Lo Smart Working, come lo definisce l’Osservatorio del Politecnico di Milano, è “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Fondamentalmente cambia il rapporto tra dipendente e azienda. Ma come?

Si adotta un modello organizzativo evoluto, che prevede una maggiore autonomia nelle modalità e nei tempi di lavoro. Tutto ciò, per rimuovere i vincoli che ostacolano la personalizzazione e la flessibilità di ogni individuo.

Lo attesta la Legge 81 del 2017

“Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, che ha stabilito le modalità di realizzazione dello smart working.

Un nuova organizzazione articolata in fasi, cicli e obiettivi, ove la maggior “libertà” del dipendente accresce la sua produttività, e di conseguenza quella dell’azienda.

Un progetto quindi che si struttura in un vero e proprio cambiamento radicale delle modalità di svolgimento del lavoro ma che fa ciò, in favore di un maggiore equilibrio tra qualità della vita e produttività.

Lo Smart Working si sposa inoltre con la trasformazione digitale degli ultimi anni che, come ben sappiamo, è dotata di tecnologie così avanzate da permettere alle persone di connettersi e comunicare da ogni luogo, creando network di relazioni professionali e rendendo virtuale il luogo di lavoro.

Inoltre, l’Osservatorio Smart Working comunica che gli smart worker sono più di 570 mila e in costante aumento. Ciò genera notevoli benefici, sia riguardo il tempo libero individuale, sia dal punto di vista economico. Si stima infatti che un lavoratore dipendente arrivi a risparmiare fino a 4000 euro l’anno.

La soddisfazione quindi aumenta spesso di pari passo con la responsabilizzazione che, generando una produttività maggiore, apporta ingenti benefici anche alle aziende.

Questa, la chiave di volta per il lavoro agile, che il 10 Maggio 2017 ha assistito all’approvazione del testo del Disegno di Legge AC. N. 2233B che disciplina lo Smart Working, inteso come “l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.