Secondo il documento “Indicazioni per la presa in carico del paziente con bisogni speciali che necessita di cure odontostomatologiche” pubblicate dal Ministero della Salute:

“Il paziente con bisogni speciali è colui che nell’operatività preventiva, diagnostica e terapeutica richiede tempi e modi diversi da quelli di routine. Quando in condizione di “non collaborazione” necessita anche della presenza di un ambiente operativo opportunamente attrezzato e di personale medico ed assistenziale adeguatamente formato. […] Al pari di ogni altro individuo, la persona con disabilità ha il diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza alcuna discriminazione”.

Mantenere una corretta igiene orale significa prendersi cura non solo di bocca e gengive, ma dell’intero organismo. Questo perché spesso i disturbi che interessano denti, gengive o cavo orale, possono avere ripercussioni sull’intera salute. Per questo motivo, è fondamentale non trascurare mai l’igiene orale, a nessuna età.

Se per la maggior parte delle persone prendersi cura del proprio sorriso è facile come bere un bicchiere d’acqua, per alcuni pazienti le cose possono essere un pochino più complicate. Nel caso dei pazienti con disabilità, infatti, le cure odontoiatriche devono tenere conto anche della loro condizione.

Ma cosa significa essere UN paziente con bisogni speciali in campo odontoiatrico?

Innanzitutto, bisogna specificare che non tutte le disabilità sono uguali e ogni situazione, così come ogni paziente, richiede un approccio personalizzato, anche in ambito odontoiatrico.

pazienti diversamente abili, infatti, possono essere portatori di disabilità motorie e fisiche, che dunque richiedono un approccio mirato nel momento in cui devono accomodarsi sulla poltrona del dentista. In altri casi, possono essere portatori di disabilità mentali, intellettuali e sensoriali e, in quel caso, l’approccio dovrà per forza di cose tenere conto anche di condizioni emotive e psichiche particolari.

È chiaro che, nel caso di pazienti disabili, l’odontoiatra avrà bisogno di essere affiancato da un team medico specializzato che si prenda cura del paziente durante tutta la durata del trattamento.

Una delle criticità maggiori che si può riscontrare in odontoiatria con un paziente disabile, infatti, è la mancanza di collaborazione dettata proprio dalle condizioni fisiche o psichiche del paziente.

APPROFONDIMENTO

Le specifiche tipologie di pazienti speciali prese in considerazione dalle “Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia

 

Il documento citato, sulla base della capacità di collaborazione e dell’autonomia del soggetto, ha suddiviso i pazienti speciali in quattro gruppi:

  1. Persone collaboranti e autonome, ma in condizioni di salute che necessitano precauzioni. La tempistica di lavoro può essere la stessa, ma l’organizzazione di alcune procedure può richiede uno spazio e una equipe attrezzata al trattamento delle possibili complicanze. È il caso di gravi  cardiopatie, patologie respiratorie e della circolazione sanguigna e tutte quelle affezioni che diminuiscono la capacità di resistenza del fisico alle conseguenze delle terapie.
  2. Persone autonome, ma scarsamente collaboranti. È il caso di pazienti odontofobici, dei cosiddetti “bambini difficili”. Questa condizione può impegnare il team odontoiatrico nelle sue capacità psicologiche e può richiedere ausili farmacologici, il ricorso a tecniche di sedazione cosciente e/o di ipnosi.
  3. Persone non autonome, sia collaboranti che scarsamente collaboranti. Sono coloro che non possono badare autonomamente alla salute della propria bocca e che dipendono da un tutore.
  4. Pazienti “non collaboranti”, persone diversamente abili con condizioni psichiche e/o fisiche che non consentono, in condizioni di veglia, di poter operare nella cavità orale (a volte neanche di eseguire una prima visita). In questo gruppo rientrano forme di grave autismo, psicosi, schizofrenia, ma anche forme spastiche con presenza di movimenti non controllati. Questi pazienti infatti necessitano generalmente di sedazione profonda o narcosi durante le sedute.
i pazienti con bisogni speciali
UNO STEP IN Più PER L’APPROCCIO AI PAZIENTI CON BISOGNI SPECIALI

Generalmente il nuovo paziente per la prima volta nello studio arriva, gli si fa compilare un’anamnesi, si ha un breve colloquio conoscitivo delle motivazioni che lo portano nello studio e si procede a stabilire il percorso di cure.

Con i pazienti disabili invece occorre aggiungere uno step a questa routine: l’appuntamento conoscitivo.

Il Primo STEP

Il primo appuntamento ha un impatto fortissimo sul paziente. La prima visita deve essere impostata sulla sua conoscenza, sul comprendere il grado di autonomia e collaborazione, sapere che farmaci assume, eventuali patologie associate, ecc.. Ma ancora più importante è ascoltare i familiari e/o i tutori! Essi sono coloro che comunicano quotidianamente con il soggetto, sanno cosa lo tranquillizza, cosa lo infastidisce e sono fondamentali per portare lo staff dentale sullo stesso piano di comunicazione, elemento di primaria importanza e di estremo aiuto.

Se e solo se il paziente risulta essere completamente a suo agio, allora si può procedere con gli esami per comprendere le condizioni dentali del paziente.

Secondo STEP

Questo è il giorno in cui hanno inizio le cure dentistiche.

E’ importante che il dentista comunichi direttamente con il paziente appena possibile per costruire attorno a lui un clima confortevole e uno stato di fiducia. Il bambino (o l’adulto) vuole conoscere cosa gli accadrà dopo, che strumenti verrano utilizzati, i rumori che sentirà.

Essi dovrebbero sentirsi in una situazione nella quale hanno il controllo di ciò che accade e devono essere consapevoli al 100% che ci si può fermare e riposare se è necessario.

Può inoltre essere utile che il care giver rimanga nella stanza durante le sedute, così che aiuti il professionista a capire che cosa motiva il paziente a collaborare e rinforzare tale azione. Talvolta una ricompensa a fine seduta, come una mascherina, possono essere la promessa che assicura la collaborazione per tutto il tempo della cura.

Curare i denti alle persone disabili oggi è possibile ed è possibile farlo con il pieno comfort per il paziente disabile. Questa condizione è assolutamente necessaria sia per il dentista, per operare in tranquillità e velocemente, sia per il paziente, che potrà ripristinare tutte le funzionalità della sua dentatura senza dolore e in completo agio.