MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 53
E’ online il 53esimo numero gratuito della nostra rivista: “Odontoiatria 4.0: l’Intelligenza Artificiale rivoluziona l’esperienza dei pazienti e le strategie di marketing”.

E’ online il 53esimo numero gratuito della nostra rivista: “Odontoiatria 4.0: l’Intelligenza Artificiale rivoluziona l’esperienza dei pazienti e le strategie di marketing”.

Quando si parla di violenza sulle donne, si pensa spesso a medici, psicologi e forze dell’ordine come principali punti di riferimento per intercettare e supportare le vittime. Anche il dentista però, per la sua vicinanza e il suo sguardo attento, può giocare un ruolo cruciale in questa battaglia.
La Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente nazionale ANDI – Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di sensibilizzare e formare i professionisti dentisti e odontoiatri affinché possano riconoscere i segnali di violenza contro le donne e intervenire nel modo più appropriato.

Dentisti e odontoiatri, infatti, possono svolgere un ruolo cruciale nel rilevare casi di violenza sulle donne grazie alla loro posizione particolarmente indicata per notare segni fisici che potrebbero indicare abusi, traumi ripetuti, fratture e lesioni alla mascella, alle ossa del viso, ai denti o ai tessuti molli della bocca e, adeguatamente formati, potrebbero intercettare e agire tempestivamente per impedire tragici epiloghi. Inoltre, al fine di dare supporto alle donne vittime di violenza, il Dipartimento per le pari opportunità metterà in rete dentisti ed odontoiatri con i servizi di supporto alle vittime, come il numero di pubblica utilità 1522 e i CAV (Centri Anti Violenza).

Nei casi di violenza cogliere i segnali, intercettarli tempestivamente, può essere essenziale per salvare una vita. In questa battaglia quindi è molto importante il coinvolgimento delle professionalità che più facilmente possono entrare in contatto con le vittime, sia per svolgere un’opera di sensibilizzazione, sia per accorgersi di situazioni che sono la spia di qualcosa che non va – dichiara la Ministra Roccella -. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione degli operatori, e il protocollo con l’associazione dei dentisti va esattamente in questa direzione. Sapere come approcciarsi alle donne vittime di violenza può essere determinante per spezzare il ciclo prima dell’irreparabile.

Questo Protocollo rappresenta la sintesi del percorso che l’Associazione nazionale dentisti italiani ha intrapreso da tempo, nella ferma convinzione dell’impegno degli odontoiatri associati ANDI a tutela della persona e a conferma della sensibilità dell’Associazione verso un tema così importante e delicato – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale ANDI – Siamo onorati del lavoro di squadra svolto con la Ministra Roccella e che vedrà gli oltre 28.000 odontoiatri ANDI impegnati nel promuovere, sostenere e sensibilizzare i termini sanciti dal documento sottoscritto, per sviluppare una rete di supporto che favorisca il contatto tra le vittime, i servizi sociali e il numero di pubblica utilità 1522.
Fonte: andi.it
In questo blog scopriamo come misurare la fedeltà dei pazienti per ottenere degli importanti miglioramenti per il proprio studio dentistico.
Parliamo di Brand Loyalty: è un aspetto chiave che permette di misurare quale sia appunto il grado di fedeltà che viene nutrito da parte del proprio target nei confronti di quel brand, nel nostro caso parliamo di quello dentistico. La Brand Loyalty è suddivisa in diverse classi che consentono di capire che tipo di rapporto vi è tra lo studio dentistico e il cliente, quindi quali sono le necessità dei pazienti stessi e allo stesso tempo come procedere affinché sia possibile conquistarli senza compiere degli errori di ogni genere.
Grazie all’analisi dei diversi livelli sarà possibile adottare delle strategie che permettono a tutti gli effetti di ottenere un ottimo risultato.

Come misurare la fedeltà dei pazienti
Il primo step è trovare i pazienti che possono essere definiti come Switchers, ovvero quelli infedeli, che cambiano studio dentistico dopo una sola visita o trattamento. Tale tipologia di clientela tende a essere quella un po’ più complicata da conquistare in quanto si conosce ben poco della loro personalità e delle loro esigenze, pertanto è opportuno capire quali siano gli aspetti del servizio offerto che non sono stati apprezzati, in maniera tale che questo possa subire una modifica e quindi che si abbia l’occasione di riuscire a conquistarli, magari adottando una politica per lo studio dentistico che potrebbe essere più adatta alle loro esigenze.
Troviamo poi i pazienti abituali, ovvero quelli che si trovano bene con i servizi offerti dallo studio dentistico. C’è da considerare, però, che i suddetti sono anche i pazienti maggiormente vulnerabili alle potenziali offerte che possono essere proposte da parte della concorrenza. In questo caso, infatti, una nuova promozione che potrebbe essere maggiormente economica, come un trattamento di sbiancamento dentale a basso costo, potrebbe comportare il cambio di brand da parte di questa clientela, quindi è necessario cercare di studiare sempre la concorrenza affinché sia possibile offrire un servizio consono alle loro esigenze. Bisogna sempre evitare, comunque, di apportare delle modifiche che potrebbero essere talmente pesanti da impedire ai pazienti dei livelli superiori di poter rimanere ancora soddisfatti del servizio proposto dallo studio dentistico.

Troviamo poi i pazienti che sono realmente soddisfatti, in maniera completa, di quel servizio e dei prodotti proposti dallo studio dentistico. Tendenzialmente si tratta di clienti che difficilmente decidono di adottare una politica di cambio repentino verso un altro studio dentistico, perché potrebbe essere difficoltoso da svolgere. Non solo abitudine nell’acquisto di un prodotto o servizio proposto, ma anche soddisfazione da parte di questi pazienti, che quindi sono meno vulnerabili alla concorrenza.
Troviamo poi i pazienti che possono essere definiti come amici del brand rappresentato dallo studio dentistico, quindi i Likers. Con questo non intendiamo, però, che clienti abbiano un rapporto stretto con i dentisti che operano quello studio. Al contrario, invece, il grado di soddisfazione è talmente elevato che permette loro di evitare di cercare delle alternative, anche se queste possono essere incredibilmente valide. Si tratta quindi di un tipo di clientela che tende a evitare cambiamenti non ponderati e che provano una sensazione di massima soddisfazione sfruttando quel determinato prodotto.
Infine troviamo i clienti coinvolti, gli affezionati a quel brand, i pazienti che diventano quasi dei brand ambassador dello studio dentistico. Questa è sicuramente la parte maggiormente interessante alla quale ogni studio dentistico deve ambire, in quanto non solo si tratta di clienti che amano quello studio dentistico ma che ne fanno anche una buona pubblicità. Si tratta quindi di una fetta di target che deve essere sempre trattata con attenzione in quanto anche un piccolo errore potrebbe comportare un passo indietro da parte di questa clientela, quindi una pubblicità gratuita che potrebbe essere calante.
Abbiamo visto, dunque, che la dovuta analisi e studio della clientela (che quindi permette di misurare la brand loyalty) rappresenta un aspetto fondamentale che determina il successo di uno studio dentistico nei confronti dei competitors.
Fonte: fioriblu.it
Il settore turistico ha subito un’importante ripresa dopo la pandemia e i trend dei viaggi si stanno già rivoluzionando e dimostrano come i viaggiatori ricerchino sempre di più esperienze personalizzate e stimolanti. I turisti sono sempre più alla ricerca di nuovi modi di viaggiare e vogliono trasformare la vacanza in un’esperienza unica.
Vediamo in questo blog quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si parla di vacanza benessere, o wellness travel.
Poiché, nella maggior parte dei casi, il lavoro è diventato “always-on”, sempre più persone non riescono più a regalarsi una settimana di stacco e di vacanza soprattutto i lavoratori indipendenti che non hanno un tempo retribuito per la vacanza.

La realtà è che sempre più persone hanno un disperato bisogno di una profonda pausa di benessere, ma la maggior parte non può smettere di lavorare. Per venire incontro a queste nuove esigenze della nostra società lavorativa, sempre più fluida e con meno lavoro “dipendente”, nasce un nuovo concetto di viaggio: il “ benessere sabbatico”, dove le giornate di lavoro e quelle dedicate al benessere sono intenzionalmente miscelate, in destinazioni che attivamente ed in modo creativo riescono a rendere questo possibile.
Per questa tipologia di viaggio sarebbero necessarie almeno tre settimane di “vacanza” per avviare cambiamenti di stile di vita duraturi e per un vero e proprio reset mentale. Diversi hotel e resort soprattutto in Asia hanno inaugurato diversi programmi di benessere sabbatico, che vanno molto più profondo di una semplice “ricarica”, e dove le esperienze di guarigione quotidiane complete (tra cui mentoring individuale) sono progettate in modo flessibile intorno agli orari di lavoro ottimizzati.
In futuro si possono già prevedere che i centri benessere di target superiore, quelli che oggi propongono soggiorni di 1 o 2 settimane, estenderanno il periodo ad almeno 21 giorni, introducendo flessibilità ai programmi wellness che saranno intercalati da pause lavorative.

Dormire è una delle attività principali di cui il nostro corpo necessità per un equilibrio ottimale. Coach del sonno e app dedicate all’azione del dormire saranno sempre più richieste così come i soggiorni benessere in grado di offrire nuovi stili di vita comprensivi di un’attenzione dedicata al sonno e ai suoi effetti benefici sulla salute mentale e fisica.
Diversi alberghi, Resort e compagnie aeree stanno “investendo sul sonno”, fornendo al turista e al viaggiatore ogni immaginabile servizio e programma sul tema.
Il Giappone e la sua lunga tradizione nella cultura del benessere svela i segreti della popolazione più longeva al mondo e invita a seguire le sue filosofie e pratiche. Questo è possibile grazie alla cultura del benessere di matrice giapponese che unisce le antiche tradizioni di guarigione con l’avanguardia delle invenzioni tecnologiche e una politica sociale innovativa.
Negli ultimi anni, diversi approcci benessere giapponesi sono diventate tendenze globali: come il “ikigai”, la continua ricerca di trovare il vero scopo nella vita; il valore spirituale del minimalismo (fatta virale da Marie Kondo); i bagni di foresta (Shinrin-Yoku), il movimento meditativo attraverso la natura; e Wabi-sabi, la filosofia di abbracciare l’imperfezione e la transitorietà.
La Natura e i rituali spirituali come la medicina sono al centro di cultura giapponese, e le loro esperienze di benessere uniche si stanno rapidamente sviluppando sia negli ambienti domestici sia in ambito turistico. Il Giappone è di fronte a un trend di viaggio Wellness in aumento, grazie all’apertura di centinaia templi buddisti ai turisti, e anche la creazione di un B&B della prenotazione monastero (Terahaku),è il soggiorno nel monastero il più richiesto. Anche il cibo vegan dei templi giapponesi un tempo preparato dai monaci, introdurrà una nuova tendenza: un nuovo approccio al cibo che identifica l’atto di nutrirsi come momento di pura contemplazione.
La musica come alleato di benessere non è certo una novità. Le nuove frontiere, però, prevedono un’offerta di alta tecnologia in grado di fornire un panorama di suoni biometrici e vibrazioni in grado di migliorare il nostro stato di benessere e salute generale.
Si tratta di musica ad alto grado di personalizzazione per trattamenti mirati e playlist specifiche a seconda del risultato che si vuole raggiungere. Le onde sonore entrano in risonanza con le onde celebrali e diventano alleati in un “benessere” di trasformazione, in sezioni meditative e per aiutare il sonno. La musica come terapia intenzionale viene radicalmente reinventata dalle nuove tecnologie. “Wellness” sta diventando una nuova modalità di ascolto, al di là dell’artista o del genere.
Nei Resort i momenti dedicati all’ascolto e alle vibrazioni sonore aumentano con sessioni di Gong, campane tibetane, e altre full immersion in viaggi nel suono.
Fonti:
www.turismodelbenessere.com/i-10-trend-principali-nel-futuro-del-wellness
www.ilmessaggero.it/viaggi/mondo/viaggi_tendenze_2024_silent_travel_vacanze_fitness_turismo_novita
E’ online il XXX numero gratuito della nostra rivista: “ATTENZIONE ALLE INFORMAZIONI SULLA SALUTE CHE SI TROVANO SU INTERNET”.

Onicofagia – Abitudine di rosicchiare il bordo libero delle unghie, che talvolta assume il significato di un vero e proprio tic. Il fenomeno si verifica soprattutto in soggetti nevrotici.
Treccani
Un articolo pubblicato sul sito Odontología33, dove il Consejo General de Dentistas spagnolo raccomanda, a coloro che soffrono di onicofagia, di recarsi dal dentista almeno due volte l’anno per effettuare un controllo ed evitare future patologie derivate da questa abitudine che di solito inizia intorno ai 4-6 anni. Alcuni studi stimano addirittura che oltre il l 30% dei minori è affetto da questa abitudine.

Il problema di mangiarsi le unghie, come di altre abitudini negative (succhiarsi il pollice, per esempio) è che, in tenera età, può portare a movimenti dentali anomali e causare malocclusioni. Inoltre, i denti da latte soffrono anche di abrasione dello smalto, proprio come i denti permanenti.
Da qui l’importanza di sottoporsi a controlli periodici, durante i quali il dentista potrà verificare se l’onicofagia ha causato danni alla bocca e quali trattamenti mettere in atto per evitare il manifestarsi di patologie più gravi.

Ecco i rimedi più comuni per smettere di mangiarsi le unghie:
E’ online il XXVII numero gratuito della nostra rivista:
“VACANZE 2022: i trend che caratterizzano le ferie post-pandemia”.

Rimangono solo 60 giorni per sfruttare al meglio questo 2021 e implementare al massimo il proprio livello di formazione professionale… e perché non farlo con i nostri corsi in aula?


Questo corso mira ad analizzare ed approfondire i concetti biologici, clinici e tecnici di questo protocollo operativo in modo da poterne comprendere le potenzialità e mettere subito in pratica gli innumerevoli vantaggi nella nostra clinica quotidiana.
L’acquisizione di queste strategie operative porrà il protesista in una condizione di maggiore tranquillità al momento di affrontare casi protesici dai più semplici ai più complessi.


Il corso ha lo scopo di avvicinare il corsista all’utilizzo degli emocomponenti non trasfusionali.
Grande importanza verrà data ai protocolli di utilizzo nei pazienti che, a causa di patologie sistemiche, presentano deficit nella guarigione quali ad esempio diabetici, oncologici, in terapia con farmaci che predispongono alle complicanze, disturbi della coagulazione e osteoporotici.


Scopo del corso è di trasferire ai partecipanti tutte quelle nozioni teoriche e pratiche per utilizzare in sicurezza e tranquillità la rigenerazione ossea guidata (GBR) nelle chirurgie implantari di tutti i giorni.
Si imparerà:
Ciascun partecipante avrà la possibilità di provare membrane riassorbibili di diversa tipologia ed eseguirà almeno 2 chirurgie su un simulatore.


Gli obiettivi del corso sono: fornire ai partecipanti tutte le informazioni cliniche per riabilitare i pazienti con estrema atrofia mascellare con impianti zigomatici e gestione delle complicanze. Nel pomeriggio i partecipanti posizioneranno gli impianti zigomatici su modello sperimentale.

I corsi di formazione in aula non sono solo occasione di miglioramento professionale, ma sono anche un’occasione di socializzazione e scambio di idee e opinioni.
La spettacolarizzazione e le emozioni che un evento in presenza può offrire sono inequiparabili e sicuramente è un’ottimo modo per concludere l’anno 2021.
E’ online il XVIII numero gratuito della nostra rivista, dedicato agli AGGIORNAMENTI DAL MONDO: I passi avanti del settore dentale

Proprio come l’odontoiatria continua ad evolversi, così fanno i metodi per raccogliere e utilizzare le recensioni per promuovere un’assistenza di qualità per i pazienti.
I feedback online sono diventati rapidamente il metodo più diffuso per ricevere le opinioni dei pazienti e consentono ai dentisti di riconoscere i modi per migliorare i loro servizi, in modo semplice, efficiente ed economico.

Anche per i pazienti, che si approcciano sempre di più all’odontoiatria con una mentalità di consumer, le recensioni online sono utili, in quanto forniscono le informazioni di cui hanno bisogno per scegliere lo studio giusto per loro.
È importante ricordare che il primo posto in cui questi pazienti cercheranno di trovare un nuovo dentista è online.
Le recensioni online forniscono una sorta di vetrina dello studio e danno alle persone l’opportunità di leggere le esperienze di prima mano di altri pazienti. I lettori hanno una reale comprensione/sensazione di come probabilmente andrà il loro appuntamento e questo influirà moltissimo sulla scelta finale.

Il feedback proviene da persone che nella maggior parte dei casi non sono coinvolte a livello personale con lo studio e quindi risulta a volte più reale e significativo che i titoli di studio o i casi clinici dello staff.
Le recensioni sono incredibilmente preziose anche per lo studio stesso. Grazie a queste, hanno l’opportunità di:
Quando uno studio dentistico raccoglie attivamente recensioni online, è assolutamente necessario che vi sia un processo di verifica all’interno della piattaforma di recensioni che utilizza.
Un chiaro processo di verifica, in cui la persona che lascia la recensione deve confermare di aver utilizzato il servizio, garantisce che il feedback online si basi su esperienze reali di pazienti reali e possa essere considerato affidabile da dentisti e pazienti.
La verifica delle recensioni aiuta a prevenire la pubblicazione di feedback falsi o infondati. Qualcosa che purtroppo può accadere su piattaforme di revisione open source.

Molto spesso è più probabile che un paziente lasci una recensione se non dove fornire dettagli sensibili e identificabili. Questo gli permette di sentirsi più libero e onesto nel feedback che dà, senza il timore di ripercussioni.
Alcuni professionisti però sono diffidenti dal feedback anonimo, in quanto può facilitare la pubblicazione di recensioni false e fraudolente.
Tuttavia, quando l’anonimato del paziente è combinato con un solido processo di verifica, i dentisti e gli studi otterranno feedback autentici e utili per loro e i potenziali clienti.

E’ assolutamente consigliato rispondere a tutte le recensioni, che siano positive o negative.
Quando un dentista o uno studio risponde alle recensioni, mostra empatia, attenzione e apprezzamento verso il feedback, incoraggiando altri pazienti a lasciare un commento.
Inoltre, la risposta trasmette alla persona che ha lasciato la recensione la sensazione di essere stata ascoltata e che la sua opinione ha un valore.
Quando si tratta di recensioni online, l’idea di avere un feedback negativo visibile è preoccupante.
Ma è importante ricordarsi che quando uno studio ha esclusivamente recensioni a cinque stelle, questo può sembrare sospetto ad alcuni.
Tutti sono un po’ cinici, quindi un punteggio perfetto a volte può sembrare troppo bello per essere vero. Invece, un mix di rating dimostra la trasparenza e l’affidabilità e prova che i feedback non vengono scelti o filtrati a piacimento.

Una piattaforma di recensione con un sistema di tag aggiunge ulteriore valore.
I pazienti che lasciano un feedback sono in grado di etichettare le loro recensioni in base alla procedura a cui si sono sottoposti, la persona che li ha seguiti, l’ambito che ritengono soddisfacente e quello che non li ha soddisfatti, ecc.
Questo sistema aiuta i dentisti a filtrare le recensioni in base ad un elemento comune, confrontare le valutazioni e determinare facilmente le aree di miglioramento su cui concentrarsi.

I tag sono anche molto utili per i potenziali pazienti in quanto dà loro l’opportunità di ricercare i feedback in base alla procedura che desiderano o di cui hanno bisogno, leggendo solo i commenti pertinenti.
Con le recensioni online sempre più popolari tra i pazienti, è importante che i dentisti e gli studi dentistici dispongano di una solida strategia per la loro raccolta e pubblicazione.
In questo modo possono stare al passo con i feedback dei pazienti e i cambiamenti necessari/più richiesti, aumentano la loro popolarità e ottengono nuovi clienti e nuove opinioni per un costante miglioramento dell’intero studio.



Il Vertical Day nasce nel 2019, quando il Dott. Mauro Bazzoli ne crea il format vincente, con l’intento di riunire tutti gli appassionati delle diverse metodologie della preparazione verticale per fare qualcosa di unico: unico nel suo genere.
Nasce così l’evento simbolo della formazione “fuori campo” che si sveste di formalità per divenire un incontro più amichevole, familiare.
E’ proprio così che ci incontreremo al Relais… amici riuniti per trascorrere dell’ottimo tempo insieme, sommersi da cultura, formazione e, perché no, sapori e spensieratezza.
La prima edizione del Vertical Day è stato quindi svolta lo scorso anno, inevitabilmente a distanza, ma è giunto il tempo di recuperare ciò che è stato perduto. La distanza si trasforma ora nella gioia di ritrovarsi in presenza, quella vera, ricca e profonda.
Recupereremo l’assenza del 2020 e ci tufferemo assieme nella tecnica B.O.P.T, quella dedicata alla preparazione verticale, accompagnati da nove maestri d’eccellenza:

Il Relais Franciacorta di Corte Franca (BS), sarà la struttura che accoglierà l’evento.
Una location di prestigio che rappresenta l’equilibrio perfetto tra eleganza e comfort, un vero e proprio rifugio per chi voglia vivere e scoprire il cuore della Franciacorta più autentica.

Una giornata dedicata al sapere ma che non dimenticherà il piacere, quello del palato… soggetto protagonista di ogni momento.
Abbiamo pensato di incoronare questo evento con una degustazione di vini della Franciacorta. Così, al termine delle attività sarà presente al Relais la Cantina Majolini, la cantina dei vini di classe che sposano il gusto, la finezza e l’arte.
L’eccellenza italiana sarà allora nei vostri bicchieri, per brindare alla gioia e alla ritrovata libertà.

La filiera delle fiere e dei congressi è una delle più colpite dalla pandemia: è stata la prima a chiudere, già a fine febbraio del 2020, comportando una notevole perdita per le singole aziende e per l’intero Stato.
Questo settore contribuisce infatti per il 50% all’export della manifattura made in Italy: oltre 220mila aziende italiane partecipano ogni anno a manifestazioni fieristiche che, nel 75% dei casi, sono l’unica leva di promozione internazionale. Le fiere nel nostro Paese richiamano ogni anno oltre 20milioni di operatori nazionali e internazionali, generando affari per 60 miliardi di euro l’anno.
L’industria degli eventi genera invece un volume di affari di più di 65,5 miliardi, con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi circa.

“L’industria legata a eventi aziendali, convegni e congressi ha subito nel 2020 una riduzione dell’80% dei ricavi dovuti alle cancellazioni di eventi già in calendario con una perdita per il comparto di ricavi per 28,5 miliardi di euro” commenta Alessandra Albarelli, Presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione italiana dell’industria dei congressi e degli eventi.
Finalmente, dopo quasi un anno e mezzo di sospensione da ieri, lunedì 26 Aprile, nelle zone gialle, hanno potuto riaprire tutte le attività all’aperto.

Una decisione definita come un “rischio ragionato”, ma che può diventare una “opportunità straordinaria” a patto di un rigoroso rispetto delle misure di prevenzione: mascherine e distanziamenti.
Così il Premier Mario Draghi, affiancato dal Ministro della Salute Roberto Speranza, aveva riassunto la portata delle riaperture nella conferenza stampa tenutasi Venerdì 16 Aprile.
Le prime riaperture sono cominciate il 26 Aprile, per diverse attività (scuole e ristorazione) e ad esse si accompagna una road map, un calendario per le varie categorie che via via potranno riprendere le attività, tra cui fiere e congressi.

Per la prima volta si parla di apertura del settore e si fissa una data: le fiere riapriranno dal 1° luglio.
Ora, l’intera meeting industry attende il documento di legge per comprendere nei dettagli le modalità. Dovranno essere stabiliti precisamente quali iter seguire, dalle grandi fiere ai minori incontri professionali e aziendali.
I protocolli di sicurezza sono ormai consolidati da tempo e devono continuare ad essere rispettati scrupolosamente per proteggere la salute di partecipanti e collaboratori.
«Se i comportamenti saranno osservati, la probabilità che si debba indietreggiare è molto bassa. In autunno poi la vaccinazione sarà molto diffusa e potremo affrontare un eventuale ritorno della malattia diversamente» afferma Draghi.
“Lo Storytelling è l’insieme di tecniche per raccontare e condividere una storia che genera interesse e che trasmette un messaggio al fine di convincere e di far aderire a una conclusione che si presenta come definitiva“.
Georges Lewi
La definizione principale di storytelling è: “Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico”. Negli ultimi anni, questa tecnica di comunicazione è stata utilizzata da moltissimi brand nazionali ed internazionali.
Questa disciplina ha addirittura assunto un nome a sé stante: il Corporate Storytelling (o Storytelling aziendale). Il termine si riferisce alla strategia di usare la straordinaria potenza delle storie per creare un collegamento con il cliente target, tramite le emozioni.

Ma perché viene sempre più scelta per la comunicazione aziendale? A suo favore la facilità nel catturare l’attenzione dell’audience, portando al coinvolgimento emotivo e alla condivisione di idee e valori.
Si applica a progetti multimediali, da diffondere e distribuire su differenti canali per aumentare la popolarità di un brand, far conoscere i valori aziendali, fidelizzare i clienti acquisiti e per attrarne di potenziali. Ogni azienda ha una visione, ogni imprenditore (piccolo o grande) ha una storia alle spalle, ha esperienze da raccontare, valori da condividere. Devono sapersi raccontare al meglio creandosi un proprio storytelling che rappresenti la storia del suo brand in tutta la sua unicità.
Questa strategia non solo pubblicizza l’azienda, ma riesce a creare quella “storia” intorno al prodotto che apparentemente non ha nessuna narrazione e nessun’”anima” ma che in realtà può essere ricordato al di là del suo utilizzo.
È il potere del marketing associato allo storytelling: fa preferire un prodotto della stessa categoria merceologica a un altro, pur presentando caratteristiche simili se non addirittura identiche.

La ricerca scientifica degli ultimi anni sui processi neurali attivati dalle storie ci danno alcuni indizi in grado di spiegare l’efficacia di questa “nuova” tecnica di comunicazione.


Per impostare correttamente un progetto di storytelling occorre approfondire una serie di aspetti di seguito a elencati:

