Una volta arrivate le vacanze, tra bagagli da preparare e itinerari da pianificare, la salute del nostro sorriso passa in secondo piano.

Durante le vacanze solitamente la nostra routine cambia, si mangia fuori orario, ci si concede qualche aperitivo o gelato in più e tutto questo può mettere a dura prova la salute della nostra bocca.

Per evitare che un improvviso mal di denti rovini la tua serenità ecco una guida per mantenere denti e gengive sani anche in vacanza.

IL KIT DEL SORRISO 

Prima di chiudere la valigia, assicurati di avere tutto il necessario per una corretta igiene orale:

  • Spazzolino compatto: uno spazzolino da viaggio pieghevole o con custodia protettiva è l’ideale.
  • Dentifricio in formato da viaggio: tubetti da 50 o 75 ml sono perfetti nel caso in cui dovessi prendere l’aereo
  • Filo interdentale o scovolino: indispensabile fuori casa quando non si ha la possibilità di lavarsi i denti
  • Mini collutorio: essenziale per avere quella sensazione di freschezza anche in vacanza

LE REGOLE DA RISPETTARE 

Dopo aver preparato il kit perfetto non resta che partire, ma in viaggio rimangono alcune semplici regole da seguire per evitare una visita dal dentista o spiacevoli inconvenienti durante la vacanza:

  • Mantieni la routine, anche se cambiano gli orari: cerca comunque di lavare i denti almeno 2 volte al giorno, mattina e sera
  • Attenzione a zuccheri e bevande acide: gelati, bibite e cocktail sono molto zuccherini, quindi se possibile usa una cannuccia quando bevi per evitare il contatto diretto del liquido sullo smalto, inoltre, evita di lavare i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande molto acide perché lo smalto risulta più fragile
  • Attenzione all’acqua che si beve: all’ estero  in alcuni Paesi è consigliabile bere acqua direttamente dalla bottiglia, pertanto anche lavarsi i denti con quest’ultima risulta essenziale
  • Proteggi i denti durante le attività sportive
  • Prepara un piccolo kit di emergenza: un mal di denti improvviso o un piccolo incidente (come un dente scheggiato) possono rovinare la vacanza, pertanto può essere utile portare con sé un analgesico o il contatto del proprio dentista di fiducia in casi di elevata emergenza
  • In casi di viaggi lunghi, pianifica un controllo prima di partire: prenota una visita di controllo o una pulizia dei denti un paio di settimane prima della partenza, il tuo dentista potrà individuare eventuali carie iniziali o problemi alle gengive prima che si facciano sentire nei momenti meno opportuni

IN CONCLUSIONE 

Prendersi cura dei propri denti in vacanza non è difficile, basta portare con sé gli strumenti giusti, mantenere un’igiene orale regolare e prestare un po’ di attenzione a cibi e bevande che solitamente non sono caratterizzanti della nostra dieta. Piccoli accorgimenti che ti permettono di goderti le meritate vacanze.

Buon viaggio e buon sorriso.

La salute dentale non va in vacanza, anzi è proprio durante la stagione estiva che i nostri denti potrebbero soffrire maggiormente se non prestiamo loro le opportune attenzioni.

Durante le vacanze estive siamo naturalmente portati ad “allentare la presa” sulla nostra vita, sia dal punto di vista dei ritmi, che dalla disciplina con la quale organizziamo la nostra quotidianità. Di conseguenza anche la cura dentale e le accortezze che prestiamo al nostro sorriso durante il resto dell’anno potrebbero subire degli allentamenti.

Nonostante la disconnessione e il relax, prendersi cura dei denti in estate non è una missione impossibile. Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a prenderti cura della tua salute dentale durante il periodo più caldo dell’anno.

Porta sempre con te uno spazzolino da denti

Rendi lo spazzolino da denti un accessorio fondamentale del tuo kit estivo: asciugamano, occhiali da sole e spazzolino da denti. In estate sappiamo quando usciamo di casa ma non quando rientriamo, quindi se lo avrai sempre con te, potrai lavarti i denti ogni volta che ne avrai bisogno in qualsiasi bagno.

 

Dedica un giorno alla settimana al controllo della tua salute orale

Ti consigliamo di dedicare un giorno alla settimana a un controllo approfondito della tua igiene orale, che comprenda collutorio e filo interdentale. Il filo interdentale è consigliato tutti i giorni, ma sappiamo che in estate può essere più complicato, quindi è importante rispettare questo controllo esaustivo un giorno alla settimana, per non trascurare completamente l’igiene dei denti durante l’estate.

 

Bevi acqua: una buona idratazione aiuta i denti

L’idratazione è essenziale nei mesi più caldi dell’anno e tutto il nostro organismo ha bisogno di una buona razione di acqua per poter funzionare in modo ottimale. Anche la nostra bocca ne ha bisogno per evitare la secchezza che, oltre a essere una sensazione fastidiosa, può danneggiare le gengive.

Ci sono bevande che non sono consigliabili per i nostri denti, come il tè, il caffè o il vino, che possono macchiare lo smalto, o altre come le bevande alcoliche o zuccherate, che sono estremamente dannose per il nostro sorriso.

Mangia frutta e verdura: fanno bene alla bocca

L’estate è il periodo dell’anno in cui abbiamo più voglia di mangiare frutta e verdura fresche e leggere per placare il caldo e, in più, sono benefiche per la nostra salute orale. La frutta e la verdura, in generale, fanno molto bene alle nostre gengive e alla nostra salute in generale. Ci sono frutti, come il melone o il cocomero che, essendo ricchi di acqua, sono ottimi per mantenere la bocca idratata, e altri, come le mele, che possono aiutarci a pulire i denti in caso di necessità.

Evitare l’esposizione prolungata al cloro

L’ultimo consiglio per curare e proteggere i denti quest’estate è probabilmente il più sconosciuto: fai attenzione al cloro, può essere dannoso per i denti.

Il cloro è un prodotto chimico che viene aggiunto all’acqua per proteggerci dalle infezioni, ma può danneggiare la nostra pelle o i nostri denti. Il cloro, ad esempio, provoca il cosiddetto tartaro del nuotatore, una reazione sotto forma di macchie giallastre o brunastre sui denti che di solito compaiono sui denti anteriori. La soluzione è sciacquare accuratamente la bocca dopo ogni nuotata e non esporsi al cloro per periodi troppo lunghi.

Il sorriso è un potente strumento di comunicazione e un riflesso della nostra salute e benessere. Quando sorridiamo, trasmettiamo gioia, fiducia e apertura agli altri. Ma cosa succede quando qualcuno non è felice del proprio sorriso a causa di problemi dentali? Questo è un argomento che sta emergendo sempre di più in campo odontoiatrico: la psicologia del sorriso e come l’aspetto dei denti influisce sulla salute mentale e sull’autostima.

L’aspetto dei denti e la percezione di sé

I denti sono più di semplici strumenti per masticare il cibo. Sono un componente cruciale dell’aspetto estetico di una persona. Quando i denti sono sani, bianchi e allineati, contribuiscono a un sorriso luminoso e attraente. D’altra parte, problemi come la carie, i denti mancanti o il colore giallo possono influire negativamente sull’aspetto del sorriso e sulla percezione di sé.

Studi psicologici hanno dimostrato che l’aspetto dei denti può avere un impatto significativo sull’autostima di una persona. Le persone che non sono soddisfatte del proprio sorriso tendono a evitare di sorridere in pubblico o di mostrare i propri denti. Questo comportamento può portare a una diminuzione della fiducia in se stessi e a una minore interazione sociale. Inoltre, questa mancanza di sicurezza in se stessi, può estendersi anche ad altri aspetti della vita, come le relazioni personali e la carriera professionale.

Il ruolo dei dentisti nel migliorare la salute mentale

I dentisti non sono solo professionisti della salute dentale ma anche importanti attori nella promozione del benessere psicologico dei loro pazienti. Essi possono svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone a migliorare la percezione di sé attraverso interventi estetici e terapie personalizzate.

Odontoiatria estetica: I trattamenti odontoiatrici estetici, come lo sbiancamento dei denti, la correzione dell’allineamento dentale e la posa di faccette dentali, possono trasformare radicalmente il sorriso di una persona. Questi interventi non solo migliorano l’aspetto fisico, ma spesso aumentano anche la fiducia in se stessi dei pazienti.

I pazienti che non sono soddisfatti del proprio sorriso potrebbero beneficiare di consulenze psicologiche. I dentisti, in particolari casi, possono collaborare con psicologi o terapisti per affrontare il problema.

Il sorriso è un elemento essenziale della nostra vita quotidiana. I dentisti hanno la responsabilità non solo di preservare la salute dentale dei loro pazienti, ma anche di contribuire al loro benessere psicologico. Se hai problemi dentali che influiscono sulla tua autostima, non esitare a consultare il tuo dentista. La tua salute mentale potrebbe trarre beneficio da un sorriso radioso e da un nuovo senso di fiducia in te stesso.

Il diastema è uno spazio tra due denti, più comunemente osservato tra gli incisivi superiori. Sebbene possa comparire anche in altre zone dell’arcata dentale, questa caratteristica è spesso considerata una peculiarità estetica e, in alcuni casi, addirittura un tratto distintivo di bellezza. Molte persone, però, vedono il diastema come un difetto e desiderano correggerlo per migliorare l’aspetto del loro sorriso.

Il diastema può avere diverse cause, alcune delle quali sono legate a fattori anatomici e altre a comportamenti o abitudini. Ecco le cause principali:
1. Dimensione dei Denti e dell’Osso Mascellare: Se i denti sono troppo piccoli rispetto alla dimensione dell’osso mascellare, è più probabile che si formino degli spazi tra di essi. Questo è un fattore genetico, quindi può essere ereditario.
2. Frenulo Labiale: Il frenulo è un piccolo lembo di tessuto che collega il labbro superiore alla gengiva. Quando il frenulo è troppo largo o si estende fino alla zona degli incisivi centrali, può creare una spaziatura tra i denti.
3. Abitudini Infantili: Abitudini come la suzione del pollice o l’uso prolungato del ciuccio nei bambini possono contribuire a spingere i denti anteriori fuori posizione, favorendo la formazione del diastema.
4. Malocclusioni o Problemi di Morso: In alcuni casi, il diastema può essere dovuto a problemi di malocclusione, ovvero quando l’allineamento dei denti o delle arcate non è corretto.

Problemi Associati al Diastema e come correggerlo

Oltre alle implicazioni estetiche, un diastema può causare problemi funzionali. L’accumulo di cibo tra i denti può aumentare il rischio di carie e malattie gengivali. Alcune persone possono anche sviluppare difficoltà nella pronuncia di certi suoni a causa della spaziatura dentale. Tuttavia, è importante sottolineare che in molti casi il diastema non comporta alcun problema di salute orale.

Esistono vari trattamenti per correggere il diastema, a seconda della causa, della posizione e delle preferenze del paziente.

1. Apparecchio Ortodontico: Gli apparecchi ortodontici, tradizionali o invisibili, come Invisalign, sono uno dei metodi più comuni per chiudere il diastema. Questi dispositivi applicano una leggera pressione sui denti per spostarli progressivamente fino a chiudere lo spazio. Gli apparecchi invisibili sono particolarmente apprezzati dagli adulti perché più discreti rispetto a quelli tradizionali.
2. Faccette Dentali: Le faccette in porcellana o composito sono sottili rivestimenti applicati sulla superficie dei denti per migliorarne l’aspetto. Vengono utilizzate per chiudere piccoli spazi come il diastema e sono una soluzione rapida e personalizzata.
3. Bonding Dentale: Il bonding consiste nell’applicazione di una resina composita sui denti per ridurre o eliminare il diastema. È una procedura semplice e relativamente economica rispetto ad altre opzioni, ma potrebbe richiedere ritocchi periodici per mantenere i risultati.
4. Intervento Chirurgico sul Frenulo: Quando il diastema è causato da un frenulo labiale troppo largo, un piccolo intervento chiamato frenectomia può essere risolutivo. Questa procedura consiste nel ridurre o rimuovere il frenulo in modo che i denti possano avvicinarsi. Questo trattamento è spesso abbinato a un apparecchio ortodontico per garantire la chiusura dello spazio.
5. Protesi e Corone: Nei casi in cui il diastema è causato dalla mancanza di uno o più denti, il dentista può proporre l’utilizzo di protesi o corone per colmare lo spazio in modo definitivo.

Il diastema dentale, dunque, può essere un tratto distintivo che aggiunge carattere al sorriso di una persona, ma per chi desidera correggerlo, ci sono molte opzioni disponibili. Consultare un dentista o un ortodontista è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto in base alle proprie esigenze. La correzione del diastema può non solo migliorare l’estetica del sorriso, ma anche contribuire a una salute orale ottimale.

 

IL SORRISO: EVOLUZIONE E DIVERSE TIPOLOGIE

Il sorriso è un’espressione facciale strettamente legata alle emozioni e allo stato psicologico di una persona. Il sorriso si mostra quando una persona esprime felicità, piacere o divertimento ed è un elemento essenziale per esprimere sentimenti di amicizia, intesa e apprezzamento.

Fin dalla nascita, il sorriso non viene appreso per imitazione ma si presenta spontaneamente in tutti i bambini. Esso nasce come reazione innata (fisiologica) per poi diventare un’espressione con intenti comunicativi. In questo senso il sorriso può essere considerato un comportamento tipico e distintivo della specie umana nei confronti delle altre specie animali.

Nei neonati, quello che sembra un sorriso di fatto è un semplice stiramento delle labbra. Lo si osserva soprattutto durante il sonno ed è la conseguenza di stimoli dal sistema nervoso, o da stimoli rumorosi esterni, ad esempio la voce di una persona. Verso la quinta settimana di vita del bambino, il sorriso viene provocato alla visione di un volto umano, ancora non ben definito e quindi ancora non riconosciuto dal bambino. Questo viene considerato il primo sorriso sociale, quando allo stiramento della labbra si aggiunge lo strizzamento degli occhi.

Dal quarto mese di vita, il sorriso acquista un’ulteriore maturazione diventando non più (o non solo) una semplice reazione ad uno stimolo, ma una vera e propria espressione dell’individuo. Durante la conoscenza dell’ambiente e il riconoscimento degli oggetti, del proprio corpo e delle altre persone, il bambino utilizza sempre più il sorriso come linguaggio, rivolgendosi prima agli oggetti che ha intorno, come ad esempio le proprie mani, e poi alle altre persone, diventando a tutti gli effetti uno dei primi strumenti comunicativi.

A questo punto, anche l’espressione in sé ormai non coinvolge più solo la bocca ma tutto il volto. Dopo i sei mesi, il sorriso diventa definitivamente una forma di socializzazione.

TIPOLOGIE DI SORRISO

Il sorriso richiede il coordinamento di componenti facciali, gengivali e dentali che vengono stimolate volontariamente o involontariamente da vari stati emotivi, ed è diverso e particolare per ogni individuo, in modo evidente. Un sorriso compromesso, d’altra parte, è stato associato a una più alta incidenza di depressione. L’analisi del sorriso rappresenta un importante aspetto della valutazione più generale dell’estetica del viso.

Si distinguono 2 tipologie di sorriso

Quando si guarda o si comunica con un individuo, lo sguardo dell’osservatore si sposta dagli occhi alla bocca, le due regioni più espressive del volto.

1) Il sorriso volontario e non correlato a nessuna emozione, per esempio quello che si fa quando si posa per una fotografia. Si tratta di un sorriso ripetibile e spesso viene descritto come “sorriso simulato”, o addirittura un “falso sorriso”, o ancora, come lo definì il poeta inglese Thomas Gray, il “sorriso sociale”.

2) Il sorriso spontaneo, involontario, spesso associato a emozioni come la gioia. Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l’espressione coinvolge anche gli occhi.

La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando a contrarre i muscoli della bocca.

L’espressione comune “sorridere con gli occhi” intende proprio questo aspetto. Citiamo, a questo proposito, una scoperta fatta dallo scienziato francese Guillaume-Benjamin-Amand Duchennede Boulogn: i bambini di 5 mesi usano i muscoli degli occhi per sorridere quando la madre si avvicina, ma ricorrono a un sorriso “senza gli occhi” quando si avvicina un estraneo. Quando un adulto utilizza il sorriso spontaneo, si attiva l’area del cervello associata alle emozioni, diversamente da quando ricorre al sorriso simulato.

Anche Charles Darwin ha descritto il peculiare abbassamento della porzione laterale delle sopracciglia come indicatore del sorriso di tipo spontaneo, piccoli movimenti che tuttavia sono la garanzia di essere di fronte a un sorriso sincero.

Fonte: www.studiomysmile.it/blog

Il sorriso gengivale, chiamato anche gummy smile, è un inestetismo del sorriso in cui le gengive vengono esposte in modo eccessivo. Il rapporto tra il labbro superiore, le dimensioni dei denti e le gengive non è corretto, esponendo così una quantità eccessiva di gengiva.

La parola “Gummy” deriva dall’inglese “gums”, che significa gengive. Quali sono le cause del sorriso gengivale? Nella maggior parte dei casi, in realtà, il gummy smile è un difetto congenito e non vi sono cause generalizzate.

Ci sono, però, alcuni fattori che possono favorire un sorriso gengivale:

• Denti piccoli

• Muscolo elevatore troppo sviluppato

• Frenulo labiale troppo corto o collegamento troppo stretto tra la gengiva e il labbro superiore

Correzione del sorriso gengivale e trattamenti

Innanzitutto esiste una differenza tra la correzione gengivale e la correzione del gummy smile, questo perché le correzioni gengivali possono essere necessarie sia per ragioni estetiche che per ragioni mediche e comprendono una gamma di trattamenti piuttosto ampia alle gengive.

Il trattamento del gummy smile, invece, include soltanto una di queste correzioni e mira ad abbellire e migliorare il rapporto delle gengive con il resto del sorriso. A seconda del motivo per cui si sviluppa un gummy smile, esistono diversi metodi di trattamento, di seguito ne illustriamo le principali caratteristiche.

Correzione del sorriso gengivale e con le faccette estetiche

Si tratta della tipologia di trattamento migliore se i denti sono troppo piccoli e quindi il rapporto tra gengive e denti non è corretto.

Le faccette dentali sono degli involucri in ceramica o composito ultrasottili e sono realizzati su misura in base alle preferenze ed esigenze del paziente e possono essere applicati per ingrandire il dente (in caso di denti troppo piccoli, un trattamento con faccette viene spesso accompagnato da un trattamento laser per ottenere un risultato ancora migliore.)

Correzione con il laser

Il trattamento laser delle gengive può essere il complemento ideale per abbellire il risultato dopo aver applicato le faccette dentali: il bordo delle gengive viene delineato con precisione e la gengiva in eccesso viene rimossa.

È bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti quando si tratta di questo intervento: durante la prima settimana dopo il trattamento gummy smile con il laser, le aree trattate possono essere ancora un po’ sensibili ed è importante evitare una pressione eccessiva e pulire i denti con delicatezza.

È consigliato, inoltre, di evitare il fumo, l’alcol e gli alimenti piccanti. Il risultato ottenuto da questo trattamento sarà definitivo e duraturo proprio perché le gengive vengono rimosse con il laser e il trattamento non deve essere ripetuto.

Correzione con il botox

In alcuni casi, il gummy smile può essere causato dall’iper sviluppo del muscolo responsabile del sostegno del labbro superiore. Quando si ride o si parla, quest’ultimo si contrae a tal punto che il labbro superiore viene tirato molto verso l’alto fino ad esporre un’ampia zona della gengiva.

Con l’utilizzo del botox questo muscolo può essere rilassato, impedendo al labbro superiore di sollevarsi eccessivamente. Come gli altri trattamenti con botox, anche in questo caso si tratta di un periodo limitato e per un risultato duraturo, il trattamento deve essere ripetuto ogni 6 mesi.

Fonte: fioriblu.it

Il rimodellamento dentale rappresenta una nuova tecnica ortodontica di carattere estetico che consiste nel sottoporre i denti a limatura per modificarne la forma o dimensioni.

La presenza di denti più larghi, più lunghi o che terminano a punta non dà luogo a particolari problemi dal punto di vista funzionale, tuttavia l’aspetto disarmonico che si crea può ingenerare imbarazzo in pazienti che vorrebbero mostrare un sorriso esteticamente più gradevole.

Per limatura, o stripping, si intende l’azione di limare una piccola quantità di smalto dentale per cambiarne la forma e affinare il dente, che però determina una riduzione dello spessore dello smalto e che quindi non è sempre consigliata dagli specialisti.

Lo stripping si realizza solitamente durante un trattamento ortodontico quando si è in presenza di denti dall’aspetto sproporzionato a livello di larghezza, denti troppo vicini (mancanza di spazio tra i denti), oppure per evitare il cosiddetto “triangolo nero” gengivale, ossia il piccolo spazio che appare tra i due incisivi superiori centrali.

La persona più indicata per consigliare o meno di effettuare questo trattamento rimane sempre il dentista.

La tecnica della limatura dei denti

Come viene eseguito il rimodellamento dei denti? Principalmente in due modi:

  • Meccanicamente (grazie ad una fresa diamantata o un disco; questa tecnica è usata soprattutto quando occorre rimuovere una notevole quantità di smalto);
  • Manualmente (utilizzando una lima e della carta abrasiva con granulometria decrescente, anche chiamata strip).

Normalmente la quantità di smalto limato è compresa tra 0,1 e 0,5 mm ma può variare a seconda delle caratteristiche e dello spessore del dente. In entrambi questi casi, comunque, si agisce sulle aree del dente dove lo smalto ha maggiore spessore. La tecnica è totalmente indolore perchè lo smalto non è innervato.

Vantaggi e svantaggi dello stripping dentale

Il rimodellamento o stripping dentale permette di ripristinare l’armonia del sorriso e di ritrovare la piena funzionalità dei denti senza dover per forza ricorrere a procedere troppo invasive. Questo procedimento può portare anche altri vantaggi, vediamo quali.

In alcuni casi, lo stripping può fare in modo di non doversi sottoporre ad un’estrazione dentaria quando si è in presenza di denti accavallati o quando non c’è spazio sufficiente sull’arcata.

È una tecnica che permette, inoltre, di ristabilire una migliore omogeneità nell’aspetto dei denti, soprattutto quando i denti frontali appaiono asimmetrici in termini di larghezza o dimensione orizzontale.

La riduzione laterale dei denti può eliminare le macchie che si sono formate per effetto dei denti mal posizionati, al termine di un trattamento ortodontico.

Quali sono gli svantaggi e i rischi dello stripping dentale?

Bisogna sempre ricordare che la limatura dentale non è una procedura completamente priva di rischi e che è irreversibile (una volta limato il dente, non sarà più possibile riportarlo alla sua forma precedente). Quando si esegue lo stripping si devono rispettare delle regole e dei protocolli rigorosi che permettono di minimizzare il rischio di complicazioni, in particolare riguardo alla quantità di smalto da eliminare.

I principali rischi e svantaggi comportati dalla limatura dentale sono:

  • Un’accresciuta sensibilità dentale al caldo e al freddo, proprio per il fatto che si va a ridurre la quantità di smalto che riveste il dente.
  • Vulnerabilità alla comparsa di macchie e all’ingiallimento (se non si effettua un’adeguata e scrupolosa igiene orale).

Dopo aver limato i denti

Come ci si comporta dopo lo stripping dentale? In seguito al rimodellamento è consigliabile:

  • Utilizzare un dentifricio al fluoro per rinforzare lo smalto dei dentie per rimineralizzarli.
  • Dedicarsi con attenzione alla propria igiene orale per evitare il rischio che si formino carie o macchie sui denti.

 

Possiamo concludere, dunque, affermando che la riduzione laterale o stripping dei denti è uno degli interventi possibili e consigliabili per perfezionare l’allineamento dentale senza doversi sottoporre a interventi invasivi o ad estrazioni dentali.

Fonte: https://dottordentista.com/limatura-dei-denti

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”
(Charlie Chaplin)

Il sorriso, di per sé, è una forma di comunicazione non verbale attraverso la quale esprimiamo il nostro benessere, il piacere di stare con la persona che abbiamo davanti.

Secondo diversi ed approfonditi studi, la comunicazione non verbale ha un ruolo fondamentale: se solo le parole riescono a trasmettere un 7% del messaggio, tutto il resto è legato alle nostre espressioni, allo sguardo, al tono della voce e ai gesti, incluso il sorriso.

Quest’ultimo ha un significato molto importante anche se sembra essere un gesto apparentemente semplice. Il sorriso è il nostro biglietto da visita, è un elemento sia estetico, sia di natura sociale, perché rafforza i legami e dona una sensazione di benessere sia a noi che agli altri.

“Chi ride vive più a lungo”.

È proprio vero: a dimostrarlo sono state ben due università: la Wayne University negli Stati Uniti e l’Università di Trondheim (Istituto norvegese di scienza e tecnologia). Hanno analizzato ben 55.556 soggetti per 15 anni. Ne è risultato che coloro che sono in grado di cogliere il lato allegro delle cose, non solo stanno meglio in quel preciso momento, ma anche vivranno più a lungo. Ridere rallenta davvero i processi di invecchiamento e aiuta a vivere meglio.

BENEFICI DEL SORRISO

Esiste un’ampia letteratura sulla “terapia del sorriso”. Il sorriso spontaneo, incorporato in una frase, in una domanda, in un saluto, tutti piccoli gesti quotidiani, espande, con un effetto virale, un senso di serenità, di tranquillità, e dunque di benessere.

Sorridere e far sorridere, attiva risposte neurologiche molto potenti e funziona da antidepressivo e antidolorifico, stimolando persino il sistema immunitario. Genera un rilassamento muscolare.

Quando la mattina entriamo in un bar e sorridiamo al cameriere che ci prepara il caffè, all’edicolante che ci allunga i giornali, altro non facciamo che distribuire benessere ed energia.

Il rabbino e teologo tedesco Samson Raphael Hirsch, diceva una cosa tanto semplice quanto essenziale: «Un sorriso non costa nulla, ma dà tanto». E allora perché non lo regaliamo con generosità?
COME RICONOSCERE UN SORRISO FALSO?

Anche il sorriso, con la sua potenza, può essere un veicolo di ipocrisia e falsità. 

Come possiamo distinguere un sorriso vero da uno falso? Richard Wiseman, psicologo dell’università di Hertfordshire, in Gran Bretagna, ha fatto molti studi, anche sul campo, per individuare i connotati del falso sorriso. Si è conquistato così il soprannome di “detective del sorriso“. La sua conclusione è semplice: nel sorriso autentico si contraggono più muscoli facciali e ciò lo si vede nelle rughe che si formano attorno agli occhi di chi sorride. I sorrisi falsi non contraggono così tanti muscoli.

E’ IMPORTANTE PER LA NOSTRA AUTOSTIMA?

Sorridere aumenta l’autostima, ci fa sentire più sicuri di noi stessi, influenzando il modo in cui ci rapportiamo con gli altri. Essere consapevoli di poter sorridere senza imbarazzo, come fanno i bambini che sorridono alla vita e sono felici, e mostrare a tutti la bellezza del sorriso è un buon punto di partenza per il raggiungimento di piccoli e grandi traguardi di ogni giorno.

Diversi studi da parte di psicologi, hanno dimostrato come già dal primo incontro si classifica e si giudica una persona dal suo aspetto fisico. Per primo si guarda il viso, poi si passa al taglio di capelli e successivamente il resto del corpo.  La faccia è la prima cosa che guardiamo in una persona, e, quando iniziamo una conversazione ravvicinata o quando ci scambiamo un semplice sorriso, guardiamo i denti.

I denti non perfettamente allineati possono frenarci dal mostrare il nostro sorriso davanti a persone sconosciute o con cui non siamo in totale confidenza. Denti storti e irregolari comportano complessi e insicurezza. Trattenersi dal sorridere con naturalezza per paura di mostrare i denti, provoca a livello nervoso un’indecisione e ci scoraggia.

Se non credi in te stesso, è molto difficile avere un buon livello di benessere psico fisico. Ecco perché non dovremmo mai dimenticare di prenderci cura del nostro aspetto esteriore.

Lo psicologo José Elías sostiene che ridere rafforza il cuore, perché quando ridiamo muoviamo 420 muscoli del nostro corpo, tra cui appunto il cuore. Quindi imparare a ridere aiuta anche a vivere la vita in modo migliore.

Fonte: studioferman.it ; nonsprecare.it

Cos’è l’inciviltà?

inciviltà s. f. [dal lat. tardo incivilĭtasatis, der. di incivilis «incivile»]. 2.Più com., condizione di persona o di gente incivile, grossolana, maleducata

L’inciviltà racchiude in sé tanti tipi di comportamento, dal deridere o sminuire qualcuno, al fare battute offensive, al messaggiare durante le riunioni. Ma l’inciviltà non è uguale per tutti: il messaggiare mentre qualcuno vi sta parlando, per esempio, alcuni di noi lo trovano scortese, altri pensano sia assolutamente normale. Ed è questo uno dei motivi per il quale essa ha un effetto così devastante sulle persone, sui lavoratori e sulle aziende: chi è incivile a volte non si rende conto di esserlo. 

La Dott.ssa Christine Porath, professoressa di ruolo presso la McDonough School of Business della Georgetown University, dopo un’esperienza di grande inciviltà nel suo primo luogo di lavoro, si è licenziata ed è tornata a scuola per studiare gli effetti della maleducazione sulle persone e sulla performance aziendale.

Lì ha conosciuto Christine Pearson , professoressa di Leadership globale presso la Thunderbird School of Global Management. Entrambe condividevano una teoria fondamentale, secondo cui piccole azioni sgarbate possono portare a problemi molto più grandi, ma soprattutto che la maleducazione influenza la performance e il profitto.

LO STUDIO

Per provare la correttezza della loro teoria, hanno iniziato uno studio inviando un sondaggio agli alunni della business school che lavoravano in diverse organizzazioni e hanno chiesto di scrivere alcune frasi su un’esperienza in cui erano stati trattati in modo sgarbato, scortese o insensibile, e di rispondere alle domande su come avevano reagito.

Una persona ha parlato del suo capo che faceva insulti come: “Questo è un lavoro da asilo,” e un altro stracciò il lavoro di qualcuno di fronte all’intero team.

Ciò che hanno scoperto è illuminante!

La maleducazione rende le persone meno motivate:

  • il 66% degli intervistati ha ridotto l’impegno a lavoro;
  • l’80% ha perso tempo preoccupandosi per ciò che era successo;
  • il 12% ha lasciato il lavoro.

La domanda che tutti ci stiamo ponendo è: “La gente lo riporta, ma come si può dimostrarlo?

Per rispondere alla domanda, la Dott.ssa Porath e il Professor Amir Erez effettuando una serie di studi hanno comparato la performance lavorativa di coloro che avevano subito insulti a quelli che non ne hanno mai vissuti. E quello che hanno scoperto è che coloro che avevano subito atteggiamenti maleducati avevano un livello di performance lavorativa decisamente inferiore.

Si potrebbe dire che è un risultato normale, ma ecco che sorge una seconda domanda importante:

cosa succede se non si è tra quelli che vivono IL COMPORTAMENTO SCORRETTO, MA si assiste o si sente?

 

E’ stato eseguito un test in due aziende diverse, in cui cinque partecipanti assistevano a un atto di scortesia verso un collega. Quello che hanno scoperto è davvero interessante, perché anche la performance dei testimoni è diminuita e non solo marginalmente, ma in maniera molto significativa.

l’INCIVILTà RIPAGA?

Ma se l’inciviltà ha un prezzo così alto, perché se ne subisce ancora così tanta? La ragione numero uno sembra essere lo stress. Inoltre le persone sono scettiche e anche preoccupate di essere cortesi o di apparire tali. Credono infatti che essere cortesi non sia da leader. 

Beh, pare che, alla lunga, questa credenza non sia poi così veritiera. Ci sono tantissimi studi a riguardo del Professor Morgan McCall e del Professor Michael Lombardo del Center for Creative Leadership. Hanno scoperto che la prima ragione del fallimento manageriale è uno stile prepotente, insensibile e irritante. Ci saranno sempre delle eccezioni che hanno successo nonostante la scortesia, tuttavia la maggior parte di queste persone compromette il proprio successo prima o poi.

INCIVILTà IN UFFICIO
I DATI LO CONFERMANO

Quindi cosa vogliono esattamente le persone dai loro leader? La Prof.ssa Porath ha raccolto dei dati da 20.000 impiegati in tutto il mondo e ha visto che la risposta era semplice e comune: il rispetto.

Essere trattati con rispetto era più importante del riconoscimento e della riconoscenza, di un feedback utile, persino di opportunità di apprendimento. Quelli che si sentivano rispettati erano più in salute, più concentrati, con più probabilità di rimanere nell’organizzazione e molto più coinvolti.

CONCLUSIONI

Quindi la cortesia ripaga? Ebbene sì. Si possono avere delle opinioni forti, essere in disaccordo, o dare un feedback negativo, l’importante è farlo sempre con rispetto. In questo modo i colleghi o i dipendenti vi vedono come un’importante e potente combinazione di due principali caratteristiche: cordialità e competenza. Ringraziare le persone, condividere il merito, ascoltare attentamente, fare domande umilmente, riconoscere gli altri e sorridere hanno un impatto inimmaginabile sui lavoratori e sul clima del posto di lavoro.

Se i dipendenti si sentiranno ascoltati, supportati e trattati con rispetto, la loro performance aumenterà, con conseguente aumento della performance complessiva aziendale.

L’educazione alla salute orale comincia fin dalla tenera età attraverso regole di igiene orale condivise, corretta alimentazione e visite di controllo.

Avvicinare i più piccoli alla poltrona del dentista non è sempre facile, ma fondamentale per monitorare il sano sviluppo del bambino e prevenire patologie del cavo orale.

Purtroppo a volte la cura dei bambini è sottovalutata e, troppo spesso, la branca dell’odontoiatria che si occupa della cura dei bambini viene vista come una specializzazione complicata e soprattutto poco redditizia. Ma anche il bambino merita cure dentali di eccellenza, esattamente come l’adulto.

Chi è il pedodontista?

Il dentista pediatrico, detto anche pedodontista, è un odontoiatra che ha una preparazione professionale specifica, clinica e psicologica, che gli permette di trattare bambini anche piccolissimi grazie ad un approccio che mira ad instaurare un  rapporto di fiducia e collaborazione.

L’ottenimento della fiducia del bambino e la sua serenità sono il primo obiettivo che il dentista pediatrico si deve porre in quanto fattori indispensabili per la corretta applicazione dei protocolli terapeutici e di prevenzione e per il futuro rapporto del bambino con l’odontoiatra, anche quando sarà adulto.

BAMBINI E DENTISTA

Tra i compiti specifici del pedodontista ci sono:

  • Educare e motivare la bambina o il bambino all’igiene orale
  • Curare le patologie del cavo orale come carie e malocclusioni.
  • Aiutare il giovane paziente ad abituarsi alla prassi odontoiatrica
  • dare suggerimenti riguardo la dieta alimentare
  • applicaretutti i presidi di prevenzione quali test salivari, lacche al fluoro e  sigillanti
  • è in grado di controllare, correggere e prevenire anomalie di sviluppo dei denti e delle ossa mascellari, quindi prevenire e correggere abitudini viziate o traumi dentali.
Prima o poi tocca a tutti

Pur troppo, prima o poi tocca a tutti di doversi sedere sulla poltrona del dentista. È un destino che accomuna tutto il genere umano. Questo dato di fatto ha obbligato la comunità scientifica a interrogarsi sul modo migliore per avvicinare i bambini alle cure odontoiatriche senza che queste siano causa di stress. Infatti, i traumi vissuti nell’infanzia possono protrarsi fino all’età adulta e, di fatto, possono diventare dei limiti importanti alla salute del cavo orale. Più precisamente, un giovane paziente che non riesce a superare la paura diventerà un adulto poco disposto e poco collaborativo durante le cure odontoiatriche. La pedodonzia studia i migliori approcci nei confronti dei più piccoli.

Ecco perché è utile fare delle sedute di avvicinamento: esse servono ad abituare gradualmente il bambino all’ambiente medico attraverso un approccio adeguato all’età.

Cosa si intende per l’avvicinamento?

Per avvicinamento si intendono tutte quelle strategie e procedure volte ad instaurare un rapporto sereno con il piccolo paziente, creando un ambiente familiare, dedicato a loro attraverso giochi e personaggi di fantasia, tecniche pedagogiche e psicologiche volte a rassicurare e introdurre il bambino allo studio dentistico e alle cure senza traumi.

BAMBINA DAL DENTISTA
Quando fare la prima visita dal dentista con i bambini?

Non bisogna aspettare che il bambino abbia male ai denti o abbia i denti storti! Dobbiamo prevenirlo.

L’accademia americana di odontoiatria pediatrica raccomanda di effettuare la prima visita dal dentista per il bambino entro il primo anno di età.

La domanda che più frequentemente si pongono le mamme sono “Come potrà visitare un bambino così piccolo? Come riuscirà a farlo stare fermo sulla poltrona?”

I motivi per cui è consigliata una visita precoce sono: intercettare eventuali problemi, venire a conoscenza delle strategie per prevenire carie, gengiviti e malocclusioni, instaurare un rapporto sereno e di fiducia tra dentista e bambino.

Come? È necessario un ambiente accogliente, con spazi dedicati ai più piccoli e personale specializzato (dal dentista all’assistente), tempistiche che rispettino le esigenze dei più piccoli e attenzioni speciali.

Consigli pratici DEI PROFESSIONISTI su come gestire la prima visita dal dentista del proprio bambino:
  • Effettuare la prima visita dal dentista quando il bambino è ancora molto piccolo (tra 1 e 3 anni)
  • Portare il bambino quando non presenta alcun dolore in modo tale che sia un incontro piacevole e non diventi una situazione traumatica per il piccolo.
  • Prima della visita del bambino, anche i genitori vanno istruiti ( per esempio una delle istruzioni consiste nel non usare mai parole come PAURA, MALE, DOLORE, PREOCCUPARSI! Oppure di non enfatizzare questo appuntamento, come se fosse qualcosa di normale ).
  • Stare con il bambino solo durante la prima visita conoscitiva; durante i futuri appuntamenti sarà lo staff dello studio ad accompagnarlo. In questo modo è più semplice creare un rapporto più stretto di fiducia tra dentista e bambino.
  • Il bambino non deve mai sentire dolore: senza anestesia il bimbo sente male, si spaventa e il dentista rischia di non riuscire a fare un buon lavoro.
  • Lasciare che il bambino giochi e esplori gli ambienti, senza avere il timore che possa essere inopportuno.
  • Proporre sotto forma di gioco i passaggi della visita: come cantare una canzone per contare i secondi durante l’utilizzo del trapano, chiamare con nomi di fantasia gli strumenti, ricompensare il bambino con piccoli regali al termine di ogni seduta proficua
  • Portare il bambino da un PEDODONTISTA, non un dentista qualunque: abbiamo visto che non è assolutamente facile gestire correttamente il piccolo paziente. Servono quindi una grande esperienza e una competenza specifica.