l’incidenza della malattia parodontale è pari al 50%, la paura del dentista può essere davvero pericolosa poiché, come ricordano la Società Italiana di Parodontologia (SIDP) e la Federazione Europea di Parodontologia (EFP), non curare la malattia parodontale, che è una malattia cronica, significa non soltanto aumentare il rischio di perdere i denti ma anche aumentare il rischio di problemi sistemici più gravi tra cui episodi cardiovascolari o la comparsa del diabete. Negli anni la paura di provare dolore durante le terapie è stata identificata come il principale limite alle cure nel 71% dei pazienti con malattia parodontale, ed è proprio a causa dell’odontofobia che ancora oggi, molte persone tendono a sottovalutare i segnali di sanguinamento gengivale e ipersensibilità dentale legati alla parodontite, per non doversi sottoporre a sedute di terapia effettuate con strumenti rumorosi o in anestesia, elementi questi, che innalzerebbero ancor di più i loro livelli di ansia e preoccupazione.

Non frequentare lo studio odontoiatrico influenza anche negativamente la possibilità del paziente di prendersi cura del suo sorriso in autonomia, poiché sprovvisto delle indicazioni del professionista; pertanto, vengono meno alcuni dei presupposti fondamentali per il successo della terapia parodontale.

Come nasce la paura del dentista? 

Gli studi scientifici condotti negli ultimi 40 anni su questo tema, hanno evidenziato che oltre il 70% degli adulti odontofobici hanno iniziato ad esserlo durante l’infanzia per cause diverse; il temperamento genetico, ossia una tendenza innata all’ansia e alla preoccupazione, pregresse esperienze dolorose dal dentista, racconti negativi di persone vicine e soprattutto l’influenza di un genitore con la paura del dentista. Sembra infatti esserci una forte associazione tra la paura del dentista nel genitore (soprattutto la madre) e quella nel figlio fino agli 8 anni d’età, che tende poi a diminuire negli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni di età. La promozione della salute orale inizia quindi proprio dai più piccoli e, soprattutto nel caso di bambini ansiosi, deve avvalersi della collaborazione dei genitori. L’obiettivo è far si che il bambino acquisisca sin da subito consapevolezza dell’importanza di avere una bocca sana e della prevenzione di problematiche future a denti e gengive, che riconosca l’incontro con il dentista come un’esperienza positiva e di routine durante la crescita. In questo modo da adulto, avendo a cuore la salute del proprio sorriso, sarà probabilmente determinato a seguire le indicazioni del professionista riconoscendo in lui una figura amica, mantenendo uno stile di vita corretto e delle abitudini salutari per denti e gengive.

Come vincere la paura del dentista? 

Ruolo del professionista è aiutare il paziente a superare gradualmente la paura di affrontare le terapie odontoiatriche, personalizzando l’approccio e la comunicazione in funzione del livello e della tipologia di paura espressa dal paziente, con l’obiettivo di conquistare la sua fiducia. L’empatia è alla base del rapporto odontoiatra-paziente ed è fondamentale la comprensione dei motivi che scatenano l’avversione alle cure. Esistono secondo il mondo scientifico, diverse teorie psicologiche e comportamentali a disposizione del professionista per aiutare il paziente a vincere la paura del dentista; si fondano tutte su una efficace comunicazione, che stimoli il paziente a superare il trauma e a sottoporsi nuovamente alle terapie in assenza di dolore, cosi che diventi per lui un’esperienza positiva di cui riconosca i benefici e che lo renda propenso a prendersi cura della sua salute orale negli anni a venire.

Fonte: ansa.it

Per alcune persone, durante la bella stagione, le giornate di sole e una passeggiata in un parco possono trasformarsi in un incubo. Per chi soffre delle allergie di stagione, infatti, il periodo che va da aprile a giugno è decisamente quello più critico.

Sappiamo che esistono alcuni rimedi naturali che, se non sostituiscono i farmaci nei casi più complessi, aiutano lo stesso a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. Che cos’è l’istamina? Si tratta di una proteina che si comporta da mediatore chimico dell’infiammazione, il nostro organismo la produce nel momento in cui si trova a contatto con un allergene scatenando i conosciuti sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo, infatti, prurito a varie zone del corpo come naso, gola, occhi e pelle; naso chiuso; starnuti; lacrimazione; in alcuni casi anche tosse e asma. Sono queste le reazioni corporee più diffuse alla penetrazione per via aerea di pollini e polveri nelle persone allergiche ad essi.

Di seguito illustriamo alcuni consigli e accorgimenti per non farci trovare impreparati quando alberi e piante cominciano a fiorire!

Prevenzione e alimentazione

Entrare nella mentalità di una buona prevenzione nei mesi che precedono la primavera è sicuramente di aiuto. Dall’articolo che abbiamo preso come fonte apprendiamo che i rimedi omeopatici più diffusi, soprattutto in presenza di allergia da polline, sono Allium cepa 5 CH, in caso di starnuti e naso che cola; Ipeca 5 CH, in caso di tosse profonda e secca; Euphrasia 5 CH nel caso in cui lacrimino gli occhi. È altrettanto importante anche agire consapevolmente a livello alimentare evitando o limitando nei periodi critici i cibi che liberano istamina.

Tra questi troviamo:

• Formaggi

• Salumi

• Pesce

• Pomodori

• Fragole

• Cioccolato

È invece molto consigliata l’assunzione di quei cibi che inibiscono il rilascio di istamina, tra cui troviamo:

• Mele

• Carote

• Uva

• Alimenti ricchi di omega 3

• Cereali senza glutine

Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti in diversi alimenti, alcuni dei quali però possono spesso risultare essi stessi causa di allergie come ad esempio il salmone e le noci. Altri, invece, possono essere considerati come fonti di omega 3 più sicure come ad esempio i semi di canapa e l’olio di semi di lino.

La Natura ci fornisce, a questo proposito, anche i cosiddetti adattogeni, ovvero sostanze che consentono in generale di aumentare la resistenza e la capacità di adattamento del nostro organismo agli agenti stressanti e alle condizioni sfavorevoli agendo così non sui sintomi ma sulle cause che possono dare origine a squilibri. Tra gli adattogeni più efficaci troviamo ginkgo, rodiola, guaranà, eleuterococco.

Antistaminici naturali per combattere le allergie primaverili

Mettere una barriera naturale alle allergie primaverili vuol dire anche fare spazio ad alcuni alimenti che sono considerati dei veri e propri antistaminici naturali. Di seguito elechiamo le principale caratteristiche di ognuno:

Ribes nero: è una pianta dalle mille proprietà benefiche, tra cui quella di contrastare il rilascio di istamina. Ha un’azione antinfiammatoria, è ricco di vitamina C e rafforza il sistema immunitario. Si può assumere diluendo in acqua alcune gocce di estratto o tramite infusione.

Tè verde: riduce l’impatto dell’istamina grazie al suo contenuto di quercitina e di catechina, che contrastano l’insorgere delle infiammazioni. Sono buone fonti di quercitina anche gli agrumi, le mele, il prezzemolo, le cipolle, i legumi, i pomodori, la lattuga e i broccoli.

Vitamina C: dalla frutta e dalla verdura arriva il contributo più importante in caso di allergie. In particolare è buona abitudini preferire gli alimenti ricchi di vitamina C come arance, limoni, pompelmo, carote, kiwi, ecc, che in primavera sono dei buoni antistaminici naturali e aiutano a rinforzare l’organismo debilitato da asma e tosse.

Zenzero, basilico e spezie: tra le piante utili in caso di allergia troviamo lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina. Si utilizzano foglie di basilico essiccate da lasciare in immersione in acqua bollente fino a quando non si saranno raffreddate. Il preparato può essere bevuto o anche utilizzato sulle eventuali eruzioni cutanee.

Ortica: contiene quercitina, perciò anche l’ortica è considerata un antistaminico naturale in grado di agire molto rapidamente. Si può assumere come decotto oppure in capsule.

Aceto di mele: è ritenuto particolarmente efficace contro le allergie stagionali, due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua da assumere per pochi giorni, tre volte nell’arco delle 24 ore.

Ecco come alcuni alimenti sono in tutto e per tutto considerati dei veri e propri antistaminici naturali, che risultano molto utili per chi soffre di allergie primaverili.

Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rimedi-naturali-contro-le-allergie-primaverili

Per glossite si intende l’infiammazione acuta o cronica della lingua. Le persone affette da questo problema notano un’alterazione del colore della lingua, che può rappresentare la glossopirosi (bruciore della lingua), desquamazione, ispessimento o atrofia, esistono varie forme di questa condizione. Generalmente la glossite si presenta nelle persone anziane che effettuano delle terapie farmacologiche a base di antibiotici che intaccano il microbiota umano creando delle alterazioni della flora batterica intestinale.

Durante il processo infiammatorio la superficie della lingua diventa arrossata e si hanno difficoltà nella masticazione, nella deglutizione e spesso anche nel parlare.  La glossite acuta si presenta quando i disturbi tipici si presentano improvvisamente e senza una causa apparente.

SINTOMI DELLA GLOSSITE

I principali sintomi che possono rivelare la presenza di glossite sono diversi e possono insorgere improvvisamente o gradualmente, vediamone alcuni:

• Bruciore e dolore alla lingua al contatto con cibi soprattutto speziati, molto caldi o freddi;

• Gonfiore della lingua con conseguente difficoltà nel masticare e nel parlare;

• Colore della lingua, molto rossa oppure pallida;

• Riduzione del benessere e del senso del gusto, dovuto a delle infiammazioni croniche che possono portare alla perdita delle papille

• Formicolio, prurito e  afte.

CAUSE DELLA GLOSSITE

Cause della glossite Le cause della glossite sono diverse e dipendono da molti fattori, fra cui l’alimentazione, l’assunzione di antibiotici o reazioni allergiche. Le possibili cause sono:

• abuso di fumo, alcool, cibi e alimenti speziati

• Infezionei causate dall’eccessiva presenza di batteri in bocca

• Carenza di ferro, acido folico, vitamina B12

• Piercing alla lingua

• Allergia a farmaci antibiotici

• Reazioni allergiche ad alimenti

• Reflusso gastroesofageo

• Ustioni e lesioni Si può dire, quindi, che la glossite più che una malattia è un sintomo comune a molte altre patologie.

È da considerare un avvertimento che il nostro organismo manda per avvisare che qualcosa non sta funzionando.

Le possibili cause scatenanti della glossite sono molte, ed è indispensabile che il medico o il dentista di fiducia esegua una diagnosi differenziale in cui si possano ricondurre tutti i valori non normali a questa malattia e non ad altre. Solo dopo aver scoperto l’agente scatenante della glossite, la lingua potrà ritornare alle sue condizioni fisiologiche originali. La diagnosi inizia con la raccolta dei sintomi e dei dolori che il paziente riferisce al medico o dentista. Successivamente verrà analizzata la lingua e l’aspetto: colore, consistenza, presenza di desquamazioni, macchie e pupille gustative. Il medico può anche decidere di prescrivere una serie di analisi del sangue per escludere altre patologie legate alla glossite.

RIMEDI PER LA GLOSSITE

Esistono vari rimedi per la glossite che comprendono sia l’impiego di semplici collutori per effettuare degli sciacqui, sia terapie farmacologiche mirate.

A prescindere dalla condizione, è sconsigliata l’assunzione di cibi e alimenti speziati, alcol e il fumo e si preferisce incrementare il consumo di frutta. Alcuni rimedi efficaci per la glossite sono, dunque, collutori specifici, integratori alimentari e gli antibiotici. L’obiettivo principale della terapia è quello di fermare l’infiammazione della lingua indipendentemente dalla causa. Solamente dopo un’attenta diagnosi differenziale effettuata dal medico si potrà prescrivere una terapia efficace.

Il trattamento tipico della glossite prevede degli sciacqui con dei collutori specifici ma il medico può prescrivere anche dei farmaci antinfiammatori e degli integratori alimentari quando la glossite è causata da carenze di vitamine.

COME PREVENIRE LA GLOSSITE

Alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare a prevenire la glossite sono elencati di seguito:

• mantenere una corretta alimentazione, evitando l’assunzione di cibi molto speziati, bevande acide o irritanti, che costituiscono un fattore di rischio per la comparsa della glossite

• usare molto spesso il collutorio, effettuando gargarismi e mantenendo una costante cura orale utilizzando spazzolino e filo interdentale

• non fumare e non bere alcolici

• prestare attenzione a un’eventuale alterazione della mucosa linguale e alla formazione di macchie bianche.

Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/glossite-sintomi-cause-e-rimedi.html

Cos’è la nevralgia ai denti? 

La nevralgia ai denti è un’infiammazione del nervo facciale che provoca dolori anche lancinanti a tutta l’arcata dentale. Chi soffre di nevralgia ai denti lamenta dei dolori simili a delle vere e proprie scariche elettriche, che possono durare da pochi secondi fino a qualche minuto. Questi dolori possono presentarsi anche con una cadenza temporale quotidiana, settimanale e/o mensile.

Nella concezione popolare la nevralgia ai denti viene intesa come disturbo vero e proprio dei denti, quando in realtà nella maggior parte dei casi si tratta dell’infiammazione del nervo trigemino (il più voluminoso dei nervi cranici, per intenderci).

Il fastidio che provoca la nevralgia ai denti è tale da presentarsi anche dopo la minima stimolazione della zona, legata all’aria che si respira, al tocco della zona o a ad una qualsiasi bevanda che si assume.

Le cause possono essere diverse, in alcuni casi il dolore è frutto della compressione di un vaso su un nervo, ma non sempre è possibile identificare in maniera univoca le cause che scatenano il dolore.

Nei casi in cui il dolore è continuato o comunque intenso, è fondamentale rivolgersi al proprio medico per fare analizzare la situazione in modo approfondito.

Nei casi in cui il dolore è sopportabile o di entità tale da essere tamponato, invece, si possono seguire una serie di piccole accortezze. I rimedi della nonna possono costituire un aiuto valido per arginare un po’ il dolore nell’attesa di rimetterci in sesto e recarci dal dentista.

I migliori rimedi della nonna contro la nevralgia ai denti

La medicina naturale può portare significativi benefici nella cura della nevralgia ai denti.

I principi attivi naturali che riescono a dare maggiore sollievo sono quelli in grado di ridurre la sensibilità del nervo facciale, così come ridurre la contrazione muscolare ed alleviare stress e dolori.

Il rimedio della nonna più utilizzato è l’erba di San Giovanni o iperico (pianta da fiore della famiglia delle Hypericaceae), che viene utilizzata per calmare i nervi. Il suo principio attivo, l’ipericina, ha attività antidepressive e calmanti del tessuto nervoso in generale.

Bisogna fare attenzione a non assumere l’erba di San Giovanni in associazione ad altri tipi di antidepressivi, però, in quanto si possono manifestare fenomeni di potenziamento dell’azione.

Altro rimedio della nonna efficace è la camomilla, classico rilassante, che in queste situazioni può rivelarsi molto utile, come anche il legno di Betonica che aiuta a disinfiammare la zona e la corteccia di Crampo dalle note proprietà miorilassanti.

Altri rimedi efficaci sono: evitare di prendere freddo in viso proteggendosi con foulard o una sciarpa (non solo d’inverno), non abusare dell’aria condizionata, evitare di bere bevande troppo calde o troppo fredde, evitare il contatto tra cibi troppo caldi o freddi e la zona dolorante aiutandosi ad esempio con una cannuccia in caso di cibi liquidi.

Se viene rilevato che la nevralgia ai denti è direttamente collegata alla nevralgia del trigemino, anche l’alimentazione va controllata in modo da assicurare al corpo il giusto apporto di sali minerali e magnesio evitando fumo, alcol e caffè.

 

Ecco illustrati i migliori rimedi della nonna per combattere i dolori lievi da nevralgia! Ad ogni modo, qualora questo fastidio non si risolva e se i dolori diventino molto forti, medico deve essere il principale punto di riferimento.

Fonte: https://www.salutarmente.it/rimedi/nevralgia-denti

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 32

E’ online il XXXII numero gratuito della nostra rivista: “INVERNO: una stagione difficile per i DENTI”.

Onicofagia – Abitudine di rosicchiare il bordo libero delle unghie, che talvolta assume il significato di un vero e proprio tic. Il fenomeno si verifica soprattutto in soggetti nevrotici.

Treccani

Un articolo pubblicato sul sito Odontología33, dove il Consejo General de Dentistas spagnolo raccomanda, a coloro che soffrono di onicofagia, di recarsi dal dentista almeno due volte l’anno per effettuare un controllo ed evitare future patologie derivate da questa abitudine che di solito inizia intorno ai 4-6 anni. Alcuni studi stimano addirittura che oltre il l 30% dei minori è affetto da questa abitudine.

Il problema di mangiarsi le unghie, come di altre abitudini negative (succhiarsi il pollice, per esempio) è che, in tenera età, può portare a movimenti dentali anomali e causare malocclusioni. Inoltre, i denti da latte soffrono anche di abrasione dello smalto, proprio come i denti permanenti.

CONSEGUENZE Più COMUNI:
  • usura e microfratture dello smalto dei denti, soprattutto degli incisivi superiori;
  • problemi nell’articolazione temporomandibolare (ATM), come dolore e ticchettii, perché quest’abitudine costringe la mandibola a spostarsi in avanti;
  • i batteri e altri microrganismi presenti sotto le unghie possono causare problemi gengivali ricorrenti e afte;
  • in casi molto estremi, se l’onicofagia è associata ad altre patologie, come il bruxismo, la sopravvivenza di un dente può essere compromessa;
  • le persone che hanno questa abitudine dovrebbero essere consapevoli dei problemi orali che possono sorgere se non riescono a controllarla.

 

Da qui l’importanza di sottoporsi a controlli periodici, durante i quali il dentista potrà verificare se l’onicofagia ha causato danni alla bocca e quali trattamenti mettere in atto per evitare il manifestarsi di patologie più gravi.

RIMEDI ALLA ONICOFAGIA

Ecco i rimedi più comuni per smettere di mangiarsi le unghie:

  • Stendere uno smalto dal sapore estremamente amaro. Si tratta di un composto acquistabile in farmacia solitamente a base di denatonio benzoato;
  • Applicare bendaggi sulla punta delle dita;
  • Tenere sempre le unghie corte e ben tagliate;
  • Ricorrere alla ricostruzione delle unghie, una tecnica più che altro estetica e in voga ultimamente a cui si può ricorrere soprattutto se il problema crea disagi a livello sociale;
  • Fare attività fisica, che è da sempre un ottimo modo per scaricare stress, rabbia e nervosismo;
  • Masticare un chewing gum sugar free o un bastoncino di liquirizia quando si avverte la necessità di portarsi le unghie alla bocca;
  • Portarsi dietro un kit di forbici per unghie e limetta per sistemare subito eventuali pellicine o ammaccature per evitare di cader nella tentazione di sistemarle con la bocca.