L’estate è il periodo dell’anno durante il quale possiamo seguire una dieta ricca di alimenti alleati della salute orale. E’ stato stimato che, grazie a una dieta corretta, in un mese è possibile ridurre di ben il 40% l’infiammazione gengivale. Numerosi cibi tipicamente estivi contengono vitamine, antiossidanti e grassi insaturi e sono dunque fondamentali nella prevenzione di una problematica dalla quale possono originare patologie gravi come parodontite e perdita dei denti. Vediamo nel dettaglio.

Il ruolo delle vitamine

I dentisti consigliano un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura. In estate è indubbiamente più facile reperire alimenti contenenti vitamine in quantità come per esempio se parliamo di Vitamina C, abbiamo peperoni, rucola, kiwi, ribes e ananas. La Vitamina C è un vero e proprio antiossidante e protegge le cellule favorendo il rinnovamento del tessuto connettivo il cui ruolo nel cavo orale è importante perché è proprio grazie a esso che dentina e polpa dentale si formano e si mantengono in buona salute. Anche le verdure a foglia verde contengono Vitamina C. Altri alimenti molto diffusi e apprezzati nel periodo estivo, buoni e contestualmente benefici per la salute orale, sono quelli contenenti la Vitamina D. Gli esperti consigliano, in particolare, di introdurre nel proprio piano alimentare tonno, salmone, sgombri, gamberi, ostriche e funghi. La Vitamina D favorisce la salute delle ossa, dei denti e ha proprietà antibatteriche e di modulazione della risposta immunitaria.

Anche la Vitamina A e Vitamina B sono fondamentali per il benessere della nostra bocca. In particolare, la Vitamina A contribuisce a mantenere sani i tessuti epiteliali che rivestono il cavo orale e la gengiva e aiuta la produzione di saliva utile per pulire i denti dai batteri e dai residui di cibo ed è anche coinvolta nella crescita delle ossa (e quindi dei denti). Questa si trova in diversi alimenti di origine animale, come latticini, fegato, pesce e tuorlo d’uovo. Precursori della vitamina A si trovano anche nei vegetali di colore arancione o verde scuro, come carote, zucca, spinaci o mango.

Passando al gruppo vitaminico B, numerosi studi hanno evidenziato come esso svolga diverse funzioni importanti per la salute orale. Queste vitamine aiutano l’organismo a tenere sotto controllo lo stress, che può influire negativamente sulla salute dei denti e delle gengive, migliorano la salute delle mucose orali riducendo l’infiammazione della lingua e combattendo le afte. La Vitamina B12 si trovano in alimenti di origine animale come la carne, il latte e il pollame (chi è vegetariano dovrebbe assumere appositi integratori), mentre le altre vitamine del gruppo B sono invece presenti anche in alimenti di origine vegetale come i fagioli, i legumi in generale e le verdure verdi, oltre che nel lievito di birra.

Il resveratrolo è una sostanza contenuta nell’uva, nel vino, nelle mele e nelle arachidi e ricopre un ruolo importante nella prevenzione della malattia parodontale. Nel dettaglio, può contrastare l’azione dei batteri e ridurre l’infiammazione, proteggendo così i denti e contribuendo a mantenere in piena salute tutta la bocca.

Quali alimenti vanno, invece, evitati?

In linea di massima sarebbe meglio ridurre al minimo i grassi che favoriscono l’infiammazione e, di conseguenza, l’insorgenza della parodontite. Anche gli zuccheri sono negativi, poichè favoriscono la formazione della placca batterica e accelerano l’erosione dello smalto.

Soprattutto d’estate è facile alimentarsi con gusto, proteggendo i propri denti. Con piccoli accorgimenti nella propria dieta quotidiana è possibile assicurarsi una buona salute orale per tanti e lunghi anni nel futuro.

Fonte: https://primamonza.it/attualita/la-dieta-della-estate-che-fa-bene-ai-denti

Per glossite si intende l’infiammazione acuta o cronica della lingua. Le persone affette da questo problema notano un’alterazione del colore della lingua, che può rappresentare la glossopirosi (bruciore della lingua), desquamazione, ispessimento o atrofia, esistono varie forme di questa condizione. Generalmente la glossite si presenta nelle persone anziane che effettuano delle terapie farmacologiche a base di antibiotici che intaccano il microbiota umano creando delle alterazioni della flora batterica intestinale.

Durante il processo infiammatorio la superficie della lingua diventa arrossata e si hanno difficoltà nella masticazione, nella deglutizione e spesso anche nel parlare.  La glossite acuta si presenta quando i disturbi tipici si presentano improvvisamente e senza una causa apparente.

SINTOMI DELLA GLOSSITE

I principali sintomi che possono rivelare la presenza di glossite sono diversi e possono insorgere improvvisamente o gradualmente, vediamone alcuni:

• Bruciore e dolore alla lingua al contatto con cibi soprattutto speziati, molto caldi o freddi;

• Gonfiore della lingua con conseguente difficoltà nel masticare e nel parlare;

• Colore della lingua, molto rossa oppure pallida;

• Riduzione del benessere e del senso del gusto, dovuto a delle infiammazioni croniche che possono portare alla perdita delle papille

• Formicolio, prurito e  afte.

CAUSE DELLA GLOSSITE

Cause della glossite Le cause della glossite sono diverse e dipendono da molti fattori, fra cui l’alimentazione, l’assunzione di antibiotici o reazioni allergiche. Le possibili cause sono:

• abuso di fumo, alcool, cibi e alimenti speziati

• Infezionei causate dall’eccessiva presenza di batteri in bocca

• Carenza di ferro, acido folico, vitamina B12

• Piercing alla lingua

• Allergia a farmaci antibiotici

• Reazioni allergiche ad alimenti

• Reflusso gastroesofageo

• Ustioni e lesioni Si può dire, quindi, che la glossite più che una malattia è un sintomo comune a molte altre patologie.

È da considerare un avvertimento che il nostro organismo manda per avvisare che qualcosa non sta funzionando.

Le possibili cause scatenanti della glossite sono molte, ed è indispensabile che il medico o il dentista di fiducia esegua una diagnosi differenziale in cui si possano ricondurre tutti i valori non normali a questa malattia e non ad altre. Solo dopo aver scoperto l’agente scatenante della glossite, la lingua potrà ritornare alle sue condizioni fisiologiche originali. La diagnosi inizia con la raccolta dei sintomi e dei dolori che il paziente riferisce al medico o dentista. Successivamente verrà analizzata la lingua e l’aspetto: colore, consistenza, presenza di desquamazioni, macchie e pupille gustative. Il medico può anche decidere di prescrivere una serie di analisi del sangue per escludere altre patologie legate alla glossite.

RIMEDI PER LA GLOSSITE

Esistono vari rimedi per la glossite che comprendono sia l’impiego di semplici collutori per effettuare degli sciacqui, sia terapie farmacologiche mirate.

A prescindere dalla condizione, è sconsigliata l’assunzione di cibi e alimenti speziati, alcol e il fumo e si preferisce incrementare il consumo di frutta. Alcuni rimedi efficaci per la glossite sono, dunque, collutori specifici, integratori alimentari e gli antibiotici. L’obiettivo principale della terapia è quello di fermare l’infiammazione della lingua indipendentemente dalla causa. Solamente dopo un’attenta diagnosi differenziale effettuata dal medico si potrà prescrivere una terapia efficace.

Il trattamento tipico della glossite prevede degli sciacqui con dei collutori specifici ma il medico può prescrivere anche dei farmaci antinfiammatori e degli integratori alimentari quando la glossite è causata da carenze di vitamine.

COME PREVENIRE LA GLOSSITE

Alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare a prevenire la glossite sono elencati di seguito:

• mantenere una corretta alimentazione, evitando l’assunzione di cibi molto speziati, bevande acide o irritanti, che costituiscono un fattore di rischio per la comparsa della glossite

• usare molto spesso il collutorio, effettuando gargarismi e mantenendo una costante cura orale utilizzando spazzolino e filo interdentale

• non fumare e non bere alcolici

• prestare attenzione a un’eventuale alterazione della mucosa linguale e alla formazione di macchie bianche.

Fonte: https://www.sunstargum.com/it-it/salute-orale/glossite-sintomi-cause-e-rimedi.html

In questo blog vedremo qual è la relazione tra salute orale e salute generale, arrivando ad indicare gli organi maggiormente coinvolti.

La prima porta di accesso di batteri e agenti patogeni è la bocca, e questi possono poi facilmente diradarsi all’interno dell’organismo: questo si può tradurre, tendenzialmente, in malattie generali che possono essere condizionate da una cattiva salute orale. Vero è che alcune malattie del cavo orale possono essere anche influenzate da malattie sistemiche. Affermiamo quindi che esiste uno scambio tra le due entità, tra salute orale e salute generale del corpo. Alcuni studi hanno dimostrato che una scarsa salute orale, in particolare riferita alla perdita dei denti, provoca il peggioramento della salute sistemica delle persone, con una conseguente possibile predisposizione alla mortalità.

Iniziamo la nostra analisi della correlazione tra salute orale e salute generale dell’organismo parlando di ossa. Infatti, l’eventuale dolore alla schiena sofferto da alcuni soggetti può trovare una causa anche nella salute orale: questi dolori, infatti, possono essere legati ad una malocclusione dentale, ovvero il disallineamento tra l’arcata superiore e quella inferiore. Questo fattore può portare i denti a lavorare e utilizzare le forze in modo scorretto, sovraccaricando determinati muscoli e articolazioni che diventano la causa di mal di schiena e scompenso posturale.

Correlazione tra la bocca e il cuore

Come sono collegati? Dobbiamo sapere che gli agenti esterni che entrano nella cavità orale possono arrivare fino al cuore, innescando infiammazioni. Qui introduciamo la parodontite, ovvero la malattia dentale la cui componente batterica e infiammatoria può portare alla perdita denti. Questa, tramite la proliferazione di batteri all’interno di ‘tasche’, aumenta l’infiammazione generale rendendo meno fluido il sangue, portando ad una predisposizione alle malattie cardiovascolari e cardiache, come la sindrome coronarica acuta, ma anche ictus e aterosclerosi. Questa correlazione è stata dimostrata dalla scoperta di batteri parodontali negli ateromi coronarici che si formano nelle arterie, il che dimostra che con una salute orale migliore si potrebbe evitare la diffusione di questi batteri.

Polmoni e intestino: come sono legati alla salute orale?

Altrettanto molto importante è il legame tra cavo orale e strutture respiratorie, le quali rappresentano la prima stazione in cui si fermano i batteri che arrivano dalla bocca provocando possibili patologie respiratorie o l’abbassamento delle difese immunitarie (oltre alla frequente compromissione parodontale, che aumenta la quantità di microbi in circolo). Anche in questo contesto la malattia parodontale può avere un forte impatto, tanto da essere inserita nella lista delle patologie da evitare in ottica preventiva per la formazione del cancro al polmone.

Da alcuni studi è stato rilevato che una scarsa salute della bocca è associata ad una maggiore incidenza di broncopolmonite. Anche la salute dell’intestino è collegata in modo diretto a quella della bocca: i soggetti con malattie infiammatore intestinali, come la colite ulcerosa, hanno maggiore probabilità di sviluppare parodontiti e incidere sulla condizione del cavo orale. La diffusione dei microbi che arrivano dalla bocca all’intestino aggravano diverse malattie gastrointestinali, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, la malattia infiammatoria intestinale e il cancro del colon-retto.

E il mal di testa?

Una salute orale piuttosto precaria può portare anche a mal di testa, cefalee e cervicali. Questo perché il disallineamento dentale, carie, perdita di denti o denti del giudizio mal posizionati possono creare disturbi sull’equilibrio e sul tono muscolare tanto da affaticare alcuni muscoli specifici che portano alle cefalee cosiddette muscolo-tensive.

Conclusioni

Considerando il ruolo centrale dei tessuti che sostengono i denti, è importante sottolineare il ruolo delle cure odontoiatriche e del dentista. Anche se è vero che alcuni soggetti sono predisposti per natura alla malattia parodontale, non va mai sottovalutata la prevenzione. È bene seguire un’igiene orale adeguata, con lavaggi dei denti dopo ogni pasto pulendo non solo le superfici interne ed esterne del dente ma soprattutto quelle interdentali attraverso fili e scovolini. Lo spazzolamento deve essere accurato e raggiungere tutte le superfici dentali, anche quelle più posteriori. Senza mai dimenticarsi di recarsi dal proprio dentista almeno due volte l’anno, così da intercettare eventuali patologie parodontali che, come dimostrato, possono essere un rischio da un punto di vista cardiovascolare, polmonare e intestinale.

 Fonte: https://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/23450/salute-orale-vs-salute-generale-ecco-la-mappa-delle-correlazioni.html

La parodontite è l’infiammazione del parodonto, l’insieme di strutture che circondano e sostengono il dente, rappresentate dall’osso alveolare, dalle gengive, dal cemento radicolare e dal legamento parodontale.

L’origine è batterica e causa:

  • sanguinamento,
  • recessione gengivale,
  • riassorbimento osseo,
  • maggiore sensibilità,
  • mobilità dei denti,
  • caduta dei denti.
FUMO E PARODONTITE

La malattia parodontale è causata dai batteri della placca e ad alcuni fattori di rischio, primi fra tutti IL FUMO e la scarsa igiene orale.

I fumatori sono di fatto soggetti ad alto rischio parodontite e, solitamente, il rischio dipende dalla quantità di tabacco fumata quotidianamente. Fondamentale poi, la durata del vizio (più aumentano gli anni, maggiore sarà il rischio).

PERCHÈ IL FUMO È COLPEVOLE?

Il fumo irrita le mucose rendendole vulnerabili.

Fumare causa:

  • alitosi,
  • danni antiestetici (denti macchiati e colorazioni anomale),
  • formazione e il deposito di tartaro,
  • diminuzione delle probabilità di successo degli interventi di implantologia.

 

Tutto questo poiché ciò che è contenuto nelle sigarette:

  • altera la microflora gengivale,
  • riduce l’entità della risposta immunitaria a livello del cavo orale,
  • causa vasocostrizione periferica.

 

Ne consegue una moltiplicazione dei batteri sotto al solco gengivale, privo di gran parte dell’ossigeno, e così si genera una veloce proliferazione di germi aggressivi.

FUMO E PARODONTITE
INOLTRE…

A causa del fumo l’organismo produce un minor numero di anticorpi e la stessa quantità di batteri genera più danni nella bocca di un fumatore che in quella di un non-fumatore.

I vasi sanguigni poi si restringono e le gengive diventano deboli e facilmente bersaglio di germi. La guarigione inoltre è più lenta e soggetta a sanguinamento.

La prevenzione della parodontite prende il via tra le mura domestiche e fondamentale sarà:

  • una corretta e sana alimentazione,
  • un’accurata igiene orale,
  • periodiche visite dal proprio dentista di fiducia,
  • una costante attività fisica.

 

Non dimentichiamo però che smettere di fumare rappresenta la prevenzione più efficace, sotto tutti i punti di vista!

Fonte: dentalcoop.it

Ti sei mai chiesto quali sono i cibi e le bevande che amano i nostri denti e collaborano nel mantenere il nostro cavo orale sano e in salute?

Scopriamo insieme quali sono gli alimenti salva sorriso.

I CIBI CHE FANNO BENE AI DENTI

L’alimentazione, si sà, è alla base di una buona salute e, sebbene in molti li sottovalutino, vi sono alcuni trucchi basati essenzialmente sull’apporto di alcuni nutrienti, in grado di assicurarci un benessere maggiore, soprattutto dentale.

MA DI COSA PARLIAMO?

Per la salute dei nostri denti parliamo di nutrienti essenziali: minerali e vitamine.

Scopriamo i più importanti:

MINERALI

  • Calcio: elemento re, di cui sono principalmente formati i nostri denti oltre che le nostre ossa;
  • Fluoro: essenziale per la mineralizzazione dello smalto dei denti;
  • Fosforo: contribuisce al benessere dei nostri denti e delle nostre ossa;
  • Magnesio;
  • Zinco: ha proprietà antibatteriche e deodoranti. Ecco perché viene spesso impiegato nei prodotti per l’igiene orale.

VITAMINE

  • Vitamina A: influisce soprattutto sulla salute delle gengive;
  • Le vitamine del gruppo B sono utili per molte aree del nostro organismo: apparato gastrointestinale, cute e capelli, bocca, occhi, fegato e per la trasformazione dei carboidrati in energia per il nostro organismo;
  • Vitamina C, importantissima per il rafforzamento del sistema immunitario, è utile per rinforzare e proteggere le gengive;
  • Vitamina D: fondamentale per l’assorbimento del calcio.

Appreso quindi cosa deve contenere il cibo che ingeriamo, scopriamo quali sono i dieci cibi salva sorriso:

  • Kiwi e agrumi: Ricchi di vitamina C, prevengono le infiammazioni.
  • Salmone e altri pesci: ad alto contenuto di vitamina D facilitano l’assorbimento di calcio e fosforo.
  • Latte e derivati: rinforzano sia ossa che denti, grazie alla loro ricchezza di calcio.
  • Finocchi, Sedano, Carote e Mele: per via della loro fibrosità e croccantezza, puliscono i denti e rinfrescano l’alito.
  • Noci, mandorle e nocciole: sono una fonte preziosa di calcio, alleato del nostro sorriso.
  • Mirtilli rossi e altri frutti di bosco: contengono principi attivi che ostacolano l’azione dei batteri nocivi.
  • La radice di liquirizia: al naturale aiuta a prevenire la carie.
  • I legumi: contengono ferro e magnesio, entrambi importanti per preservare la salute delle gengive.
  • Tè verde: ricco di polifenoli, è un aiuto contro i batteri e quindi aiuta a prevenire la carie. Una ricerca dell’Università giapponese di Tohoku ha dimostrato che chi beve almeno una tazza di tè verde ogni giorno ha il 19% di probabilità in meno di andare incontro ad infezioni o malattie gengivali. Ricordiamoci però che il té può macchiare i denti, quindi è sempre necessario sciacquare la bocca dopo averlo consumato e prestare particolare attenzione alla propria igiene orale.
  • Acqua e tisane senza zucchero: rimuovono i residui e contrastano l’acidità.
I CIBI CHE FANNO BENE AI DENTI

I modi per prenderci cura del nostro sorriso sono davvero tanti e spesso non passano dalla poltrona del dentista.

Curare la propria igiene orale partendo dai cibi sulla nostra tavola può infatti garantirci un sorriso più bello e sano, oltre a prevenire patologie legate al consumo di cibi acidi, grassi e che rovinano la brillantezza dello smalto.

centromedicovesalio.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 22

E’ online il XXII numero gratuito della nostra rivista, dedicato alla SALUTE ORALE DEGLI ITALIANI durante la pandemia da Covid-19.

Si sà, durante il periodo natalizio le nostre abitudini alimentari cambiano e si arricchiscono di cibi che spesso sono ricchi di zuccheri.

Panettoni, pandori, focacce, torte e pasticcini di ogni tipo abbondano sulle nostre tavole, simboli per eccellenza del magico clima natalizio.

Ma quali sono le conseguenze per la nostra salute orale?

Sebbene l’invito sia quello della moderazione, ci sono dei suggerimenti ad hoc per non trascurare l’igiene orale e per prendersi cura della salute dei propri denti. Vediamo i principali:

  • lavare con maggiore frequenza i denti;
  • preferire il consumo di dolci e zuccheri in occasione del pasto (la nostra salivazione infatti aumenta, e questo consente al ph della nostra bocca di contrastare l’azione degli acidi presenti nel cibo);
  • bere acqua dopo ogni brindisi così da poter sciacquare gli acidi e gli zuccheri contenuti nelle bevande alcoliche;
  • evitate cibi duri o appiccicosi (i dolciumi appiccicosi possono rimanere sui denti per molto tempo aumentando così il rischio di carie).
DOLCI FESTE: I consigli per affrontare gli zuccheri natalizi

Non va poi dimenticato il cibo amico dei denti.

Sedano, carote e mele sono infatti gli alimenti che maggiormente si alleano alla nostra salute dentale. Ma anche prodotti caseari come formaggio e latte, che con la loro azione combattono gli acidi della bocca.

Inserirli nei nostri menù può quindi rappresentare un valido aiuto.

Chewing gum che salvezza!

Una gomma da masticare per l’igiene orale? Assolutamente sì! Molti studi hanno mostrato che masticare una chewing gum può contribuire a proteggere la salute dei denti. La masticazione inoltre aumenta la secrezione di saliva, grande alleata dell’igiene orale!

DOLCI FESTE: I consigli per affrontare gli zuccheri natalizi

Consigliamo quindi di seguire queste poche accortezze per trascorrere un Natale dolce ma anche salutare!

Senza dimenticare di fissare una bella seduta di igiene orale non appena possibile, per limitare i “danni” e regalarci un sorriso sano.

Una corretta igiene orale è fondamentale fin dalla primissima infanzia per prevenire patologie orali, come la carie, e mantenere i denti in salute. Scopriamo insieme come gestire l’igiene orale dei bambini e come scegliere lo spazzolino.

Lo spazzolamento dei denti deve divenire, fin dalla nascita, una routine giornaliera, di modo che il bambino si possa abituare alla pratica dolcemente. Sarà così più semplice accompagnarlo all’igiene orale autonoma, non appena manifesterà il desiderio di emulare i genitori anche nei momenti dedicati all’igiene del cavo orale.

Ma quale spazzolino scegliere per i più piccoli?
BAMBINI E SPAZZOLINO: GESTIRE LA PULIZIA ORALE DEI PIU’ PICCOLI

E’ consigliato acquistarne uno spazzolino a setole morbide, con testina piccola e manico con impugnatura ergonomica. Queste caratteristiche renderanno facile l’utilizzo assieme al genitore che sino ai tre anni guiderà la pulizia del bimbo, insegnandoli la procedura corretta.

Lo spazzolamento adeguato prevede un movimento che parte dalla gengiva e arriva sino al termine del dente, dall’altro verso il basso, per circa 5/6 volte per ogni coppia di denti. E’ inoltre consigliato seguire un ordine durante la procedura, iniziando dalle zone posteriori, interne ed esterne, per poi passare a quelle anteriori, dedicate alla masticazione. Da non dimenticare la lingua! Con la sua conformazione spugnosa assorbe placca e batteri e per questo necessità di una pulizia quotidiana.

Quando passare allo spazzolino elettrico?

L’elettrico può essere utilizzato a partire dai 3 anni di età, solo sotto la supervisione del genitore. Si consiglia di scegliere un dispositivo dotato di sensore colorato per controllare la pressione, per aiutare il bimbo a comprendere se sta eseguendo lo spazzolamento nel modo corretto, e di un timer per facilitarne la durata.

SALUTE ORALE NEL NEONATO

ll tema della prevenzione orale nel periodo neonatale è un argomento poco affrontato, spesso infatti si suppone, erroneamente, che l’igiene del cavo orale non debba essere eseguita in quanto non sono ancora presenti i dentini.

A CHE ETÀ INIZIARE

È buona norma pulire le mucose dei bambini già nei primi mesi di vita e diverse sono le pratiche messe in atto in base all’età del neonato e alla situazione della sua bocca.

Basterà una garzina sterile avvolta intorno al dito. Una volta bagnata con la soluzione fisiologica, o con dell’acqua tiepida, si dovrà passare delicatamente sulle gengive del neonato, pulendo anche le guance e la lingua.

BAMBINI E SPAZZOLINO: GESTIRE LA PULIZIA ORALE DEI PIU’ PICCOLI

Un altro modo divertente e coinvolgente per il bambino potrebbe essere quello di utilizzare un guanto di tessuto: il bimbo assocerà questo momento ad una piacevole routine di pulizia della bocca.

È importante ricordare che queste procedure dovrebbero essere ripetute dopo ogni poppata. Se non si riesce a farlo, si potrebbe iniziare a farlo la mattina, il pomeriggio e verso sera per iniziare una routine.

Dopo l’eruzione del primo dentino i genitori potranno usare lo spazzolino da dito. Uno spazzolino realizzato totalmente in silicone con:

  • setole morbide, per iniziare a spazzolare i primi dentini;
  • zone in rilievo, per massaggiare delicatamente le mucose.

Di fatto, quando compaiono i primi dentini è importante spazzolarli sia nelle zone vestibolari, che in quelle boccali. Si suggerisce l’utilizzo di dentifrici adatti ai mesi del bambino, ma la quantità necessaria deve essere minima corrispondente alla grandezza di una lenticchia.

Fino ai tre anni di età, è consigliabile che siano i genitori ad occuparsi dell’igiene orale dei loro bambini. I più grandi infatti sono più precisi e meno frettolosi. Successivamente le manovre potranno essere effettuate in autonomia con la supervisione ed il supporto dei genitori fino a che il bambino non acquisisce in maniera graduale le competenze necessarie.