MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 55

E’ online il 55esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come sta cambiando il mercato odontoiatrico?”.

Quando si parla di violenza sulle donne, si pensa spesso a medici, psicologi e forze dell’ordine come principali punti di riferimento per intercettare e supportare le vittime. Anche il dentista però, per la sua vicinanza e il suo sguardo attento, può giocare un ruolo cruciale in questa battaglia.

La Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente nazionale ANDI – Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di sensibilizzare e formare i professionisti dentisti e odontoiatri affinché possano riconoscere i segnali di violenza contro le donne e intervenire nel modo più appropriato.

Dentisti e odontoiatri, infatti, possono svolgere un ruolo cruciale nel rilevare casi di violenza sulle donne grazie alla loro posizione particolarmente indicata per notare segni fisici che potrebbero indicare abusi, traumi ripetuti, fratture e lesioni alla mascella, alle ossa del viso, ai denti o ai tessuti molli della bocca e, adeguatamente formati, potrebbero intercettare e agire tempestivamente per impedire tragici epiloghi. Inoltre, al fine di dare supporto alle donne vittime di violenza, il Dipartimento per le pari opportunità metterà in rete dentisti ed odontoiatri con i servizi di supporto alle vittime, come il numero di pubblica utilità 1522 e i CAV (Centri Anti Violenza).

Nei casi di violenza cogliere i segnali, intercettarli tempestivamente, può essere essenziale per salvare una vita. In questa battaglia quindi è molto importante il coinvolgimento delle professionalità che più facilmente possono entrare in contatto con le vittime, sia per svolgere un’opera di sensibilizzazione, sia per accorgersi di situazioni che sono la spia di qualcosa che non va – dichiara la Ministra Roccella -. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione degli operatori, e il protocollo con l’associazione dei dentisti va esattamente in questa direzione. Sapere come approcciarsi alle donne vittime di violenza può essere determinante per spezzare il ciclo prima dell’irreparabile.

Questo Protocollo rappresenta la sintesi del percorso che l’Associazione nazionale dentisti italiani ha intrapreso da tempo, nella ferma convinzione dell’impegno degli odontoiatri associati ANDI a tutela della persona e a conferma della sensibilità dell’Associazione verso un tema così importante e delicato – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale ANDI – Siamo onorati del lavoro di squadra svolto con la Ministra Roccella e che vedrà gli oltre 28.000 odontoiatri ANDI impegnati nel promuovere, sostenere e sensibilizzare i termini sanciti dal documento sottoscritto, per sviluppare una rete di supporto che favorisca il contatto tra le vittime, i servizi sociali e il numero di pubblica utilità 1522.

Fonte: andi.it

DA GEORGE WASHINGTON…

Oltre ad essere stato il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington fu anche una delle figure più celebri nella storia dell’odontoiatria per il suo utilizzo di protesi mobili. La sua esperienza con la perdita dentale iniziò in giovane età: già a soli ventiquattro anni aveva perso tutti i suoi denti, probabilmente a causa della malattia parodontale, una condizione che all’epoca non aveva cure efficaci e che portava alla progressiva distruzione del tessuto gengivale e osseo.

Washington soffriva frequentemente di dolori debilitanti dovuti a infezioni dentali, afte e ascessi, problemi per cui l’unica soluzione comune all’epoca era l’estrazione del dente infetto. La perdita dentale non era solo un problema di salute, ma anche un ostacolo alla sua immagine pubblica: durante la sua investitura presidenziale, per non mostrare la mancanza dei denti, si dice che abbia inserito del cotone tra le labbra per dare volume al viso. Tuttavia, le soluzioni protesiche disponibili a quel tempo erano rudimentali e spesso più dolorose che utili.

Nel corso della sua vita, il presidente consultò numerosi dentisti, ma le dentiere disponibili erano scomode e poco funzionali. Il suo punto di svolta arrivò quando conobbe John Greenwood, considerato il pioniere dell’odontoiatria scientifica negli Stati Uniti. Greenwood realizzò per lui una protesi innovativa, composta da denti in avorio di elefante e ippopotamo, montati su una struttura in oro. Rispetto ai modelli precedenti, la dentiera di Greenwood era più confortevole e meglio adattata alla bocca del presidente, che la considerava così preziosa da essere sepolto con una delle sue protesi.

A MARIA TERESA D’ASBURGO…

La condizione dentale di Washington non era un caso isolato nel passato. L‘igiene orale era un lusso per pochi e la maggior parte delle persone, anche tra i nobili, soffriva di problemi dentali gravi. Un altro esempio storico emblematico è quello dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo, che aveva una grave malocclusione dentale, una caratteristica ereditaria nota come “prognatismo asburgico“. Questo problema, comune nella dinastia asburgica a causa dei matrimoni tra consanguinei, le causava difficoltà nella masticazione e nell’eloquio. Nonostante ciò, a differenza di Washington, Maria Teresa riuscì a mantenere gran parte dei suoi denti, grazie probabilmente a una dieta meno ricca di zuccheri e a una minore incidenza di estrazioni dentali radicali.

FINO AD OGGI

Le conoscenze odontoiatriche nel XVIII secolo erano ancora primitive. Non esistevano anestetici moderni, e le estrazioni venivano effettuate con strumenti rudimentali come pinze di ferro, spesso senza alcuna forma di sterilizzazione. La carie e la malattia parodontale erano problemi diffusi, ma i trattamenti erano inefficaci e spesso dolorosi. Solo con il progresso della scienza odontoiatrica nel XIX e XX secolo si iniziarono a sviluppare tecniche migliori, come le otturazioni, la fluoroprofilassi e le moderne protesi dentali in materiali più resistenti e biocompatibili.

L’evoluzione della protesi dentale ha fatto passi da gigante dai tempi di George Washington. Oggi, le dentiere sono realizzate con materiali come resine acriliche e ceramiche avanzate, e le tecnologie moderne, come gli impianti dentali, offrono soluzioni permanenti che garantiscono estetica e funzionalità ottimali. Se Washington fosse vissuto oggi, avrebbe potuto beneficiare di trattamenti minimamente invasivi e impianti che gli avrebbero evitato il disagio delle protesi mobili.

La storia della salute dentale di Washington e di altre figure storiche come Maria Teresa d’Asburgo ci ricorda quanto l’odontoiatria sia evoluta nel tempo e quanto sia fondamentale la cura dei denti per la qualità della vita, indipendentemente dall’epoca o dallo status sociale.

Fonte: dentistadicasa.it

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 52

E’ online il 52esimo numero gratuito della nostra rivista: “La Cartella Clinica Visiva: uno strumento di marketing odontoiatrico”.

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 51

E’ online il 51esimo numero gratuito della nostra rivista: “Report eventi 2024”.

I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a erompere nella bocca, generalmente tra i 17 e i 25 anni. Sebbene non tutti sviluppino questi denti, la loro crescita può spesso causare problemi, richiedendo l’estrazione.

Questo articolo esamina il percorso pre e post estrazione per chi deve affrontare questa procedura.

I denti del giudizio sono residui evolutivi, utili in passato quando l’alimentazione era più dura e meno raffinata.Tuttavia, con l’evoluzione delle abitudini alimentari e il cambiamento nella struttura mandibolare, molte persone non hanno spazio sufficiente per accogliere questi denti. Questo può portare a dolore, infezioni, carie, o problemi ortodontici.

Il percorso pre-estrazione

Se si sospetta un problema legato ai denti del giudizio, il primo passo è una visita dal dentista. Durante questa fase, lo specialista valuterà la situazione attraverso un esame clinico e una radiografia panoramica. Questa consente di individuare la posizione dei denti del giudizio e i potenziali rischi, come vicinanza ai nervi o inclinazioni problematiche.

L’estrazione è consigliata in diversi casi:
• Denti inclusi: quando i denti restano parzialmente o totalmente sotto la gengiva.
• Affollamento dentale: i denti del giudizio possono spingere gli altri denti, compromettendo l’allineamento.
• Infezioni o carie: la loro posizione rende difficile una pulizia adeguata, aumentando il rischio di problemi.

Prima dell’intervento, il dentista o il chirurgo maxillo-facciale discuterà con il paziente dei dettagli della procedura, dei rischi e del decorso post-operatorio. Sarà necessario informare il medico di eventuali allergie, farmaci in uso, o condizioni di salute che potrebbero influenzare la guarigione.

La procedura di estrazione e il percorso post-estrazione

L’estrazione può avvenire con anestesia locale, sedazione cosciente o anestesia generale, a seconda della complessità del caso. Durante l’intervento, il chirurgo può dover incidere la gengiva o frammentare il dente per facilitarne la rimozione.

La guarigione dopo l’estrazione dei denti del giudizio richiede attenzione. Subito dopo l’intervento, è normale avvertire gonfiore, dolore e lieve sanguinamento. Per gestire il dolore, il medico prescriverà analgesici e, se necessario, antibiotici per prevenire infezioni.

Ecco alcune linee guida per il post-operatorio:
1. Compressione con garze: aiuta a controllare il sanguinamento nelle prime ore.
2. Impacchi di ghiaccio: riducono il gonfiore nelle prime 24 ore.
3. Alimentazione morbida: nei giorni successivi è importante consumare cibi facili da masticare, evitando cibi caldi o piccanti.
4. Igiene orale delicata: evitare di spazzolare l’area interessata per i primi giorni.

Tempi di guarigione e controlli

La maggior parte delle persone recupera in circa una settimana, anche se il gonfiore e i fastidi possono persistere più a lungo. I punti di sutura, se presenti, vengono rimossi dal dentista dopo 7-10 giorni. È importante seguire scrupolosamente i controlli per garantire una guarigione ottimale.
Affrontare l’estrazione dei denti del giudizio può sembrare impegnativo, ma con una preparazione adeguata e una buona gestione del post-operatorio, il recupero è generalmente rapido e senza complicazioni.

L’obiettivo primario di ogni professionista che si occupi di medicina è il mantenimento della salute del paziente e tutti i componenti del team-work devono favorire il benessere e la soddisfazione del paziente durante l’esecuzione delle terapie.

Per una buona pratica clinica un altro elemento importante da considerare è il benessere dell’operatore durante l’esecuzione delle terapie e l’uso di tecnologie che permettano esecuzioni ergonomiche. Il termine “ergonomia” fu stata usata per la prima volta nel 1857 su un giornale da parte di uno scienziato polacco. L’ergonomia, di fatto, è la scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui e tecnologie, studiando le opportunità di migliorare il rendimento della prestazione, dell’ambiente di lavoro ma anche lo stress derivato da esso. Essa si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui psicologia, l’antropometria biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, ecc.

Le tecnologie per essere considerate ergonomiche devono essere progettate con lo scopo di trovare soluzioni, in questo caso terapeutiche, idonee alle esigenze psicofisiche sia dei pazienti che del team-work .

EFFICIENZA ERGONOMICA IN ODONTOIATRIA

L’ergonomia odontoiatrica deve essere una cultura condivisa tra tutti i componenti del team-work e deve essere ben percepita dal paziente.

L’efficienza ergonomica si basa su una vera esemplificazione del lavoro e parte da una analisi dettagliata e critica del lavoro svolto. Il management ergonomico parte da un’osservazione ragionata degli strumenti, dei protocolli operativi e uno studio dei tempi e dei movimenti. Una prestazione che possa essere definita ergonomica deve essere eseguita con strumentazione, (manuale o meccanica che sia) che risponda ad alcune caratteristiche, prima fra tutte la qualità e la sicurezza. Inoltre, gli strumenti devono essere adattabili alle differenti condizioni anatomiche e cliniche, per evitare discomfort al paziente durante il loro utilizzo, in modo che vengano evitate ricorrenti pause, spesso richieste dal paziente.

Le tecnologie scelte per i protocolli clinici devono agevolare il timing dell’operatività, a vantaggio del paziente e dell’operatore.

Il rapporto tra il paziente e lo strumento utilizzato influisce inoltre in maniera rilevante sulla “efficienza” nell’operatività. Ed esempio, uno strumento usato con difficoltà implicherà un grande sforzo cognitivo, sarà “poco ergonomico” e considerato dal paziente poco sicuro e ostico e non permetterà al paziente la serenità desiderata per il successo del mantenimento delle terapie odontoiatriche.

Per elargire una prestazione efficace ed ergonomica bisogna fare un’attenta analisi degli effetti della tecnologia sul paziente a livello di salute:

• controllando se sia supportata da rilevanti evidenze scientifiche;

• valutare se migliora qualitativamente e nei tempi la prestazione;

• osservare la risposta comportamentale del paziente e dell’operatore.

ALCUNI ESEMPI

L’ergonomia preventiva deve portare i componenti del team-work alla attenta ricerca di aree che potrebbero essere migliorate e che risolvano problemi del management odontoiatrico prima che diventino irrisolvibili. Si parte dalla progettazione ambientale, dalla scelta di tecnologie strumentali e dalla scelta di attività cliniche operative opportune.

I fattori psicologici sono da considerare molto importanti nel carico mentale del paziente, poiché anche determinati suoni possono ricordare esperienze di dolore che potranno ritornare in mente. Ergonomica potrà essere una scelta di un sottofondo musicale new-age che possa, attraverso interazioni sociali del team work controllate e trasmesse con un tono di voce gradevole, rilassare il paziente e renderlo più recettivo al flusso d’informazioni sui trattamenti.

Alcune tecnologie avanzate, sia manuali che meccaniche, dal design e dalla funzione ergonomica devono essere preferiti per prevenire questo disturbo molto fastidioso sollecitato da pressioni anche insignificanti o impercettibili.

• Il riunito odontoiatrico deve essere performante per paziente e operatore, che ha nella scorretta postura, uno degli elementi fondamentali di stress sulla colonna vertebrale.

• Usare i divaricatori durante l’esecuzione odontoiatrica eviterà il disagio dell’affaticamento all’assistente odontoiatrica poiché eliminerà le tensioni alle articolazioni della mano durante il divaricamento con specchietto, con l’obbiettivo di facilitare la visuale dell’operatore assistito.

• L’utilizzo degli ingranditori aiutano l’operatore a mantenere una giusta postura alla poltrona odontoiatrica e migliorano la visibilità del sito clinico, diminuendo i tempi di lavoro e soprattutto migliorando l’efficacia della prestazione.

• Un rivelatore di placca potrà permettere di visualizzare la topografia del biofilm batterico per permettere un deplaquing efficace.

È, dunque, molto importante la conoscenza del team-work sul tema delle tecnologie per condividere la scelta ergonomica e innovativa e inserirla nella pratica clinica per aggiornare i protocolli operativi che devono essere continuamente riveduti, condivisibili da tutti i componenti. L’approfondimento costante e continuo e la condivisione esperienziale sulle tematiche di ergonomia sicuramente porta una condizione di effettivo benessere per il team-work e per il paziente.

www.dental-tribune.com/news/ergonomia-odontoiatrica-benessere-per-il-paziente-e-per-il-team-work

NEUTRALITÀ FISCALE NELLE AGGREGAZIONI FRA PROFESSIONISTI

La neutralità fiscale nelle aggregazioni tra professionisti rappresenta un principio fondamentale volto a garantire che le operazioni di fusione, scissione, o conferimento di attività tra soggetti professionali non producano, di per sé, effetti fiscali distorsivi. Questo principio si applica soprattutto nel contesto di riorganizzazioni che coinvolgono studi professionali, società tra professionisti o associazioni di lavoro autonomo, consentendo di gestire tali operazioni senza creare un aggravio fiscale ingiustificato.

Per neutralità fiscale si intende la possibilità di effettuare operazioni di aggregazione senza che tali operazioni siano immediatamente soggette a tassazione. Ciò consente ai professionisti di organizzare e riorganizzare le proprie attività in modo più efficiente, senza che le necessarie trasformazioni aziendali comportino una penalizzazione fiscale che potrebbe scoraggiarle. In altre parole, le operazioni di ristrutturazione devono essere “neutre” dal punto di vista tributario, rinviando la tassazione al momento in cui si verifichino eventi di realizzo effettivo, come la cessione delle partecipazioni o dei beni conferiti. Questo principio mira a incentivare l’aggregazione tra professionisti e a promuovere una maggiore competitività, efficienza e razionalizzazione dei costi. Attraverso l’aggregazione, i professionisti possono ottenere diversi vantaggi come la condivisione di risorse, l’ampliamento della base clienti e una maggiore capacità di investimento, senza essere gravati da costi fiscali aggiuntivi durante il processo di aggregazione.

Aspetti Fiscali delle Operazioni di Aggregazione

Le operazioni di aggregazione tra professionisti possono avvenire in diverse forme giuridiche, tra cui fusioni tra studi, conferimenti di attività in società tra professionisti o fusioni di società esistenti. In tali contesti, il principio di neutralità fiscale permette di sospendere la tassazione sui plusvalori latenti dei beni trasferiti, fintanto che questi non siano ceduti a terzi. Ad esempio, nel caso di un conferimento di beni da uno studio professionale a una società, la neutralità fiscale prevede che il trasferimento dei beni non venga tassato immediatamente, ma solo in caso di una successiva cessione a terzi da parte della società conferitaria.

Condizioni per l’Applicazione della Neutralità Fiscale

Per garantire la neutralità fiscale nelle operazioni di aggregazione, il legislatore richiede che siano rispettate determinate condizioni. Tra queste, la più importante è che l’operazione non abbia come finalità principale o prevalente quella di eludere il pagamento delle imposte. In altre parole, il vantaggio fiscale non deve costituire il motivo determinante dell’operazione. Inoltre, è necessario che il trasferimento dei beni avvenga a valori contabili e non a valori di mercato, il che consente di evitare l’emersione di plusvalori tassabili. Per quanto riguarda le società tra professionisti, la normativa fiscale prevede, ad esempio, che il conferimento delle attività professionali a tali società non sia immediatamente soggetto a tassazione se rispettate determinate condizioni, come l’iscrizione dei beni conferiti nel bilancio della società al valore di libro e non al valore di mercato.

Vantaggi e Impatti della Neutralità Fiscale

La neutralità fiscale incentiva la crescita e la competitività dei professionisti, favorendo la creazione di strutture più grandi e meglio organizzate. Consente di affrontare sfide economiche più complesse e di competere in modo più efficace sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, è essenziale che l’uso di tali strumenti sia fatto in maniera trasparente e conforme alle normative fiscali, per evitare abusi che potrebbero comportare conseguenze negative, come l’applicazione di sanzioni o l’annullamento dei benefici fiscali. In conclusione, la neutralità fiscale rappresenta un pilastro fondamentale nelle operazioni di aggregazione tra professionisti, garantendo che la riorganizzazione e la crescita non siano frenate da barriere fiscali inutili, promuovendo al contempo uno sviluppo più sostenibile e competitivo del settore professionale.

Il team building rappresenta un concetto cruciale in ogni ambiente di lavoro, e lo studio dentistico non fa eccezione. Un odontoiatra di successo sa bene che il raggiungimento degli obiettivi non dipende solo dalle sue competenze cliniche, ma anche dalla qualità del lavoro di squadra tra tutti i membri dello staff. L’intesa tra il dentista e il suo team, composto da assistenti, igienisti dentali, segretarie e personale amministrativo, è essenziale per garantire non solo la qualità delle cure fornite, ma anche un’esperienza positiva per i pazienti.

TEAM BUILDING NELLO STUDIO DENTISTICO

Il team building è un insieme di strategie e attività volte a migliorare la collaborazione, la comunicazione e il legame tra i membri di un gruppo di lavoro. All’interno di uno studio dentistico, il team building ha l’obiettivo di creare una sinergia tra il dentista e il suo staff, in modo che ognuno conosca chiaramente i propri ruoli e responsabilità e possa collaborare in maniera fluida ed efficace. Un team unito e affiatato è capace di gestire al meglio i carichi di lavoro, ridurre i tempi di attesa per i pazienti e migliorare il servizio complessivo. Inoltre, un buon team building aiuta a prevenire tensioni e incomprensioni, che potrebbero influire negativamente sull’ambiente di lavoro e, di conseguenza, sul rapporto con i pazienti.

Scopriamo allora quali sono le cause di questo aumento dei villi, anche se possiamo anticipare che nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi transitori dell’apparato digerente.

L’IMPORTANZA DELL’INTESA TRA STAFF E ODONTOIATRA

L’intesa tra l’odontoiatra e il suo staff è fondamentale per il buon funzionamento di uno studio dentistico. Il dentista non può concentrarsi completamente sul suo lavoro clinico senza la sicurezza di poter contare su un team competente e ben coordinato. Gli assistenti, per esempio, devono conoscere perfettamente le procedure operative del dentista e sapere in anticipo di cosa ha bisogno durante i trattamenti, al fine di rendere il flusso di lavoro più efficiente e ridurre al minimo i tempi di inattività. Allo stesso modo, il personale amministrativo ha un ruolo chiave nel gestire le agende, accogliere i pazienti e rispondere alle loro domande. Un sistema di comunicazione chiaro e trasparente tra i vari membri del team permette di evitare ritardi e disguidi. Ad esempio, se l’assistente alla poltrona e il personale di segreteria collaborano in modo coordinato, i pazienti possono essere ricevuti senza lunghe attese, migliorando così la loro esperienza nello studio.

BENEFICI PER IL PAZIENTE

L’intesa tra il dentista e il suo team non ha benefici solo per l’efficienza operativa, ma anche per la qualità del servizio percepito dai pazienti. Un ambiente di lavoro armonioso e ben organizzato si riflette positivamente nell’atteggiamento del personale, che risulta più disponibile e accogliente. I pazienti si sentono più a loro agio, percepiscono un senso di ordine e competenza e tendono ad affidarsi con maggiore fiducia alle cure offerte. Inoltre, una buona comunicazione interna permette di affrontare meglio eventuali problematiche che possono sorgere durante la giornata. Un team che comunica efficacemente è in grado di risolvere prontamente piccoli disguidi, evitando che questi impattino negativamente sull’esperienza del paziente.

Il team building e l’intesa tra l’odontoiatra e il suo staff rappresentano i pilastri su cui si fonda il successo di uno studio dentistico. Investire nel miglioramento delle relazioni interpersonali e nella comunicazione tra i membri del team non solo migliora l’efficienza e la qualità del lavoro, ma contribuisce anche a creare un ambiente di lavoro sereno e collaborativo. Questo, a sua volta, si traduce in un’esperienza migliore per i pazienti, che percepiscono professionalità, competenza e un senso di cura e attenzione ai loro bisogni.

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 49

È online il 49esimo numero gratuito della nostra rivista: “Come sviluppare una ROADMAP per l’innovazione digitale”.

roadmap

In questo blog scopriamo come misurare la fedeltà dei pazienti per ottenere degli importanti miglioramenti per il proprio studio dentistico.

Parliamo di Brand Loyalty: è un aspetto chiave che permette di misurare quale sia appunto il grado di fedeltà che viene nutrito da parte del proprio target nei confronti di quel brand, nel nostro caso parliamo di quello dentistico. La Brand Loyalty è suddivisa in diverse classi che consentono di capire che tipo di rapporto vi è tra lo studio dentistico e il cliente, quindi quali sono le necessità dei pazienti stessi e allo stesso tempo come procedere affinché sia possibile conquistarli senza compiere degli errori di ogni genere.

Grazie all’analisi dei diversi livelli sarà possibile adottare delle strategie che permettono a tutti gli effetti di ottenere un ottimo risultato.

Come misurare la fedeltà dei pazienti

Il primo step è trovare i pazienti che possono essere definiti come Switchers, ovvero quelli infedeli, che cambiano studio dentistico dopo una sola visita o trattamento. Tale tipologia di clientela tende a essere quella un po’ più complicata da conquistare in quanto si conosce ben poco della loro personalità e delle loro esigenze, pertanto è opportuno capire quali siano gli aspetti del servizio offerto che non sono stati apprezzati, in maniera tale che questo possa subire una modifica e quindi che si abbia l’occasione di riuscire a conquistarli, magari adottando una politica per lo studio dentistico che potrebbe essere più adatta alle loro esigenze.

Troviamo poi i pazienti abituali, ovvero quelli che si trovano bene con i servizi offerti dallo studio dentistico. C’è da considerare, però, che i suddetti sono anche i pazienti maggiormente vulnerabili alle potenziali offerte che possono essere proposte da parte della concorrenza. In questo caso, infatti, una nuova promozione che potrebbe essere maggiormente economica, come un trattamento di sbiancamento dentale a basso costo, potrebbe comportare il cambio di brand da parte di questa clientela, quindi è necessario cercare di studiare sempre la concorrenza affinché sia possibile offrire un servizio consono alle loro esigenze. Bisogna sempre evitare, comunque, di apportare delle modifiche che potrebbero essere talmente pesanti da impedire ai pazienti dei livelli superiori di poter rimanere ancora soddisfatti del servizio proposto dallo studio dentistico.

Troviamo poi i pazienti che sono realmente soddisfatti, in maniera completa, di quel servizio e dei prodotti proposti dallo studio dentistico. Tendenzialmente si tratta di clienti che difficilmente decidono di adottare una politica di cambio repentino verso un altro studio dentistico, perché potrebbe essere difficoltoso da svolgere. Non solo abitudine nell’acquisto di un prodotto o servizio proposto, ma anche soddisfazione da parte di questi pazienti, che quindi sono meno vulnerabili alla concorrenza.

Troviamo poi i pazienti che possono essere definiti come amici del brand rappresentato dallo studio dentistico, quindi i Likers. Con questo non intendiamo, però, che clienti abbiano un rapporto stretto con i dentisti che operano quello studio. Al contrario, invece, il grado di soddisfazione è talmente elevato che permette loro di evitare di cercare delle alternative, anche se queste possono essere incredibilmente valide. Si tratta quindi di un tipo di clientela che tende a evitare cambiamenti non ponderati e che provano una sensazione di massima soddisfazione sfruttando quel determinato prodotto.

Infine troviamo i clienti coinvolti, gli affezionati a quel brand, i pazienti che diventano quasi dei brand ambassador dello studio dentistico. Questa è sicuramente la parte maggiormente interessante alla quale ogni studio dentistico deve ambire, in quanto non solo si tratta di clienti che amano quello studio dentistico ma che ne fanno anche una buona pubblicità. Si tratta quindi di una fetta di target che deve essere sempre trattata con attenzione in quanto anche un piccolo errore potrebbe comportare un passo indietro da parte di questa clientela, quindi una pubblicità gratuita che potrebbe essere calante.

Abbiamo visto, dunque, che la dovuta analisi e studio della clientela (che quindi permette di misurare la brand loyalty) rappresenta un aspetto fondamentale che determina il successo di uno studio dentistico nei confronti dei competitors.

Fonte: fioriblu.it

Le segretarie dello studio dentistico sono le prime persone con le quali entra in relazione un paziente appena entra nello studio. La segreteria svolge un ruolo fondamentale nel dare la giusta impressione generale, ma non solo. Vediamo nel dettaglio.

Questa figura, o lo staff di segreteria (in caso di studi dentistici più grandi o di cliniche) non si occupa solo di accogliere le persone e di rispondere al telefono, ma anche di gestire lo studio dentistico e tutta una serie di attività fondamentali che richiedono professionalità, esperienza, e i giusti strumenti. Vediamo quali sono gli aspetti che è possibile migliorare per gestire la segreteria di uno studio dentistico per far funzionare tutto alla perfezione.

Qual è la funzione della segreteria di uno studio dentistico?

La segreteria di uno studio medico, così come in quello dentistico, svolge principalmente funzioni di organizzazione, controllo, amministrazione e relazione. Tra le varie attività delle quali si occupa troviamo:

I consigli per migliorare la gestione dello studio dentistico

Abbiamo visto che le attività che la segretaria o lo staff devono gestire sono moltepllici e sono tutte molto importanti per garantire il coordinamento dei vari aspetti dello studio che, se ben organizzato, ottimizza i risultati sia economici che clinici.

Di seguito elenchiamo degli ottimi consigli da seguire su come organizzare uno studio dentistico al meglio:

1. Gestire in modo sistematico gli appuntamenti. Questo perché all’interno di uno studio odontoiatrico gli appuntamenti mancati possono generare diversi effetti negativi per lo studio, soprattutto dal punto di vista economico. D’altronde una poltrona vuota corrisponde a un mancato incasso, quindi mancato recupero dei costi fissi. Al contrario un’agenda troppo “fitta” genera caos e non permette di lavorare in condizioni ottimali.

2. Essere costante nella comunicazione. Capita che i pazienti si allontanino a causa di una mancanza di comunicazione da parte dello studio, che invece dovrebbe generare un contatto costante e personalizzato. Il rapporto con il paziente deve essere curato dopo aver inviato il preventivo, durante, ma anche una volta terminato il ciclo di cura.

3. Non far accumulare i pagamenti in sospeso. Come in tutte le professioni, può succedere di avere problemi con pagamenti in sospeso. La situazione diventa difficile se questi cominciano a crescere di numero e per lo studio potrebbe diventare complicato intervenire prontamente.

4. Migliorare la gestione del personale. Questa è fondamentale, perché permette di non dover affrontare confusione, sia a livello amministrativo che contabile. Basti pensare al piano ferie, alle buste paga, ecc.

5. Ottimizzare la gestione dei pazienti. È molto importante e utile archiviare in modo ordinato e preciso tutte le informazioni relative ad ogni paziente, così da poterle reperire velocemente ed evitare smarrimenti e/o errori.

Di quali strumenti avvalersi per ottimizzare il lavoro della segreteria?

Oltre a lavorare per migliorare la relazione dentista-paziente, è importante impegnarsi per ottimizzare la gestione di molti aspetti organizzativi. Per farlo è necessario puntare su doti umane e professionali, ma anche avvalersi di uno strumento fondamentale, ovvero un software gestionale. La tecnologia sofisticata dei gestionali li rende strumenti personalizzabili e automatici, ma allo stesso tempo in grado di assolvere a diverse funzioni, vediamo le più importanti:

Avvalersi dell’agenda digitale. Permette di migliorare nettamente la gestione dell’agenda nello studio dentistico, programmare gli appuntamenti con criterio e avere sempre tutto sotto controllo.

Utilizzare canali più diretti e fruibili dagli utenti come WhatsApp per inviare promemoria degli appuntamenti, scadenze di pagamento e altre comunicazioni di servizio.

Programmare e-mail personalizzate specifiche per un gruppo di pazienti e promuovere iniziative, novità, ecc.

Memorizzare dati anagrafici e cartella clinica dei pazienti. Disporre di una scheda digitale dei pazienti consente di avere sempre a portata di mano tutti i suoi dati anagrafici, clinici e contabili, che sono dati sensibili che è anche necessario conservare e proteggere a norma di legge.

Gestire la contabilità e la fatturazione. Monitorare i movimenti economici e finanziari è essenziale per gestire lo studio dentistico dal punto di vista contabile.

• Compilare preventivi inserendo le assicurazioni.

 

Tutte queste funzionalità permettono di ottimizzare i tempi e gestire la segreteria dello studio dentistico nel migliore dei modi, così come la relazione e la comunicazione con i pazienti, per tenere sotto controllo tutti gli aspetti medici e contabili.

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Fonte: https://mlsw.com/come-gestire-la-segreteria-di-uno-studio-dentistico-in-modo-impeccabile/

Spesso ci domandiamo: “Conviene passare da studio professionale a SRL per odontoiatri?”
“..e nel caso di apertura di un nuovo studio, come è meglio muoversi?”

Il tema della SRL per odontoiatri è delicato, perché incrocia sia aspetti fiscali, che questioni di carattere strategico e talvolta etico.

Hai voglia, anche tu come noi, di far chiarezza e scoprire i vantaggi e gli svantaggi? Leggi questo nostro blog… e scopri in fondo alla pagina il corso dedicato a questo tema!!

A livello normativo la SRL per odontoiatri è a tutti gli effetti una Società a Responsabilità Limitata – SRL – ordinaria.

I dati nazionali ci dicono che ormai oltre il 16% degli studi dentistici è organizzato in questa forma societaria. Perché? Cos’ha una SRL per odontoiatri di diverso rispetto ad uno Studio professionale? 

 

In cosa consiste la SRL per odontoiatri:

La SRL per odontoiatri è una società di capitali, ovvero una forma di aggregazione in cui i professionisti si uniscono intorno a un elemento impersonale, il capitale sociale, per svolgere insieme la loro attività professionale. 

In questo caso, il capitale sociale è rappresentato dalle quote di partecipazione che ogni professionista apporta alla società, e che determinano la sua quota di proprietà e di responsabilità nei confronti della società stessa.

La SRL per odontoiatri è una forma di aggregazione piuttosto flessibile, che permette ai professionisti di mantenere una certa autonomia nella gestione della propria attività, pur beneficiando della condivisione di alcune risorse e della creazione di sinergie con gli altri soci.

 

Come si costituisce una SRL per odontoiatri

La costituzione di una SRL per odontoiatri avviene tramite atto notarile e richiede alcuni passi formali stabiliti dalla legge:

  • È necessario redigere lo statuto della società, che deve essere firmato da tutti i soci e depositato presso il Registro delle Imprese, dove verranno specificati gli obiettivi della società, il numero e le quote di partecipazione dei soci, le modalità di amministrazione e di gestione della società, e le eventuali clausole di esclusione o di recesso dei soci.
  • È necessario poi aprire una posizione presso il Registro delle Imprese, versando un contributo per l’iscrizione e la pubblicità della società.

Una volta completati questi passi, la SRL per odontoiatri è formalmente costituita e può iniziare a svolgere la propria attività.

Vantaggi di una SRL per odontoiatri per il dentista:

Eccone elencati alcuni:

  • Impersonalità: per sua natura questa forma societaria è impersonale, perché permette di separare la figura dei soci dall’esercizio vero e proprio dell’attività di studio;
  • Patrimonializzazione;
  • Riduzione dei costi: una SRL per odontoiatri permette di condividere alcune spese fisse, come l’affitto degli spazi, le consulenze, i dipendenti o l’acquisto di attrezzature, riducendo il peso finanziario per ogni singolo professionista;
  • Maggiore visibilità sul mercato;
  • Supporto e collaborazione tra professionisti;
  • Maggiore flessibilità sempre tra professionisti.
Svantaggi di una SRL per odontoiatri:

Eccone elencati alcuni:

  • Perdita di autonomia: una SRL per odontoiatri prevede una maggiore collaborazione e coordinamento tra i soci, e quindi una minor autonomia rispetto a un singolo studio professionale. Questo può risultare limitante per alcuni professionisti che preferiscono lavorare in modo indipendente.
  • Maggiori adempimenti burocratici;
  • Costi;
  • Regolamenti: per l’odontoiatria che vuole passare da Studio professionale a Srl per odontoiatri è fondamentale verificare il proprio regolamento regionale e verificare le norme in materia di autorizzazione sanitaria.

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Fonte: ciaodoc.it – odontoiatria33.it

I momenti più difficili da affrontare lungo la carriera del dentista sono molteplici, ma possiamo dire che i più critici sono soprattutto due: l’apertura dello studio e la cessione/vendita dello studio. È sì un passaggio generazionale, ma è comunque una fase delicata che coinvolge sia la parte emotiva che la parte economica.

Lo studio dentistico è considerato oggi come una vera e propria impresa, è bene aprire gli occhi su quanto sia necessario valorizzarlo anche se in procinto di una vendita, al fine di determinare quella solidità e fondatezza di cui ha bisogno per durare nel tempo.

Come generare questo valore? Circondandosi dei giusti collaboratori, del giusto staff e trasferire quel valore sia nelle prestazioni di qualità offerte al paziente, sia nei rapporti umani che ne derivano.

Una delle preoccupazioni più grandi sta nell’eventuale discontinuità tra chi vende/cede e chi subentra, mentre deve essere un passaggio di consegne pensato e programmato nel tempo.

Prendiamo in riferimento l’intervista a Moyra Girelli (formatrice, coach strategica, business designer, founder di aula41) pubblicata su Odontoiatria33.

È molto difficile pensare di cedere uno studio odontoiatrico, dove il valore reale non è dato dall’attrezzature presenti, ma dal rapporto dentista-paziente che si è cementato negli anni.

Pensare di vendere è il primo errore che si può fare, anche se quello ovviamente è l’obiettivo. Non si deve pensare alla cessione dello studio come un momento di discontinuità, esco io entra l’acquirente, la fine di un’era e inizio di una successiva. Affinché abbia successo e sia garanzia di sopravvivenza e prosperità per il proprio studio dentistico, invece, l’operazione deve essere vissuta come un vero e proprio passaggio generazionale, quindi pensato, programmato e vissuto come un momento di continuità, di integrazione tra tradizione e innovazione, di dialogo e sinergia intergenerazionale”.

Solo se tutte la parti coinvolte daranno il meglio di sé, coniugando storia ed esperienza a cambiamento e innovazione, lo studio sarà in grado di affrontare meglio l’incertezza del futuro e di adattarsi più rapidamente e più efficacemente alle turbolenze del mercato”.

Poi servirà rivedere il modello di business e l’organizzazione perché quello tradizionale, che pur ha funzionato per lunghi decenni, oggi magari non è più adatto a rispondere alle complesse e sempre mutevoli richieste dei pazienti. E non si tratta solo delle prestazioni odontoiatriche, sempre più specialistiche, occorre ragionare anche in termini organizzativi, di comunicazione e di strategia di sviluppo”.

Il passaggio dello studio, inoltre, non può essere immediato, consumarsi in pochi giorni e neppure in pochi mesi.

L’esperta identifica, inoltre, gli aspetti operativi da pianificare almeno 3/5 anni prima, vist la complessita del processo:

  • Selezione e formazione dei successori;
  • Valutazione dello studio;
  • Scelta e realizzazione della forma di aggregazione più indicata;
  • Affiancamento;
  • Uscita del dentista senior.

 

“Si può partire analizzando la situazione attuale, si definiscono gli obiettivi e si costruiscono le strategie più funzionali allo scopo. Del resto, se c’è un problema, c’è una soluzione”.

L’esperta continua identificando gli errori più comuni compiuti dai dentisti quando arriva il momento di pianificare il passaggio generazionale:

 

  • Non preoccuparsi del fenomeno, il che porta il professionista ad occuparsene, in tutta fretta, alla soglia della pensione.
  • Pensare che sia un evento che accade una sola volta nella vita, e che non necessiti di un’adeguata pianificazione.
  • Considerare il passaggio solo nei suoi aspetti economico-finanziari e societari, trascurando completamente il portato emotivo della transizione.
  • Avere la “sindrome di Dolly”, ovvero cercare nei successori dei “cloni” di sé stessi, con la stessa visione e filosofia della professione, con gli stessi identici metodi, con lo stesso identico approccio alle cure, ai pazienti e al gruppo di lavoro.
  • Credere che i giovani abbianoo debbano avere gli stessi valori dei dentisti senior
  • Fare stonewalling, ovvero costruire un muro intorno ai propri dati e strategie di gestione per proteggere tutto ciò che si è costruito, temendo che la condivisione e la trasparenza possano accelerare quel processo di cambiamento che tanto si teme.

Fonte: https://www.odontoiatria33.it/gestione-dello-studio/23233/cedere-il-proprio-studio-questi-i-7-errori-piu-frequenti.html

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