IL SORRISO: EVOLUZIONE E DIVERSE TIPOLOGIE
Il sorriso è un’espressione facciale strettamente legata alle emozioni e allo stato psicologico di una persona. Il sorriso si mostra quando una persona esprime felicità, piacere o divertimento ed è un elemento essenziale per esprimere sentimenti di amicizia, intesa e apprezzamento.
Fin dalla nascita, il sorriso non viene appreso per imitazione ma si presenta spontaneamente in tutti i bambini. Esso nasce come reazione innata (fisiologica) per poi diventare un’espressione con intenti comunicativi. In questo senso il sorriso può essere considerato un comportamento tipico e distintivo della specie umana nei confronti delle altre specie animali.
Nei neonati, quello che sembra un sorriso di fatto è un semplice stiramento delle labbra. Lo si osserva soprattutto durante il sonno ed è la conseguenza di stimoli dal sistema nervoso, o da stimoli rumorosi esterni, ad esempio la voce di una persona. Verso la quinta settimana di vita del bambino, il sorriso viene provocato alla visione di un volto umano, ancora non ben definito e quindi ancora non riconosciuto dal bambino. Questo viene considerato il primo sorriso sociale, quando allo stiramento della labbra si aggiunge lo strizzamento degli occhi.
Dal quarto mese di vita, il sorriso acquista un’ulteriore maturazione diventando non più (o non solo) una semplice reazione ad uno stimolo, ma una vera e propria espressione dell’individuo. Durante la conoscenza dell’ambiente e il riconoscimento degli oggetti, del proprio corpo e delle altre persone, il bambino utilizza sempre più il sorriso come linguaggio, rivolgendosi prima agli oggetti che ha intorno, come ad esempio le proprie mani, e poi alle altre persone, diventando a tutti gli effetti uno dei primi strumenti comunicativi.
A questo punto, anche l’espressione in sé ormai non coinvolge più solo la bocca ma tutto il volto. Dopo i sei mesi, il sorriso diventa definitivamente una forma di socializzazione.

TIPOLOGIE DI SORRISO
Il sorriso richiede il coordinamento di componenti facciali, gengivali e dentali che vengono stimolate volontariamente o involontariamente da vari stati emotivi, ed è diverso e particolare per ogni individuo, in modo evidente. Un sorriso compromesso, d’altra parte, è stato associato a una più alta incidenza di depressione. L’analisi del sorriso rappresenta un importante aspetto della valutazione più generale dell’estetica del viso.
Si distinguono 2 tipologie di sorriso
Quando si guarda o si comunica con un individuo, lo sguardo dell’osservatore si sposta dagli occhi alla bocca, le due regioni più espressive del volto.
1) Il sorriso volontario e non correlato a nessuna emozione, per esempio quello che si fa quando si posa per una fotografia. Si tratta di un sorriso ripetibile e spesso viene descritto come “sorriso simulato”, o addirittura un “falso sorriso”, o ancora, come lo definì il poeta inglese Thomas Gray, il “sorriso sociale”.
2) Il sorriso spontaneo, involontario, spesso associato a emozioni come la gioia. Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l’espressione coinvolge anche gli occhi.
La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando a contrarre i muscoli della bocca.
L’espressione comune “sorridere con gli occhi” intende proprio questo aspetto. Citiamo, a questo proposito, una scoperta fatta dallo scienziato francese Guillaume-Benjamin-Amand Duchennede Boulogn: i bambini di 5 mesi usano i muscoli degli occhi per sorridere quando la madre si avvicina, ma ricorrono a un sorriso “senza gli occhi” quando si avvicina un estraneo. Quando un adulto utilizza il sorriso spontaneo, si attiva l’area del cervello associata alle emozioni, diversamente da quando ricorre al sorriso simulato.
Anche Charles Darwin ha descritto il peculiare abbassamento della porzione laterale delle sopracciglia come indicatore del sorriso di tipo spontaneo, piccoli movimenti che tuttavia sono la garanzia di essere di fronte a un sorriso sincero.

Fonte: www.studiomysmile.it/blog
