Il termine comunicazione deriva dal latino communicatio e sta ad indicare l’atto di “mettere in comune con altri”, “trasmettere a” e consiste in un processo basato sullo scambio di messaggi attraverso un canale, secondo un preciso codice, tra sistemi della stessa natura o diversa.

La comunicazione è, quindi, un processo durante il quale due o più soggetti interagiscono, attuando azioni per la produzione, la trasmissione, l’interpretazione e la comprensione di messaggi che si basano su un codice condiviso.  Questo processo può avvenire attraverso suoni, parole, gesti, espressioni facciali, toni di voce e silenzi. I tre tipi di comunicazione in grado di riassumere tutte le principali forme di linguaggio sono la comunicazione verbale, la comunicazione non verbale e quella paraverbale.

Non si tratta di entità separate, ma piuttosto di aspetti integrati di un unico processo comunicativo che avviene continuamente nelle nostre interazioni quotidiane.

Secondo Jakobson, la comunicazione è la trasmissione di un messaggio da parte di un mittente a un destinatario.

GLI ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE 

Come già detto in precedenza, gli elementi della comunicazione possono essere riassunti in:

  • Il mittente: colui che trasmette il messaggio
  • Il contesto
  • Il messaggio: l’insieme delle informazioni trasmesse dal mittente
  • Il canale di trasmissione: mezzo attraverso il quale il messaggio viene trasmesso
  • Il codice: tipo di linguaggio utilizzato per la comunicazione, può essere sia verbale, sia non verbale
  • Il destinatario: colui che riceve il messaggio

In tutti questi elementi va tenuto conto che ogni interazione è influenzata da vari fattori che la rendono un’interazione continua tra più persone.

I 4 STILI DI COMUNICAZIONE

Lo stile comunicativo che viene adottato ha un ruolo fondamentale nel determinare l’efficacia dell’interazione. Gli stili di comunicazione si riferiscono al modo in cui il soggetto esprime i propri pensieri, idee e sentimenti durante una conversazione.

Vi sono 4 stili principali:

  1. Comunicazione passiva: alla base vi è un atteggiamento di indifferenza apparente verso l’argomento oggetto della comunicazione. Le persone che adottano questo stile tendono ad essere d’accordo su tutte le opinioni, anche se queste vanno contro i loro valori o pensieri. È una comunicazione che limita la conversazione, in quanto non vengono inseriti nuovi stimoli
  2. Comunicazione aggressiva: in questo caso un soggetto domina la conversazione con i propri pensieri, senza prendere in considerazione quelli altrui. È uno stile di comunicazione unidirezionale e poco collaborativa.
  3. Comunicazione passivo-aggressiva: le persone che comunicano in questo modo sembrano non essere interessate o coinvolte, ma esprimono indirettamente rabbia o frustrazione attraverso atteggiamenti e commenti ambigui.
  4. Comunicazione assertiva: è lo stile più efficace, in quanto i soggetti esprimono liberamente i loro pensieri e sentimenti, rispettando le opinioni altrui. Viene incoraggiato un dialogo aperto ed equilibrato. Questo stile promuove la collaborazione, l’innovazione e il rispetto

LO SCOPO DELLA COMUNICAZIONE 

Capire il motivo per cui comunichiamo aiuta a scegliere il tono, il registro e lo stile più appropriati per ogni situazione. Le funzioni della comunicazione, come teorizzato da Roman Jakobson, offrono un quadro utile per comprendere i vari scopi della comunicazione e come essi influenzano il processo comunicativo:

  • Funzione referenziale: trasmette informazioni chiare e dirette, focalizzandosi su dati e fatti precisi. Prevalente in contesti scientifici, educativi e giornalistici.
  • Funzione emotiva: viene espresso lo stato d’animo del comunicatore, creando delle connessioni empatiche. Importante nelle relazioni personali e professionali.
  • Funzione conativa: l’obbiettivo è quello di influenzare il comportamento o le decisioni dell’interlocutore, attraverso comandi o richieste. Tipico nelle pubblicità, vendite o leadership.
  • Funzione fatica: serve a mantenere aperto il canale in cui viene trasmesso il messaggio. Essenziale nelle comunicazioni telefoniche
  • Funzione poetica: si concentra nell’ estetica del messaggio, tramite parole ritmi e suoni che abbiano un impatto emotivo.
  • Funzione metalinguistica: usa il linguaggio per spiegare se stesso, come definire parole o discutere regole grammaticali. Importante nell’insegnamento delle lingue e nella precisione terminologica

CONCLUSIONI

La comunicazione è alla base della vita socio-relazionale di ciascun individuo, essa ci permette di entrare in relazione con l’altro. In sintesi, la capacità di comunicazione abbraccia una serie di qualità e competenze fondamentali che tutti possiamo sviluppare. Questi aspetti sono essenziali sia nella comunicazione interpersonale che in quella istituzionale e di impresa.

Come già detto in precedenza il Team Building costituisce un insieme di attività formative, definite come team game, team experience, team wellbeing il cui scopo è la valorizzazione del senso di appartenenza ad un gruppo. Quindi, un insieme di pratiche e di attività mirate a trasformare un gruppo di individui in un team coeso, in modo da rafforzare le relazioni e migliorare la comunicazione per avere una maggiore motivazione e produttività.

TEAM BUILDING ESTIVO 

L’estate è la stagione delle ferie, ma anche delle scadenze in ambito lavorativo, pertanto diventa la stagione perfetta per le attività all’aria aperta. Stando a numerosi studi, le attività all’aria aperta aiutano a tutelare il benessere fisico e mentale, elementi chiave per avere una maggiore produttività e una vita più serena.

Tra i vantaggi che può apportare l’attività di Team building all’ aria aperta abbiamo:

  • Riduzione dello stress, il contatto con la natura e la luce del sole permettono di regolare al meglio i livelli di stress
  • Miglioramento della comunicazione, le gerarchie aziendali in un contesto diverso vengono meno e questo migliora lo scambio di interazioni tra colleghi
  • Fiducia e risoluzione dei problemi, attività sfidanti come i percorsi avventura o le escape room possono aiutare e incoraggiare il supporto nella risoluzione del problema
  • Crescita della motivazione, svolgere esperienze fuori dalla zona di comfort possono aumentare il senso di squadra e l’attaccamento all’azienda

ALCUNE ATTIVITA’ ESTIVE DI TEAM BUILDING 

Tra le attività più consigliate abbiamo:

  • L’avventura del rafting: in questa attività il team deve navigare un fiume a bordo di un gommone, in questo caso viene fatto un vero e proprio test sul coordinamento, sulla comunicazione e sulla fiducia dei componenti del gruppo.
  • Ice Building: in questa prova il team dovrà edificare una struttura interamente fatta di ghiaccio, questo renderà più stimolante la collaborazione e la capacità progettuale
  • Carton Boat:  consiste nel costruire barche con pezzi di cartone e nastro adesivo per poi salire a bordo e percorrere un breve tratto navigabile
  • Ice Cooking: si tratta di creare un ottimo gelato artigianale
  • Giochi senza frontiere: in questo caso i membri del team verranno suddivisi in squadre e affronteranno una serie di sfide personalizzate anche in base alle persone coinvolte. Le prove saranno sia fisiche, sia creative, permettendo di mettere in campo varie abilità individuali per rafforzare la coesione interna.
  • Cocktail challenge: il team building perfetto per la sera, in questa attività la parola chiave è la sperimentazione con cui dare vita ad accostamenti originali per un cocktail unico e irripetibile
  • Team radio: crea la radio aziendale perfetta per accompagnare altre attività come il family day.
  • Orienteering: mette alla prova le attività di orientamento, ma anche la capacità di agire prontamente e aguzzare il pensiero
  • Survival: in questo gioco vengono simulate delle situazioni di sopravvivenza per migliorare le capacità di problem solving dei partecipanti attraverso il ragionamento e il lavoro di gruppo
  • Lip dub: permette di esprimere la propria personalità, attraverso la creazione di un videoclip musicale
  • Barca a vela: per coloro che amano il mare, l’adrenalina e l’avventura

IN CONCLUSIONE 

Lo scopo di un evento aziendale è quello di costruire la squadra, ovvero di creare dinamiche positive che permettono il raggiungimento di obbiettivi aziendali senza perdere il benessere di tutti i membri del team. Il team building aiuta e creare ed esercitare una comunicazione efficace

Comunicare attraverso gli oggetti è diventato uno dei metodi più utilizzati dalle aziende per le proprie azioni di marketing o campagne di comunicazione.

Il Gadget è una forma di comunicazione diretta che raggiunge in poco tempo l’obbiettivo per cui è stato creato e permette allo stesso tempo la fidelizzazione del cliente.

È una forma di comunicazione non verbale, infatti nel momento in cui lo riceviamo le prime domande che ci si pone è: Perché l’azienda me lo ha donato? Cosa posso fare per ringraziare? Cosa significa?

Senza volere, pertanto, si sta già creando un’interazione con il brand.

Lo scopo del gadget è proprio trasmettere un messaggio comunicativo attraverso il regalo.

Il PTO:

I gadget sono definiti PTO (pubblicità tramite oggetto) e si possono dividere in:

  1. Oggetti utilizzati tutti i giorni: permettono di raggiungere un pubblico elevato con un costo basso
  2. Prodotti di cancelleria: fungono da promemoria (block notes, penne, agende…)
  3. Magneti personalizzati
  4. Qualsiasi oggetto di uso comune

 

Potremmo riassumere il tutto con un semplice meccanismo win-to-win, in cui tutti vincono: l’azienda cattura l’attenzione e la fiducia del consumatore, che si vede premiato, diventando a tutti gli effetti il primo “ambasciatore” di questa azienda attraverso il potere del passaparola.

GLI OBBIETTIVI E GLI ERRORI DA EVITARE:

Puntare su un oggetto per raccontare il proprio brand o per promuovere un nuovo servizio o prodotto è funzionale per diversi aspetti:

  1. Creare Engagement: crea nell’utilizzatore un senso di coinvolgimento e di interazione sia con il gadget in sè che con il logo che lo identifica
  2. Rappresentare il cambiamento dell’azienda: un oggetto alla moda, permette di far capire al cliente quanto il brand sia in grado di seguire l’evoluzione del mercato
  3. Costruire e mantenere la fiducia: offrire un gadget annualmente in occasione di fiere o meeting crea nel cliente l’attesa

 

Dopo aver definito quali sono gli obbiettivi da seguire o ricercare per comunicare nel migliore dei modi, vediamo anche quali sono gli errori più comuni da evitare:

  1. Voler stupire a ogni costo
  2. Non deve essere volgare
  3. Non deve essere eccentrico
  4. Non deve essere di scarsa qualità: se lo fosse passerebbe un messaggio di poca stabilità dell’azienda

IN CONCLUSIONE:

Si può, quindi, affermare che grazie alle ampie possibilità di personalizzazione, il gadget conferisce all’azienda una grande visibilità, permettendo di ottenere un’adeguata brand awareness che nella maggior parte dei casi comporterà l’azione finale ovvero l’acquisto.

 

Infinite sono le possibilità di scelta di un gadget aziendale, ma quel che conta infatti non è in fin dei conti nè la dimensione nè il valore dell’oggetto ma bensì la percezione complessiva del destinatario finale, ovvero ricevere gratuitamente un gadget, dà a chi lo riceve la sensazione di essere stato “premiato”, portandolo ad avvicinarsi sempre di più verso quell’ azienda che non conosceva, stimolandolo a capirla meglio.

Fonti: https://www.europence.com/comunicare-con-un-gadget/

https://www.gestalteventi.it/blog/comunicare-e-promuovere-tramite-oggetto-brandizzato/

La parola Team Building è generalmente usata in moltissimi aspetti della vita quotidiana e aziendale, ma a cosa ci si riferisce veramente quando la si utilizza.

Partiamo dall’origine della parola, per Team Building (letteralmente “costruzione della squadra), si intende l’insieme di attività e procedimenti che servono a far interagire un gruppo di persone allo scopo di migliorarne la capacità di lavorare in squadra.
Le attività possono essere formative ed educative, ma anche esperienziali oppure prettamente ludiche.

In breve, possono essere degli eventi anche molto brevi, della durata di un’ora/un’ora e mezza, che già contengono al loro interno lo stimolo alla costruzione del gruppo e non hanno bisogno di ulteriore riflessione.
Il loro utilizzo si sviluppa in due macro-ambiti principali:
– All’ interno di contesti aziendali per motivare un team di lavoro e migliorarne le prestazioni
– Come un premio per i partecipanti durante un viaggio “incentive”

COME ORGANIZZARE UN TEAM BUILDING

Per prima cosa, per organizzare un buon team building, dobbiamo avere chiari gli obbiettivi che vogliamo raggiungere.
Se vogliamo formare il team, integrarlo, cambiare l’atteggiamento delle persone nei confronti del lavoro di squadra e stimolare comportamenti positivi, allora il nostro sarà un training, che potrà essere svolto in aula, oppure attraverso una formazione cosiddetta esperenziale.
Se, invece, vogliamo premiare i dipendenti si tratterà di un evento incentive, adatto all’occasione di una festa o un Family Day aziendale.

Sulla base di questa prima scelta imposteremo lo stile di tutto quello che accadrà nel corso della nostra esperienza. Ecco dunque le domande alle quali dobbiamo rispondere prima di iniziare a progettare un evento di team building aziendale:

  • Quando?
    – qual è l’occasione a cui si riferisce l’evento? positiva o negativa?
    – qual è la stagione in cui si svolgerà l’evento? sarà, quindi, una location indoor o outdoor?
    – qual è il momento della giornata in cui si svolgerà l’evento
  • Chi sono i partecipanti?
    – membri del medesimo team aziendale
    – membri di più team
    – clienti esterni dell’azienda
  • Quali sono i motivi che spingono l’azienda ad organizzare il team building?
    – crescita troppo rapida dell’azienda che ha causato una crisi di mercato
    – fusione o acquisizione dell’azienda
    – meeting o convention tra diverse task force

Una volta che avremo risposto a tutti questi quesiti, potremmo definire il team building dal punto di vista dell’evento.
I fattori principali da tenere in considerazione sono i seguenti.
1. Definizione della tipologia:
– training di formazione
– azione e avventura per testare la collaborazione tra i membri
– social o creatività per sviluppare lo spirito di squadra
2. La location
– esclusiva e di lusso per impressionare i manager dell’attività
– rustica in campagna per stimolare una comunicazione informale
– un albergo in città o vicino ad un aeroporto per incentivare anche i lavoratori esterni

IN SINTESI

Possiamo quindi affermare che le attività di Team Building sono una parte fondamentale dello sviluppo aziendale, che contribuiscono a sviluppare il benessere dei dipendenti e a creare una forza lavoro più connessa e motivata.
Tra gli aspetti positivi vi sono  la comunicazione, la diminuzione dello stress e del burnout, l’aumento della fidelizzazione e la produttività nell’ ambente aziendale da parte dei dipendenti.

Fonte: https://www.teamworking.it/team-building/

https://empuls.xoxoday.com/it/glossary/team-building-events

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 52

E’ online il 52esimo numero gratuito della nostra rivista: “La Cartella Clinica Visiva: uno strumento di marketing odontoiatrico”.

L’inverno è la stagione perfetta per organizzare attività di team building sulla neve, un’opportunità unica per rafforzare i legami tra colleghi, migliorare la comunicazione e stimolare la collaborazione in un contesto fuori dal comune. Le attività sulla neve offrono scenari mozzafiato e momenti di svago, che si combinano perfettamente con obiettivi aziendali.

Ecco alcune idee per un team building sulla neve:

  1. Ciaspolate di gruppo

Le escursioni con le ciaspole sono un’attività ideale per i gruppi. Permettono ai partecipanti di immergersi nella natura, stimolando il lavoro di squadra e la coordinazione. Con l’aiuto di una guida esperta, è possibile scegliere percorsi adatti a tutti i livelli, rendendo questa attività accessibile anche ai meno esperti.

  1. Costruzione di igloo

La costruzione di un igloo è una sfida divertente e creativa. Richiede strategia, collaborazione e una buona dose di pazienza. I team devono lavorare insieme per raccogliere neve, modellarla e costruire una struttura stabile. Questo tipo di attività è perfetta per rafforzare la coesione e sviluppare il problem-solving.

  1. Gare di slittino

Organizzare gare di slittino è un modo semplice e spensierato per stimolare la competizione sana tra colleghi. Le discese possono essere cronometrate per aggiungere un elemento di sfida, e è possibile creare squadre per incentivare la collaborazione.

  1. Orientamento sulla Neve

Le gare di orientamento, con mappe e bussole, sono una fantastica attività per sviluppare leadership e capacità decisionali. Ambientate su un terreno innevato, queste sfide richiedono spirito d’iniziativa e un buon lavoro di squadra per trovare i punti di controllo disseminati lungo il percorso.

  1. Team Ski 

Se il gruppo è composto da sciatori, una gara sugli sci è un’opzione emozionante. Può trattarsi di una staffetta, una discesa con ostacoli o un’attività di sci sincronizzato. Queste sfide migliorano la coordinazione e rafforzano il senso di appartenenza al team.

Consigli per un Team Building efficace sulla neve

  • Pianificazione: Scegliete con cura il luogo e le attività, tenendo conto delle capacità fisiche dei partecipanti e delle condizioni meteo.
  • Sicurezza: Assicuratevi che tutti abbiano l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta per affrontare il freddo e la neve.
  • Supporto professionale: Affidatevi a istruttori o guide qualificate per garantire il corretto svolgimento delle attività.
  • Inclusività: Optate per attività che possano essere godute da tutti, indipendentemente dal livello di esperienza o di preparazione fisica.

I team building sulla neve sono perfetti per condividere un’esperienza speciale con i tuoi collaboratori. Essi permettono, innanzitutto, di uscire fuori dall’ufficio per una giornata di formazione: questo dettaglio è importante! Infatti, il team building fuori dall’ufficio ha numerosi vantaggi:

  • migliora la creatività;
  • aiuta a pensare fuori dagli schemi e a ristrutturare la propria visione di difficoltà e problemi;
  • motiva i dipendenti e migliora il morale della squadra;
  • crea ricordi unici che vanno al di là del proprio ambiente lavorativo ordinario.

Grazie a queste attività, i team possono crescere, migliorare la comunicazione e affrontare le sfide in modo più efficace. Non resta che indossare guanti e cappelli e partire per un’avventura indimenticabile!

MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 50

E’ online il 50esimo numero gratuito della nostra rivista: “MARKETING PREDITTIVO”.

Comunicazione d’impresa

Insieme di attività a carattere prevalentemente persuasivo, opportunamente pianificate da un’organizzazione per il perseguimento di obiettivi commerciali, organizzativi o istituzionali, che sono rivolte in modo consapevole e strutturato – attraverso strumenti e modalità dirette e non – ai vari pubblici interni ed esterni dell’impresa. [Glossariomarketing.it]

Quando si discute di corporale communication, si deve per forza fare riferimento alle novantacinque tesi del Cluetrain Manifesto, che si possono sintetizzare: “i mercati sono conversazioni”.

Fatta tale premessa è chiaro che ogni azienda/impresa deve essere valutata nel suo insieme, pertanto non può essere considerata un sistema chiuso ed isolato, ma piuttosto come un sistema di relazioni con soggetti vari, spesso molto diversi da loro.

A CHI SI RIVOLGE LA COMUNICAZIONE D’IMPRESA?

L’elenco degli individui e delle entità a cui si rivolge la corporale communication è davvero vasto, ma possiamo elencarli in:

  • pubblico interno all’azienda (forza lavoro, dirigenti, manager, etc)
  • clienti e potenziali clienti;
  • mass media, istituzioni e opinione pubblica.
la comunicazione d'impresa

Possiamo quindi suddividere la comunicazioni d’impresa in tre macro aree, costantemente integrate e in sinergia tra loro:

  1. comunicazione interna;
  2. comunicazione estrena;
  3. pubbliche relazioni.

 

Di fatto, tale suddivisione è un vero e proprio paradosso, ma distingue tempi e modi di comunicare.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELLA COMUNICAZIONE D’IMPRESA?

Risulta chiaro come lo scopo di ogni azienda sia quello di migliorare le proprie relazioni (sia esse interne che esterne), diffondere e aumentare la notorietà della propria immagine/identità, del proprio brand e creare valore d’impresa.

Per questo la comunicazione aziendale si concentra in:

  • marketing communication;
  • comunicazione gestionale;
  • comunicazione economico-finanziaria;
  • comunicazione istituzionale.
la comunicazione d' impresa

Le strategie d’impresa dovranno quindi concentrarsi su di una comunicazione efficace che sia diretta a stabilire relazioni valide e durature con i clienti (consolidati e potenziali), far conoscere l’organizzazione e creare goodwill (inteso come valore intangibile dell’azienda) e sviluppare coinvolgimento e cooperazione nei collaboratori (sia interni che esterni).

Gli eventi sono uno strumento efficace per comunicare e comunicarsi, veri e propri strumenti di marketing nelle mani delle aziende.

SCOPRIAMO PERCHE'

Eventi: avvenimenti, manifestazioni e altre iniziative pubbliche o private a carattere commerciale, celebrativo, culturale o con finalità di media relation realizzate per suscitare interesse nei confronti dell’organizzazione promotrice. [Glossariomarketing.it]

L’organizzazione di eventi è uno strumento di marketing e di comunicazione interna ed esterna e le aziende realizzano eventi per comunicare, promuoversi e attuare strategie di marketing.

Sebbene oggi l’uso degli strumenti online permetta di raggiungere il proprio target con risultati ottimizzati e a largo raggio, la realizzazione di eventi rimane un mezzo senza concorrenti, poiché in grado di coinvolgere emotivamente i partecipanti.

Gli eventi infatti, dalla necessità di rendere tangibili gli sforzi di marketing e pubblicità, superano i confini dell’advertising per sfociare in vere e proprie reti di relazioni, fondate sul contatto diretto tra azienda e cliente.

GLI EVENTI: Strumenti di comunicazione e marketing relazionale

MARKETING RELAZIONALE

Marketing relazionale (relationship marketing): approccio al mercato che tende a focalizzare l’attenzione dell’impresa sul cliente e sul soddisfacimento dei suoi bisogni. Si fonda sulla capacità dell’impresa di saper sviluppare e sostenere relazioni di qualità con i clienti e con gli altri stakeholder di riferimento, tali da garantire vantaggi a lungo termine per tutte le parti coinvolte. [Glossariomarketing.it]

Gli eventi, intesi quindi come ‘l’arte di dare volume a un’identità’, rappresentano uno strumento utile a suscitare e creare coinvolgimento emozionale, capace di evolversi in veri e propri ricordi positivi che trasformeranno i partecipanti in probabili clienti.

Sono di conseguenza strumenti di marketing relazionale, in grado di raggiungere ottimi risultati sulla base del rapporto qualità/efficacia, risorse investite/ritorno d’immagine e trasmissioni di valori/capacità di memorizzazione.

Realizzare un evento è perciò uno strumento utile e vantaggioso per tutte le realtà che desiderano creare fidelizzazione e propensione all’acquisto. 

Si consideri infatti che tendenzialmente si compra (e ricompra) ciò che si conosce, si ha compreso e si sente più vicino a sè. Ne consegue che un evento realizzato bene, con un alto coinvolgimento del pubblico, lascerà ricordi indelebili, diretti generatori di business.

GLI EVENTI: Strumenti di comunicazione e marketing relazionale

Vuoi realizzare un evento? Contattaci e ti aiuteremo a creare quello perfetto per le tue esigenze!

 “Lo Storytelling è l’insieme di tecniche per raccontare e condividere una storia che genera interesse e che trasmette un messaggio al fine di convincere e di far aderire a una conclusione che si presenta come definitiva“.

                                                                                        Georges Lewi

 

La definizione principale di storytelling è: “Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico”. Negli ultimi anni, questa tecnica di comunicazione è stata utilizzata da moltissimi brand nazionali ed internazionali.

Questa disciplina ha addirittura assunto un nome a sé stante: il Corporate Storytelling  (o Storytelling aziendale).  Il termine si riferisce alla strategia di usare la straordinaria potenza delle storie per creare un collegamento con il cliente target, tramite le emozioni.

Ma perché viene sempre più scelta per la comunicazione aziendale? A suo favore la facilità nel catturare l’attenzione dell’audience, portando al coinvolgimento emotivo e alla condivisione di idee e valori.

Si applica a progetti multimediali,  da diffondere e distribuire su differenti canali per aumentare la popolarità di un brand, far conoscere i valori aziendali, fidelizzare i clienti acquisiti e per attrarne di potenziali. Ogni azienda  ha una visione, ogni imprenditore (piccolo o grande) ha una storia alle spalle, ha esperienze da raccontare, valori da condividere.  Devono sapersi raccontare al meglio creandosi un proprio storytelling che rappresenti la storia del suo brand in tutta la sua unicità.

Questa strategia non solo pubblicizza l’azienda, ma riesce a creare quella “storia” intorno al prodotto che apparentemente non ha nessuna narrazione e nessun’”anima” ma che in realtà può essere ricordato al di là del suo utilizzo.

 È il potere del marketing associato allo storytelling: fa preferire un prodotto della stessa categoria merceologica a un altro, pur presentando caratteristiche simili se non addirittura identiche.

Le neuroscienze spiegano perché lo storytelling è efficace

La ricerca scientifica degli ultimi anni sui processi neurali attivati dalle storie ci danno alcuni indizi in grado di spiegare l’efficacia di questa “nuova” tecnica di comunicazione.

  • Le storie ben raccontate sono in grado di coinvolgere il pubblico attraverso il processo che gli psicologici definiscono di “trasporto narrativo”. La letteratura ha ampiamente dimostrato come le forti emozioni condivise siano in grado di creare empatia con chi ad esempio chi ci racconta la storia.
  • Lo storytelling aumenta la memorizzazione di contenuti. La scienza, ma anche l’esperienza quotidiana di ognuno di noi ha mostrato come le persone processino meglio le informazioni se presentate in forma di storia. In particolare, è provato scientificamente che una storia aiuta la memorizzazione.
  • Le storie sono in grado di catturare l’attenzione. Il cervello umano ha la forte tendenza a perdere il focus attentivo.È stato stimato che le persone si perdano a fantasticare più di 2000 volte al giorno e trascorrano metà del loro tempo a “immaginare”. Tuttavia, più una storia èinteressante, più la mente rimane concentrata.
  • Le storie sono in grado di influenzare i nostri comportamenti. Il neuroeconomista Paul Zak ha dimostrato che le persone sono molto più favorevoli a fare beneficienza per una buona causa dopo aver visto una storia ad alto contenuto emotivo.

Impostare correttamente il messaggio

Per impostare correttamente un progetto di storytelling occorre approfondire una serie di aspetti di seguito a elencati:

  • Definizione degli obiettivi: cosa vuole ottenere dalla narrazione? A seconda dei casi si dovranno utilizzare linguaggi e metafore diverse;
  • Definizione di un pubblico: A chi è indirizzato il messaggio? Un pubblico di teenager implicherà la scelta di un linguaggio diverso rispetto un pubblico adulto: temi popolari e piattaforme digitali più frequentate sono tra gli elementi da considerare ;
  • Definizione dei media: strettamente correlato al punto precedente, bisogna chiedersi  quali sono i media più adatti a ospitare la nostra storia (sito internet, social media, stampa, mostre…). Ogni canale digitale ha, infatti, delle peculiarità che lo rendono più o meno adeguato a certe tematiche o registri comunicativi;
  • Idea di storia/Contenuto: nello storytelling va definito il concetto generale attorno al quale ruoterà la storia, che dovrà essere avvincente e autentica, che sappia andare al di là della retorica autoreferenziale e dell’auto celebrazione;
  • Contenuti Multimediali le immagini hanno un’importanza fondamentale nella narrazione di un brand. Una scelta accorta dei materiali grafici rende infatti più accattivante la lettura di una pagina web. A volte sottovalutata anche la musica contribuisce (come abbiamo visto per le immagini) a intrattenere e coinvolgere gli utenti, che saranno più disposti a dedicare tempo e risorse mentali ai nostri contenuti;
  • Verosimiglianza: essere in grado di narrare una storia che il pubblico accoglie come virtualmente vera, porta ad aumentare il coinvolgimento e l’immedesimazione del potenziale consumatore.
  • Influencer blogger: occorre chiedersi chi racconterà la storia. Le aziende possono raccontarla in prima persona, ma possono anche demandare il compito agli “esperti” (influencers).
  • Tono di voce: è lo stile comunicativo da adottare, che si traduce nell’incarnazione di un personaggio-tipo in grado di rapportarsi efficacemente al pubblico di destinazione;

Lo Storytelling è un alleato strategico in ogni progetto di digital marketing. Permette di:

  • aumentare le visite al tuo sito web o blog
  • far crescere la popolarità del tuo brand sui social network
  • rafforzare la percezione positiva del tuo prodotto/servizio
  • stimolare le vendite
MEETINGWORKS MAGAZINE – NUMERO 11

E’ online l’undicesimo numero della nostra rivista: “Comunicare, oggi”

Un numero interamente dedicato alla comunicazione efficace dello studio odontoiatrico.

I vantaggi dell’applicazione della psicologia all’odontoiatria sono numerosi, considerando che quest’ultima è una tra le discipline mediche più particolari. L’indiscutibile presenza della componente psicologica correlata alla percezione del dolore del paziente è infatti un fattore non sottovalutabile.

 

Ne consegue che l’ascolto attivo dei propri pazienti è l’unico percorso utile ad entrare in sintonia con questi, imparando così a percepire paure, disagi e aspettative.

L’odontoiatra e l’intero Team dello studio dovrà perciò acquisire abilità psicologiche che permettano di gestire correttamente l’intero iter di cura del paziente.

Quali problematiche spesso riscontrate all’interno degli studi odontoiatrici può migliorare e/o limitare la psicologia?

Le variabili psicologiche che influenzano i pazienti sono numerose e di diversa natura ma quelle che rappresentano dei veri e propri limiti alle cure sono:

  • La paura del dentista e i fenomeni ansiogeni collegati
  • Le problematiche legate a fenomeni di bruxismo
  • La necessità di ricorrere alle protesi dentarie

Una corretta comunicazione e un ascolto efficace, apprendibili attingendo alle fonti della psicologia, possono infatti limitare gli episodi sopra elencati.

Secondo un’inchiesta, l’80% della popolazione italiana ha paura del dentista

Considerando la situazione odierna, caratterizzata dall’emergenza sanitaria, in che modo la psicologia può essere d’aiuto all’odontoiatria?

Oggi più che mai la comunicazione rappresenta le fondamenta di ogni rapporto medico-paziente. La pandemia, con il suo bagaglio d’incertezze ed insicurezze, ha infatti reso la pazientela meno propensa ad esporsi alle cure, sia a causa delle inevitabili ristrettezze economiche, sia per il timore del contagio, tema caldo degli ultimi mesi.

Una corretta comunicazione della sicurezza dei propri ambienti medici/sanitari e dell’adozione di tutti i protocolli è quindi fattore indispensabile per il mantenimento del flusso di lavoro dello studio.

La psicologia viene anche qui in aiuto, fornendo gli strumenti necessari per effettuare un’informazione efficace in grado di mettere a proprio agio i pazienti, creando un ambiente sereno, così limitando i fenomeni ansiogeni e le disdette.

CALENDARIO EVENTI MEETINGWORKS 2021

EVENTI WEB INTERATTIVI

Attività web ricche di interazione con i docenti, pensate per rispondere ad ogni esigenza.

Tre percorsi digitali che affrontano tre aree tematiche ora più che mai indispensabili per gestire al meglio la propria attività:

  • Fotografia
  • DIGITAL MARKETING
  • COMUNICAZIONE

 

Tre corsi interattivi nei quali sarete affiancati da docenti esperti e potrete partecipare attivamente agli incontri didattici.

Destinatario: il team odontoiatrico!
DATE DI INIZIO CORSI:
CORSO POST PRODUZIONE: 11 Gennaio 2021
CORSO DIGITAL MARKETING: 13 Gennaio 2021
CORSO COMUNICAZIONE EFFICACE: 14 Gennaio 2021
EVENTI IN AULA

Tre eventi pensati per riprendere le attività in presenza. Corsi teorici e teorici-pratici su pazienti.

Tre eventi clinici che affrontano tematiche cliniche:

  • CARICO IMMEDIATO
  • GNATOLOGIA FUNZIONALE
  • PREPARAZIONE VERTICALE

 

Pensati per le figure professionali di odontoiatri e odontotecnici.

CARTA VINCENTE: I RELATORI!

 

WEBINAR + EVENTO IN AULA

Un’introduzione via web e a seguire l’evento in aula, argomento:

carico immediato

 

EVENTO TRADIZIONALE

L’evento cardine del 2021, in una location esclusiva tra le colline bresciane. Nove i relatori di fama nazionale ed internazionale che si divideranno il palco per trattare il tema della:

preparazione verticale
DATE DI INIZIO CORSI:
GIORNATE D’AULA: 27 marzo 2021
corte franca, brescia

 

EVENTO IBRIDO

Un evento innovativo, una formula speciale per rispondere alle esigenze di tutti: 12 partecipanti in aula e contemporaneamente la diretta live streaming. Argomento:

GNATOLOGIA FUNZIONALE
DATE DI INIZIO CORSI:
GIORNATE D’AULA: 23-24 aprile 2021
vicenza

SCARICA LA BROCHURE DI PRESENTAZIONE
Da sempre, per coloro che operano nel settore sanitario è necessario acquisire competenze comunicative efficaci, oltre quelle relazionali ed organizzative

 

A maggior ragione, nel mutato contesto caratterizzato dalla pandemia e l’emergenza sanitaria, tali competenze trasversali risultano essere pressoché essenziali. Vere e proprie competenze aggiuntive che facilitano la gestione e la crescita manageriale della propria realtà.

Ciò è fondamentale anche all’interno degli Studi Odontoiatrici, che sempre più spesso si concentrano a generare ed alimentare il benessere psicologico dell’individuo. Oggi infatti è il paziente che ha la necessità di ricevere un approccio e un’accoglienza diverse da quelle che riceveva in passato.

La relazione comunicativa è quindi il primo mezzo per consolidare un rapporto con i propri pazienti.

Sine qua non: una comunicazione chiara e trasparente, che trasmetta fiducia.

IL TEAM COME SOGGETTO RESPONSABILE

Considerando l’importanza degli aspetti legati al modo di gestire i rapporti con i propri pazienti, appare chiaro come l’intero Team Odontoiatrico sia il soggetto responsabile dell’unione studio/paziente.

Oggi soggetto del team dovrà infatti essere in grado di stabilire relazioni personalizzate che garantiscano la fidelizzazione. Si evolverà così, per migliorare, la qualità del lavoro all’interno dello studio stesso che concentrerà parte delle sue attenzioni ai rapporti interpersonali.

Obiettivo

 Soddisfare le aspettative dei pazienti, sempre più ‘bisognosi’ di attenzioni che vanno oltre il servizio sanitario offerto.

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