I social media si stanno affermando come abituali strumenti di comunicazione, espressione e socializzazione, e la loro onnipresenza in ogni momento della vita quotidiana ci impone una profonda presa di coscienza sul ruolo che hanno queste nuove risorse tecnologiche.

Hanno infatti rivoluzionato il nostro modo di comunicare, comprare, scrivere e lavorare, ma resta ancora indefinito il ruolo negli ambiti educativi e formativi.

Certo, non è un’associazione spontanea quella tra social media e formazione, vista la loro associazione a marketing e pubblicità, ma negli ultimi anni il loro uso nella diffusione didattica è divenuto un tema molto discusso.

I social media sembrano infatti essere in grado di adeguarsi alle nuove esigenze e modalità di apprendimento, tipiche del 21° secolo, presentando ottime alternative alla didattica tradizionale.

 Quali sono i social media a cui ci riferiamo?
  • Facebook
  • Twitter
  • Linkedin
  • GoogleDrive
  • YouTube

 

FACEBOOK

Utilizzato sia per la produzione che per la condivisione di contenuti e conoscenze. Permette di creare gruppi di discussione e facilita lo scambio di opinioni grazie alla possibilità di commentare e chattare. In ottica formativa, può essere utilizzato per:

  • Aprire una pagina dedicata all’emittente del corso, completa di vetrina dedicata all’offerta formativa;
  • Creare gruppi di discussione fra l’organizzazione, i docenti e gli studenti, per condividere informazioni e materiali didattici;
  • Creare campagne pubblicitarie in grado di diffondere i servizi formativi proposti e oltrepassare i confini fisici del territorio;
Social Media

 

TWITTER

Utile per coordinare le attività, dare scadenze, indicare fonti (usando le liste) o ricercare informazioni seguendo un determinato topic (argomento) contrassegnato con il noto #hastag.

E’ inoltre un valido strumento per creare/partecipare a progetti collettivi.

 

Social Media

 

YOUTUBE

Conosciuta come piattaforma per la produzione e la pubblicazione di video, si dimostra performante per reperire risorse finalizzate ad approfondire determinati argomenti.

E’ inoltre uno strumento da utilizzare nella nuova metodologia didattica Flipped classroom (didattica capovolta), ove l’argomento della lezione viene studiato autonomamente attraverso il materiale suggerito o prodotto dall’insegnante, ed in classe si condivide e si discute quanto appreso.

Social Media

 

INSTAGRAM

Nota per essere un applicazione che permette di condividere foto, video, storie e che consente di gestire un’attività di business, di fatto efficace come strumento di formazione, grazie alle numerose opportunità fornite:

  • Condivisione di approfondimenti di studio contestualizzati all’immagine o video pubblicati
  • Gestione di dirette live che consentono di realizzare vere e proprie lezioni didattiche
  • Creazione di pagine dedicate ad argomenti di studio specifici
Social Media

L’importanza strategica dei social media, intesi come strumenti di formazione, è fin’ora stato affrontato da psicologi, insegnati, pedagogisti e scienziati.

La stessa Unione Europea, attraverso la rete “European Schoolnet” dei ministeri dell’istruzione europei, ha portato a termine un interessante progetto in collaborazione di Facebook: il progetto SMILE (Social Media In Learning and Education).

Progetto che mirava a capire sfide ed opportunità da affrontare nella formazione di persone costantemente immerse in un mondo in cui i social media e la tecnologia sono onnipresenti.

Infatti, se consideriamo come l’uso di Internet sia ormai consolidato in quasi tutte le realtà didattiche, il passo all’utilizzo delle piattaforme Social (che uniscono video, interattività e minor formalità) è breve.

 

I social media quindi si confermano un’aggiunta positiva agli strumenti di formazione, considerati i numerosi vantaggi, tra i quali:

  • un maggior senso di comunità educativa;
  • formazione su strumenti d’uso quotidiano, più pratici e facili da usare;
  • fluidità, costanza e la facilità di comunicazione;
  • coordinamento di un elevato numero di persone anche molto distanti tra loro;
  • socializzazione e condivisione di dati e informazioni;
  • miglioramento della produttività degli utenti.

In conclusione, la formazione in aula non va certo considerata obsoleta o inefficace, ma è innegabile che le “Social Technologies” possano dare alla formazione, all’educazione e ai processi di apprendimento formali e informali, un boost eccellente in termini di attrattiva, efficienza ed efficacia.

 

LA NUOVA NEWSLETTER DI MEETINGWORKS – NUMERO 3

E’ online il terzo numero della nostra rivista!!

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Anche i medici e gli odontoiatri sono assoggettati a un obbligo di formazione continua, secondo il sistema ECM. I controlli spettano all’ordine. Tutti i medici e gli odontoiatri iscritti ai relativi albi sono tenuti ad adempiere all’obbligo formativo, secondo il sistema ECM. L’obbligo, in particolare, scatta a partire dall’anno solare successivo a quello di iscrizione all’albo e prosegue sino a che si resta iscritti, salvo i casi di esonero ed esenzione.
Il medico in pensione che continua a essere iscritto all’albo, quindi, deve continuare ad acquisire crediti ECM.
Formazione medici: quanti crediti?
Il sistema di formazione ECM è strutturato in trienni formativi: ogni tre anni, i medici (e gli odontoiatri) devono acquisire 150 crediti.
Per i medici libero professionisti, questo è l’unico limite, mentre per i medici dipendenti vengono fissati anche degli obiettivi annui.
Chi è in regola con la formazione del triennio precedente o in tale arco temporale ha acquisito un cospicuo numero di crediti può beneficiare di alcuni sconti, ovverosia di una riduzione del numero dei crediti da acquisire nel triennio in corso, che varia a seconda dei crediti effettivamente acquisiti nei precedenti tre anni e che è pari al massimo a 30 ECM.

Sospensione obbligo formativo e medici esonerati
La normativa ECM prevede alcune ipotesi di esonero dall’obbligo formativo dei medici e degli odontoiatri.
In particolare, non sono tenuti ad acquisire crediti coloro che:
frequentano un corso di specializzazione universitario, un master universitario o un dottorato di ricerca;
frequentano un corso di specializzazione in psicoterapia promosso da scuole riconosciute dal Miur;
frequentano un corso di formazione in medicina generale;
frequentano un corso di formazione e aggiornamento in materia di Aids.
L’esonero è di quattro crediti al mese o a frazione di mese superiore a quindici giorni.

In altri casi, la formazione è sospesa in conseguenza di alcune situazioni che determinano la sospensione della stessa attività medica. Si tratta, nel dettaglio, delle seguenti:

  • congedo previsto dalla normativa a sostegno della genitorialità;
  • permesso per gravi patologie;
  • assenza per malattia;
  • aspettativa per motivi familiari;
  • aspettativa per cooperazione sanitaria internazionale;
  • richiamo alle armi;
  • incarico di direttore sanitario o direttore generale di ASL o di AOU;
  • assegnazione di una carica pubblica elettiva.

Anche in questo caso, sono “scontati” quattro crediti al mese o a frazione di mese superiore a quindici giorni.
Formazione medici: chi controlla?
Il controllo del rispetto dell’obbligo formativo da parte di medici e odontoiatri è affidato alla segreteria dell’ordine di appartenenza, che può chiedere in ogni momento agli interessati di attestare i crediti complessivi riportati nel periodo di riferimento. Gli ordini che non eseguono i controlli possono porre in essere il reato di omissione di atti d’ufficio.
Medici senza crediti: quali conseguenze?
Le conseguenze dell’inadempimento dell’obbligo di formazione da parte dei medici e degli odontoiatri possono essere molteplici. Innanzitutto, gli stessi possono essere sanzionati dal proprio ordine, con ripercussioni che possono essere anche molto pesanti. È ad esempio di aprile 2019 la notizia del primo sanitario (un dentista) sospeso per tre mesi dalla professione proprio per non essersi aggiornato con costanza.
Il medico non formato può poi avere problemi con la propria assicurazione e in un’eventuale causa di risarcimento danni intentata da un paziente. Se poi si tratta di un dipendente di una struttura privata, le conseguenze dell’inadempimento dell’obbligo formativo possono riversarsi anche su quest’ultima, che potrebbe perdere le eventuali convenzioni in essere con la ASL di appartenenza.
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